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CORSO DI APICOLTURA DI 1° LIVELLO CANCELLATO
Il consiglio direttivo dell’Associazione , riunitosi giovedì 17 dicembre , ha deciso di cancellare il corso di apicoltura di 1° livello.
Le motivazioni vanno cercate nello stato sanitario delle colonie , nella previsione di arrivo di Aethina tumida negli alveari , e per non farci mancare niente , di vespa velutina.
La presenza di apicoltori e relativi apiari nel territorio della provincia di Rimini , risulta raddoppiata rispetto l’anno dell’invasione dell’acaro varroa ( 1986 ) . Si è arrivati ad una saturazione del territorio , e questo provoca evidenti problemi di controllo delle patologie e parassitosi conosciute , con reinfestazioni e saccheggi fra apiari gestiti in tempi e modalità diverse dai proprietari.
L’arrivo del coleottero in Calabria , la sua diffusione e radicazione nel territorio Calabrese nonostante le drastiche misure adottate , fanno supporre una non auspicabile ma purtroppo probabile diramazione del coleottero nel resto del paese. Abbiamo poche conoscenze su come affrontare questo nuovo intruso nei nostri alveari , da apicoltori esperti e tanto meno sapremmo dare risposte ad un apicoltore novizio che non può avere la conoscenza dello stato di salute e prolificità dell’alveare.
Per questi motivi si ritiene non proponibile un corso di introduzione all’apicoltura e riteniamo che chi vuole avvicinarsi al mondo delle api debba trovare altre vie , come ad esempio , affiancarsi ad un apicoltore esperto con cui fare esperienza per non meno di uno o due anni prima di lanciarsi nell’impresa , oppure partecipare a corsi stagionali pratici .
Ricordando a tutti che le api volano , perlustrano e controllano ogni metro di territorio nel raggio di almeno 2 o più chilometri a partire dall’alveare , e quello che facciamo , o peggio che non facciamo nei nostri alveari , ha un forte impatto su tutte le famiglie di api del territorio circostante !"Chiudere le porte a prescindere perché "tanto chi è inesperto non può far altro che danni"?
Le persone che si iscrivono ai corsi generalmente lo fanno perché hanno intenzione di fare le cose per bene, altrimenti si comprerebbero un alveare di dubbia provenienza e partirebbero alla carlona.
A me sembrano ragionamenti a dir poco assurdi per un'associazione di apicoltori.
La parte poi in cui scrivono "La presenza di apicoltori e relativi apiari nel territorio della provincia di Rimini , risulta raddoppiata rispetto l’anno dell’invasione dell’acaro varroa (1986)." non capisco che cosa stiano a significare. Dall'86 ad oggi la presenza di apicoltori è raddoppiata.. cioè da 75 sono passati a 150 in vent'anni... e quindi???
Scusate lo sfogo ma si parla tanto di diffondere l'apicoltura nella maniera corretta e poi le associazioni locali sbattono porte in faccia a questo modo. Come faccio da novizio poi a sapere se l'apicoltore al quale mi affianco fa le cose fatte bene oppure spruzza la peggio immondizia sulle api contaminando miele, per non dire di peggio?
Che ne pensate?
Voi che ne pensate?





