Trattamento di controllo o primaverile ?

Non esistono domande imbarazzanti, bensì risposte imbarazzanti
Regole del forum
Prima di postare leggere sempre le "Istruzioni per l'uso" e utilizzare il tasto "cerca" in alto a destra di ogni pagina. Grazie per la collaborazione.
Avatar utente
loryemme10
Pupa
Pupa
Messaggi: 154
Iscritto il: 18/11/2015, 10:52
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Provincia di Varese

Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da loryemme10 »

Buonasera a tutti (sera per me che scrivo, s’intende !).
Sono qui per un dubbio che mi assilla che mi spinge a chiedere consiglio a chi ha più esperienza di me.

Oggi ho fatto un controllo scorte e covata.
Di 3 famiglie, tutte uscite dall’inverno, posso dire r la covata inizia ad essere abbastanza estesa (due famiglie sono su 6, una su 5.. gli unici favi senza covata sono i due esterni).
Ij una in particolare non ho notato una covata bellissima (non era brutta o troppo bucherellata, ma nemmeno una covata splendida) e naturalmente penso alla varroa.
Il trattamento estivo e quello invernale hanno dato una caduta molto molto esigua, ho avuto conferma della bassa presenza di varroa con il test dello ZAV svolto prima dei trattamenti estivi.

Ora… pensavo ad una cosa…
E cercavo un consiglio.
Fare trattamento ora è ardua (non ho un sublimatore da usare)… se non con prodotti tipo varromed (non poco costoso) o acido formicò (che poco mi convince visto che leggevo avere un impatto sull’aspettativa di vita delle regine).
Mi chiedevo dunque… ha senso fare un trattamento primaverile direttamente, oppure fare un test di controllo, magari con un gocciolato leggero, valutando la caduta e stimando il numero di varroe nelle celle (in un rapporto di 1 caduta a circa 4/5 ancora presenti vive)?
Cosa ne pensate ? Vorrei evitare di arrivare in estate pieno di varroa, attualmente però non saprei come controllarla (con il test dello ZAV non sono certo si riescano ad avere buoni risultati in questo periodo!)
Grazie a tutti per i consigli!

In saluto
Avatar utente
Rob
Ape bottinatrice
Ape bottinatrice
Messaggi: 539
Iscritto il: 27/01/2018, 20:47
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Lavoro
Località: Valcamonica, Brescia, provincia e limitrofe..

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da Rob »

Ciao loryemme10.. :)
una in particolare non ho notato una covata bellissima (non era brutta o troppo bucherellata, ma nemmeno una covata splendida) e naturalmente penso alla varroa.
cosa intendi? quindi come l hai trovata? parli di estensione o altro? così è difficile capire a quale aspetto ti riferisci.. [tu come la vorresti? ;) ]
perchè pensi alla varroa? quali sono i sintomi?

se hai trattato in autunno/inverno non cè bisogno di insistere ulteriormente "per sicurezza", bisogna anche considerare che ora i trattamenti avranno sempre meno efficacia dato che la covata sarà in crescendo, pertanto si dovrebbe operare entro una finestra temporale che non dà scampo.. della serie, quel che è fatto è fatto.. d ora in avanti è bene concentrarsi su altro, i trattamenti acaricidi li abbiamo appena conclusi, se bisogna farne altri qualcosa è andato storto molto tempo fa.. ora puoi solo "parare il colpo" , ovvero attendere una risposta dalle tue api e agire di conseguenza.. puoi prestar attenzione alla popolazione adulta, che deve incrementare costantemente (rispettivamente al clima!), se il numero cala costantemente e si scende sotto un fittizio 3 telai (pieni) di api, la famiglia può considerarsi persa (o comunque non abile a raggiunger melario)..

però non farti prender nemmeno dalla troppa paura della varroa.. ;)
verifica effettivamente se ve ne è reale bisogno, se riscontri reali danni sulla covata e sulle api appena nate allora ci si può ragionare..

in questo momento fa attenzione alle scorte, piuttosto, è un momento delicato e le famiglie stanno affrontando un altro problema, l alimento primo è un insidia maggiore.. se le scorte sono abbondanti puoi aiutare aprendo quelle presidiate (anche senza esagerare), l apporto "mellifero" sistema ognibendidio .. purtroppo ve ne sarà poco per tutti, date le ultime stagioni, pertanto nelle famiglie dove manca, ne và dato (sciroppi&canditi)..

personalmente son della filosofia "provo a salvare tutto" , quindi alimenterei "a oltranza finchè mangia" (qui il 2022 non ha ancora dato una goccia d acqua!) , poi alla prima fioritura vera (qui acacia- maggio) valuto, se davvero ha problemi lì sarà "la prova del nove.."

