oggi tristemente ho constatato la morte di una povera famiglia d'api. Riporto qui la "biografia" di quest'arnia sperando, con i vostri consigli, di trarne almeno un insegnamento.
La famiglia in questione è stata formata in settembre unendo :
- una famiglia fucaiola da lungo tempo (togliendo però le celle dei fuchi)
- triste nucleo su 3-4 telaini con regina di agosto
- ed in seguito ho aggiunto alcuni telaini di un arnia orfana
a novembre per l'invernamento ho ridotto a 7 telaini, le scorte erano quasi tutta edera. Ho monitorato la caduta delle varroe che era molto elevata (30 al di) e ho eseguito due trattamenti con acido ossalico sgocciolato (perchè dopo il primo la caduta era ancora alta) e uno con lo zucchero a velo ( operazione che ora intendo fare invece con regolarità).
Mentre per le altre famiglia la caduta di varroa è diminuita drasticamente (1-2 varroe settimana) in questa famiglia è rimasta elevata (30 settimanali).
Oggi aprendo l'arnia ho trovato tristemente solo pochissime api morte (tipo un centinaio, anche meno), sul fondo e su qualche favo. Sono andata a morire nel freddo bosco perchè la loro casa era troppo impestata? (Niente cadaveri reali). Le scorte rimaste sono di 4-5 kg di edera, il resto dei telaini era vuoto e pulito, alcune (ma poche) cellette opercolate forate con marcio all'interno (peste? ma non erano maleodoranti e la prova con il latte ha dato esito negativo). ehh, povere apine.. Per prudenza ho portato tutto via e per consolarmi proverò a smielare un pò d'edera (lavoro che intuisco arduo) non volendo dar da mangiare alle api questi telaini che immagino super infetti.
Secondo voi è meglio contattare la SPIA o la mia è la cronaca di un normale decesso dato da una situazione sanitaria precaria, da una famiglia formata in autunno e quindi inesperta, da un miele (d'edera) non adatto come scorta e da un nido poco ristretto?
Per non finire troppo tristemente... Per coincidenza (o madre natura si è commossa





