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Prevenzione, diagnosi e controllo della Varroatosi
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Rob
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Messaggio da Rob »

..sempre premesso che gli apiari e i climi italiani son molti e molto diversi.. che le apicolture e le teste idem.. pertanto prendere "alla leggera".. :)

la varroa è sempre presente.. all apicoltore non deve interessare "quanta".. l apicoltore deve solo monitorare la situazione..

si potrebbe fare in questo modo, molto semplice, costo zero, sicuro e certo.. : osservare queste poche cose vi aiuterà a capire in che "direzione state andando" , per quanto riguarda l infestazione e la pressione che esercita sul ricambio di api vive..

perchè in sostanza la varroa diminuisce il ricambio di api vive.. ;)

-osservare la caduta naturale
-osservare le api nuove nate
-osservare lo stato della covata
-osservare le varroe sul dorso delle api

ci vogliono dei segnali seriamente preoccupanti su almeno due o tre punti che ho elencato.. oppure a mio avviso l ipotetico alveare in questione non ha necessità di essere trattato a breve..


------------------------------------------


per far si che un alveare (presumiamo trattato oggi) muoia e collassi per la varroa , ci vorranno delle stagioni.. stagioni di accumulo e incuria.. è inverosimile che un alveare muoia in pochi mesi.. :)

(ciò che invece muore in breve ha problemi pregressi non risolti)

pertanto.. un trattamento fatto secondo le giuste direttive ha risultati più che accettabili e largamente sufficienti..

è sacrosanto e doveroso trattare ogni anno (condivisibile o meno oltretutto obbligatorio), ma ci si deve andare cauti, i prodotti che si usano non sono un toccasana.. se avrete la pazienza, ci son metodi ben più "ecologici" (ed economici!) per garantire una degna caduta di acari e dormire sonni tranquilli.. ;)

contrariamente oggi "ci si inventa" , perlopiù.. le asl e i professionisti del settore hanno già indicato la via.. basta insistere dai.. :)

amici fidatevi.. la paura della varroa fa i danni maggiori.. ;)
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da Kekkocs87 »

Allora io stamattina ho controllato un po tutto, premetto che i tutto ho 7 famiglie, una comprata e 6 sciami catturati, su quella comprata che é l unica dove ho messo il melario ho trovato 7 8 acari nel cassetto, in 4 ernie 1 o 2 acari e in 2 arnie 3 o 4. Come sono messo???
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da ArisBaggio »

Io purtroppo o per fortuna mi trovo sempre d'accordocon Rob :) :) :) , però devo dire che il terrorismo psicologico viene fatto in primis dai corsi e poi con il fatto che i trattamenti obbligatori devono essere fatti con determinati medicinali. (se poi convenga farli perchè le ditte farmaceutiche sono più contente..)
Però per chi è come me alle prime armi è davvero dura provare e trovare metodi "ecologici" (ed economici!). Perchè se io ho 4 arnie e inizio a sperimentare magari resto con 1. E poi ricominciare è davvero dura...
Poi capisco anche quelli che non dicono cosa fanno, perchè se poi provo io e mi muoiono le api..allora magari incolpo il povero apicoltore che ha voluto solo consigliare..
Il tuo Rob riassunto mi sembra uno stimolo a trovare prodotti migliori, più economici e a questo punto naturali che danno gli stessi effetti delle medicine che adoperiamo e talvolta in quantità più abbondanti del necessario..ho capito bene?
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da ciocca956 »

A me, invece, riesce sempre difficile comprendere a pieno le argomentazioni di bob.
Stavolta, del poco che ho capito, gran parte non lo condivido.
Io non faccio test e nemmeno osservo con accanimento la condizioni delle api. Faccio di norma due trattamenti. Uno estivo dopo il confinamento della regina e blocco della covata che faccio un mesetto prima delle indicazioni canoniche (quest'anno ho iniziato a confinare le regine il 24 giugno) e poi intorno a natale in genere con due sublimati quando il blocco naturale invernale della deposizione è in atto. A questo proposito secondo me le regine smettono di deporre "quasi" indipendentemente dalla temperatura se la famiglia è molto robusta e ha una quantità di scorte che toglie alla regina lo spazio per deporre, cosa che da me avviene per la grande quantità di edera che c'è nella mia zona.
In pratica io non esamino le api ma seguo il calendario che dice che in primavera al notevole sviluppo della deposizione corrisponde un notevole sviluppo dell'infestazione di varroa. Pertanto il trattamento estivo (da molti detto tampone) serve per mantenere l'infestazione a livelli tollerabili dopo il forte sviluppo primaverile mentre quello invernale consente di avviare la stagione successiva con un livello basso di varroe svernanti, quelle che, come le api, vivono più a lungo di quelle estive.
Per me non esiste mai una famiglia di api che non necessiti di questi due trattamenti.
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da Rob »

