Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Le nuove tecniche, per migliorare l’allevamento delle api
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adolfopercelsi
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

dallo "Zio" Adolfo. Buona giornata

Mini "attrezzature"
-Come assicurare sui favi un'altra"panetteria" fornita..
-Arnie della quarta fila, sul davanti; farle retrocedere fin sotto la tettoia + con muro come schienale

-Un cucchiaio perforatore
-Finito pane del nostro fornitore? Ecco il più vicino..

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-Nutrizione ..dovuta
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-Scala telescopica su cui far retrocedere ( solo 50 cm per volta) un'arnia
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-Sei favi soltanto
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-Mai visto un cordone ombelicale così tenace
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-Per i vostri bimbi
Mentre indico altra gattina ..già famosa ..in televisione a quella che chiamo
"mia segretaria", sempre tra i piedi..

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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

AntonioZangara ha scritto:
omissis da a.p.
---
Ciao AntonioZETA
Con piacere..
Ottima tua diagnosi, perfino a livello ..diplomatico

" il discorso cambia da zona in zona e bisogna sempre tener conto del proprio microclima"
-
Qui, invece, secondo me,toppa sicurezza

"..con l´isolamento tramite il foglio coibentante non credo che passino un´inverno asciutto, sono sicuro al 100% che sotto quel foglio ci saranno solo goccioline di condensa"

"Cala Trinchetto .dal 100% a..?"
--
Tenterò di spiegare il tutto appena avrò tempo..

Intanto ti dedico già oggi
tutti i mini tunnel fatti nella parte alta del favo..Non bisogna farli troppo piccoli
..altrimenti le api già a novembre potrebbero averli "ceralaccati"


Nonostante questi materni "rimboccamenti" di coperte
non se proprio se le mie api ad inizio gennaio p.v.
saranno ancora vive.

Un ciao a tutto il Forum
dallo "Zio" Adolfo
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da AntonioZangara »

ciao A.P , io sono proprio diventato contrario alle coibentazioni dal momento che ho messo le finestre in pvc in casa e mi ritrovo ora a combattere la muffa , cosa mai vista in questa casa dal 1939.

penso che il signor Geox dovrebbe disegnare un´arnia. :okok:
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fabio
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da fabio »

Antonio hai perfettamente ragione, un’elevata coibentazione crea all’interno degli alveari un elevato tasso di umidità che favorisce lo sviluppo di muffa e batteri che facilitano il nascere di malattie
Il segreto del successo è la costanza nell'impegno quotidiano
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

da a.p.
distanze tra bordo di un favo e l’altro

Quello di 1 cm; il più vicino allo spazio d’api ( mm 9 circa.) Cioè 1 cm, meno un millimetro

1 cm.. Piattino di pesche per Festa regina..
Immagine

-1 cm e mezzo

-1 cm nella parte "ante" ma anche due per sbaglio nel "retro"..

Immagine

Distanziatore manuale I due centimetri Fabio Mussi.

Immagine


Ore 24 api germaniche.
Immagine

Due centimetri per mielario.

Immagine

Tre distanziali diversi . 1cm anteriore ; 1,50 nel retro. E cm 2 per mielario

Potremo come le api reagiscano con
la quasi mancanza totale di ponticelli

Detto sottovoce.
-Quello a cui io sono affezionato anche perché nell’erogazione dello zucchero a velo è quello che me lo fa finire tra le intercapedini”investendo “dolcemente” moltissime varroe sul favo stesso.

-Immagine
-45 varroe solo dopo mezzo minuto. "Velo""insacca" sùbito varroa"

Immagine Immagine Immagine

Appoggiare cartoncino formato 1 cm

Immagine


Coltello per ritagliare impanciamenti, e renderli idonei solo per 1 cm

Immagine Immagine Immagine

Mio “regolo", primitivo,millimetrico cartaceo 1 cm

-I due centimetri ci regalano escrescenze mostruose

Immagine Immagine

2 cm fanno impazzire le api( autentiche stalagmiti::da sotto in sù)

Come misurare il centimetro con barretta che viene incuneato tra le intercapedini
Immagine

-Per constatare la distanza -spazio d'api di famiglie selvatiche è sufficiente controllare queste costruzioni di api nostrane.
-Tra l'uno e l'altro favo si può far strisciare un rettango di cartolina.. purché solo mm 9
--
Un mio fiore ( M.A.)tra i fiori
Viva la vita
dallo "Zio"

-
Ultima modifica di adolfopercelsi il 27/10/2011, 13:17, modificato 8 volte in totale.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da MrDish »

fabio88 ha scritto:...un’elevata coibentazione crea all’interno degli alveari un elevato tasso di umidità che favorisce lo sviluppo di muffa e batteri che facilitano il nascere di malattie
Premetto che ho tutti i ct (coprifavo trasparenti di plexiglass, alcuni 3mm altri 5mm).
Oggi nella visita alle arnie (che ho effettuato senza aprire il coprifavo viste le temperature), ho notato che in una cassa, quella meno popolata (solo 8,5 su 12), vi era un poco di umidità. Ho notato anche api che "ventilavano", probabilmente per asciugare, sia appena sotto il ct sia sul predellino.
Le muffe di che colore sono di solito quando si creano? Sono dannose per le api o sono tollerate e poi rimosse appena possibile? Io ancora non ne ho viste, ma come si dice, le muffe quando si vedono è già tardi!

