che altro ti posso dire...
ti posso fare un esempio non strettamente collegato all'apicoltura ma che va bene per qualsiasi cosa.
quando parliamo di "lavoro di qualità" significa: che se io lavoro "bene" abbasso di un poco la percentuale che questa mortalità "contemplata" accada. alzando la qualità della vita, alzi le probabilità di sopravvivenza. punto. bisogna capire allora qual' é il "vero" bene. poi se in gioco c'è il destino, nulla puoi fare. poi tergiversiamo su altri discorsi molto più complicati che non voglio toccare ora.
io non sto insinuando di essere meglio degli altri. ci mancherebbe....
però se mi dici che sto facendo le cose a caso, un po' mi vien da storcere il naso.. perché non è completamente vero...e non lo puoi dare per scontato sulla base pressapochistica delle statistiche perché ognuno di noi è diverso...la statistica è uno strumento come il resto.. dipende da come la utilizzi. vorrei farti vedere le mie api e constatare con mano..
tu hai ricordi nei primi anni di attività di aver prestato particolare attenzione a quello che facevi, e cercando di non fare certi errori? o dici che è automatico fare certi tipi di errori? io sono metà d'accordo e metà non lo sono. tuttavia non nego che questa tua attenzione abbia favorito il successo.
per esempio.. quest' anno ho fatto fare a tutte dei favi nuovi. non ho tenuto quelli vecchi ottenuti con lo sciame (magari neanche troppo vecchi).
anche se "non sapendo" dell'accumulo delle spore e balle varie.. perché "ad un neofita" può sfuggirgli..
ho prestato particolarmente attenzione a certi fattori che a lungo termine comprometterebbero la salute della famiglia...e posso darti ragione, in mezzo avrò fatto anche operazioni poco ortodosse o obsolete o proprio errate, cercando di non uscire fuori seminato. sempre cercando di informarmi sul meglio possibile da farsi.
secondo me è un ottima pratica per la manutenzione e la pulizia dell'alveare. o farlo il più possibile sarebbe ottimale.
farebbe parte della "buona gestione"... ma lo applichi anche a noi umani allora, se prendendo come esempio guardiamo il luogo dove vivono, capisci molte cose...lo puoi insegnare, ma non lo puoi forzare se chi, con cui ha a che fare, ha scelto di smettere di ragionare.
detto questo non penso di star facendo le "cose a caso", e probabilmente tu stai generalizzando e io mi sento chiamato in causa...
forse è qui che sto sbagliando, perché penso di avere la "coscienza al posto giusto". (nei limiti di quel che sò, perché so di non sapere.)
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si diciamo che hai centrato il discorso...
però non è per paura della vorra, son altre le conseguenze che voglio evitare al momento.. e ammetto che è quello che mi è stato insegnato... per cui ancora sono lontano da dire "posso usare metodi alternativi perché li conosco"...
ti chiedo di perdonarmi... perché la realtà di ognuno di noi si discosta molto da quello che poi si vuole dire..
adesso la mia priorità è quella di allineare il mio sentire, il mio pensiero e le mie azioni.. le api sono uno scalino sotto come importanza..perchè io credo che se non sto "bene" io... posso fare poco per gli altri... e si riflette anche sulle cose di cui mi prendo cura... (non è questione di egoismo.. fa parte del discorso che non voglio fare qui e ora)