A chi possa interessare ecco un metodo per produrre regine senza praticare il traslarvo
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Metodo Miller - produzione di regine senza traslarvo
- maurizio57
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Re: Metodo Miller - produzione di regine senza traslarvo
Ciao Maurizio.. 
premetto che non è nulla di personale nei tuoi confronti.. criticherò aspramente e cercherò di dare la mia visione.. non sarò breve.. e perdonami se puoi..
[leggere a cuor leggero]
questa tecnica potrebbe esser chiamata in dozzine di modi, la tecnica è la medesima da dozzine di annate e ognun adatta al suo (sacrosanto, come spesso ci ripetiamo) , volendo dare il proprio nome e modificando a piacimento una tecnica che di per sè è valida, che ha funzionato e tutt ora funziona..
trascurerò le altre apicolture estere, personalmente non credo che vi siano "avanguardisti" , né a est né oltreoceano.. in primis credo che l apicoltura italiana sia tra le più affinate al mondo , non è solo "orgoglio" (nemmeno miraggio) , odiernamente è ben visibile lo stato dell arte in ognidove e onestamente resto incredulo che oggi qualcuno dubiti ancora della frase sottolineata poco sopra..
oltretutto reputo che ognun debba esser avanguardista "a casa sua" , nei suoi brevi limitrofi e sebbene altrove si possan trovare altre teorie da provare (questa ne è un evidenza) , resta un problema di fondo comune a tutte queste.. ovvero, se partiamo da concetti fraintesi o non compresi difficilmente potremo puntare ad un qualsivoglia "miglioramento", in ogni campo credo..
cè un grossolano "errore" di fondo.. e se non si è ancora capito qual è , ne state commettendo ben due..
qui bisogna tirare in ballo (per forza) la conoscenza dell animale e della sua biologia , state (evidentemente) viaggiando a "fari spenti" e tentando a tentoni tentate di replicare un lavoro che l ape vi insegna quotidianamente e ve lo mostra nel suo essere più vero.. ma si insiste a farlo con metodi inventati da umani che potevano solo "provare a.." fino a pochi decenni fa.. al 2020 e oltre non si può ancora soprassedere e "far finta" di non vedere ciò che l ape ci mostra.. e che passino i principianti e chi ci vuol solo "giocare", ma ragazzi, se vogliamo ampliare e migliorare le nostre apicolture si dovrebbe fare un bel "tabula rasa" di tutte queste "datate fesserie" e focalizzarsi su "come lo fa l ape" !! (mm , sembra di ripetermi)
pallosa premessa finita..
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giusto per mettervi un pò di curiosità (o dubbi su cui dovrete rimuginar)..
quali son le principali differenze tra le tre tipologie di celle ?
perchè le api si "arrendono" all idea di dover tirare regine dalle celle di operaia?
qual è la differenza tra l apparato delle regine e quello delle operaie? e da cosa è sancita, sopratutto?
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questa tecnica potrebbe esser chiamata in dozzine di modi, la tecnica è la medesima da dozzine di annate e ognun adatta al suo (sacrosanto, come spesso ci ripetiamo) , volendo dare il proprio nome e modificando a piacimento una tecnica che di per sè è valida, che ha funzionato e tutt ora funziona..
trascurerò le altre apicolture estere, personalmente non credo che vi siano "avanguardisti" , né a est né oltreoceano.. in primis credo che l apicoltura italiana sia tra le più affinate al mondo , non è solo "orgoglio" (nemmeno miraggio) , odiernamente è ben visibile lo stato dell arte in ognidove e onestamente resto incredulo che oggi qualcuno dubiti ancora della frase sottolineata poco sopra..
oltretutto reputo che ognun debba esser avanguardista "a casa sua" , nei suoi brevi limitrofi e sebbene altrove si possan trovare altre teorie da provare (questa ne è un evidenza) , resta un problema di fondo comune a tutte queste.. ovvero, se partiamo da concetti fraintesi o non compresi difficilmente potremo puntare ad un qualsivoglia "miglioramento", in ogni campo credo..
cè un grossolano "errore" di fondo.. e se non si è ancora capito qual è , ne state commettendo ben due..
