Classificazione delle principali malattie delle api

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benny
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Classificazione delle principali malattie delle api

Messaggio da benny »

I. MALATTIE PARASSITARIE
1. AcariosiAgente eziologico: Acarapis woodi (acaro delle trachee), malattia denunciabile (D.P.R. 320/1954).
Epidemiologia: attualmente non segnalato in Italia. Massima incidenza da Marzo a Maggio. Si trasmette
per contatto diretto mediante la sciamatura, il saccheggio e la deriva.
Manifestazioni cliniche: irrequietezza, tremori, incapacità al volo e debolezza della famiglia. Il parassita si
localizza a livello delle trachee e nei sacchi aerei.
Terapia: trattamenti con acaricidi con un utilizzo razionale dei presidi farmacologici.
Profilassi: buone pratiche apistiche e controllo rigoroso delle fonti di approvvigionamento di regine e sciami.
2. AethiniosiAgente eziologico: Aethina tumida (coleottero degli alveari), malattia denunciabile (D.P.R. 320/1954).
Epidemiologia: attualmente non presente nel territorio dell’UE. Massima incidenza in primavera. Si trasmette
per contatto diretto attraverso favi/api, candito, materiale apistico o altra materia organica
(terra/frutta/legname) infestato dalle forme larvali del parassita.
Manifestazioni cliniche: le larve scavano gallerie nei favi da nido e da melario, defecano nel miele dove
inducono una sua fermentazione. Sia le larve che gli adulti possono essere visibili ad occhio nudo. Forti infestazioni del parassita provocano il collasso della famiglia.
Terapia: la terapia non è autorizzata data l’assenza della malattia sul territorio nazionale.
Profilassi: buone pratiche apistiche, quali il controllo rigoroso delle fonti di approvvigionamento di regine
e sciami, l’eliminazione delle famiglie deboli, la smielatura dei melari subito dopo la loro raccolta, la rimozione
di favi e altro materiale apistico abbandonato in apiario. Controlli rigorosi sulle attività di importazione
di api regine e api nei paese dove è presente la parassitosi.
3. SenotainiosiAgente eziologico: Senotainia tricuspis (dittero-miasi apiaria).
Epidemiologia: segnalazioni in anni recenti soprattutto in località vicine alla costa (Toscana) e nel sud
Italia (Calabria). Massima incidenza in primavera/estate. Si trasmette per contatto diretto: le femmine del dittero
inoculano le larve direttamente nel corpo delle api bottinatrici.
Manifestazioni cliniche: alterazioni comportamentali con posizione anomala delle ali (a K); improvvisa e
progressiva difficoltà al volo; api striscianti sul terreno davanti all’alveare. Riduzione della durata della vita
delle api adulte. Forti infestazioni possono provocare il collasso della famiglia.
Terapia: ad oggi non esistono presidi terapeutici. È però possibile controllare l’infestazione mediante
copertura del terreno sotto e davanti gli alveari con film plastici, oppure utilizzando trappole cromotropiche
vischiose.
Profilassi: buone pratiche apistiche: film plastici sotto e davanti gli alveari; trappole cromotropiche
vischiose.
4. TropilaelapsosiAgente eziologico: Tropilaelaps clareae, Tropilaelaps koenigerum (acaro), malattia denunciabile (D.P.R.
320/1954).
Epidemiologia: attualmente non segnalata nel territorio dell’UE. Si trasmette per contatto diretto median-
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te la sciamatura, il saccheggio, la deriva, il materiale apistico contaminato. Particolarmente a rischio l’importazione
di api da Paesi Terzi.
Manifestazioni cliniche: ali deformate e atrofizzate; zampe deformi. Covata a mosaico con alterato sviluppo
e progressiva riduzione della famiglia fino alla morte. La parassitosi determina una maggiore propensione
alla sciamatura (che a sua volta favorisce la diffusione dell’acaro).
Terapia: la terapia non è autorizzata data l’assenza della malattia sul territorio nazionale.
Profilassi: buone pratiche apistiche, controllo rigoroso delle fonti di approvvigionamento di regine e sciami.
Controlli rigorosi sulle attività di importazione di api regine e api dai paesi dove è presente la parassitosi.
Ultima modifica di benny il 31/12/2012, 17:48, modificato 1 volta in totale.
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Re: Classificazione delle principali malattie delle api

