Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

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Fabiano71
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Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Fabiano71 »

È da qualche settimana che vedo insistentemente i video di un apicoltore che, a parole sue, ridefinirebbe praticamente tutta la pratica apistica razionale portata avanti fino ad ora.
L’argomento più eclatante è quello del controllo della varroa in maniera naturale e autonoma da parte delle api. L’argomento è molto interessante, ma non per quanto propone l’apicoltore, che ovviamente è interessato a vendere le sue idee e i suoi corsi. Ovviamente il mio scopo non è giudicare, perché chiunque esso sia ne sa sicuramente più di me! In ogni caso l’argomento è molto interessante: davvero è possibile, con una selezione genetica ad hoc, riuscire ad allevare regine che mettono al mondo api che si sanno difendere da sole dalla varroa? So che dove è originario l’acaro le specie di api presenti hanno un loro meccanismo di difesa. A me sinceramente queste affermazioni lasciano sempre un po’ perplesso, perché è un po’ come proporre il paese della cuccagna a chi vorrebbe che tutto fosse molto più semplice. Qualche mio amico complottista direbbe che funziona esattamente come per le multinazionali del farmaco, e anche quelle che producono prodotti chimici per il controllo della varroa, metterebbero dei freni alle ricerche come queste.

E poi si parla anche di nutrizione, di come era una nutrizione liquida in rapporto 1:1 , che è quella che viene chiamata stimolante per la deposizione da parte della regina, sia quanto di più nocivo possa essere utilizzato per le nostre api. Lui utilizza un sistema di candito artigianale che sarebbe anche completo di tutti gli altri elementi nutritivi utili alla famiglia delle api. Di per sé il ragionamento come viene proposto sarebbe anche sensato, tranne che… anche la ricetta in qualche modo si vende!
Ripeto, non voglio giudicarlo, lui vende quello che vuole esattamente come tanti altri apicoltori hanno canali in cui propongono abbonamenti che danno accesso alle informazioni più importanti, e anche lui fa la stessa cosa. Solo che lui mi sembra un po’ diverso, instillando il seme del dubbio Nella testa della apicoltore neofita facendogli capire che sta sbagliando tutto.

Cosa mi dite?
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Gnappo »

Ciao Fabiano 71,
Ti consiglio di lasciare stare quel “signore toscano”che su queste cose ci guadagna…
Anche il mago Do Nacimiento vendeva acqua e sale a peso d’oro a chi credeva fosse un rimedio miracoloso…
Si può raggiungere un equilibrio varroa / api senza trattare, ma bisogna accettare mortalità in 2-3 anni del 95% e non spostare mai le api (e sperare che qualcuno non si sposti a sua volta). Ma questo non lo dice il signore toscano, ma lo dice letteratura facilmente reperibile sulla rete.
Quindi se abiti in un posto dove sei sicuro che entro 5km non ci sono altri apiari e sei disposto ad arrivare a 40 arnie per poi ritrovartene 2 che sopravvivono e raggiungono l’equilibrio puoi anche provarci.
Ciao.
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Gaarth_ »

maa..... vi sta sulle balle se la gente ha successo?? :eheh:

ok... non dico che sia tutto oro colato... :wink:

non dico che bisogna fidarsi a priori... :wink:

ma avete esperienza del metodo che propone? avete fatto ricerca e sperimentato? :read:

non prendete ciarlatani come esempio.... per descrivere qualcuno che non conoscete, in base a delle vostre errate idee pre-installate o da autoconvinzioni che non portano da nessuna parte. dico questo perché è facilissimo cadere nel giudizio.
..............

Se è possibile attraverso la selezione, arrivare ad avere fattrici che producono api in grado di difendersi dai parassiti? Assolutamente Sì.
penso non ci sia metodo migliore per combattere la varroa, se non mettere le api nella condizione di viverci insieme e di tenerla sotto controllo, per conto loro. cosa che sarebbero benissimo in grado di fare anche con tutte le altre patologie.

Non lo dice il signore toscano, in letteratura è sempre stato così, normalmente, naturalmente. per tutti.

e vorrei chiarire che dire: di arrivare a 20 arnie e poi aspettarsi di trovarne 2 non è proprio corretto..anzi... :wink:

infatti si sta parlando di metodo, non di fare le cose a muffo...e pregare nell'intervento divino. altrimenti si è solo dei folli. :wink:

non sempre, fare del bene, implica di non fare del male. a volte è necessario soffrire per evolvere. molto spesso aggiungerei.
...............

non vi piacciono certe parole o non riuscite a digerire certi argomenti?....è un altro paio di maniche.

se il problema è che non vengono divulgate gratuitamente, mettetevi nei suoi panni...
al giorno d'oggi non mi stupisco.. se tu andassi a insegnare alla gente a fare delle cose, lo faresti gratis? perchè hai buon cuore?
o ti faresti pagare per campare? quanto sostenibile sarebbe?

la risposta vien da sè...quindi fatemi il piacere di essere realisti e non cascare dalle nuvole. :emo_pic_18:

se abito 5 km da altri apiari, mi spiace per quei apiari... i miei stanno meglio di quelli che vengono lavati nell'acido (dio sa quante volte) :ya:
...................

magari l'apicoltore medio neofita è quella persona che dopo 3 anni molla tutto e abbandona le famiglie a loro stesse, magari è quello che cerca metodi alternativi o magari è quello che sceglie di dedicarsi e imparare per condurre un apicoltura più consapevole?