qui bisogna tirare in ballo (per forza) la conoscenza dell animale e della sua biologia , state (evidentemente) viaggiando a "fari spenti" e tentando a tentoni tentate di replicare un lavoro che l ape vi insegna quotidianamente e ve lo mostra nel suo essere più vero.. ma si insiste a farlo con metodi inventati da umani che potevano solo "provare a.." fino a pochi decenni fa.. al 2020 e oltre non si può ancora soprassedere e "far finta" di non vedere ciò che l ape ci mostra.. e che passino i principianti e chi ci vuol solo "giocare", ma ragazzi, se vogliamo ampliare e migliorare le nostre apicolture si dovrebbe fare un bel "tabula rasa" di tutte queste "datate fesserie" e focalizzarsi su "come lo fa l ape" !! (mm , sembra di ripetermi)
pallosa premessa finita..
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giusto per mettervi un pò di curiosità (o dubbi su cui dovrete rimuginar)..
quali son le principali differenze tra le tre tipologie di celle ?
perchè le api si "arrendono" all idea di dover tirare regine dalle celle di operaia?
qual è la differenza tra l apparato delle regine e quello delle operaie? e da cosa è sancita, sopratutto?
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Re: Metodo Miller - produzione di regine senza traslarvo
le tre celle (reale, operaia, fuco) son diverse per forma e dimensione, come tutti sappiamo, la reale tuttavia è l unica che vien tirata verticalmente, ha una capienza ben maggiore ed è quindi adatta a contenere molta più pappa reale.. la cella di operaia vien solitamente orizzontale, ha una dimensione ridotta pertanto ridotto è anche il nutrimento, la larva della regina risulterà "sdraiata" e faticherà a svilupparsi al top, potendo nutrirsi con meno pappa rispetto ad esser allevata in una cella reale.. già queste poche accortezze dovrebbero far scartare l allevamento da celle di operaia a prescindere da qualsivoglia tecnica.. questa per me è già una semplice e attuabilissima strategia di base da cui partire, rabbrividisco ogni volta che vedo e sento allevare "suplettive".. se si vuol partire "zoppi" vabbè, ma la scelta potete farla.. questo è come "funziona" l ape..
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per completezza:
la dimensione della cella del fuco contribuisce al rilassamento dell addome della regina nella deposizione, pertanto la spermateca "non vien spremuta" (come succede dalle pareti delle celle più strette) e non è del tutto vero che è la regina che "decide" se inseminare o meno l uovo, tutto dipende da che tipo di cella si trova a deporre in quel momento, è un azione "meccanica" più che di volontà.. ovviamente l istinto di assecondare la stagione e deporre determinate zone di favo o favi a fuco.. anche le api nutrici spesso fanno una cernita sulle larve appena schiuse, non allevando tutto ciò che vien deposto, ma solo ciò che "serve".. l alveare "apposto" non tira mai regine da celle di operaia..
se per qualche motivo naturale (quindi rarerrimi casi) l alveare si trova senza regina (o celle quasi pronte) ed è costretto lo farà senz altro, convertirà un ape (ancora larva) in una regina momentanea, fintanto che questa provvederà nuovamente a ri-riprodurre una regina regolare in cella reale regolare con quantità di pappa reale regolare.. fate vobis..
in questi stadi l alveare ha fretta di rifarsi una regina e sceglierà le larve del 5° giorno che stanno nutrendo già da mò con una miscela di miele(+3 di uovo fa 8 giorni di vita) per tenere a mano tempo, in questo processo si stanno già formando gli apparati da operaia, quindi son costrette a ricambiare alimentazione, e l alimentazione ri-cambia e ri-sostituendo al miele con pappareale.. suvvia, queste son chiaramente regine "a digiuno" e lo si nota chiaramente quando sviluppa nella stragrande maggioranza dei casi degli apparati ovoriproduttori sottodimensionati.. le casistiche variano, a volte si perde l 80% della capacità, altre solo il 40%, ma tant è, state lavorando con "api di scorta".. fermo restando che ai fini di sopravvivenza vanno bene anche quelle..