Messaggio da benny »

5. Varroatosi
Agente eziologico: Varroa destructor (acaro).
Epidemiologia: malattia endemica, presente su tutto il territorio nazionale. Massima incidenza nei mesi di
settembre-ottobre, con morie autunno-invernali. Si trasmette tramite sciamatura, saccheggio/deriva, favi,
arnie/telaini/materiale apistico.
Manifestazioni cliniche: ali deformate, addome più corto, irrequietezza e aggressività. La malattia può progredire
con progressiva riduzione della forza della famiglia e la sua totale estinzione. In caso di inadeguati
trattamenti antivarroa, è tipica la moria di interi apiari. Possibile associazione con altre malattie: virosi (DWV,
ABPV, CBPV) e covata calcificata (Ascosphera apis).
Terapia: utilizzo razionale dei presidi farmacologici (trattamenti acaricidi), rotazione dei principi attivi.
Possibili fenomeni di acaro-resistenza e residui nei prodotti dell’alveare.
Profilassi: adozione delle buone pratiche apistiche (es. lotta integrata con ingabbiamento della regina,
distruzione della covata maschile).
II. MALATTIE PROTOZOARIE
Amebiasi
Agente eziologico: Malpighamoeba mellificae (protozoo).
Epidemiologia: diffusione non nota, massima incidenza da marzo a maggio. Si trasmette tramite
la sciamatura, il saccheggio, la deriva ed i favi e materiale apistico contaminato.
Manifestazioni cliniche: diarrea, forti infestazioni possono provocare il collasso della famiglia. Spesso
associata a Nosemiasi.
Terapia: attualmente non esistono antibiotici autorizzati.
Profilassi: buone pratiche apistiche, disinfezione del materiale apistico
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benny
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Re: Classificazione delle principali malattie delle api

Messaggio da benny »

III. MALATTIE FUNGINE
1. Covata calcificata (ascosferosi)
Agente eziologico: Ascosphaera apis (fungo).
Epidemiologia: malattia presente su tutto il territorio nazionale. Massima incidenza in primavera/estate. Si
trasmette per via alimentare. La larva si infetta a 3-4gg di età.
Manifestazioni cliniche: malattia della covata che si manifesta con una mummificazione e/o calcificazione
delle larve. Può anche non presentare sintomi particolari se l’infezione è inferiore al 12%.
Profilassi: posizionare l’apiario in maniera adeguata. Non sottoporre la famiglia a stress alimentari.
Allevare famiglie forti.

2. Covata pietrificata (aspergillosi)
Agente eziologico: Aspergillus flavus, Aspergillus fumigatus (funghi).
Epidemiologia: malattia presente su tutto il territorio nazionale. Potenziale rischio zoonosico. Massima
incidenza da aprile ad agosto. Si trasmette tramite per via aerea.
Manifestazioni cliniche: negli adulti si osservano alterazioni comportamentali con agitazione, debolezza,
paralisi e alterazioni morfologiche con addome dilatato e successiva mummificazione mentre nella covata,
mummificazione di larve e pupe; massa indurita ricoperta di micelio di colore verde-giallastro (A. flavus) o
verde-grigiastro (A. fumigatus).
Profilassi: disinfezione del materiale apistico.
3. NosemiasiAgente eziologico: Nosema apis, Nosema ceranae (fungo unicellulare, microsporidio), malattia denunciabile
(D.P.R. 320/1954).
Epidemiologia: il Nosema ceranae è presente sul territorio nazionale, a differenza del Nosema apis, che
presenta una diffusione limitata. Massima incidenza: primavera e autunno per il Nosema apis mentre è ancora
da definire per il Nosema ceranae. Si trasmette per contatto diretto da favi infetti, miele/polline infetto, saccheggio,
deriva, materiale apistico contaminato.
Manifestazioni cliniche: alterazioni morfologiche con ventricolo gonfio ed intestino biancastro. Diarrea
(Nosema apis) e lento spopolamento fino al collasso della colonia (Nosema ceranae). Riduzione delle produzioni.
Terapia: Usare Apiherb. Esistono in commercio anche prodotti fitoterapiciin grado di ridurre i livelli di infezione.
Profilassi: buone pratiche apistiche; evitare di posizionare l’apiario in zone umide; acquisto di api da apicoltori
con apiari sani.
Ultima modifica di benny il 31/12/2012, 18:04, modificato 1 volta in totale.
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Re: Classificazione delle principali malattie delle api