magari fare apicoltura non è come 200 anni fa e le cose cambiano? metodi e tecniche che andavano bene 200 anni fa magari adesso son proprio obsolete o anche dannose?
perché dovremmo abbandonare l'idea di cambiare le tecniche per cercare nuove soluzioni ed etichettarle come fesserie?

affidiamoci alle associazioni che "loro hanno per davvero a cuore le nostre api" e "ci mettono a disposizione tutta la conoscenza per farlo al meglio"
bah...
..............

se volete se ne parla.... basta non mettere troppa carne al fuoco.... :wink:

Ciao! :ciau:
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da fabio »

Fabiano71 ha scritto: 21/08/2025, 13:50 È da qualche settimana che vedo insistentemente i video di un apicoltore che, a parole sue, ridefinirebbe praticamente tutta la pratica apistica razionale portata avanti fino ad ora.
L’argomento più eclatante è quello del controllo della varroa in maniera naturale e autonoma da parte delle api. L’argomento è molto interessante, ma non per quanto propone l’apicoltore, che ovviamente è interessato a vendere le sue idee e i suoi corsi. Ovviamente il mio scopo non è giudicare, perché chiunque esso sia ne sa sicuramente più di me! In ogni caso l’argomento è molto interessante: davvero è possibile, con una selezione genetica ad hoc, riuscire ad allevare regine che mettono al mondo api che si sanno difendere da sole dalla varroa? So che dove è originario l’acaro le specie di api presenti hanno un loro meccanismo di difesa. A me sinceramente queste affermazioni lasciano sempre un po’ perplesso, perché è un po’ come proporre il paese della cuccagna a chi vorrebbe che tutto fosse molto più semplice. Qualche mio amico complottista direbbe che funziona esattamente come per le multinazionali del farmaco, e anche quelle che producono prodotti chimici per il controllo della varroa, metterebbero dei freni alle ricerche come queste.

E poi si parla anche di nutrizione, di come era una nutrizione liquida in rapporto 1:1 , che è quella che viene chiamata stimolante per la deposizione da parte della regina, sia quanto di più nocivo possa essere utilizzato per le nostre api. Lui utilizza un sistema di candito artigianale che sarebbe anche completo di tutti gli altri elementi nutritivi utili alla famiglia delle api. Di per sé il ragionamento come viene proposto sarebbe anche sensato, tranne che… anche la ricetta in qualche modo si vende!
Ripeto, non voglio giudicarlo, lui vende quello che vuole esattamente come tanti altri apicoltori hanno canali in cui propongono abbonamenti che danno accesso alle informazioni più importanti, e anche lui fa la stessa cosa. Solo che lui mi sembra un po’ diverso, instillando il seme del dubbio Nella testa della apicoltore neofita facendogli capire che sta sbagliando tutto.

Cosa mi dite?
Tutte le idee e supposizioni che hai riportato corrispondono a quelle effettivamente promosse da .....................come emerge chiaramente dai suoi canali ufficiali.
Gnappo ha scritto: 21/08/2025, 16:24 Ciao Fabiano 71,
Ti consiglio di lasciare stare quel “signore toscano”che su queste cose ci guadagna…
Anche il mago Do Nacimiento vendeva acqua e sale a peso d’oro a chi credeva fosse un rimedio miracoloso…
Si può raggiungere un equilibrio varroa / api senza trattare, ma bisogna accettare mortalità in 2-3 anni del 95% e non spostare mai le api (e sperare che qualcuno non si sposti a sua volta). Ma questo non lo dice il signore toscano, ma lo dice letteratura facilmente reperibile sulla rete.
Quindi se abiti in un posto dove sei sicuro che entro 5km non ci sono altri apiari e sei disposto ad arrivare a 40 arnie per poi ritrovartene 2 che sopravvivono e raggiungono l’equilibrio puoi anche provarci.
Ciao.
Tutto ciò che ha detto Fabiano71 è corretto.
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Gnappo »

Guarda Gaarth,
partendo dall’inizio, ho un sacco di difetti ma l’invidia non è tra questi.
Detto ciò per me chiunque può dire ciò che vuole come io posso dissentirne.
In letteratura, nello specifico i gruppi di controllo per l’efficacia dei trattamenti (e non parlo di quanto finanziato dalle case farmaceutiche) indicano mortalità a 1-2 anni superiori al 90%. Ammesso che una regina sia resistente alla varroa le sue figlie molto probabilmente non lo saranno in quanto il 50% del patrimonio genetico arriverà da altri fuchi “non resistenti” (e le regine per essere fecondate spesso vanno ben oltre i 3km).
Se vuoi affrontare questa strada sei libero di farlo, ma valuta bene i rischi associati.
Detto ciò ti auguro tutta la fortuna possibile, perché te ne servirà molta.
Ciao
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Rob »

posso partecipare? ;)

posso dire d aver avuto a che fare con quella metodologia e quella persona che indicate..

molti anni fa colui di cui non faremo il nome (ma spero un giorno lui possa scrivere qui) fu "inventore" della sua arnia, del suo candito, delle sue api..
non vedo nulla di strano.. qui lo facciamo da oltre cinquant anni e molte altre aziende lo fanno da molto più tempo del signor XXX.. lui ha saputo "vendersi" (ma nemmeno troppo) e ora continua a fare ciò che ha sempre fatto.. se lo andrete a trovare potrete finalmente decidere voi stessi e toccare con mano vera quella apicoltura, com è fatta, che api ha , come lavora e tutti i prodotti che propone.. sacrosanto.. ve lo consiglio..
si vende a cifre folli e rasenti l inganno, purtroppo..