poi ogni opera di eliminare le prime, reintrodurre covate fresce per farle concentrare sulle più piccole e via dicendo è solo perdita di tempo e materiale e api, un altra toppa per sopperire a qualcosa che produce il medesimo risultato perchè in realtà non avete cambiato nulla, anzi lo stato di "disagio" del glomere sarà sempre più marcato, le api sempre più vecchie, pappa reale sempre più scarsa, ecc ecc ecc..
in genere, date le tempistiche per avere una quelchevuoi regina (30giorni su per giù), l alveare non farà a tempo a fare il "doppio-cambio" immediatamente uno dietro l altro, salvo rari casi.. questo al naturale, per così dire.. perchè se lasciate stare le api loro non saranno mai senza regine o celle reali quasi pronte, a volte si vedono anche due regine, loro fanno cambi talmente lisci che spesso l apicoltore s accorge solo a opere concluse, loro lo fanno con la calma e precisione che serve.. l uomo arrabatta tempistiche improvvisate perchè tra produzioni e trattamenti "è così che si fa".. ma al naturale hanno sempre qualcosa "in preparazione" e al limite vien eliminato l eccesso, cè sempre abbondanza di regine nei paraggi, basti pensare a quante se ne eliminano per non perdere sciami.. altrimenti avreste regine e sciami ognidove.. se non lo riscontrate è solo perchè tra opere di scellature, orfanità indotte e cambi programmati e molte altre tecniche di uso comune state mettendo i bastoni tra le ruote e non verrà mai a galla il vero "motore da gara".. imparare a gestire questo aspetto è faccenda di lungimiranza, perchè tutti posson constatare questi comportamenti, non serve inventarsi nulla..
invece la maggior parte delle orfanità improvvise a cui assistiamo son dettate dalle pratiche dell uomo, del voler appunto indurre le api a fare qualcosa peggio di come lo farebbero loro.. questo è davvero assurdo e trovo ottuso (senz offesa) ostinarsi con l allevamento con queste tipologie di filosofie..
perdonatemi, io dò ragione all ape e cerco di farlo come lei.. io allevo solo regine reali in celle reali con pappa reale.. reale..
il traslarvo non è fondamentale, ma certamente garantisce un controllo delle celle reali di gran lunga maggiore.. esiston altre tecniche per utilizzare vere celle reali o vere regine, ma non se le caca nessuno.. e a me và meglio eh..
il traslarvo viene poi, quando si hanno compreso queste dinamiche e si decide di allestire un allevamento di regine dignitoso..
In ultima, certo che "funziona lo stesso".. è il segreto salva-vita delle api.. poter allevare regine anche da celle di operaie, ma è l ultima spiaggia per le api!!
in caso di necessità estrema o calamità improvvise la natura gli ha fornito questo salvagente.. l apicoltore assennato non può basare il suo allevamento su queste teorie.. significa che non è ancora compreso l animale che si ha per le mani.. perdonatemi, niente di personale con nessuno eh, è ciò che penso dell apicoltura..
[Saturi? ..Rob vi osserva..
]
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la dimensione della cella del fuco contribuisce al rilassamento dell addome della regina nella deposizione, pertanto la spermateca "non vien spremuta" (come succede dalle pareti delle celle più strette) e non è del tutto vero che è la regina che "decide" se inseminare o meno l uovo, tutto dipende da che tipo di cella si trova a deporre in quel momento, è un azione "meccanica" più che di volontà.. ovviamente l istinto di assecondare la stagione e deporre determinate zone di favo o favi a fuco.. anche le api nutrici spesso fanno una cernita sulle larve appena schiuse, non allevando tutto ciò che vien deposto, ma solo ciò che "serve".. l alveare "apposto" non tira mai regine da celle di operaia..
se per qualche motivo naturale (quindi rarerrimi casi) l alveare si trova senza regina (o celle quasi pronte) ed è costretto lo farà senz altro, convertirà un ape (ancora larva) in una regina momentanea, fintanto che questa provvederà nuovamente a ri-riprodurre una regina regolare in cella reale regolare con quantità di pappa reale regolare.. fate vobis..
