Salve a tutti, sono ancora io con i miei dubbi e le mie perplessità.
Oggi vi volevo chiedere una cosa a proposito del trattamento con l'ossalico.
Per via di una puntura che per un paio di giorni mi ha fatto stare abbastanza male, sono stato costretto a dividere le mie sei famiglie in due gruppi nell'ingabbiamento della regina: tre famiglie sono state ingabbiate un mercoledì, mentre le altre tre il venerdì subito successivo.
MI chiedevo quindi questo: ci sono conseguenze serie se io libero le prime tre al loro venticinquesimo giorno e le tratto, e poi libero le seconde tre al loro venticinquesimo giorno e le tratto quindi due giorni dopo alle altre?
Ve lo chiedo perchè dappertutto sento ripetere che sarebbe meglio tarttare tutte le famiglie di un apiario nello stesso momento per evitare possibili problemi di reinfestazione; ma una distanza di due giorni è già significativa in questo senso?
In caso affermativo credo che lascerò le prime due regine ingabbiate due giorni in più perchè non mi fido molto a liberarle tutte al venticinquesimo giorno delle prime tre per poi procedere a distruggere le celle da fuco rimaste nelle seconde tre.
Grazie in anticipo e buone ferie a chi ci va!
Pietro
trattamento con l'ossalico distanziato
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- pietro.benciolini
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- marcantonio
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Re: trattamento con l'ossalico distanziato
Ciao Pietro.
Trattare tutte le famiglie dello stesso apiario non vuol dire farlo nella stessa ora e nello stesso giorno, anche perché ci sono altri apiari nelle vicinanze che non sono trattati nello stesso giorno e quindi il pericolo della reinfestazione non è scongiurato.
La distanza di due tre giorni tra i trattamenti non comporta problemi seri di reinfestazione dell’apiario. Se per ragioni di logistica devi farlo nello stesso giorno puoi trattare quando le prime tre famiglie sono pronte mentre nelle altre tre distruggi tutta la covata opercolata da fuco e procedi anche sulle stesse al trattamento.
Saluti.
Trattare tutte le famiglie dello stesso apiario non vuol dire farlo nella stessa ora e nello stesso giorno, anche perché ci sono altri apiari nelle vicinanze che non sono trattati nello stesso giorno e quindi il pericolo della reinfestazione non è scongiurato.
La distanza di due tre giorni tra i trattamenti non comporta problemi seri di reinfestazione dell’apiario. Se per ragioni di logistica devi farlo nello stesso giorno puoi trattare quando le prime tre famiglie sono pronte mentre nelle altre tre distruggi tutta la covata opercolata da fuco e procedi anche sulle stesse al trattamento.
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- pietro.benciolini
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Re: trattamento con l'ossalico distanziato
Ciao Marcantonio,
ti ringrazio per la tua risposta, come sempre chiarificante. C'è però una cosa che mi chiedo: io non ho un bisogno specifico di fare il trattamento nello stesso giorno in quanto le mie api sono molto vicine e mi costa poco andare a vederle e per cui per liberare le regine mi si presentano essenzialmente tre possibilità:
1) libero tutte e sei le regine allo scadere dei 24 giorni delle prime tre e nelle seconde tre distruggo le eventuali celle da fuco ancora chiuse.
2) libero le prime tre regine il giorno in cui scadono i loro 24 giorni e tratto, libero le seconde tre regine il giorno in cui scadono i loro 24 e tratto a due giorni di distanza.
3) libero tutte e sei le regine allo scadere dei 24 giorni delle seconde tre, che vuol dire lasciare le prime tre ingabbiate due giorni in più rispetto al necessario.
Se tu fossi la mio posto, quale soluzione adotteresti?
Così d'istinto la terza mi sembra la più sicura, ma anche ovviamente la pieggiore per i primi tre alveari.
Già che ci sono poi ti chiedo un'altra cosa. Nel mio campo e tutt'intorno non ci sono fiori in questo momento (come un po' dappertutto penso), e dato che sto raccogliendo le pere dai vari alberi che ho nel campo, ho notato che molte api stanno mangiandosi la polpa delle pere approfittando o di quelle la cui buccia si rompe cadendo, oppure dei buchi fatti d altri insetti; dato che al sole le pere rotte fermentano velocemente la cosa un po' mi preoccupa. Non è che possa fare niente per impedirglielo, ma devo aspettarmi eventuali problemi, tipo diarrea o cose così?
Grazie mille per tutto!
Pietro
ti ringrazio per la tua risposta, come sempre chiarificante. C'è però una cosa che mi chiedo: io non ho un bisogno specifico di fare il trattamento nello stesso giorno in quanto le mie api sono molto vicine e mi costa poco andare a vederle e per cui per liberare le regine mi si presentano essenzialmente tre possibilità:
1) libero tutte e sei le regine allo scadere dei 24 giorni delle prime tre e nelle seconde tre distruggo le eventuali celle da fuco ancora chiuse.
2) libero le prime tre regine il giorno in cui scadono i loro 24 giorni e tratto, libero le seconde tre regine il giorno in cui scadono i loro 24 e tratto a due giorni di distanza.
3) libero tutte e sei le regine allo scadere dei 24 giorni delle seconde tre, che vuol dire lasciare le prime tre ingabbiate due giorni in più rispetto al necessario.
Se tu fossi la mio posto, quale soluzione adotteresti?
Così d'istinto la terza mi sembra la più sicura, ma anche ovviamente la pieggiore per i primi tre alveari.
Già che ci sono poi ti chiedo un'altra cosa. Nel mio campo e tutt'intorno non ci sono fiori in questo momento (come un po' dappertutto penso), e dato che sto raccogliendo le pere dai vari alberi che ho nel campo, ho notato che molte api stanno mangiandosi la polpa delle pere approfittando o di quelle la cui buccia si rompe cadendo, oppure dei buchi fatti d altri insetti; dato che al sole le pere rotte fermentano velocemente la cosa un po' mi preoccupa. Non è che possa fare niente per impedirglielo, ma devo aspettarmi eventuali problemi, tipo diarrea o cose così?
Grazie mille per tutto!
Pietro
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Re: trattamento con l'ossalico distanziato
Il primo lo escluderei perché richiede un lavoro aggiuntivo (disopercolare le celle da fuco)
Il terzo costringerebbe le prime tre famiglie a restare per altri tre giorni orfane.
Non avendo problemi di logistica, sceglierei il secondo metodo.
Le api quando non trovano nettare si riversano sui frutti maturi, come acini d’uva rotti dalle vespe, pere, gelsi ecc.
Non c’è un modo specifico per impedire alle api di recuperare queste sostanze zuccherine che altrimenti andrebbero perse. La raccolta di queste sostanze però non comporta problemi di diarrea, questa malattia è legata a ben altri fattori.
Il terzo costringerebbe le prime tre famiglie a restare per altri tre giorni orfane.
Non avendo problemi di logistica, sceglierei il secondo metodo.
Le api quando non trovano nettare si riversano sui frutti maturi, come acini d’uva rotti dalle vespe, pere, gelsi ecc.
Non c’è un modo specifico per impedire alle api di recuperare queste sostanze zuccherine che altrimenti andrebbero perse. La raccolta di queste sostanze però non comporta problemi di diarrea, questa malattia è legata a ben altri fattori.
- pietro.benciolini
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Re: trattamento con l'ossalico distanziato
Bene, anche io in effetti propendevo per la soluzione numero due ed è quella che adotterò.
Ti ringrazio molto per le tue rsposte; a presto e buon lavoro!
Pietro
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