ciao
domanda:
Era
necessario nutrire?
le nutrizioni sono argomenti "difficili" e "lunghi" da esporre. io penso che generalmente gli hobbisti non hanno necessità di operare come descritto da voi se non per un discorso economico-produttivo.
se hai famiglie forti raccogli in percentuale più miele delle famiglie deboli. Salvo casi di emergenza o situazioni estreme. per cui, se chiedete a me io non avrei nutrito prima di essermi accertato della reale necessità.
solo miele (tanto meno sciroppi vari) serve a poco se non hanno anche polline per sviluppare le uova.
questa è una di quelle domande "trabocchetto" , non si riesce a dare una risposta precisa, in quanto varia da condizione a condizione. a grandi linee: candito per l'inverno, liquido per il resto dell'anno. le proporzioni del liquido variano in base al suo utilizzo. e al suo periodo di utilizzo.
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(suppongo) R. Nesler operi così perché :
è un professionista, e non rinuncia a della produzione di miele.. gli costa di meno nutrire con sciroppo che rinunciare a 100-150 kg di miele.
in trentino (mancano meno di 15 giorni a settembre) andando a ottobre già fa freddo, bisogna stringere prima, il candito va sempre bene (più lungo da consumare) sovente periodi di maltempo prolungato comportano l'uso di nutrizioni aggiuntive.
se vi trovate in zone simili allora è un buon punto di partenza.
(cercate di non nutrire con il melario su..)
in linea di massima potrebbe andare bene se c'è effettivamente carestia, altrimenti avete solo prolungato il lavoro delle api.
detto ciò, si può rimediare:
sostituite i favi pieni di nutrimento con favi liberi. se non volete sprecarne, potete congelarli e darli alle famiglie la stagione prossima. o ai nuclei.
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consigli per le prossime visite: -
-sempre
quaderno alla mano 
(se andate meglio, come fanno tanti, nastro adesivo largo di carta e lo incollate nella parte interna del tetto, e lì segnate le operazioni.)
-non supponete,
osservate. Il 70% dei casi non serve fare nulla. tenere d'occhio il meteo. vi aiuta a pianificare meglio il tutto.
-fate calcoli minimi. se indecisi, non fate nulla, osservate. se
serve nutrite (se faccio questo oggi, mi segno in agenda 3 giorni e 3 giorni dopo faccio quel lavoro.)
-non abbiate fretta di imparare. so che spesso ci si fa prendere dall'entusiasmo e poi si fan le "XXXX". ve lo dico perché
io son così...
perciò armatevi di pazienza e lasciate che siano le vostre api a insegnarvi. capirete quando serve mangiare, quando serve spazio etc etc.
(io il primo anno non ho alimentato per niente, e poi ho dovuto anche buttarne via...da tanto ce n'era!) sollevate da dietro un arnia, approssimativamente riuscite a farvi un'idea del quantitativo di scorte. nel tempo, migliorerete con le esperienze e la pratica..
ci vuole qualche stagione solo per capire le basi..(anche a quanto vi dedicate) in 3 anni circa imparate la gestione e a mettere i melari e far miele.. a 5 potete provare a farvi le regine... la prassi è questa più o meno, se poi siete un po' pazzi come il sottoscritto velocizzate il tutto ma occhio alla fretta..ci vuole calma... (ma vi assicuro che il portafoglio vi metterà un freno.)
il manuale che ho usato io all'inizio è
Guida pratica di Apicoltura e agenda dei lavori 2024 di
Giovanni Bosca, un libro tutto sommato decente. con tutto il rispetto, scritto da un "vecchio" che usa pratiche "vecchie".. e le cose cambiano e cose son cambiate, per cui è un punto di partenza, nulla di più. decente.
vi consiglio vivamente di almeno procurarvi un manuale e leggerlo a fondo. un minimo di infarinatura generale senza lanciarsi nel vuoto.
Ciao