in questi stadi l alveare ha fretta di rifarsi una regina e sceglierà le larve del 5° giorno che stanno nutrendo già da mò con una miscela di miele(+3 di uovo fa 8 giorni di vita) per tenere a mano tempo, in questo processo si stanno già formando gli apparati da operaia, quindi son costrette a ricambiare alimentazione, e l alimentazione ri-cambia e ri-sostituendo al miele con pappareale.. suvvia, queste son chiaramente regine "a digiuno" e lo si nota chiaramente quando sviluppa nella stragrande maggioranza dei casi degli apparati ovoriproduttori sottodimensionati.. le casistiche variano, a volte si perde l 80% della capacità, altre solo il 40%, ma tant è, state lavorando con "api di scorta".. fermo restando che ai fini di sopravvivenza vanno bene anche quelle..
in genere, date le tempistiche per avere una quelchevuoi regina (30giorni su per giù), l alveare non farà a tempo a fare il "doppio-cambio" immediatamente uno dietro l altro, salvo rari casi.. questo al naturale, per così dire.. perchè se lasciate stare le api loro non saranno mai senza regine o celle reali quasi pronte, a volte si vedono anche due regine, loro fanno cambi talmente lisci che spesso l apicoltore s accorge solo a opere concluse, loro lo fanno con la calma e precisione che serve.. l uomo arrabatta tempistiche improvvisate perchè tra produzioni e trattamenti "è così che si fa".. ma al naturale hanno sempre qualcosa "in preparazione" e al limite vien eliminato l eccesso, cè sempre abbondanza di regine nei paraggi, basti pensare a quante se ne eliminano per non perdere sciami.. altrimenti avreste regine e sciami ognidove.. se non lo riscontrate è solo perchè tra opere di scellature, orfanità indotte e cambi programmati e molte altre tecniche di uso comune state mettendo i bastoni tra le ruote e non verrà mai a galla il vero "motore da gara".. imparare a gestire questo aspetto è faccenda di lungimiranza, perchè tutti posson constatare questi comportamenti, non serve inventarsi nulla..
invece la maggior parte delle orfanità improvvise a cui assistiamo son dettate dalle pratiche dell uomo, del voler appunto indurre le api a fare qualcosa peggio di come lo farebbero loro.. questo è davvero assurdo e trovo ottuso (senz offesa) ostinarsi con l allevamento con queste tipologie di filosofie..
perdonatemi, io dò ragione all ape e cerco di farlo come lei.. io allevo solo regine reali in celle reali con pappa reale.. reale..
il traslarvo non è fondamentale, ma certamente garantisce un controllo delle celle reali di gran lunga maggiore.. esiston altre tecniche per utilizzare vere celle reali o vere regine, ma non se le caca nessuno.. e a me và meglio eh..
il traslarvo viene poi, quando si hanno compreso queste dinamiche e si decide di allestire un allevamento di regine dignitoso..
In ultima, certo che "funziona lo stesso".. è il segreto salva-vita delle api.. poter allevare regine anche da celle di operaie, ma è l ultima spiaggia per le api!!
in caso di necessità estrema o calamità improvvise la natura gli ha fornito questo salvagente.. l apicoltore assennato non può basare il suo allevamento su queste teorie.. significa che non è ancora compreso l animale che si ha per le mani.. perdonatemi, niente di personale con nessuno eh, è ciò che penso dell apicoltura..
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Re: Metodo Miller - produzione di regine senza traslarvo
Ciao Rob,
Quindi consigli di allevare o acquistare regine sia per fare nuclei che per fare sostituzioni, poiché se faccio dei nuclei orfani alleveranno regine d " emergenza " con larve già nutrite con miele per risparmiare tempo e che queste poi non saranno regine ottimali per i nostri fini produttivi, ho capito bene?
Tu che metodo usi per allevare le regine, se posso chiedertelo, fai il gioco delle regine e poi innesti la cella opercolata , la vergine o una regina già feconda? Fare accettare una regina feconda non dovrebbe essere più rischioso che inserire una cella opercolata la quale avrebbe una maggiore probabilità d accettazione?