Allora io stamattina ho controllato un po tutto, premetto che i tutto ho 7 famiglie, una comprata e 6 sciami catturati, su quella comprata che é l unica dove ho messo il melario ho trovato 7 8 acari nel cassetto, in 4 ernie 1 o 2 acari e in 2 arnie 3 o 4. Come sono messo???
a mio avviso, se davvero così fosse, non hai bisogno di trattare ora.. puoi rimandare tutto a dicembre.. [ ma attenzione (!!) è una questione che non posso giudicare da qui!! ]

però devi pensare anche ai modi e i tempi che vorrai adottare tu nella tua apicoltura..

perchè se mi dici che in inverno vuoi gocciolare (o mettere striscette) allora siamo punto e accapo.. ogni periodo ha la sua tecnica, per intenderci il gocciolato puoi somministrarlo solo in estate, o comunque con temperature elevate e alveari in ripresa.. non ha senso buttare striscette e prodotti "ad minchiam" , ogni prodotto ha modi e temperature da rispettare..

oltretutto credo fermamente che l abilità nel somministrare un prodotto è più incisiva del prodotto stesso!!


per questo vi ripeto che non ha senso in una manciata di stagioni aver già "provato di tutto".. non è così che funziona, vuoi provare il blocco con gocciolato?? ..bene ti ci vorranno almeno tre o quattro stagioni consecutive per stabilire la bontà di quanto fatto.. dovrai diventare abile a "brandire quest arma" , da sola e senza il tuo occhio non serve a nulla..

non si può stabilire dopo un (!) trattamento se sarà la vostra via o meno.. queste son le sfide maggiori ... ;)

sono io che ora chiedo a te: ..e come stanno le tue api??

;)
Ultima modifica di Rob il 09/07/2025, 22:30, modificato 1 volta in totale.
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da Rob »

ArisBaggio ha scritto: 09/07/2025, 16:44 Io purtroppo o per fortuna mi trovo sempre d'accordocon Rob :) :) :) , però devo dire che il terrorismo psicologico viene fatto in primis dai corsi e poi con il fatto che i trattamenti obbligatori devono essere fatti con determinati medicinali. (se poi convenga farli perchè le ditte farmaceutiche sono più contente..)
Però per chi è come me alle prime armi è davvero dura provare e trovare metodi "ecologici" (ed economici!). Perchè se io ho 4 arnie e inizio a sperimentare magari resto con 1. E poi ricominciare è davvero dura...
Poi capisco anche quelli che non dicono cosa fanno, perchè se poi provo io e mi muoiono le api..allora magari incolpo il povero apicoltore che ha voluto solo consigliare..
Il tuo Rob riassunto mi sembra uno stimolo a trovare prodotti migliori, più economici e a questo punto naturali che danno gli stessi effetti delle medicine che adoperiamo e talvolta in quantità più abbondanti del necessario..ho capito bene?
purtroppo la verità sta nel mezzo.. il primo risparmio riguarda le dosi, spesso basta meno .. poi il risparmio vero, che è quello sugli alveari da ricomprare.. perchè la realtà (fastidiosa) è che la maggior parte dei cadaveri proviene da una malgestione , in buona fede ovviamente, ma tant è..
una realtà veramente "biologica" non esiste in questo campo, però possiamo fare scelte molto sensate.. volendo.. ;)

vorrei che il mio stimolo fosse quello di guardare più da vicino le reazioni delle api stesse e dei vostri capi allevati mentre adottate le vostre filosofie..
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da Rob »