ve lo consiglio perchè se dai video ancora non capite , forse di persona (per i pochi che ci riescono) potreste notare altro..

chi è "del mestiere" e chi lo ha conosciuto lo ha battezzato già tempo fa.. oltretutto lui stesso rifutò collaborazioni e scambi con altri apicoltori..


ho potuto avvicinarmi e toccare con mano le sue filosofie.. le condivido pienamente.. ma in primis ci deve essere l ape.. e infatti chi davvero fa questo per lavoro e con una mira un pò più "elevata" non si immaginerebbe mai di spacciare madri vecchie per supermadri da mila euro.. tsk.. è il concetto che non và..

ci son già buonissimi ceppi in tutta italia.. ci son buonissime linee adatte a qualunque altitudine longitudine temperature.. ci son realtà di allevamenti che già oggi sono "biologici" e "autosufficienti".. molte di queste aziende insegnano anche gratuitamente o a cifre irrisorie e vendono ottime api a prezzi "normali" ..

al momento non posso aggiungere null altro sul sig. XXX e la sua apicoltura.. non sarebbe corretto e sarebbe giusto che anche lui potesse dire la sua..
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Fabiano71 »

Ciao a tutti, non pensavo fosse così caldo l’argomento e non volevo portare scompiglio…
Come ho già detto, ma voglio ripetere, non intendevo giudicare questo signore né tantomeno ne sono invidioso.
Cerco di informarmi, ascoltare, farmi una idea, anzi dí capire…
Cerco però, nel limite del possibile, di provare a fare ragionamenti dí buonsenso, e certe domande vengono anche spontanee.
Perché mi chiedo la sua tecnica del contrasto alla varroa non è applicata da tanti?
È dí difficile applicazione? È molto rischiosa? Il rapporto rischi/benefici è decisamente a vantaggio del metodo classico? Oppure prima di riuscire a produrre in proprio regine capaci di generare api “varroa-free” occorrono anni e anni di complicato lavoro e quindi al momento si è strettamente dipendenti dalla sua produzione?
Quali sono i veri costi di questa tecnica? Chi lo sa n questo forum?

E comunque non è vero che le api non sanno difendersi naturalmente dall’acaro. Da dove la varroa proviene le api hanno la capacità di contenere la sua diffusione, ma sono api diverse, poco mellifere. Riuscendo ad incrociare la nostra ligustica con questa ape siamo sicuri che l’incrocio non porterebbe appresso tare e caratteri deleteri per l’intera apicoltura?

Io non giudico chi vende il suo sapere, ci mancherebbe. Anzi è un suo sacrosanto diritto. Ma allo stesso modo è un mio diritto voler essere cauto. Da venditore (abile da come vedo nei suoi video) potrebbe descrivere come “tutto bello” anche quelle cose che lo sono di meno…e per uno che vede questo mondo per la prima volta, cadere tra le sue braccia senza tutta la necessaria consapevolezza, è davvero un attimo!

Buona serata a tutti
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Gaarth_ »

non possi tirarmi indietro a questo punto..

comunque:

si, io personalmente... sto seguendo i suoi corsi (anche se sono leggermente infastidito dalle tariffe) per un approfondimento... che da una parte di associazioni non ho ancora visto come alternativa proposta...dall'altra ci vorrebbero grossi sacrifici e tempistiche assai diluite.
detto questo credo sia comunque un bagaglio di esperienze da non scartare o da non sottovalutare.

per quanto riguarda gli inesperti beh...è facile cadere su tutto... no? tutti caschiamo per la storia a cui vogliamo credere di più. è inevitabile..
serve a crescere!

per quello vi dico di Verificare da voi e per voi le informazioni... perchè se fosse aria fritta non durerebbe poi così molto, la gente dopo un po' se ne accorgerebbe.... e se non se ne accorge beh, a quel punto son altre le domande da farsi.
Gnappo ha scritto: 21/08/2025, 22:09 Guarda Gaarth,
partendo dall’inizio, ho un sacco di difetti ma l’invidia non è tra questi.
Detto ciò per me chiunque può dire ciò che vuole come io posso dissentirne.
scusa Gnappo se sono risultato indiscreto, non era mia intenzione insinuare nulla.. però da parte tua dire che sia "da evitare" al "pari di un ciarlatano" dimostra disinformazione e poca apertura mentale.
E sei assolutamente libero di sbatterci il naso tutte le volte che vuoi.... :eheh:
Gnappo ha scritto: 21/08/2025, 22:09
In letteratura, nello specifico i gruppi di controllo per l’efficacia dei trattamenti (e non parlo di quanto finanziato dalle case farmaceutiche) indicano mortalità a 1-2 anni superiori al 90%. Ammesso che una regina sia resistente alla varroa le sue figlie molto probabilmente non lo saranno in quanto il 50% del patrimonio genetico arriverà da altri fuchi “non resistenti” (e le regine per essere fecondate spesso vanno ben oltre i 3km).
la stessa letteratura dice anche che bisogna tenere conto del "fattore naturale" in cui anche la varroa essendo un organismo vivente a sua volta è capace di evolvere? di diventare resistente a prodotti chimici o naturali?

chiedo perché da quello che leggo io poche son le cose coerenti con i fatti.. a parte le poche informazioni scientifiche inopinabili che riguardano le api...tante cose vengono omesse o tralasciate di proposito..