Intanto grazie e buona serata
Ciao
Quindi consigli di allevare o acquistare regine sia per fare nuclei che per fare sostituzioni, poiché se faccio dei nuclei orfani alleveranno regine d " emergenza " con larve già nutrite con miele per risparmiare tempo e che queste poi non saranno regine ottimali per i nostri fini produttivi, ho capito bene?
Tu che metodo usi per allevare le regine, se posso chiedertelo, fai il gioco delle regine e poi innesti la cella opercolata , la vergine o una regina già feconda? Fare accettare una regina feconda non dovrebbe essere più rischioso che inserire una cella opercolata la quale avrebbe una maggiore probabilità d accettazione?
Intanto grazie e buona serata
Ciao
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Re: Metodo Miller - produzione di regine senza traslarvo
Si, ne risultano regine inferiori per capacità riproduttive perchè le ovaie son sviluppate diversamente.. come detto, vanno bene comunque, ma presto o tardi le differenze si fanno sentire, sopratutto se si vuol perpetrare un lavoro ad "alzare l asticella".. nel mezzo della buona stagione può anche andare "per parare il colpo" , ma odiernamente con la conoscenza e le possibilità che l apicoltura concede lo trovo riduttivo, è "troppo facile" sistemare per bene gli stadi d orfanità, non trovo il senso di arrabattarsi con questi stratagemmi, che a mio avviso fanno perdere tempo e api.. personalmente lo vedo come "iniziare una gara con il serbatoio mezzo scarico" .. ripeto, va bene lo stesso.. 
l accettazione è dettata dallo stato della famiglia.. spetta all apicoltore "rendere pronto" l alveare all inserimento di nuove regine (in cella, vergini, o feconde) ;
se l alveare è orfano (quindi niente regine e niente celle in allevamento) l accettazione di qualsivoglia sfiora il 100%
le regine delle celle opercolate vengon accettate (salvo casi particolari) in toto perchè sono nate "indoor" e quindi la famiglia la riconosce già prima della schiusa..
per quelle già nate (vergini o feconde) è sufficiente controllare la famiglia ed eliminare tutto ciò che hanno già iniziato a sviluppare (si, la famiglia ha sempre qualcosa in preparazione) , inserendo poi la gabbietta l accettazione è pressochè totale..
è vero che l accettazione nel periodo "peggiore" (qui maggio/giugno) forse si perde un pò (proprio per la popolosità e lo stato degli alveari), ma se l apicoltore opera bene anche i cambi in questo periodo sono più che fattibili..
chiaro ci son anche casistiche che evidenziano il contrario, ma è più una questione di tempistiche e preparazione dell alveare che deve ricevere..
il "gioco delle regine" prevede cupolarve, o cupolini di plastica e bigodini, che a mio avviso è tutto troppo "plasticoso" e impreciso.. ma va bene lo stesso.. io non lo uso nemmen sotto tortura..
qui facciamo traslarvi in cupolini di cera (più capienti e affini), utilizzando pappareale per la preparazione e inseriamo le celle in schiusa in nuclei orfani.. utilizziamo il picking in metallo "a cucchiaio" perchè le larve (massimo di 3giorni) devono venir a contatto solamente con il cuscinetto di pappa reale.. tuttavia è capitato di fare traslarvi con uno stelo d erba e ha funzionato quasi bene, per questo continuo a dire "va bene tutto" , ma il concetto che reputo fondamentale è che l apicoltore dovrebbe puntare a un miglioramento graduale e costante , oltretutto ognun deve sviluppare la sua metodologia, perchè non ha davvero senso snaturare il proprio allevamento adottando tecniche che i vostri apiari "non sopportano" per moli di lavoro o tecniche contrastanti..
alla fine il Vero Segreto è la manualità e praticità che l apicoltore acquisisce nel tempo..
l accettazione è dettata dallo stato della famiglia.. spetta all apicoltore "rendere pronto" l alveare all inserimento di nuove regine (in cella, vergini, o feconde) ;
se l alveare è orfano (quindi niente regine e niente celle in allevamento) l accettazione di qualsivoglia sfiora il 100%
le regine delle celle opercolate vengon accettate (salvo casi particolari) in toto perchè sono nate "indoor" e quindi la famiglia la riconosce già prima della schiusa..
per quelle già nate (vergini o feconde) è sufficiente controllare la famiglia ed eliminare tutto ciò che hanno già iniziato a sviluppare (si, la famiglia ha sempre qualcosa in preparazione) , inserendo poi la gabbietta l accettazione è pressochè totale..