Simone.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da AntonioZangara »

MrDish ha scritto:
fabio88 ha scritto:...un’elevata coibentazione crea all’interno degli alveari un elevato tasso di umidità che favorisce lo sviluppo di muffa e batteri che facilitano il nascere di malattie

Le muffe di che colore sono di solito quando si creano? Sono dannose per le api o sono tollerate e poi rimosse appena possibile? Io ancora non ne ho viste, ma come si dice, le muffe quando si vedono è già tardi!

Simone.
Simone, lascia il buco del coprifavo aperto tutto l´anno e risolvi tutto.
per stare sicuro ,fai in modo che se hai un telaino di solo polline per l´inverno lo metti tra la covata e il telaino di solo miele cosi non si ammuffisce.

concosco addirittura un´apicoltore che ha circa 100 alveari e non ha usato mai un diaframma, figurati come sono adattabili le api. ste cose sono solo utili a creare liti tra apicoltori ma alla fine nessuno ha torto e neanche ragione.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da ANTONIO. »

AntonioZangara ha scritto: (..) Simone, lascia il buco del coprifavo aperto tutto l´anno e risolvi tutto (..)
Antonio intendi di lasciare il dischetto nella posizione di foro aperto per tutto l'anno con le api dentro?
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

da a.p. Cosa tenterò di esprimere

1)Il calore dato il suo "peso" tende sempre a salire verso l'alto

Quindi non va bene adibire quotidianamente uno "sfiatatoio". nella parte superiore del nido
L'aria deve e può entrare da sotto e circolare quanto basta senza condense.. varie ..
Sotto alla mia sfoglia non c'è "ombra" di umidità : le mie dita non la "percepiscono" perché già sùbito sublimata

La mia sfoglia argentea termofora ferma tutto il calore delle api e lo fa sostare nella parte alta..


"Antonio intendi di lasciare il dischetto nella posizione di foro aperto per tutto l'anno con le api dentro?"

"per stare sicuro ,fai in modo che se hai un telaino di solo polline per l´inverno lo metti tra la covata e il telaino di solo miele cosi non si ammuffisce.
( Ottima indicazione da .a.p.)

concosco addirittura un´apicoltore che ha circa 100 alveari e non ha usato mai un diaframma, figurati come sono adattabili le api. ste cose sono solo utili a creare liti tra apicoltori ma alla fine nessuno ha torto e neanche ragione."

Vedremo( incredibile) che chi non non vi ha mai ricorso, ha ragione. Spiegheremo il semplice perché.
antonio zeta
Regine allevate in uno sgabuzzino..
-
2)
La colpa di date ancora perniciose ed errate non è del singolo apicoltore ma nel silenzio ufficiale della Commissione Sanitaria
-
Non bisogna arrrostire con l'ossalico le api che diventano invernali. L'ultimo intervento va fatto il 20 di giugno. Vedi file specifico
--
D’accordo con il mio amico prof. Aulo Manino, dell’Istituto entomologia di Torino ( attualmente a Grugliasco-To) penso sia” un gravissimo errore apistico trattare le api ai primi di agosto o più avanti.”.
E’ già troppo tardi!”
-
Questo studioso è colui, per intenderci, che ha portato a termine gli esami sui neonicotinoidi e api. Servizio passato e presentato poi sulla Rai..
Il Confino regina va quindi, anche secondo lui, fatto partire molto prima.
Personalmente propendo addirittura per il 20 di giugno
- Non è vero che l’ingabbiamento su intero favo ( non parlo delle gabbiette varie..) vada a perturbare la produzione...
—C’è ancora molta gente che persiste ad ignorare che le api, quelle come uovo, il 20 ( circa) di luglio nascono già "pulite" con la Regina confinata assieme a loro, se..

Non vanno quindi “arrostite con dell’ossalico ed aver permesso che nelle loro cellette ci fossero ancora, come inquiline, migliaia di varroe. ( Leggi l’ìmmagine-icastica di Antonio Zeta).