invece ci sono le prove che le figlie selezionate son come le madri, alle volte sono anche meglio.. la genetica è "stata concepita" in maniera tale da favorire il miglioramento, non la degradazione del DNA.
per cui è vero che se le tue regine selezionate si accoppiano con fuchi che provengono da famiglie con quelle caratteristiche selezionate che sono più deboli, ne risulta una regina di scarsa qualità. d'altra parte "è necessario che molti facciano questo tipo di lavoro" (se vendi le tue fattrici con quelle caratteristiche prima o poi vedrai che la mortalità scende) per "spandere" le caratteristiche che permettono alle api di sopravvivere in autonomia, col minimo intervento. significa meno lavoro, meno fatica. ma ci vorranno molti, parecchi anni.
e se nel processo le api diventano più aggressive che si fa? si farà a meno di fare apicoltura, si metterà uno strato in più, si userà il fumo... che vuoi che ti dica... :wink:

non sono d'accordo perchè è un affermazione pigra.. come se dovessi lasciare a morire le tue api a prescindere.
esistono tecniche meccaniche per limitare la proliferazione delle varroe in modo da contenerne il numero in modo quasi "automatico" nel mentre fare la selezione che si desidera sulle api con tendenza a eliminare la varroa. le api vanno messe in condizioni di stress appunto per vedere le qualità delle famiglie.

Rob ha scritto: 21/08/2025, 23:02

ho potuto avvicinarmi e toccare con mano le sue filosofie.. le condivido pienamente.. ma in primis ci deve essere l ape.. e infatti chi davvero fa questo per lavoro e con una mira un pò più "elevata" non si immaginerebbe mai di spacciare madri vecchie per supermadri da mila euro.. tsk.. è il concetto che non và..

ci son già buonissimi ceppi in tutta italia.. ci son buonissime linee adatte a qualunque altitudine longitudine temperature.. ci son realtà di allevamenti che già oggi sono "biologici" e "autosufficienti".. molte di queste aziende insegnano anche gratuitamente o a cifre irrisorie e vendono ottime api a prezzi "normali" ..
eh ma vedi che qualcosa non torna? ok magari le aziende non si fan pubblicità e posso capirne il perchè..
ma le associazioni promuovono anche queste possibilità? non mi sembra ti venga data quest'opportunità, mi sembra più che altro che siano molto più interessati ai tuoi soldoni.. qua siamo tutti consapevoli che c'è del marcio un po' ovunque sotto-sotto, pochi sono "professionisti" anche a livello hobby..i problemi son altri a mio avviso, molto più grandi... :wink:
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Gnappo »

Caro Gaarth,
Il tuo mix di diversi argomenti r giustificazioni che utilizzi a supporto di una tua tesi tutt’altro che chiara sopratutto sotto l’aspetto “pratico”.
Pensi che con 4/5/6 arnie se smetti di effettuare i trattamenti riuscirai ad arrivare in X anni all’equilibrio tra api e varroa?
Detto ciò mi hai dato in pochi post del retrogrado, conservatore, mentalmente chiuso, aggiungo io, magari anche dell’ignorante, ma non è un problema; rimango dell’opinione che non credi tu abbia colto il punto che ho provato a delinearti in più occasioni; è possibile raggiungere l’equilibrio, ma è necessario mettere in conto delle perdite importantissime prolungate nel tempo. A ciò aggiungo che avere poche arnie o averne centinaia non è la stessa cosa.
Se tu hai qualche esempio di apicoltori che hanno raggiunto questo obiettivo con poche famiglie sono pronto ad ascoltarti con la massima attenzione.

Un ultimo punto da non sottovalutare, vedere morire famiglie di api, vederle sciamare a settembre per l’infestazione elevata sapendo che sicuramente non supereranno l’inverno) è un ostacolo emotivo tutt’altro che facile da affrontare, almeno per me.
Piuttosto che cercare di convincermi apri un “diario” sul forum e condividi i tuoi risultati per chi vorrà seguire questa strada.
Ciao!!!
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Gaarth_ »

Gnappo... no... :wink:

mi spiace, ma al massimo ti ho detto di essere mentalmente chiuso, quello si, scartare a priori qualcosa che a detta vostra.. non sapete di cosa tratta nei dettagli.. se invece è come viene raccontata la storiella che non vi piace, va bene... e potete pure trovarmi d'accordo.

se poi mi mettete in bocca parole o cose diverse non è problema mio. non sono stato offensivo e nemmeno inopportuno.
se vi sentite offesi è perché probabilmente avete la coda di paglia? :flower:
non saresti il primo e non saresti l'ultimo...e ci sono anche io nel cerchio, non mi escludo.

giusto per chiarire.. non è una mia tesi... sono argomenti che al giorno d'oggi sono sempre più comuni. e non vedo perchè dovremmo evitare di mettere in dubbio le conoscenze scientifiche contestuali, senza domandarsi se cambieranno mai. se pensiamo con presunzione di aver "scoperto" qualcosa con la scienza...beh, è solo la parte esposta dell'iceberg... c'è molto altro che non può essere più ignorato..
...........................

non metto in dubbio di avere difficoltà ad esprimermi, se poi paragoni la mia esule esperienza di due stagioni è anche possibile che io dica cose sbagliate, ciò non toglie che non sto giustificando nulla di fantascientifico. non "sparo" a vista a chi tratta o vuole assicurarsi di avere comunque api sane... :wink:

non sto cercando di convincerti a fare nulla, a cambiare metodi o altro, ti sto solo offrendo una altro punto da cui guardare la questione...

sotto l'aspetto pratico se vuoi ti spiego il processo e il procedimento, non ci sono problemi. se ne vogliamo parlare io sono più che felice di farlo..
.........................
Non capisco davvero... dove sono le "mie teorie arrabattate" da giustificare con 4\5\6 arnie...? non credo di aver mai affermato che è possibile farlo con 3 arnie.. però da qualche parte bisogna partire....