..agire di conseguenza.. ;)

my2cents..

;)
Avatar utente
loryemme10
Pupa
Pupa
Messaggi: 154
Iscritto il: 18/11/2015, 10:52
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Provincia di Varese

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da loryemme10 »

Ciao [mention]Rob[/mention] , in realtà le mie sono più paranoie che altro…
Le api sono belle, nessuna ape strana, con ali malformi o altro.
La covata di una cassa non mi aveva troppo convinto perché, su un favo, composta da due spirali, una di fianco all’altra, con uno spazio in mezzo, che, visto il terrore che ho per la varroa, mi ha fatto pensare potesse essere vuoto per via di pupe morte, rimosse dalle api.
In realtà, a ben rifletterci, potrebbero essere solo paranoie…

Alla fin fine, ho trattato in primavera, estate ed autunno l’anno scorso (in primavera perché c’erano due nuclei, presi quella stagione, che ne avevano abbastanza).
In autunno ho fatto gocciolato quando hanno smesso di covare e di varroe ne sono cadute relativamente poche (circa 20/25).
Probabilmente è semplicemente come quella regina sta covando, vista anche la stagione…

Non so di dove tu sia, io del nord Italia, e nemmeno qui è venuta acwua… solo una misera pioggia durata qualche minuto e poi niente… speriamo venga un po’ di acqua, le piante sono sciupate così !

Grazie, un saluto !
Avatar utente
Gnappo
Ape guardiana
Ape guardiana
Messaggi: 419
Iscritto il: 21/11/2021, 17:49
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Brianza

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da Gnappo »

Ciao Loryemme,
Anche le mie arnie hanno un po’ di covata bucherellata, ma più che altro sui telai che stanno per nascere, su quelli appena opercolata è molto più compatta. Ad ogni modo come ha detto Rob, quel che è fatto è fatto. Le mie api per fortuna sono un pochino più indietro, tra 4 e 6 di covata; fin’ora non ho dato niente sciroppo e candito, con questo metro più stanno indietro meglio è. Sai che penso che la covata bucherellata sia più dovuta al fatto che la regina si rimette a covare intensamente dopo un lungo periodo di blocco, i nuove telaini appena opercolati sono decisamente più compatti e meno bucherellati. La covata vuota al centro o a spirale è dato dallo sfarfallamento delle nuovi api, a me succede spesso.
Non star a preoccuparti troppo della varroa, se proprio ti fa paura puoi sempre anticipare i trattamenti estivi di 1-2 settimane ed usare far costruire sotto un telaino da melario covata da fuco, ogni 2-3 settimane togli ed elimini un sacco di varroa. Quest’anno non adotterò questo metodo perché vorrei fare dei mini nuclei da 2-3 telaini ogni 7-10 giorni da metà aprile a metà Maggio, quindi cercherò di portare i nidi su 10 telai. Magari riesco a fare qualche nucleo (così facendo si riduce tanto anche il carico di varroa) e anche un po’ di produzione. Ad ogni modo se ti servisse il sublimatore visto che non siamo poi così lontani ti posso prestare il mio varrox.
Avatar utente
Ortega
Ape ventilatrice
Ape ventilatrice
Messaggi: 482
Iscritto il: 10/02/2020, 21:39
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da Ortega »

Gnappo ha scritto: 18/03/2022, 13:17 Anche le mie arnie hanno un po’ di covata bucherellata, ma più che altro sui telai che stanno per nascere, su quelli appena opercolata è molto più compatta.
Non abbassate la guardia, :ooh: bisogna stare attento, può essere peste americana, il primo sintomo osservabile è normalmente un cambiamento di colore dell’opercolo specialmente quelli più datati. La covata colpita da questa malattia presenta una elevata mortalità, la covata dall’esame visivo del favo presenta una covata a mosaico, alcuni opercoli sono più scuri ed infossati o forati al centro come tu hai descritto. Provi con il metodo dello stecchino, è un metodo seppure empirico, in presenza di larve filanti, permette una diagnosi abbastanza precisa.
"l'apicoltore sa quello che fa, e fa quello che sa"
Avatar utente
Gnappo
Ape guardiana
Ape guardiana
Messaggi: 419
Iscritto il: 21/11/2021, 17:49
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Brianza