è vero che l accettazione nel periodo "peggiore" (qui maggio/giugno) forse si perde un pò (proprio per la popolosità e lo stato degli alveari), ma se l apicoltore opera bene anche i cambi in questo periodo sono più che fattibili..
chiaro ci son anche casistiche che evidenziano il contrario, ma è più una questione di tempistiche e preparazione dell alveare che deve ricevere..
il "gioco delle regine" prevede cupolarve, o cupolini di plastica e bigodini, che a mio avviso è tutto troppo "plasticoso" e impreciso.. ma va bene lo stesso.. io non lo uso nemmen sotto tortura..
qui facciamo traslarvi in cupolini di cera (più capienti e affini), utilizzando pappareale per la preparazione e inseriamo le celle in schiusa in nuclei orfani.. utilizziamo il picking in metallo "a cucchiaio" perchè le larve (massimo di 3giorni) devono venir a contatto solamente con il cuscinetto di pappa reale.. tuttavia è capitato di fare traslarvi con uno stelo d erba e ha funzionato quasi bene, per questo continuo a dire "va bene tutto" , ma il concetto che reputo fondamentale è che l apicoltore dovrebbe puntare a un miglioramento graduale e costante , oltretutto ognun deve sviluppare la sua metodologia, perchè non ha davvero senso snaturare il proprio allevamento adottando tecniche che i vostri apiari "non sopportano" per moli di lavoro o tecniche contrastanti..
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Re: Metodo Miller - produzione di regine senza traslarvo
Grazie per la risposta chiaro e esaustivo come sempre
Ciao
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Re: Metodo Miller - produzione di regine senza traslarvo
Ma non si chiama MILLER l'inventore di questo metodo?maurizio57 ha scritto: 15/01/2024, 11:57 A chi possa interessare ecco un metodo per produrre regine senza praticare il traslarvo
https://leapidimaurizio.blogspot.com/20 ... o.html?m=1
Interessante comunque. Questo anno lo provo
- Ortega
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Re: Metodo Miller - produzione di regine senza traslarvo
Concordo pienamente con la tua analisi! La tua visione sull'allevamento delle regine e l'importanza di utilizzare celle reali con pappa reale è estremamente valida. Non solo rispetta il naturale sviluppo delle api, ma garantisce anche una qualità superiore delle regine. Il fatto che la cella reale sia progettata per accogliere una larva di regina con una nutrizione adeguata è fondamentale per il suo corretto sviluppo, e l'idea di ricorrere alle celle di operaia risulta, come hai detto, una soluzione di emergenza che non offre gli stessi benefici.Rob ha scritto: 15/01/2024, 22:56
Ciao Maurizio..
premetto che non è nulla di personale nei tuoi confronti.. criticherò aspramente e cercherò di dare la mia visione.. non sarò breve.. e perdonami se puoi..
[leggere a cuor leggero]..........................................
le tre celle (reale, operaia, fuco) son diverse per forma e dimensione, come tutti sappiamo, la reale tuttavia è l unica che vien tirata verticalmente, ha una capienza ben maggiore ed è quindi adatta a contenere molta più pappa reale.. la cella di operaia vien solitamente orizzontale, ha una dimensione ridotta pertanto ridotto è anche il nutrimento, la larva della regina risulterà "sdraiata" e faticherà a svilupparsi al top, potendo nutrirsi con meno pappa rispetto ad esser allevata in una cella reale.. già queste poche accortezze dovrebbero far scartare l allevamento da celle di operaia a prescindere da qualsivoglia tecnica.. questa per me è già una semplice e attuabilissima strategia di base da cui partire, rabbrividisco ogni volta che vedo e sento allevare "suplettive".. se si vuol partire "zoppi" vabbè, ma la scelta potete farla.. questo è come "funziona" l ape..