ciocca956 ha scritto: 09/07/2025, 21:03 A me, invece, riesce sempre difficile comprendere a pieno le argomentazioni di bob.
Stavolta, del poco che ho capito, gran parte non lo condivido.
Io non faccio test e nemmeno osservo con accanimento la condizioni delle api. Faccio di norma due trattamenti. Uno estivo dopo il confinamento della regina e blocco della covata che faccio un mesetto prima delle indicazioni canoniche (quest'anno ho iniziato a confinare le regine il 24 giugno) e poi intorno a natale in genere con due sublimati quando il blocco naturale invernale della deposizione è in atto. A questo proposito secondo me le regine smettono di deporre "quasi" indipendentemente dalla temperatura se la famiglia è molto robusta e ha una quantità di scorte che toglie alla regina lo spazio per deporre, cosa che da me avviene per la grande quantità di edera che c'è nella mia zona.
In pratica io non esamino le api ma seguo il calendario che dice che in primavera al notevole sviluppo della deposizione corrisponde un notevole sviluppo dell'infestazione di varroa. Pertanto il trattamento estivo (da molti detto tampone) serve per mantenere l'infestazione a livelli tollerabili dopo il forte sviluppo primaverile mentre quello invernale consente di avviare la stagione successiva con un livello basso di varroe svernanti, quelle che, come le api, vivono più a lungo di quelle estive.
Per me non esiste mai una famiglia di api che non necessiti di questi due trattamenti.
cioè tu tratti senza aver stabilito l infestazione e se cè reale bisogno? ti fidi del considerando che la varroa "cè sempre"?

onestamente credo tu faccia un trattamento di troppo.. il blocco con gocciolato è un trattamento vero e proprio (proprio perchè in assenza di covata), non è solo un tampone.. il trattamento "tampone" serve appunto per tamponare mentre si attende il blocco naturale e vien fatto mentre cè la covata (si chiama così apposta!)

mi spiace che tu non osservi le api e le loro condizioni.. per me è fondamentale, invece.. in questo modo non osserverai mai l impatto che hanno i trattamenti sulla "cute vera" delle tue api.. i più accorti hanno già visto l impatto che "invecchia" le ultime nuove nate , e l erosione che porta sulle ali delle api.. oltretutto le scorte vengono aggredite (letteralmente!!) pertanto i glomeri devon essere belli pieni..


perdonami, forse a te va bene proprio perchè hai abbondante flusso nettarifero e loro possono superare quell intervento, a mio avviso "extra".. ti garantisco che in certe zone con il tuo metodo gli apiari avrebbero le stagioni contate.. senza offesa, è solo ciò che si constata.. però sono contento tu abbia trovato il tuo "giro" che ti permette di non avere più mortalità, in quel senso.. dovrebbe esser la mira di tutti.. :)

per me la maggiuor parte delle famiglie necessiterebbe della metà dei trattamenti.. ;)

guarda, da parte mia posso solo dire che l apicoltura è cambiata troppo negli ultimi 10/15 anni.. poi negli ultimi 5 se ne son viste di tutti i colori.. il meteo così non si è mai visto in tutta la vita.. mhà.. cè ancora chi opera ancora secondo calendario? ;)

mi vien spontanea una domanda.. ma se il sublimatore ce l hai, perchè lo goccioli?
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da ciocca956 »

cioè tu tratti senza aver stabilito l infestazione e se cè reale bisogno?
Si. Penso che sia superfluo cercar e di stabilire quanta varroa c'è. Se per alcuni mesi c'è tanta covata significa "in automatico" che si sviluppa tanta varroa. Poi che a luglio ci siano 1000 o 2000 acari per arnia sempre tanti sono e tratto.

ti fidi del considerando che la varroa "cè sempre"?
E' fuori discussione che la varroa c'è sempre perciò con la covata c'è sempre anche il suo incremento.

onestamente credo tu faccia un trattamento di troppo..
In Veneto sono obbligatori due trattamenti per ogni famiglia. Uno estivo e uno invernale. In ogni caso vale il ragionamento suesposto.

il blocco con gocciolato è un trattamento vero e proprio (proprio perchè in assenza di covata), non è solo un tampone..
Non serve a niente disquisire sulle denominazioni. 20 anni fa il trattamento estivo venne suggerito dai tecnici in virtù del fatto che quello invernale si dimostrava spesso insufficiente per un controllo efficace della infestazione soprattutto perchè a fine estate la popolazione di api diminuisce e quindi la percentuale Varroa/api sale alle stelle.