avere 10 arnie non è come averne 100? possibile...ma :

cosa cambia? cambierà la mole di lavoro? non capisco...dove sta il problema? economico? le operazioni son le medesime su 10, su 100, su 1000. le bestie son le medesime..

per altro sono anche d'accordo con te, non è certo una passeggiata, sarà faticoso, e pieno di sacrifici...hai perfettamente ragione... :wink:
sono ben consapevole del punto che cerchi di evidenziare...
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Rob »

amici, sopportiamoci.. :)

cercherò di essere più chiaro..
Perché mi chiedo la sua tecnica del contrasto alla varroa non è applicata da tanti?
È dí difficile applicazione? È molto rischiosa? Il rapporto rischi/benefici è decisamente a vantaggio del metodo classico? Oppure prima di riuscire a produrre in proprio regine capaci di generare api “varroa-free” occorrono anni e anni di complicato lavoro e quindi al momento si è strettamente dipendenti dalla sua produzione?
Quali sono i veri costi di questa tecnica? Chi lo sa n questo forum?
semplicemente perchè non è del tutto vero.. o meglio..
dopo qualche lezione vi verrà spiegato che anche le sue api hanno varroa.. e non tutte ce la fanno.. per sue stesse ammissioni alcuni alveari vengono trattati comunque e finirà con ammettere che per selezionare quel tratto, la varroa diviene necessaria!!

avendo quell azienda una mortalità tale da non essere in grado di esser autosufficiente con le api che produce.. ha più morti che nascite, per intenderci.. è costretto e limitato ad un numero di alveari ristretto, produce si e no una manciata di chili di miele spremuti ancora in un catino.. lavora in regimi ben diversi da chi lo fa, davvero, per lavoro.. potendo restare semplicemente un apiario "sperimentale" (come se ne posson trovare altri sparsi per l italia) .. se davvero avesse trovato il sistema, non saprebbe più dove mettere gli alveari.. perchè le api in salute triplicano solamente a guardarle.. invece..

quando vedete le sue api nei video (o di persona se fate i suoi corsi), siete davvero convinti di vedere belle api e belle famiglie? siamo seri?
avete visto le condizioni dell apiario e dei materiali? a me sembra poco più che un amatore.. e ci starebbe anche, ma allora..

son solo le sue teorie che non tornano.. perchè le sue api ben mostrano la qualità del suo operato, non servono parole, basta osservare le api che ognuno ha, per capire quanto un apicoltore sia abile o meno, pertanto..

ha vissuto (e vive) su sciami catturati nei paraggi.. oltretutto le tecniche che adotta (come si vede nei video!) son obsolete e spesso arrabattate (vedi allevamento delle celle, da brividi), su cosa stà facendo selezione? su api cadute dal cielo? consegnate solo a lui per grazia divina?

non ha il controllo sulle fecondazioni pertanto ciò che offre è: madri vecchie e sdrenate che vende per "miracolose" , o regine vergini! non è in grado , in nessun modo, di fornire regine nuove dell annata feconde (o nuclei e nuove famiglie) da immettere sul mercato.. ne ha centellinate e vorrà esser pagato almeno dieci volte il valore effettivo dei materiali e se le api dovessero morire la colpa ricadrà (ovviamente) sull apicoltore che le ha gestite..

scordatevi di avere delle api "che non muoiono mai!!".. marchiatevelo a fuoco e non dimenticatelo mai, perchè non esistono..


nemmeno lui ha il potere di "inventare" la genetica, pertanto le api che ha lui chiunque può averle.. anche gratuitamente volendo..
dato che lui stesso ha dovuto e deve allevare qualcosa che "già c'è in natura".. non le ha partorite lui, non ne detiene la "sorgente", per intenderci..

le ricette dei canditi odiernamente son molte e varie.. nessuna miracolosa, qui non ci piove..
le api stanno dove le metti.. le misure del "contenitore" contano molto meno della gestione stessa che l umano ne adotterà..


certo che è tutto bello per chi ancora non mastica la materia, ma la realtà stà nel mezzo..

ogni qualche mese presenta una nuova e a quanto pare per lui il tempo scorre diversamente, ogni pochi mesi lui guadagna anni di esperienza e trattamenti non fatti.. mhà.. la sua apicoltura, come la potete vedere anche voi, è nata nel 2012, fate vobis..

ripeto e ribadisco.. la teoria è giusta.. la pratica fa acqua da tutte le parti.. !!

vi son già realtà ben più consolidate e tangibili.. siete voi che dovete sbattervi a cercarle.. le indicazioni le avete già avute, se pensate che negozi o associazioni "vi stiano fregando" cercate altrove..