I trattamenti vanno fatti partire da gennaio con prodotti che non hanno bisogno di evaporazione come lo zucchero a velo.. e non più tardi del 20 giugno..
La rivista di apicoltura svizzera l’Ape ha presentato queste mie date che non ho alcun pudore ad affermare che sono state letteralmente e utilissimamente copiate.. Io non ho..e non voglio diritti d'autore

( proseguirò appena posso..a.p.)
Ultima modifica di adolfopercelsi il 27/10/2011, 20:52, modificato 2 volte in totale.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da MrDish »

Essendo un "empirico" ho fatto anche questo esperimento.
Ho i ct trasparenti, con il foro in mezzo (casomai mi venisse la malsana idea di nutrire).
In 1 arnia, quella con l'umidità relativa più evidente (condensa in altro sul ct), ho aperto il foro centrale del ct e sollevato con un cartoncino lasciando passare poca aria ma non api ed altri insetti (che si annidano nel coprifavo spesso e volentieri); risultato: le api propolizzano la fessuretta chiudendo il tutto.
Ho provato a renderlo più alto di qualche mm, ovviamente le api non escono ma probabile che qualche mini-insetto possa passarvi (se ha coraggio da vendere visto il carattere delle mie api), Risultato, propolizzano e chiudono.
Quindi ne deduco che il soffione boracifero sul collo non lo vogliono e preferiscono sostare in altro appena fa freddo, assecondando la natura chimico-fisica di questo mondo (il calore sale e si ferma se non riesce ad uscire).
Quindi direi che forse nella mia arnia entra da qualche parte acqua (le arnie non sempre sono perfette, anzi, quasi mai, nonostante siano fatte da un maestro delle arnie in quel di faenza) o non riesce ad uscire l'umidità in eccesso, oppure il ct crea problemi di dispersione (essendo plexiglass) calore risltando più freddo e quindi condensando la naturale concentrazione ALTA di CO2 e di H2O all'interno del micro-clima arnia.
Ho provato a risolvere mettendo una striscia di isolante atossico attorno al vetro in plexiglass, così da non far raffreddare lo stesso e condurre meno calore all'esterno (il plexi è stato messo al posto del compensato che costituiva la base del coprifavo.
Presto ne avrò il risultato.

Ho dimenticato di aggiungere che ho arnie da 12 chiuse.

Simone.

Vado O.T. ma seguo il mittico a.p........ Visto quello che dice il prof. Aulo Manino sui trattamenti "tardivi", e visto che la varroa anche con l'ossalico ha trovato la sua via d'uscita, molto rapidamente, non è che se lasciamo le api (ovvio, parlo da amatore, non da "professionista" che deve salvaguardare la sua produzione per giustificare un profitto) fare il loro percorso riescono a convivere con la varroa magari riuscendola a contenere?
Siamo sicuri che i virus che si ritenevano portati dalla varroa non siano in relatà portati da altri imenotteri che quest'anno sono particolrmente "numerosi"? Essendo le api come tutti noi golose di proteine ed accumulandole sotto forma di "grassi" come tutti gli esseri viventi, non è che le "diossine" sempre più prepotentemente e sempre più "paurosamente" presenti essendo bio-cumulabili dopo qualche anno causano deficenze immunitarie lasciando così campo aperto ai virus che come forma di "infezione" sono potenti ma molto deboli se il sistema immunitario risponde prontamente?

Scusate, chiedo troppo e magari sparo troppo in alto.....
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da fabio »

MrDish ha scritto: Premetto che ho tutti i ct (coprifavo trasparenti di plexiglass, alcuni 3mm altri 5mm).
Oggi nella visita alle arnie (che ho effettuato senza aprire il coprifavo viste le temperature), ho notato che in una cassa, quella meno popolata (solo 8,5 su 12), vi era un poco di umidità. Ho notato anche api che "ventilavano", probabilmente per asciugare, sia appena sotto il ct sia sul predellino.
Le muffe di che colore sono di solito quando si creano? Sono dannose per le api o sono tollerate e poi rimosse appena possibile? Io ancora non ne ho viste, ma come si dice, le muffe quando si vedono è già tardi!
Simone.
Per esperienza personale non consiglio mai di inserire su un alveare un coprifavo impermeabile tipo plexiglass, vetro, o materiali similari se al centro dello stesso non c’è un foro aperto per far uscire l’aria che entra dalla porticina, ed esce dal foro del nutritore dopo che si è riscaldata e caricata di umidità all'interno dell'alveare.

Anche se in questo periodo le api sono più attive e riescono ancora a ventilare per asciugare l'umidità interna in inverno quando le api sono inattive, l’umidità si condensa oltre sulle pareti anche sui favi e non essendo l’ambiente abbastante ventilato a causa anche del restringimento della porticina d'ingresso, si forma la muffa, di colore verde chiaro, sui telaini abbandonati dalle api e sulle pareti. La muffa e l’alta umidità interna sono degli ottimi substrati per favorire lo sviluppo di virus e di batteri dannosi per la salute delle api.