mi spiace che tu non osservi le api e le loro condizioni.. per me è fondamentale, invece.. in questo modo non osserverai mai l impatto che hanno i trattamenti sulla "cute vera" delle tue api.. i più accorti hanno già visto l impatto che "invecchia" le ultime nuove nate , e l erosione che porta sulle ali delle api.. oltretutto le scorte vengono aggredite (letteralmente!!) pertanto i glomeri devon essere belli pieni..
Non ho detto che non osservo lo stato delle api. Ho detto che non faccio test per stabilire il grado di infestazione.

perdonami, forse a te va bene proprio perchè hai abbondante flusso nettarifero e loro possono superare quell intervento, a mio avviso "extra".. ti garantisco che in certe zone con il tuo metodo gli apiari avrebbero le stagioni contate.. senza offesa, è solo ciò che si constata.. però sono contento tu abbia trovato il tuo "giro" che ti permette di non avere più mortalità, in quel senso.. dovrebbe esser la mira di tutti.. :)
Ognuno opera secondo quanto la sua esperienza e il suo ambiente gli suggeriscono.

per me la maggiuor parte delle famiglie necessiterebbe della metà dei trattamenti.. ;)
Per te ma non sei dio!

guarda, da parte mia posso solo dire che l apicoltura è cambiata troppo negli ultimi 10/15 anni.. poi negli ultimi 5 se ne son viste di tutti i colori.. il meteo così non si è mai visto in tutta la vita.. mhà.. cè ancora chi opera ancora secondo calendario? ;)
In Veneto tutti gli apicoltori che seguono le indicazioni dei servizi veterinari regionali alias Istituto Zooprofilattico delle Venezie. C

mi vien spontanea una domanda.. ma se il sublimatore ce l hai, perchè lo goccioli?
Mi viene spontanea una risposta.
Il gocciolato in estate va bene. Dimostrami il contrario. Con studi o articoli scientifici non con tue opinioni o di altri.
Il sublimatore ce l'ho eccome. Ma l'Apibioxal col sublimatore non funziona perchè con due sublimate si intasa di sostanze che carbonizzano e serve più tempo per pulirlo che per trattare. In inverno sublimo ossalico puro anche se non ammesso.
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da Rob »

certo che importa poco il numero in sè, ed è per questo che si stabilisce osservando l effetto che fa sulle api.. neppure noi facciamo test, è pura osservazione!! per stabilire appunto l impatto che (appunto) quel presunto numero ha sul ciclo delle api.. :)

certo che cè sempre varroa, ma non sempre è a tali livelli da richiedere interventi così pesanti o ripetuti.. amico, stiamo parlando proprio di questo.. :)

certo che le asl ti obbligano, è qui che nascono le incomprensioni, perchè se sei obbligato anche quando non serve , significa che il sistema non va tanto bene eh.. ti pare? parlerei volentieri anche di questo..

vent anni fa?? sei serio? perchè vent anni fa non esisteva nè il glicerolo nè il sublimatore nelle ricette a base di ossalico!!! il trattamento estivo venne consigliato perchè non c era modo di far funzionare il gocciolato in inverno , oltretutto l unico modo era somministrarlo con lo zucchero, allora si diffuse il blocco estivo e tutte le amenità conseguenti..

certo che non serve disquisire sulle nomenclature, ma di certo il loro corretto utilizzo è d obbligo , se vogliamo capirci.. o stiamo nominando a vanvera, oppure hai creduto di fare "tamponi" fin qui.. non possiamo chiamare cose con altri nomi dai..


il prodotto è il medesimo, ma gocciolato o sublimato la differenza è enorme.. tu non ne trovi?
il sublimatore nasce per togliere appunto le pecche che ci sono nel somministrarlo liquido e obbligandoci a bloccare le regine!!