è un mondo di squali.. ci son onesti e disonesti dappertutto.. molti stanno nel mezzo, ma realtà apistiche che puntano sulle api onestamente ci son già!!

ripetendo, il nemico numero uno è l apicoltore.. ;)

----------------------------------

se volete capire come ottenere quel tipo di tratto se ne può parlare.. miracoli o altro non esistono..

non servono dieci anni alle api per far emergere i tratti desiderabili, ne servono dieci a voi per capirci qualcosa!!

questi son argomenti penetrabili solo da chi ha già capito come ottenere una sua "chiusura del cerchio" o almeno andarci vicino, perchè se avete ancora dubbi su sciamature , nutrimenti e quant altro.. bhè.. però son d accordo a parlarne ugualmente, anche se gradirei sentire anche i pareri di chi le regine le alleva per davvero e magari, potendo, dal sig xxx stesso..

l apicoltura sana e sostenibile si può ottenere anche con pochi spiccioli..

poca carne al fuoco eh.. ;)
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Gaarth_ »

Quindi Rob, per chiarirsi.


per intenderci con allevamento di celle da brividi, cosa si dovrebbe fare?

lungi da me nell'essere esperto. ma a vista mi è sembrato molto simile ad altre situazioni.. non voglio giudicare.. ma se guardo certi (Apicoltura CD, per dirne uno che ho guardato qualche volta) non mi sembrano messe poi così bene le attrezzature... diversamente da un "Romano Nesler" e le sue attrezzature sono molto più curate.

chi mi garantisce che le condizioni che mi vengono mostrate sono appunto veritiere e non basate su una scelta di apparenza? nessuno.
e questo vale anche per questo signorotto.

cosa posso fare io per averne la certezza? provarlo sulle mie api... poi se qualcosa non mi piacerà lo cambierò al momento opportuno. però attenzione perché gli assolutismi li fanno solo le persone perfettine, perchè se in fin dei conti le api stanno, e stanno bene: dove sta il problema?
la mia arnia può essere anche tenuta in piedi dal nastro adesivo... finche stà in piedi..

Io non ho molta disponibilità economica per permettermi quel livello di cura e di ricambio dei materiali, uso arnie usate da un'altro, per molte pratiche sono "costretto" a fare delle scelte solo dal punto di vista economico.. e posso essere biasimato per questo?
soprattutto non credo abbia molta importanza ad un certo punto, perché ognuno fa con quello che ha a disposizione al momento.

...................
vorrei approfondire, per cui ti ho aggiunto alla lista amici per adesso, ci sentiremo più avanti se avrai del tempo da dedicarmi.
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Rob
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Rob »

purtroppo degli youtuber odierni salverei solo Nesler..
gli altri si potrebbe cancellare in toto, ma non posso entrare in merito ora..


restando sul pezzo.. perdonami ma lo devo richiedere prima di procedere, davvero ti sembrano belle api e belle famiglie quelle del tizio toscano?


-------------

per intenderci con allevamento di celle da brividi, cosa si dovrebbe fare?
purtroppo alleva celle in sovranumero con nutrici sottonumero.. trenta celle con due telai ad allevare ..

l allevamento mediocre prevede 15 celle con otto telai ad allevare..

questo perchè a regnare sovrana è la quantità e qualità della pappa reale fornita alle larve reali dalle nutrici.. evidentemente questo lui non l ha ancora capito..

quello è l errore maggiore, poi ne commette altri due..



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e vabbè, abbiam già detto che onesti e truffatori son ovunque.. per quello che "farei finta" che tutti dicano la verità sulle proprie api, pertanto, non trovi ovvie contraddizioni e falsi riscontri sulle teorie che dice e ciò che ha per le mani?

anche io consiglio di provare tutto sulla propria pelle (e arnie) ..l ho già detto, vi consiglio di provare!! è sacrosanto e serve appunto per farti capire come "non fare" e cosa c'è realmente dietro.. l apicoltura di ognuno di noi dovrebbe essere un puzzle con molti tasselli presi da molti altri e assemblati su misura per noi.. non si può prendere tutto in toto e trangugiare come tacchini tutto ciò che ci buttano lì..

anche alcune delle mie arnie son malconce eh, ma appunto alle ispezioni interne si rivelano famiglie curate, forti e operose, non certo quattro mezzi telai costruiti male e a metà con api sempre sottonumero.. mhà.. dai video (o di persona) puoi ben vedere lo stato di api e telai.. a te, come sembrano guardandoli? come li valuti?


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sicuramente si può fare anche in economia.. ma la cura che dedichi anche ai materiali e a un arnia rattoppata si vede.. tra materiali usati o materiali trascurati cè una bella differenza.. è il modo che conta..

poiperò se si parla di economia non andate a comprare madri o corsi da mille euro eh.. ;)

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Gaarth, qui la porta è aperta, senza rancori e remore, te l ho già detto.. vogliamo tutti capire le api, restiamo coesi.. :)
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Gaarth_ »

beh ma appunto se ne vuol parlare senza problemi, assolutamente..

senza critiche perché come dici ognuno dovrebbe provare le esperienze, e ci sta ogni tanto anche uscire leggermente fuori strada..

il discorso economico poi è arido per tutti perché per quanto non si voglia le cose si consumano, se dobbiamo proprio volgere un pensiero lo indirizzerei verso i politicanti e le mal pratiche ormai una consuetudine. dio denaro regna sovrano, purtroppo. ma un altra volta.

col senno di poi chiunque potrebbe storcere il naso, però ripeto.. da qualche parte bisogna iniziare, so che da parte tua potrebbe essere poco furbo, ma nei miei panni questa è stata comunque la base per imparare qualcosa.. la cosa che per me ha vinto è stata la filosofia che vuole cercare di trasmettere...me ne sono accorto anche io che alcune pratiche sono un po' estreme e al limite però fa parte della vita anche questo... non sono pentito di aver fatto questi corsi...
avrei potuto investirli meglio? certo. sbagliando s'impara, per cui va bene così. :wink:
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Fabiano71 »