Per ridurre l'umidità e/o muffa, si deve sfruttare il tiraggio naturale dell’aria che si realizza ruotando il disco metallico sopra al coprifavo nella posizione escludi regina e coibentando la parte superiore dell’alveare con un foglio di polistirolo appoggiato sopra al coprifavo.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

fabio88 ha scritto:Antonio hai perfettamente ragione, un’elevata coibentazione crea all’interno degli alveari un elevato tasso di umidità che favorisce lo sviluppo di muffa e batteri che facilitano il nascere di malattie
da a.p.
"
Reinserisco qui quanto già espresso.

"Il calore dato il suo "peso" tende sempre a salire verso l'alto

Quindi non va bene adibire quotidianamente uno "sfiatatoio". nella parte superiore del nido,;
neanche inserendo lo spazio escludi regina

L'aria deve e può entrare anche soprattutto da sotto e circolare quanto basta senza condense.. varie ..


Sotto la sfoglia argentea termofora non c'è "ombra" di umidità : le mie dita non la "percepiscono tattilmente " perché già sùbito sublimata

La mia sfoglia argentea termofora, ferma tutto il calore delle api e lo fa sostare nella parte alta.."

Anticipo che con grande piacere commenterò una email di fabbio88 sulla quale realizzeremo il 98% di identiche conclusioni. Sarà un trionfo !

L'intervento di faBIO 88 in Tecniche apistiche Sotto titolo
Mini attrezzature

Data 26 ottobre 2.011

--
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

dallo "Zio" Adolfo
Quasi in modalità relax, mini osservazioni su quanto scritto da Antonio ZETA

"Conosco addirittura un´apicoltore che ha circa 100 alveari
e non ha usato mai un diaframma
figurati come sono adattabili le api.
ste cose sono solo utili a creare liti tra apicoltori
ma alla fine nessuno ha torto e neanche ragione."

----
Immagine

Come ogni apicoltore previdente ..non massacratore tengo sempre inserito in ogni nido, sulla destra o a sinistra un separè che occupa lo spazio di un telaio. Mi è facile prelevarlo perché leggero e guadagnare così spazio per mettere in diagonale il favo che interessa. Lascio stabile sul posto anteriore la sua zona ascellare e muovo solo quella retro. OK?

-Sintesi.."per corridori"
-
-Separé solo d'estate.
Prima precisazione
Ciò che qui viene chiamato diaframma, per la lingua italiana non lo è; si tratta solo di un separé

Bisogna sùbito fare un'altra distinzione temporale:
primavera-estate
in cui il separé puo essere obbligatorio perché le api costruiscano solo in quello spazio lì e soltanto lì

Durante l'inverno, senza pericolo di costruzioni ceree
il separè,
tanto più se in materiale a masonite o similare, diventa una spugna per umidità
Ottimo,quindi, anche perché sperimentata, è disponibile la scelta dello spazio"vuoto"

Tutto qui.
Hanno ragione sia gli uni che gli altri

Come relax didattico
Bla bla bla
"Le oche non sono anitre. Le anitre non sono oche.. .
pur facendo parte della stessa famiglia delle anatidi

Il diaframma non è il separé. Il separé non è il diaframma."

"Come le vespe non sono api e le api non sono vespe"
Bla bla bla
(a.p.)
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

Lavori in corso (da a.p.)

Inserimento allegati sull’argomento
PER I MESI INVERNALI
Cosa fare –regalare alle nostre api,
1) tipo un mini “tunnel” per coadiuvare le api a raggiungere la facciata opposta del favo in caso di emergenza alimentare, se il prodotto fosse lì;

2)assicurare una distanza che piace anche a loro ( 1 cm),quasi un foto copia della loro preferita distanza spazio tra dorso favi ed il limitrofo( mm 9).
-Vedi file specifico qui su Mini “attrezzature Le varie distanze in vigore: cosa comportano per le nostre api..
Data 25/10/2011

3) Garantire uno spazio volume da riscaldare magari di solo cinque favi e non di più, nelle cassettine in polistirolo industriale.. ( Vedi immagini.. ancora da inserire.)