[..ma mi chiedo sempre e comunque perchè lo goccioli in estate, dato che il sublimatore ce l hai!!]

in primis è meglio perchè meno tossico per le api e le regine ne traggon giovamento (a non essere bloccate), ma il vero scalino che ha concesso il sublimatore all apicoltura è: consente di prolungare la stagione senza compromettere i benefici di un trattamento invernale!! odiernamente quello estivo è d emergenza!!


oltretutto i lavori del blocco si accavallano con altri di questo periodo, è un bastone tra le ruote troppo grande perchè vi costringe "a fare le corse", sbaglio? .. volete tribolare ancora? .. e avanti..

la dimostrazione stà negli apiari che appunto campano con meno trattamenti, ovvero solo quello invernale..
la dimostrazione sta in tutte le aziende che al momento opportuno hanno deciso di puntare sul sublimatore e ora lavorano ancora, quindi dove è il problema vero?? ;)

dall arrivo del sublimatore si lavora meglio.. tutto qui.. io stesso ottengo risultati migliori con meno sforzo, ma sopratutto ho le api che stanno bene.. da quando ho il sublimatore non ho più bisogno di fare il blocco estivo ed è davvero una liberazione, per me.. :)

..se mi guardo in giro, la maggior parte delle problematiche che esponete riguarda proprio blocchi e gocciolati.. secondo voi, cosa ne si dovrebbe pensare??

son ben lontano dall essere dio, ma perlomeno parlo di cose che conosco e comprendo..

purtroppo non riesco ad essere completo , ma spero abbiate pazienza..

spero di non averti urtato, non è mia intenzione.. :)
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da Rob »

per completezza.. ;)

il cruccio stà qui.. (a mio avviso e a cuor leggero)

trovare il proprio "giro"..

mentre si impara nei primi anni và bene trattare "alla cieca".. ma uno tra gli errori è scambiare , confondersi, non aver le idee chiare, sulle le cause di morte di un alveare..

purtroppo qualcuno non riesce a vedere la causa e da la colpa all episodio del momento.. molte volte alla varroa..

spesso dove due trattamenti hanno fallito ne seguiranno tre.. poi quattro.. e via andare.. non si può scadere in questo.. ma è "la prassi"..

non è facile, si capisce.. :)

partite da questo concetto , se vi và.. gli alveari dimostrano una straordinaria resistenza e resilienza, alcune conduzioni di poche pretese possono far campare delle famiglie anche cinque o sei anni, o più.. se voi a oggi siete "costretti" a trattare in questo modo, siete sulla strada giusta? può durare a lungo? vi sembra un hobby rilassante? ;)


(davvero senza paranoie) ;)
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da Gaarth_ »

comunque io sono apicoltore da 2 anni, lavoro a jesolo e nessuno mi ha detto che sono obbligato a trattare, tant'è che non sono obbligato a fare nulla sulle mie api. a parte segnalare alle autorità, ovviamente per tenermi sotto controllo, che sia mai che possiamo essere liberi di pensare e di agire con la nostra testa. alle 6 ore di corso che ho frequentato me detto si fa così e colì e si tratta in questo periodo perchè si faccosì
protocollo dopo protocollo. alla luce dalla vostra esperienza è così? eppure mi sento ripetere dalle stesse persone che ogni alveare ha le sue caratteristiche le sue condizioni etc etc. ma applicate un protocollo unico per tutti......? :roftl:

fondamentalmente penso che il punto di Rob sia questo.
in ciò che scrive ciocca, ci sono delle contraddizioni.. e si esume che giustamente sia una persona attenta e desiderosa di informarsi, ma la domanda è: da chi ci stiamo informando? da persone che anno esclusivamente a cuore il benessere delle api? o da chi alla fine del mese deve far tornare i conti? non dovremmo invece imparare a "leggere" le indicazioni che ci danno le api? un po' come "pensare da ape"?
enti, asl, veterinari, fanno tutti parte di un sistema, lo stesso sistema che, non servono prove scientifiche per vederlo, favorisce spesso i criminali e i banditi.
ora i sto generalizzando e mi scuso perchè in mezzo ci sono molte persone per bene. ma non sono giustificate dal adeguarsi ad un sistema "malato".