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da Gnappo »

Grazie Ortega per la “dritta”, forse mi sono espresso male, non è una covata a mosaico, c’è semplicemente qualche buco qua e là sul telaio centrale gli altri sono molto compatti. Di varroa penso c’è ne sia molto poca, quest’inverno ne cadeva forse 1 a settimana (ho fatto due sublimati a fine novembre su tutte le mie 6 arnie, una però non c’è l’ha fatta), non ho notato covata a sacco, niente ali deformate, niente opercoli di colore strano, solo larve bianchissime. La covata centrale mancante era semplicemente appena sfarfallate e già con uova da 1-2 giorni. Questa regina di due anni è un trattore (è una regina molto scura, sarà ibrida?) l’anno scorso riempiva i telai al 95% di covata (quasi troppa) e in inverno è andata praticamente in blocco per 3 mesi abbondanti con un glomere non molto esteso, ma molto forte. Data la mia poca esperienza (secondo anno) non so quasi niente, ma le poche cose che so cerco quantomeno di metterle in pratica stando attento, ovviamente per quella che può essere la mia sensibilità, a quelle che possono essere le possibili malattie degli alveari. Ho letto tantissimo sul forum e spero di poter far tesoro delle vostre esperienze, ed ovviamente ringraziandovi per il vostro utilissimo contributo.
Avatar utente
loryemme10
Pupa
Pupa
Messaggi: 154
Iscritto il: 18/11/2015, 10:52
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Provincia di Varese

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da loryemme10 »

Gnappo ha scritto: 20/03/2022, 11:34 Ciao Loryemme,
Anche le mie arnie hanno un po’ di covata bucherellata, ma più che altro sui telai che stanno per nascere, su quelli appena opercolata è molto più compatta. Ad ogni modo come ha detto Rob, quel che è fatto è fatto. Le mie api per fortuna sono un pochino più indietro, tra 4 e 6 di covata; fin’ora non ho dato niente sciroppo e candito, con questo metro più stanno indietro meglio è. Sai che penso che la covata bucherellata sia più dovuta al fatto che la regina si rimette a covare intensamente dopo un lungo periodo di blocco, i nuove telaini appena opercolati sono decisamente più compatti e meno bucherellati. La covata vuota al centro o a spirale è dato dallo sfarfallamento delle nuovi api, a me succede spesso.
Non star a preoccuparti troppo della varroa, se proprio ti fa paura puoi sempre anticipare i trattamenti estivi di 1-2 settimane ed usare far costruire sotto un telaino da melario covata da fuco, ogni 2-3 settimane togli ed elimini un sacco di varroa. Quest’anno non adotterò questo metodo perché vorrei fare dei mini nuclei da 2-3 telaini ogni 7-10 giorni da metà aprile a metà Maggio, quindi cercherò di portare i nidi su 10 telai. Magari riesco a fare qualche nucleo (così facendo si riduce tanto anche il carico di varroa) e anche un po’ di produzione. Ad ogni modo se ti servisse il sublimatore visto che non siamo poi così lontani ti posso prestare il mio varrox.
Ciao gnappo!
Scusa se rispondo solo ora ma non mi erano arrivate le notifiche delle risposte…
Comunque..
ho appena finito una visita alle mie e sono rimasto un po’ male… hanno troppe poche scorte, consumano tanto ma non riescono a reintegrare per via della siccità (qui l’ultima pioggia intensa è stata a dicembre.. poi una nevicata davvero ridicola a gennaio, e 2 ore di pioggia a febbraio).
Sono titubante sul dare altro candito (ne avevo dato a tutte 20 giorni/ un mese fa), o iniziare con dello sciroppo (non voglio nutrirle inutilmente…ma visto che dovrebbe piovere fra 7 giorni circa, non so quanto possa essere inutile… ma non so).