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la dimensione della cella del fuco contribuisce al rilassamento dell addome della regina nella deposizione, pertanto la spermateca "non vien spremuta" (come succede dalle pareti delle celle più strette) e non è del tutto vero che è la regina che "decide" se inseminare o meno l uovo, tutto dipende da che tipo di cella si trova a deporre in quel momento, è un azione "meccanica" più che di volontà.. ovviamente l istinto di assecondare la stagione e deporre determinate zone di favo o favi a fuco.. anche le api nutrici spesso fanno una cernita sulle larve appena schiuse, non allevando tutto ciò che vien deposto, ma solo ciò che "serve".. l alveare "apposto" non tira mai regine da celle di operaia..
se per qualche motivo naturale (quindi rarerrimi casi) l alveare si trova senza regina (o celle quasi pronte) ed è costretto lo farà senz altro, convertirà un ape (ancora larva) in una regina momentanea, fintanto che questa provvederà nuovamente a ri-riprodurre una regina regolare in cella reale regolare con quantità di pappa reale regolare.. fate vobis..
in questi stadi l alveare ha fretta di rifarsi una regina e sceglierà le larve del 5° giorno che stanno nutrendo già da mò con una miscela di miele(+3 di uovo fa 8 giorni di vita) per tenere a mano tempo, in questo processo si stanno già formando gli apparati da operaia, quindi son costrette a ricambiare alimentazione, e l alimentazione ri-cambia e ri-sostituendo al miele con pappareale.. suvvia, queste son chiaramente regine "a digiuno" e lo si nota chiaramente quando sviluppa nella stragrande maggioranza dei casi degli apparati ovoriproduttori sottodimensionati.. le casistiche variano, a volte si perde l 80% della capacità, altre solo il 40%, ma tant è, state lavorando con "api di scorta".. fermo restando che ai fini di sopravvivenza vanno bene anche quelle..poi ogni opera di eliminare le prime, reintrodurre covate fresce per farle concentrare sulle più piccole e via dicendo è solo perdita di tempo e materiale e api, un altra toppa per sopperire a qualcosa che produce il medesimo risultato perchè in realtà non avete cambiato nulla, anzi lo stato di "disagio" del glomere sarà sempre più marcato, le api sempre più vecchie, pappa reale sempre più scarsa, ecc ecc ecc..
in genere, date le tempistiche per avere una quelchevuoi regina (30giorni su per giù), l alveare non farà a tempo a fare il "doppio-cambio" immediatamente uno dietro l altro, salvo rari casi.. questo al naturale, per così dire.. perchè se lasciate stare le api loro non saranno mai senza regine o celle reali quasi pronte, a volte si vedono anche due regine, loro fanno cambi talmente lisci che spesso l apicoltore s accorge solo a opere concluse, loro lo fanno con la calma e precisione che serve.. l uomo arrabatta tempistiche improvvisate perchè tra produzioni e trattamenti "è così che si fa".. ma al naturale hanno sempre qualcosa "in preparazione" e al limite vien eliminato l eccesso, cè sempre abbondanza di regine nei paraggi, basti pensare a quante se ne eliminano per non perdere sciami.. altrimenti avreste regine e sciami ognidove.. se non lo riscontrate è solo perchè tra opere di scellature, orfanità indotte e cambi programmati e molte altre tecniche di uso comune state mettendo i bastoni tra le ruote e non verrà mai a galla il vero "motore da gara".. imparare a gestire questo aspetto è faccenda di lungimiranza, perchè tutti posson constatare questi comportamenti, non serve inventarsi nulla..![]()
invece la maggior parte delle orfanità improvvise a cui assistiamo son dettate dalle pratiche dell uomo, del voler appunto indurre le api a fare qualcosa peggio di come lo farebbero loro.. questo è davvero assurdo e trovo ottuso (senz offesa) ostinarsi con l allevamento con queste tipologie di filosofie..
perdonatemi, io dò ragione all ape e cerco di farlo come lei.. io allevo solo regine reali in celle reali con pappa reale.. reale..
il traslarvo non è fondamentale, ma certamente garantisce un controllo delle celle reali di gran lunga maggiore.. esiston altre tecniche per utilizzare vere celle reali o vere regine, ma non se le caca nessuno.. e a me và meglio eh..![]()
il traslarvo viene poi, quando si hanno compreso queste dinamiche e si decide di allestire un allevamento di regine dignitoso..