Rob, a mio avviso, si "batte" per farci capire che forse dobbiamo riguardare il nostro approccio di pensare e quindi poi di agire, secondo dei criteri che non sono puramente scientifici
perchè vi faccio un esempio:
noi trattiamo i nostri animali contro i parassiti, io ho avuto a che fare anche con cani e gatti che vivono in aperta campagna, dove c'è il rischio che ci siano parassiti nell' erba, hanno preso vermi, hanno preso zecche e pulci, ma la condizione è stabile perchè vivono con quello che trovano, vivono liberi, per "modo di dire" (capiamoci, qui si complica perchè per la società è inammissibile che le bestie siano libere in un contesto dove si sono più persone. sono fondamentalmente liberi. cosa che è concettualmente diversa per le api) infatti io dal veterinario ci vado 1 volta ogni 10-15 anni. e ci sono stato per via di una volpe che ha scorticato la zampa della gatta. ma l'ambiente che tentiamo di offrigli è il più sano possibile. una bestia sana in natura non presenta "infestazioni"! è un meccanismo naturale che serve a creare una "convivenza" tra i vari organismi dove il parassita viene tenuto sotto controllo.. se c'è un "infestazione" salvo "rari casi", allora c'è un problema o più di uno.. se per qualche ragione sopravvive, quelli che rimangono sono i più forti, se muore, la genetica non avanza. accade ciclicamente ed è un dato di fatto come la gravità.

quindi perchè devo intestardirmi per "avvelenare" o "stressare" anno dopo anno le bestie a cui dico di voler bene?
perchè se le volessimo davvero bene le lasceremmo vivere?
perchè "se mi trovo bene così" non mi sforzo di trovare un modo migliore e in accordo col tutto?
e se succede, succede...
il nostro lavoro è prenderci cura si, ma non ossessivamente al punto di far potenziali danni a lungo e lunghissimo termine.. ma noi umani siamo perversi maniaci del controllo su tutto e tutti, chi più chi meno, in una forma o in un altra, nella nostra piccola dimensione che sia.
perfino dalla peste riescono a guarire, se le api son forti. se collassa, quelle api non stavano poi così bene. se una su dieci si infetta perchè è molto probabile che ci sia una strage? perchè le api sono indebolite dalle maldestre pratiche, ma tanti sono terrorizzati dalla perdita potenziale di ritorno economico per cui via di eutanasia... il detto dice che se si ha paura di esser punti, il gusto del miele, noi non lo assaggiamo.

50 anni fa anche la plastica sembrava la scelta sicura, sostenuta dalla scienza. e adesso col senno di poi, ci stiamo mangiando le dita. é successo, succede, e succederà ancora. ragazzi vogliamo ammettere che anche la scienza, sbaglia? le api sono qua da prima di noi, per chi ci vuol credere, milioni di anni. strano come arriviamo noi, non sono più in grado di sopravvivere......?

tuttavia, a differenza di altri, nessuno di noi vi sta imponendo come operare, la libertà è sacrosanta, e siamo anche liberi di sbagliare.
per cui se in fin dei conti le vostre api stanno e stanno bene, va bene così.....ma la fatica la fan loro, non noi.
in fin dei conti è proprio facendo errori che si impara a migliorare...

non prendete il mio come un attacco personale, e se lo fate, è un vostro problema. stiamo cercando di sensibilizzarci di più verso aspetti che anche la scienza omette, ignora. per cui alla fine dico che la scienza dovrebbe essere complementare alla ragione, non escluderla.
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da ciocca956 »

Come per tutti gli allevamenti di animali volti alla produzione di alimenti a destinazione umana anche le api sono sottoposte ad un protocollo di profilassi sanitaria a cui tutti gli allevatori "apicoltori" sono tenuti ad attenersi. Piaccia o no. Questo per tutelare sia la salubrità di questi alimenti prodotti sia per mantenere un livello generale di salute animale tale da garantire il minimo possibile di propagazione delle malattie che colpiscono la specie animale a tutela di tutti gli allevamenti presenti in un determinato territorio. Pensare che l'apicoltura possa essere esonerata da questi obblighi è sintomo di disinteresse totale alla salute e agli interessi degli allevatori concorrenti.
Ognuno può pensarla e comportarsi diversamente dalle linee guida stabilite dalle autorità preposte. D'altronde ci sono pure i ladri e gli assassini anche se rubare e uccidere è vietato.
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da Gaarth_ »

e infatti ne abbiamo le prove dal vissuto che molto spesso le regole da loro stessi imposte per "garantire sicurezza" e "qualità" vengono aggirate ed infrante.

i fatti parlano da soli, non c'è molto altro da dire in effetti...ripeto, i vostri apiari parlano per voi..se le api stan bene, siam' apposto.