4) Effettuare un riscontro dei favi presidiati dalle api a fine settembre. Se la famiglia.... è solo su 3 e mezzo va assolutamente riunita ad altra arnia, in modo che le api siano su 6 telai

-Zanzariera:decidere ( finalmente!)di avere sempre sotto il coprinido questo "giubbotto antiproiettile "-difesa
contro api che vogliano attaccare ma che "recintate " non potranno farci nulla. A questo punto sarà pure un gioco nebulizzare solo leggermente le api sotto "coperta"



5)-Garantire un nutritore "basso-appiattito"; sistemato solo sul dorso favi e non sul lontano nutritore all'esterno del coprinido

-Servirsi di barrette 2 cm, lunghe 50, per rialzo spazio sopra i dorsali. Vedere una delle tante mie arnie

-
6)Per non ammazzare una delle due regine, a disposizione, se ne potrà confinare una su favo grande e lasciare “libera “ l'altra sempre nello stesso nido.
In febbraio, poi, si vedrà cosa fare.Se separare le due
Se continuare così, anche per altri mesi.. Cerca allegato specifico


-7)Far rifare tutta la cera ad ogni famiglia (per me, Piemonte dopo il 24 aprile), sciami compresi a cui offrire sùbito il telaio-equatore solo con mini striscia cerea

striscia

equatore
equa

8)Chi non è proprio sadico e vuole poter agire sempre in serenità può
ricorrere al "giubbotto antiproiettile (zanzariera);più acqua e zuchero ma ugualmente, se vuole,
anche vestendosi da palombaro-speleologo-astronauta;affumicatore compreso, se lo ritiene .

Esiste già la "Tribù dei Zanza"( della Zanza.. riera, con sempre nuovi adepti)
-
-Regalare, puntinandole, su dorso dei favi a fine settembre, rettangoli di rete propolizzata; loro elemento antibiotico. Ci sono famiglie che non raccolgono quasi per nulla propoli. Gran brutto segno.


11)Ci sono degli irriducibili che botanicamente, con affetto, io definisco teste di “ca..volini “ di Bruxelles ) che , già da gennaio e tanto più a fine settembre non si decidono ancora a far cadere delle varroe grazie al coadiuvante zucchero a velo.


In tre minuti si può terminare l’’operazione. Appena rimesso a posto il coprinido-o la sfoglia argentata argentata termica nei mesi invernali,si possono conteggiare anche 70/90 varroe..

Dopo 15 giorni è pure ottenibile assommarne altre 40.

Indicazioni precise sono elencate( Quante volte e quando) nei file specifici. Si può proseguire così’ fino a novembre.dicembre. A metà gennaio.. altro nuovo bottino senza molecole chimiche, magari 60 varroe..

E questo..alla faccia di chi attende le Feste natalizie per avere una pulizia generale ma di ben 8.000 acari.
Api ancora vive ma che sono solito definire “morte che stranamente camminano ancora" .

12)Vanno effettuati anche, con altri prodotti, interventi di mezza stagione.

( A risentirci. Con stima)
dallo "Zio" Adolfo
Ultima modifica di adolfopercelsi il 23/11/2011, 22:00, modificato 15 volte in totale.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

da a.p
Buona giornata
Continua: suggerimenti invernali e per altri mesi specifici


-Apertura-ingresso arnia solo spazio 4 dita. Una rete sotto ai 3 mm garantirà ottima ossigenazione, oltre che difesa contro "predatori"( vespe-calabroni a centinaia)

-Per constatare in che “stato sanitario” sia la covata ( si potrebbe quasi sicuro trovarla in stato semi pietoso) basta scegliere uno o due favi della famiglia,
scuoterli sulla nostra ormai famosa "autostrada" e visionare la covata sbucciando delle cellette, notare se cellette vuote o con api ancora aperte
l' ospite si sia ferma alla sola fase di prepupa..


Immagine Immagine

-Servirsi della rete mm 4 per Confinamento regina anche in occasione di sciamature.
Si tratta di far cadere dentro a questa valigetta 24 ore.. rete una parte delle api appena "agglomerate" sperando di avere "catturato la regina. Se fosse già così,
le api la raggiungeranno nel recinto oppure capiremo che lei è ancora all'esterno

Immagine Immagine
Nota pro memoria..solo per me.
Riportare dati circa l'acido citrico mono idrato erogato nebulizzato leggermente su dorsali e tra le intercapedini. Già constatati buoni risultati

-In Farmacia sono in vendita bustine 10 grammi. Mi pare un euro e mezzo cadauna
Si può realizzare addirittura una bibita per noi. Ve ne parlerò

Immagine Immagine

10) Occorre imparare a ritagliare parti di covata rimasta da disopercolare e che sbucciata presenterà anche due-tre o pure 6 varroe nella stessa celletta.

Ritagliare, se lo si ritiene, l'intera superficie sospetta; anche bi-facciale

Immagine

Immagine

Curiosare la rotaia di detriti sotto la barretta inferiore di ogni telaio.

Ci sarà pure quella che ci indica da quale, le varroe precipitino.. Lo si prelevi per il ritaglio.

Una maniera per riuscire nell’impresa senza troppo trambusto è quella di stendere una rete zanzariera a quasi intera superficie del coprinido e scuotere o spazzolare le api su di essa.