Rob ha scritto: 22/08/2025, 12:16 semplicemente perchè non è del tutto vero.. o meglio..
dopo qualche lezione vi verrà spiegato che anche le sue api hanno varroa.. e non tutte ce la fanno.. per sue stesse ammissioni alcuni alveari vengono trattati comunque e finirà con ammettere che per selezionare quel tratto, la varroa diviene necessaria!!
Ok, e io aggiungerei che se la spieghi così a chi vuoi vendere il tuo “metodo”, puoi trovare qualcuno disposto a imparare qualcosa di nuovo, magari per integrare in modo più intelligente ed efficace il vecchio col nuovo, senza gridare al miracolo.
Così a naso, mi viene da fare un parallelo con il neonato mondo del mercato delle criptovalute. A tantissimi è sembrato il “mondo impossibile divenuto realtà”, quello del guadagno facile e ultra-democratico, dove diventare ricchi semplicemente stando davanti alla tastiera del pc (o meglio, allo schermo del cellulare…). La realtà è ben diversa. Ma tornando a noi, qualcuno magari ha tirato su qualche soldo, qualcun altro ha millantato guadagni vertiginosi, ma qui viene il bello: questi signori hanno iniziato a tenere corsi per “far soldi a palate” semplicemente cazzeggiando al cellulare… e da lì hanno capito dove si fanno davvero i soldi nel mondo della crypto: dai corsisti che sognano di sfondare! Ed è da allora che chiunque cerca di vendere a chiunque il proprio “segreto per diventare ricchi”, ma poi scopri che è sempre fuffa. E se il corsista non ottiene risultati, è perché non si applica o commette errori, mai perché la teoria è sbagliata (o inesistente). Quello è un mondo in cui la volatilità è tale da non permettere a nessuno di fare i conti giusti, ma questa è un’altra storia…
Nell’apicoltura, trovare uno YouTuber che ti fa pagare un abbonamento per vedere un video in anteprima o per accedere a materiale informativo esclusivo ci sta. Anzi, è un modo onesto per integrare il reddito in un settore che, tra cambiamenti climatici, disastri meteorologici, problemi sanitari sempre più frequenti e aumenti dei costi di tutto, diventa sempre meno redditizio! Tra l’altro, in molti casi, il materiale video disponibile gratuitamente per i non iscritti è così ben curato e valido che non si può proprio dire “bah”!
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Gnappo »

Gaarth quando l’esperienza è scarsa già si fa fatica ad applicare nella pratica i concetti basilari figurarsi mettere in pratica metodologie più complesse.
Al di là della mera ragione economica lo stato delle api lo si vede banalmente dalla mortalità e dalla produzione di miele.
Se la mortalità è del 50% e si produce qualche kg di miele con 4-5-6 arnie significa che le api non sono sufficientemente forti (direi deboli) e nella maggior parte dei casi la responsabilità è dell’apicoltore.
L’apicoltura non è filosofia, perché anche idee giuste ma applicate male fanno morire le api.
Dopo due stagioni nessuno che parte da zero è pronto a gestire decentemente più di qualche arnia (e vale per tutti) adottando tecniche basilari, azzardare oltre non può portare che a risultati negativi.
Questo è un consiglio, inizia con metodi semplici, creati il tuo metodo ed accumula esperienza. Quando i risultati saranno positivi e stabili nel tempo, la consapevolezza di ciò che si sta facendo più solida allora potrai pesare a strade meno convenzionali avendo i mezzi per percorrerle.
Ciao!!!
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Gnappo »

Fabiano71 ha scritto: 22/08/2025, 16:03
Rob ha scritto: 22/08/2025, 12:16 semplicemente perchè non è del tutto vero.. o meglio..
dopo qualche lezione vi verrà spiegato che anche le sue api hanno varroa.. e non tutte ce la fanno.. per sue stesse ammissioni alcuni alveari vengono trattati comunque e finirà con ammettere che per selezionare quel tratto, la varroa diviene necessaria!!
Ok, e io aggiungerei che se la spieghi così a chi vuoi vendere il tuo “metodo”, puoi trovare qualcuno disposto a imparare qualcosa di nuovo, magari per integrare in modo più intelligente ed efficace il vecchio col nuovo, senza gridare al miracolo.
Così a naso, mi viene da fare un parallelo con il neonato mondo del mercato delle criptovalute. A tantissimi è sembrato il “mondo impossibile divenuto realtà”, quello del guadagno facile e ultra-democratico, dove diventare ricchi semplicemente stando davanti alla tastiera del pc (o meglio, allo schermo del cellulare…). La realtà è ben diversa. Ma tornando a noi, qualcuno magari ha tirato su qualche soldo, qualcun altro ha millantato guadagni vertiginosi, ma qui viene il bello: questi signori hanno iniziato a tenere corsi per “far soldi a palate” semplicemente cazzeggiando al cellulare… e da lì hanno capito dove si fanno davvero i soldi nel mondo della crypto: dai corsisti che sognano di sfondare! Ed è da allora che chiunque cerca di vendere a chiunque il proprio “segreto per diventare ricchi”, ma poi scopri che è sempre fuffa. E se il corsista non ottiene risultati, è perché non si applica o commette errori, mai perché la teoria è sbagliata (o inesistente). Quello è un mondo in cui la volatilità è tale da non permettere a nessuno di fare i conti giusti, ma questa è un’altra storia…
Nell’apicoltura, trovare uno YouTuber che ti fa pagare un abbonamento per vedere un video in anteprima o per accedere a materiale informativo esclusivo ci sta. Anzi, è un modo onesto per integrare il reddito in un settore che, tra cambiamenti climatici, disastri meteorologici, problemi sanitari sempre più frequenti e aumenti dei costi di tutto, diventa sempre meno redditizio! Tra l’altro, in molti casi, il materiale video disponibile gratuitamente per i non iscritti è così ben curato e valido che non si può proprio dire “bah”!
“chi sa fa, chi non sa insegna” :roftl:
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Rob »

condivido tutte tre le vostre visioni.. ma vorrei sottolineare che cè chi fa apicoltura e chi fa youtuber con le api.. non è affatto la stessa cosa..