In ultima, certo che "funziona lo stesso".. è il segreto salva-vita delle api.. poter allevare regine anche da celle di operaie, ma è l ultima spiaggia per le api!!
in caso di necessità estrema o calamità improvvise la natura gli ha fornito questo salvagente.. l apicoltore assennato non può basare il suo allevamento su queste teorie.. significa che non è ancora compreso l animale che si ha per le mani.. perdonatemi, niente di personale con nessuno eh, è ciò che penso dell apicoltura..
[Saturi? ..Rob vi osserva..]
Hai centrato il punto anche sul fatto che le api, quando lasciate agire senza eccessive interferenze, riescono a gestire la propria crescita e la produzione di regine con grande efficacia. L'uomo, a volte, con le sue tempistiche forzate e pratiche non sempre naturali, rischia di compromettere questi equilibri.
Il traslarvo, come dici, è una tecnica utile per il controllo delle celle reali, ma non dovrebbe diventare un punto di partenza, piuttosto una volta che si è compreso a fondo come funziona la dinamica dell'alveare.
Aggiungo che la tua riflessione sulla differenza tra le celle reali, di operaia e di fuco è davvero illuminante e mette in luce come ogni scelta, dalla dimensione della cella alla quantità di pappa reale, abbia un impatto diretto sullo sviluppo della regina. La cella reale, con la sua forma verticale e maggiore capacità, non solo consente alla larva di svilupparsi al meglio, ma favorisce anche una nutrizione adeguata che è essenziale per una regina sana e pienamente sviluppata. Come hai sottolineato, cercare di allevare regine da celle di operaia, con la loro alimentazione limitata, è una strada che porta inevitabilmente a regine sottodimensionate e con apparati riproduttivi non sviluppati.
Inoltre, la tua osservazione sulla "meccanica" della deposizione della regina è altrettanto importante. La regina non è solo un animale che "decide" quando deporre uova fertili, ma è influenzata dal tipo di cella in cui si trova, il che dimostra come l'ambiente e la nutrizione siano fattori determinanti per la sua fertilità e capacità di inseminare. È un aspetto che spesso viene trascurato, ma che tu hai evidenziato in modo molto preciso, mettendo in evidenza come l'alveare, al contrario dell'uomo, abbia una sua logica e tempistica naturale che non necessita di interventi forzati.
Inoltre, la tua osservazione sulla naturale capacità delle api di adattarsi e gestire la produzione di regine in modo autonomo è fondamentale. Gli alveari, quando lasciati alle loro dinamiche naturali, sono perfettamente in grado di sopperire a situazioni di orfanità e di produrre nuove regine in tempi brevi, senza la necessità di forzare il processo. È vero che gli apicoltori, spesso per fretta o a causa di altre necessità produttive, cercano di forzare questi cicli, ma come hai scritto, in realtà l'intervento umano non solo può risultare inefficace, ma anche dannoso nel lungo termine, creando più problemi che soluzioni.
Il tuo approccio è un invito alla riflessione e al rispetto per il comportamento naturale delle api. L'apicoltura, come ogni altro aspetto della natura, ha bisogno di pazienza e comprensione, e il tuo punto di vista ci ricorda che non si tratta solo di "produrre" regine, ma di lavorare con le api, rispettando i loro ritmi e la loro biologia. Chi segue questo approccio non solo ottiene risultati migliori, ma contribuisce a mantenere un ecosistema apistico sano e in equilibrio.
In conclusione, il tuo approccio naturale, che lascia spazio al comportamento istintivo delle api, sembra decisamente il più sensato e rispettoso. È un'ottima guida per chi vuole un apicoltura sana e produttiva!
"l'apicoltore sa quello che fa, e fa quello che sa"
- Marianna
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Re: Metodo Miller - produzione di regine senza traslarvo
Leggendo i vari post, ho capito che il metodo descritto presenta dei limiti. Utilizzare favi di operaia per la creazione di celle reali può compromettere la qualità delle regine prodotte, rendendo questo metodo non sempre praticabile per ottenere regine di alta qualità.