A questo punto si riprenda la zanzariera ristendendola, rovesciata sul dorsale dei favi.

Le api la abbandoneranno scendendo autonomamente nel nido
Immagine


Un ritaglio dell'ultima covata può regalare anche 200 varroe sotto opercolo
. Per le altre in fase foretica esterna provvedere con il coadiuvante zucchero a velo
velo

Immagine

velo1
velo2

( a seguire)
a.p.
Ultima modifica di adolfopercelsi il 23/11/2011, 22:13, modificato 8 volte in totale.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

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terza parte
consigli per mesi invernali ed altro
(continua)
....
Immagine Immagine

Nido senza separé. D'inverno diverrebbe spugna per l'umidità stessa..

13)Non va più accettata l’impudenza già riscontrata da tre anni, di ricorrere alle gabbiette- sottoscala per imprigionare le regine ma
si deve finalmente ricorrere al
solo al Confinamento regina su favo grande,
pena acquisire automaticamente
il Certificato di totale ignoranza circa la vita ferormonale della regina e delle api.

Regina

“Mini gabbietta, mini massa grigia dell’operatore ?”Vedi allegati specifici.

ignoranza crassa

Ci sono già riscontri consolanti ( Vedi Rivista l’Ape sezione apicoltori Svizzeri.)

14) Addirittura viene PRECISATA data del Confinamento il 20 di giugno per far nascere a suo tempo api “invernali”(15 agosto circa),senza varroa o quasi


15)-Apprendere le modalità per il salvataggio su autostrada posizionata sulla stessa altimetria dell'ingresso, di tutte le api scosse dai favi asportati e da distruggere. Solo così si potrà visionare il favo, in fretta e con ogni certezza visiva,

16) Ingegnarsi per i mesi invernali pure ad inserire sotto al coprinido una sfoglia argentata termofora ( Vedere allegati). Commovente.
Anche con temperature esterne proibitive
si troveranno api ammassate ancora sotto alla "sfoglia" dove evidentemente c’è più caldo.. Vedi allegati...

17) Trovare una soluzione ( come sono già stato costretto io) per bruciare le centinaia di favi che abbiamo asportato ( Vedi allegati su“Bidone ..in fiamme; sotto controllo”

Io, con circa 26 arnie a fine settembre avevo 260 favi- telai, tutti da incenerire, in ore notturne, nel mio “provvidenziale” prato.. Lontano, cioè, da persone che potrebbero avere la” puzza” sotto il naso

Quella di disintegrare i favi malati-sospetti è una grande fatica, meticolosa ma che va fatta anche solo per non inviare nulla in discariche “pubbliche”.

18) Garantire alle arnie un rialzo di circa 50 cm dal suolo ;
avere un areale con piante decidue, perdenti le foglie (dal latino “de” e “càdere”= cadére giù,);
una zona, cioè,che d’inverno abbia assolutamente proiezioni sicure anche di “sole”

Immagine Immagine

-Come si presenta la covata

Immagine
-

Se nascono le varroe, per assurdo,.. è ancora un buon segno "sanitario"
Facciamoci coraggio a ..Vicenza
Dallo "Zio" Adolfo
Ultima modifica di adolfopercelsi il 13/11/2011, 23:19, modificato 2 volte in totale.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

Dopo i 1) consigli-indicazioni proposte per mesi invernali e successivi, che constrasteranno abolendoli o quasi , gli interventi, già fuori tempo massimo, di dicembre. Ecco

2) altre date molto importanti,
--
Questa mia comunicazione di servizio
è dedicata soprattutto a
--
fabio,
--
colonna portante del Forum,
--

che, primo in assoluta, ha osato elencare tra gli stress più corrosivi
per il sistema ferormonale della Regina ed api,
anche "le gabbiette sottoscala"chiamandole "per nome e cognome"
Questa nostra calendarizzazione salvaguarda, già partendo da lontano,
la nascita delle api "invernali"
--
Data per Confinamento regina, con cattura di varroe nelle cellette opercolate
--
Su favo grande effettuare non imprigionamento ma
un Confinamento Regina,
il 20 giugno,
che continuerà così il suo ciclo normale di deposizione

Il 20 giugno
garantirà, a distanza, l’ingresso in maternità, di uova della Regina che dopo 3 giorni, diverranno larve teoricamente “recettive dell'acaro, come nei mesi precedenti,
ma ora, senza moltissime varroe
--
Le prime api “invernali” schiudono verso il 15 di agosto
Dal 20 luglio al 31 agosto= 11 giorni
+ 12 in agosto= 23 giorni: tempo sufficiente per la loro disopercolatura.