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IV. MALATTIE INFETTIVE
1. Peste americana
Agente eziologico: Paenibacillus larvae (batterio sporigeno), malattia denunciabile (D.P.R. 320/1954).
Epidemiologia: l’infezione è presente su tutto il territorio nazionale. Massima incidenza in primavera/estate.
Si trasmette da famiglie malate a famiglie sane tramite la sciamatura, il saccheggio, la deriva, il trasferimento
di favi ed altro materiale apistico contaminato e la somministrazione di miele infetto come alimentazione.
Manifestazioni cliniche: moria delle larve dopo opercolatura delle cellette. Covata irregolare con opercoli
depressi e forati; odore caratteristico di colla di falegname. Favi anneriti. Larve percolate colliquate, di consistenza
vischiosa e filanti (prova dello stecchino positiva); formazione di scaglie tenacemente adese alle pare-
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ti delle cellette dopo 6-7 settimane dalla morte delle larve. Prognosi solitamente infausta.
Terapia: attualmente non esistono antibiotici autorizzati. La messa a sciame, abbinata alla sostituzione
della regina e di tutti i favi può essere curativa, se effettuata su famiglie forti in primavera/inizio estate.
Profilassi: buone pratiche apistiche quali la sostituzione dei 3 telaini più vecchi ad alveare ogni anno; sostituzione
ogni 2-3 anni delle regine; visite periodiche degli alveari; apiario con famiglie sane e forti; distruzione
delle famiglie e dei favi contaminati; disinfezione del materiale apistico contaminato.
2. Peste europea
Agente eziologico: Melissococcus plutonius, batterio principale,spesso abbinato a germi secondari quali:
Enterococcus faecalis, Paenibacillus alvei, etc. malattia denunciabile (D.P.R. 320/1954).
Epidemiologia: l’infezione è presente su tutto il territorio nazionale. Massima incidenza in primavera/estate.
Tende a guarire spontaneamente in caso di andamento stagionale favorevole. Si trasmette tramite sciamatura,
saccheggio, deriva, trasferimento di favi e altro materiale apistico contaminato da famiglie malate a famiglie
sane.
Manifestazioni cliniche: covata irregolare, posizione irregolare della larva nelle cellette non opercolate; larve
di colore giallastro/brunastro di consistenza flaccida; formazione di scaglie dopo 6-7 settimane facilmente asportabili
dalla celletta. Odore aspro, acido, putrido, anche in funzione dei batteri presenti nelle larve infette.
Terapia: attualmente non esistono antibiotici autorizzati.
Profilassi: buone pratiche apistiche quali la sostituzione dei 3 telaini più vecchi ad alveare ogni anno; sostituzione
ogni 2-3 anni delle regine; visite periodiche degli alveari; apiari con famiglie sane e forti; distruzione
delle famiglie e dei favi contaminati; disinfezione del materiale apistico contaminato.
3. Virosi
Agente eziologico: attualmente sono stati individuati 18 virus delle api, la maggior parte dei quali sono
Picornavirus-like appartenenti alla Fam. Dicistroviridae, Picornavirus-like/Flavivirus.
Epidemiologia: le virosi apiarie sono segnalate su tutto il territorio nazionale, con presenza soprattutto di:
ABPV, CBPV, SBV, DWV e BQCV.
Manifestazioni cliniche: negli adulti difficoltà di movimento e del volo, paralisi. Le virosi sono strettamente
associate ad altre malattie, quali varroatosi e nosemiasi. Le infezioni virali possono comportare lo spopolamento
della colonia fino alla morte della famiglia.
Profilassi: buone pratiche apistiche in generale (ad esempio, appropriata ubicazione dell’apiario, sostituzione
delle api regine ogni 2-3 anni, etc.), ma soprattutto una buona lotta alla varroa.
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