alcuni di loro sono stati invitati personalmente per intervistare, registrare e diffondere alcune lezioni impartite da professionisti , pensate un pò, nessuno di loro vuole scambi o collaborazioni .. guardacaso è tutta gente che cerca nuovi iscritti tra gli apicoltori neofiti, perchè i professionisti, se interpellati, avrebbero da cantargliene molte.. quindi in questo senso molti youber (tutti eccetto uno) sono uguali ai negozi e associazioni "truffaldine" che si nominavano prima..

non entrerò ora nello specifico.. ripeto solo: si salva solo Nesler!!


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state ancora tergiversando.. invece che mettere spiegazioni di cosa "crediamo che verrà" , sarebbe opportuno concentrarsi sul concreto di ciò che voi stessi avete e tenete in apiario.. ve ne prego.. vantando o criticando questa o l altra tecnica senza cognizione di causa ed esperienza diretta non possiamo tirare le somme.. perdonatemi.. :)

non parlatemi di uno o l altro scienziatone, fatemi capire voi che apicoltura state facendo e come vi trovate.. ;)

si parte da qui amici, dalla testa non dalla coda.. è giusterrimo avere obiettivi e idee su dove e come andare, ma la realtà è che bisogna partire sempre dalle api che si hanno in mano adesso.. è quella la partenza.. non esistono "segreti miracolosi" in apicoltura, diffidate.. esistono solo piccole buone prassi e abitudini..


-----------------------------------------------------

per eliminare ogni dubbio.. si, si può raggiungere una resistenza alla varroa simile a ciò che vediamo nel video in qualche stagione e con poche arnie per volta.. si, i cadaveri saranno comunque molti.. così come le scocciature e le difficoltà davvero sconcertanti.. se siete disposti avanti.. addentriamoci.. (ovviamente a costi irrisori eh) ;)

:)
Ultima modifica di Rob il 22/08/2025, 16:33, modificato 1 volta in totale.
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Gaarth_ »

Gnappo ha scritto: 22/08/2025, 16:05 Gaarth quando l’esperienza è scarsa già si fa fatica ad applicare nella pratica i concetti basilari figurarsi mettere in pratica metodologie più complesse.
Al di là della mera ragione economica lo stato delle api lo si vede banalmente dalla mortalità e dalla produzione di miele.
Se la mortalità è del 50% e si produce qualche kg di miele con 4-5-6 arnie significa che le api non sono sufficientemente forti (direi deboli) e nella maggior parte dei casi la responsabilità è dell’apicoltore.
L’apicoltura non è filosofia, perché anche idee giuste ma applicate male fanno morire le api.
Dopo due stagioni nessuno che parte da zero è pronto a gestire decentemente più di qualche arnia (e vale per tutti) adottando tecniche basilari, azzardare oltre non può portare che a risultati negativi.
Questo è un consiglio, inizia con metodi semplici, creati il tuo metodo ed accumula esperienza. Quando i risultati saranno positivi e stabili nel tempo, la consapevolezza di ciò che si sta facendo più solida allora potrai pesare a strade meno convenzionali avendo i mezzi per percorrerle.
Ciao!!!
concordo pienamente, forse viene frainteso nel mio modo di esprimermi, ma bruciare le tappe è da sconsiderati. per di più se ci si fa prendere la mano.

quanto sarebbe poco o tanto miele secondo te? 50 kg poco e 100 kg tanto? contando una media di circa 20 kg a melario se va bene.
io ho triplicato il raccolto quest'anno, e ho usato solo 2-3 famiglie per produzione. il resto ho fatto nuclei (da 3 a 8, uno sciame mi è arrivato in giardino per caso - ma che riunirò - perché la regina non feconda probabilmente è andata persa.. e non dispongo di molti fuchi al momento.), che ad oggi sono più che esplosi. ho fatto qualche errorino se vogliamo nel mentre, ma di poco conto, non ho messo in pericolo le famiglie. e sto facendo anche io i trattamenti per il momento. non lo nego, ma se posso preferisco evitare.
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Re: Apicoltore un po’ fuori dall’ordinario?

Messaggio da Gnappo »

Rob ha scritto: 22/08/2025, 16:22
non parlatemi di uno o l altro scienziatone, fatemi capire voi che apicoltura state facendo e come vi trovate.. ;)
Una apicoltura semplice :) con un numero discreto di arnie (circa 15-18 tra famiglie e nuclei) a cui posso dedicare il tempo che ho a disposizione con un lavoro a tempo pieno e una bimba di 6mesi.

La mia apicoltura semplice si basa su questi obiettivi:
- portare una anti una passione al meglio per me e per le api che curo
- avere api sane (trattamenti estivi ed invernali con sublimato ripetuto)
- arnie forti producono le altre rimangono in standby per produrre scorte e fornire in modo limitato telaini per i nuclei (rimonta).
- produrre miele per rendere questa passione sostenibile.
- limitare al massimo la sciamatura (ho le api in paese e può essere una scocciatura)
- utilizzare celle reali disponibili in primavera (produzione regine è per ora più un esercizio che altro).
- prediligere la sostituzione naturale delle regine se non presentano problemi evidenti.
Così facendo mi trovo bene, le api sono stabili io mi diverto e faccio molto meno danni di qualche anno fa :eheh: :eheh:
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