comunque io sono apicoltore da 2 anni, lavoro a jesolo e nessuno mi ha detto che sono obbligato a trattare, tant'è che non sono obbligato a fare nulla sulle mie api. a parte segnalare alle autorità, ovviamente per tenermi sotto controllo, che sia mai che possiamo essere liberi di pensare e di agire con la nostra testa. alle 6 ore di corso che ho frequentato me detto si fa così e colì e si tratta in questo periodo perchè si
faccosì
protocollo dopo protocollo. alla luce dalla vostra esperienza è così? eppure mi sento ripetere dalle stesse persone che ogni alveare ha le sue caratteristiche le sue condizioni etc etc. ma applicate un protocollo unico per tutti......?
fondamentalmente penso che il punto di Rob sia questo.
in ciò che scrive ciocca, ci sono delle contraddizioni.. e si esume che giustamente sia una persona attenta e desiderosa di informarsi, ma la domanda è: da chi ci stiamo informando? da persone che anno esclusivamente a cuore il benessere delle api? o da chi alla fine del mese deve far tornare i conti? non dovremmo invece imparare a "leggere" le indicazioni che ci danno le api? un po' come "pensare da ape"?
enti, asl, veterinari, fanno tutti parte di un sistema, lo stesso sistema che, non servono prove scientifiche per vederlo, favorisce spesso i criminali e i banditi.
ora i sto generalizzando e mi scuso perchè in mezzo ci sono molte persone per bene. ma non sono giustificate dal adeguarsi ad un sistema "malato".
Rob, a mio avviso, si "batte" per farci capire che forse dobbiamo riguardare il nostro approccio di pensare e quindi poi di agire, secondo dei criteri che non sono puramente scientifici
perchè vi faccio un esempio:
noi trattiamo i nostri animali contro i parassiti, io ho avuto a che fare anche con cani e gatti che vivono in aperta campagna, dove c'è il rischio che ci siano parassiti nell' erba, hanno preso vermi, hanno preso zecche e pulci, ma la condizione è stabile perchè vivono con quello che trovano, vivono liberi, per "modo di dire" (capiamoci, qui si complica perchè per la società è inammissibile che le bestie siano libere in un contesto dove si sono più persone. sono fondamentalmente liberi. cosa che è concettualmente diversa per le api) infatti io dal veterinario ci vado 1 volta ogni 10-15 anni. e ci sono stato per via di una volpe che ha scorticato la zampa della gatta. ma l'ambiente che tentiamo di offrigli è il più sano possibile. una bestia
sana in natura
non presenta "infestazioni"! è un meccanismo naturale che serve a creare una "convivenza" tra i vari organismi dove il parassita viene tenuto sotto controllo.. se c'è un "infestazione" salvo "rari casi", allora c'è un problema o più di uno.. se per qualche ragione sopravvive, quelli che rimangono sono i più forti, se muore, la genetica non avanza. accade ciclicamente ed è un dato di fatto come la gravità.
quindi perchè devo intestardirmi per "avvelenare" o "stressare" anno dopo anno le bestie a cui dico di voler bene?
perchè se le volessimo davvero bene le lasceremmo vivere?
perchè "se mi trovo bene così" non mi sforzo di trovare un modo migliore e in accordo col tutto?
e se succede, succede...
il nostro lavoro è prenderci cura si, ma non ossessivamente al punto di far potenziali danni a lungo e lunghissimo termine.. ma noi umani siamo perversi maniaci del controllo su tutto e tutti, chi più chi meno, in una forma o in un altra, nella nostra piccola dimensione che sia.
perfino dalla peste riescono a guarire, se le api son forti. se collassa, quelle api non stavano poi così bene. se una su dieci si infetta perchè è molto probabile che ci sia una strage? perchè le api sono indebolite dalle maldestre pratiche, ma tanti sono terrorizzati dalla perdita potenziale di ritorno economico per cui via di eutanasia... il detto dice che se si ha paura di esser punti, il gusto del miele, noi non lo assaggiamo.
50 anni fa anche la plastica sembrava
la scelta sicura, sostenuta dalla scienza. e adesso col senno di poi, ci stiamo mangiando le dita. é successo, succede, e succederà ancora. ragazzi vogliamo ammettere che anche la scienza, sbaglia? le api sono qua da prima di noi, per chi ci vuol credere, milioni di anni. strano come arriviamo noi, non sono più in grado di sopravvivere......?
tuttavia, a differenza di altri, nessuno di noi vi sta imponendo come operare, la
libertà è sacrosanta, e siamo anche liberi di sbagliare.
per cui se in fin dei conti le vostre api stanno e stanno bene, va bene così.....ma la fatica la fan loro, non noi.
in fin dei conti è proprio facendo errori che si impara a migliorare...
non prendete il mio come un attacco personale, e se lo fate, è un vostro problema. stiamo cercando di sensibilizzarci di più verso aspetti che anche la scienza omette, ignora. per cui alla fine dico che la scienza dovrebbe essere complementare alla ragione, non escluderla.