Tornando al discorso iniziale…
La covata delle mie ha un bel colore [mention]Ortega[/mention] , marroncino omogeneo.
Non ci sono opercoli bucati (solo dove stanno nascendo delle apette… ma li è diverso direi !)… solo, parti non covate bene…
Ho notato la stessa cosa che dice gnappo, secondo me semplicemente me regine hanno ricominciato a covare facendo diverse spirali, che hanno unito mano a mano che hanno allargato la covata… i punti che si uniscono non sono covati perfettamente, essendo spirali che si uniscono…
La covata più recente, appena opercolata o fresca è molto compatta e ben distribuita… quasi come se avessero fatto il rodaggio (sarà che qui da me, e credo anche dove ha le api gnappo, è venuto caldo in modo molto repentino, nonostante la notte scenda ancora sotto zero).

Aspetto e vedo… speriamo tutto vada come deve… in effetti la varroa mi spaventa relativamente, l’anno scorso ne è sempre caduta davvero davvero poca, e quest’anno ho intenzione, ad inizio maggio, di provare a fare diversi piccoli nuclei da 1 solo favo (alcuni penseranno si troppo… vorrei tentare… facendoli a maggio e prelevando da famiglie in produzione dell’acacia non intaccherei la produzione e i piccoli nucleari riuscirebbero ad espandersi nel tempo, facendosi una regina, per arrivare ad essere ben formati ad agosto). Dunque la varroa si spargerebbe abbastanza, riducendo il carico sulla singola famiglia.
Grazie gnappo per l’offerta del sublimatore ! Per ora attendo, in caso non tarderò a scriverti (io sono del varesotto)!

Ho anche notato una cosa strana, la famiglia più forte che ho che è su 6 (pienissimi di api) ha 3 telai di covata pienissimi, quasi da legno a legno… gli ultimi due da un lato vuoti (non ho notato ovetti… magari c’erano e non li ho visti…. Magari no… chissà)!

Un saluto a tutti !
Avatar utente
Gnappo
Ape guardiana
Ape guardiana
Messaggi: 419
Iscritto il: 21/11/2021, 17:49
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Brianza

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da Gnappo »

Ciao Loryemme,
se sei proprio a secco di scorte magari un mezzo candito mettiglielo.
Le mie fino a sabato scorso erano messe abbastanza bene, ma gli ho aggiunto un paio di mezzi telai di miele un paio di settimane fa (scorte tolte ad inizio febbraio). In Brianza è secco tanto quanto da te, però un pochino di miele fresco c’è, diciamo che forse in questo momento sono raccolta e consumo sono quasi bilanciati.

Comunque ho capito perché chi ha esperienza suggerisce sempre di non nutrire, si rischia di stimolarli troppo facendo aumentare le bocche da sfamare. Nel nostro caso se continua questo tempo, o si mette a fare 5-10 giorni di fila di brutto tempo si rischia di dover nutrirle di brutto o rischiarlo di farle morire di fame.

L’anno scorso appena portato a casa le api ad inizio aprile avevo paura (senza fondamento) avessero poche scorte e le ho sciroppate 3 settimane (il freddo a praticamente bruciato tutta l’acacia), il risultato è stato una arnia sciamata 3 volte (la stessa) perché piena totalmente di api (roba da 7-8 telai pieni di covata, senza quasi neanche corona).

Comunque come detto se hai bisogno del sublimatore fammi un fschio io sono in Brianza una decina di km a nord di Monza.
Ciao!!!
Avatar utente
Rob
Ape bottinatrice
Ape bottinatrice
Messaggi: 539
Iscritto il: 27/01/2018, 20:47
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Lavoro
Località: Valcamonica, Brescia, provincia e limitrofe..