già che ci siamo clippiamo anche le ali...meh :ya:


staremo a vedere quanta strada riusciamo a fare prima di rendersi conto che c'è bisogno di cambiare. :wink:
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da Rob »

ciocca956 ha scritto: 11/07/2025, 20:13 Come per tutti gli allevamenti di animali volti alla produzione di alimenti a destinazione umana anche le api sono sottoposte ad un protocollo di profilassi sanitaria a cui tutti gli allevatori "apicoltori" sono tenuti ad attenersi. Piaccia o no. Questo per tutelare sia la salubrità di questi alimenti prodotti sia per mantenere un livello generale di salute animale tale da garantire il minimo possibile di propagazione delle malattie che colpiscono la specie animale a tutela di tutti gli allevamenti presenti in un determinato territorio. Pensare che l'apicoltura possa essere esonerata da questi obblighi è sintomo di disinteresse totale alla salute e agli interessi degli allevatori concorrenti.
è sacrosanto.. e condivido appieno.. peccato che, alla realtà dei fatti non è così..
chi davvero ha a che fare con questo animale, sopratutto per lavoro , avrà senz altro a che fare con le asl quotidianamente ; e con tutto il circondario.. che facciamo? ne parliamo?? :)

Ognuno può pensarla e comportarsi diversamente dalle linee guida stabilite dalle autorità preposte. D'altronde ci sono pure i ladri e gli assassini anche se rubare e uccidere è vietato.
dai .. davvero? mi metti al pari d un assassino?? ti perdonerò quest oltraggio.. ;)

tu stesso, per tua ammissione, non sei regolare.. che facciamo? denunciamo? ..o facciam finta di nulla? del resto lo stiamo facendo da cinquant anni.. vero?? pochissime eccezioni son veramente regolari, odiernamente.. amici, siam tutti nella stessa barca eh.. :)

quando si raggiunge una certa consistenza (o stagioni dedicate) non si può più far finta di non vedere!!

i "ciechi per malavoglia" sono i peggiori!!

asl e associazioni in primis..

PURTROPPO DOBBIAMO PARLARNE!!

io qui non mi nascondo dietro un profilo.. gradirei esser ascoltato , senza pretese, ma non crediate che io venga qui a dire fesserie "per farvi dispetto".. ciò che dico e penso è frutto dell esperienza quotidiana, non mi fido del libro o del video, se mi fa morire le api!! .. abbiate pazienza.. :)
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da ciocca956 »

E perchè mai dovrei fidarmi io e considerare le opinioni di un apicoltore stravagante che non è nemmeno capace di scrivere in italiano corretto.
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Rob
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da Rob »

perchè l apicoltura è talmente vasta e diversa che dobbiamo considerare tutti gli utenti che passano di qui.. e scusami tanto, ma se non hai la pazienza di accettare che altri apicoltori adottano con successo altri sistemi.. bhè il problema è tuo.. io mi fido di ciò che scrivono qui gli utenti perchè, seppur umani, tutti stiamo provando ad allevare il medesimo animale..
ma ora mi rendo conto che non tutti lo fanno con lo stesso intento, perchè basta guardarsi in giro e parlare appunto di api, per rendersi conto che moltissimi son solamente "possessori d alveari" e poco più..

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continuiamo a perdonare chi fa lo struzzo e continua ad ammazzare alveari, vuoi che non venga perdonata un pò di ortografia? ;)

ehi, qualè il problema? te lo ripeto, non sentirti attaccato da me.. come vedi tutti i miei dati son pubblici reperibili e non vengo qui a sponsorizzare o pubblicizzare nulla.. come puoi leggere nei miei post cè solo invito ad esser più accorti nelle odierne pratiche.. :)
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Pasquale
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Re: Un consiglio pratico..

Messaggio da Pasquale »

Vi invito gentilmente a mantenere un tono rispettoso nei confronti di tutti i partecipanti. È naturale avere opinioni diverse, ma proprio il confronto sereno e civile rende questo forum uno spazio arricchente e piacevole per tutti.
Ricordiamoci che dietro ogni messaggio :read: c’è una persona, :sad: e il dialogo costruttivo è il miglior modo per crescere insieme. :emo_pic_18:
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