Immagine

-Confinamento regina solo per 18 giorni

Importantissimo.
Liberare la regina l’8 luglio-

Come già detto
Dal 20 al 30 giugno=10 gg+ 8 di luglio=18 giorni. Per sicurezza solo 18. giorni.
Oltrepassati questi, le varroe potrebbero “uscire” sul favo ed annullare l'utilità dell’operazione.

Come si libera la regina, effettuare sùbito la distruzione del favo

Faccio trattamento ( con zucchero a velo), non escludendo altre molecole naturali che qui non cito e a cui, io, non ricorro )

-Motivazione dirimente per scegliere il favo intero da nido
e che rende palese la reale effettiva
conoscenza dell’operatore, circa il sistema ferormonale della regina e delle api

-Con le gabbiette ( una peggio dell’altra) si autorizzano le varroe, ufficialmente, ad infierire- debilitare le api per 21/24 giorni.

Al colmo della beffa, non si potrà asportarne artificialmente alcuna visto che non si è ricorsi
a nulla di naturale, come la rete mm4 , che obbliga le varroe ad entrare in maternità solo su un favo dove la regina sosta volentieri

Ricorda Napoleone “prigioniero” con i 29 km dell’Isola d’Elba,
dove poteva anche andare a pescare con molti aiutanti del posto
. Bàttelli, che poi, astutamente, furono pitturati con i colori, tali e quali della flotta inglese che li controllava. E’ così che Napoleone Bonaparte è riuscito a fuggire dall’Isola.
Mie “peste e..corna”, già nel 2008, negli undici files su Imprigionamento: regina.. in “gabbiette- sgabuzzini”
voce Varroa
favo intero

solo diciotto giorni
---
Post scriptum

Anche se certamente privo di dolo; senza malizia e premeditazione, ma di certo “ignorante “ del settore ferormonale delle api ,
non vogliate dare ascolto alle indicazioni di chi, propone di ricorrere

1)al Confinamento regina su favo messo orizzontalmente, supportato da escludi regina, sopra la covata;

2) al surrogato di un telaino da mielario inserito in zona nido..;
chi vi propone di mettere
il favo con
3) regina confinata in “solitaria” tra due favi con miele
Sintesi-
4) Il favo con regina a rete mm 4 per passaggio,entrata-uscita, delle sole api
va inframezzato
laddove ci sono altri favi di covata

Buona giornata
dallo "Zio" Adolfo
"
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

sono lo "Zio" in attesa di aprire una mini vetrina
dove chiederò a
gaster
che so conoscere tutto anche circa il potenziale voltaico e la intensità amperometrica
di imbastire qualche cornice con foglia argentea termica di cui mostrerò alcuni esemplari, tipo..

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-Cornice periferica
-La parte superiore ha bisogno di una barretta trasversale
per evitare che la sfoglia diventi un po' concava

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-Come si presenta la parte sottostante

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-Nonostante il freddo delle notte..api ancòra sui dorsali

Immagine

Amico Gaste.. Buon lavoro!
(a.p.)
Il materiale argentato per copritermo di abitazioni civili
si può trovare dove vendono materiale edìle
-
-Tra le scelte circa le varie misure c’è anche quella unisex che andrà, cioè, bene per tutte le arnie:
“da dodici, undici o dieci favi”

-La sfoglia argentata termica si appoggerà bene, aderente, alla periferia dei vari supporti su cui verrà adagiata
-Le sfoglie, a tutta periferia esterna verticale,
a profondità (almeno tre dita-Non deve essere una "mini gonna") si potranno graffettare con facilità

a presto (a.p.)
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

da a.p.
Solo alcune mini "attrezzature"-consigli Percelsi
per chi potesse ancora giocare con le api
--
turisimonetti ha scritto:
"Grazie a zio adolfo; a gaste e a Fabio..
Per me siete un punto di riferimento importante e vi seguo con passione. Il vostro sito oltre ad essere ben fatto, è sempre aggiornato." Turi
--
da parte dello "Zio" Adolfo
Ciao Turi
sono molto lieto
perché, forse, da una sola fava ( una domanda!) si possono ricavare due soluzioni; far cadere,cioè, nellla rete . ben due piccioni

Voglio partire dall'amico Fabio per rendere meglio la diversità del consiglio

Da Fabio
.." il tuo amico ti ha dato un ottimo consiglio per coibentare la parte alta dell’alveare,
mettendo sul nido
1)il coprifavo,
2)un foglio di polistirolo e
infine
3)l’apiscampo,
creando così un ottimo pacchetto isolante sulla testa delle api, rispettando il motto sulle api che dice testa calda e piedi freddi."
-I consigli di Fabio sono una saggia proposta, consolidata dal tempo
--
Immagine

Il termoventilatore per curiosare qualche mezzo minuto se..
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-Sulla lamiera perforata, il mio "cavalletto per pittore" su cui appoggio il favo quando lo voglio osservare con estrema attenzione e senza tentennamenti dovuti a paura

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-
20 Novembre, ore 20,30. Leggerissima nebulizzazione con acido citrico mono idrato
Domattina controllo di cadute acari. Annoterò qui il risultato

da a.p.
Turi, mi permetto di scherzare un po'
Qui si potrebbe pensare..solo per un istante anche alla apertura d'una scatola Tonno Rio Mare.( apri..scatola)
ma sei scusatissimo
Si tratta di un apiscampo 8 e non apri..detto anche liberapi, che permette alle api di sgusciare,tra vari mini cunicoli, decrescenti, e ritornare nel loro nido
--
turi1
turi2

da Turi
.." un amico apicoltore..ha preso il tetto (apriscampo-apiscampo )
e l'ha ha messo sul nido.
Mi ha detto che così il nido si tiene più caldo e le api consumano meno miele,
mi ha detto pure di
mettere sotto il tetto del copri arnia,
tagliato a misura, del polistirolo,
per isolare ancora meglio l'arnia. vale la pena procedere".

Per diradare un po' di nebbia ..

Suppponiamo che il tuo amico abbia invece inserito un autentico apiscampo, in materiale sovente di masonite, 'attrezzato a varie uscite.
Oggi alcuni ne sono dotati perfino di otto..
Sopra all'aprinido ti consigliò del polistirolo creando così una intercapedine termicamente utile

Concludo
La risposta di Fabio è insuperabile operativamente.
Quella del tuo amico apicoltore?
Per me è ugualmente valida

Ah la storia dell'unica fava con cui si inanellano due piccioni!

Sono andato a cercarti dei miei files sull'apiscampo- liberapi. Spero ti siano graditi
A ciò ora ne aggiungo altri
Mi piace conosciate ciò a cui ricorro ed in che modalitàl
E' stato solo così che ho scoperto come siano le api che attuano il "blocco di covata"
nel senso che non fornendo la loro gelatina reale
l'uovino non diventa larva; mentre la regina non smette mai di deporre, sia pure pochissime uova.

Il termoventilatore per curiosare in mezzo minuto se il favo tale avesse ancora una parte di uovini che la regina aveva deposto 20 giorni prima

-Una lamiera sforacchiata da inserire sotto ad una famiglia che voglio si amalgami all'odore della sottostante
-Di solito ricorro ad una leggerissima nebulizzazione con acqua e zucchero sia sulla ricevente che sulla nuova. Per me, ciò è già sufficiente senza dover aspettare..

( Viva la vita.)
(a.p.)
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

dallo "Zio" Adolfo chiamato, in soccorso..da un nipote adottivo
--
lavori in corso
Difficoltà in cui si trova quasi sempre un nuovo apicoltore (neofita..) allorché riceve un nucleo in cassettina polistirolo..
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-Apiario dell'amico Tassin Pietro. Rivoli (TO)

Favi decisamente anneriti, catramati ?
Per aiutare almeno un po' le api?

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-Ancora impacchettata. In alto: termo(= caldo)ventilatore

Sbrecciare alcune parti ( distanziatori in polistirolo sulla parete anteriore, parte alta e sottostante

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-Rete zanzariera. Giubbotto "antiproiettile

Ritagliare la metà inferiore del favo
che diversamente sarebbe spugna, accumulante umidità ambientale e supporto-"humus" per muffe già preesistenti

Immagine
Muffe vistose-catrame

---
La cassettina deve essere già fornita di rete protettiva sopra ai dorsali

La Cassettina non deve avere dei distanziali esagerati in altezza che costringano l'operatore a dover alzare parecchio il favo ( sono i distanziatori fatti in polistirolo)

Immagine

-Un enorme "panettone", catramato, spugna che assorbe sempre più umidità

Il fornitore li deve assolutamente tranciare. Ciò permette di piegare un po' in diagonale il favo stesso
Ugualmente deve eradere anche quelli in verticale nella parte bassa anteriore interna

Altrimenti non li puoi alzare se non dopo averli quasi totalmente estratti

Immaginati..con tutte le api sopra!

Immagine

-Altri "panettoni"" che se ritagliati dal resto del favo
come già tutti gli altri tranciati, alla stessa altezza, inducono le api ad adunarsi
termicamente più protette solo nell'unica parte superiore
Ospiterà solo cinque favi e non 6. il" sesto" sarà solo un separé, per avere spazio.
Chiedi di toglierne a tutti i costi, pagando magari lo stesso prezzo per 6.

Forse con questa motivazione..il titolare cederà.
Altrimenti schiaccerai un sacco di api in parete

Constaterai se non è così!
continua
(a.p.)
Ultima modifica di adolfopercelsi il 01/12/2011, 22:02, modificato 3 volte in totale.
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