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da Rob »

Ciao..
Sono titubante sul dare altro candito (ne avevo dato a tutte 20 giorni/ un mese fa), o iniziare con dello sciroppo (non voglio nutrirle inutilmente…ma visto che dovrebbe piovere fra 7 giorni circa, non so quanto possa essere inutile… ma non so).
nel dubbio io sono pro nutrizione, sempre..
sopra i 10gradi di temperatura si può passare al liquido..
quest’anno ho intenzione, ad inizio maggio, di provare a fare diversi piccoli nuclei da 1 solo favo
il numero minimo di telai per i nuovi nuclei è di 2.. perchè l ape lavora nell interspazio, quindi uno non è sufficiente, minimo 2 per aver 1 interspazio.. comunque io considero il nucleo "minimal" un 4 telai, però è giusto che provi per capire.. e comunque occhio, perchè le stagioni ultime son piuttosto dure.. e quei nuclei anranno nutriti comunque a oltranza.. ;)

-------------------

ma a mio avviso il dubbio sulla nutrizione non deve esistere.. intendo, le ultime stagioni evidenziano un trend sempre più difficile per la vita delle api, son stati registrati consumi di scorte che son raddoppiati rispetto agli ultimi anni, i prodotti somministrati non son più sufficienti, in alcune zone si è passati dal somministrare 7 o 8 kg di nutrimento (a famiglia) fino ad arrivare a oggi a uno spaventoso 12kg (o più).. questo perchè la nutrizione di supporto è un alimentazione parallela a ciò che un alveare trova fuori, se fuori non ve ne è, per le ragioni che tutti conosciamo (metei, inquinamenti, colture, ecc..) và integrato "artificialmente".. nutrire in mancanza di fioriture non è mai inutile, si stà dando una mano alle api che ne necessitano.. :)

le scorte mellifere naturali son le migliori certo, ma la verità è che al 2022 le api ne hanno sempre meno.. chi non nutre nei momenti giusti presto o tardi resta senza api, questa è la verità sul campo che si registra..

nel 2017 la media produzione mellifera si attestava anche oltre i 60kg a famiglia.. poi drammatici 2018, 2019, 2020, 2021, e oggi chi arriva a 20kg può ritenersi fortunato.. questo incide fortemente sulle scorte delle famiglie stesse.. se al 2017 solo una famiglia su otto era alla fame, oggi siamo a una su tre..

non tutte le famiglie necessitano lo stesso apporto zuccherino chiaramente, l apicoltore deve riconoscere queste cose, ci son casse forti e altre meno ed è ovvio, ma al 2022 non è possibile farsi ancora prendere dai dubbi.. nutrire!! :)
..poi nel tempo ci si fa l occhio e con un pò d esperienza si diventa "più precisi" negli interventi.. bisogna anche cercare di capire il periodo storico che tutti stiamo attraversando, apisitcamente parlando..

se son presenti scorte abbondanti e opercolate (anche quelle in magazzino!!) vanno aperte e rese accessibili alle api, per esempio un telaio opercolato non ha valore perchè le api non accedono tanto facilmente a scorte lontane e fredde, così spesso il glomere "patisce la fame con le scorte in casa".. l alimento vivo deve restare "a corona della covata", che crescendo ed estendendosi sui telai scaldera gradualmente sempre più lontano e l apporto di nuove api e nuova covata alza le temperature interne, rendendo l ape abile ad aprire le sue scorte, ma questo accade molto lentamente, verosimilmente una famiglia può aprire e disopercolare un telaio in 10giorni, ma consumando e scambiando miele in covata in soli 3giorni.. quest operazione, ad esempio, l apicoltore la può fare in 15minuti..

--------
Comunque ho capito perché chi ha esperienza suggerisce sempre di non nutrire, si rischia di stimolarli troppo facendo aumentare le bocche da sfamare. Nel nostro caso se continua questo tempo, o si mette a fare 5-10 giorni di fila di brutto tempo si rischia di dover nutrirle di brutto o rischiarlo di farle morire di fame.
Mmm.. mi sa di no.. chi ha esperienza suggerisce sempre di nutrire..
all occorrenza e con cognizione, certo..

ma "stimolare troppo" è un concetto fasullo.. troppo non esiste sotto quest aspetto..
l ape si autoregola a seconda della disponibilità.. ti garantisco che quando una cassa è "full" sarà lei stessa a rifiutare l alimento "in più".. ma fidati, ciò accade raramente, perchè a oggi non vi è più abbondanza di nettare in natura.. :) è più facile vedere famiglie che non hanno nemmeno la forza di raggiungere l apporto zuccherino.. molto più frequente.. lo spazio utile di "stoccaggio" è ogni cella vuota utile, oggi mediamente le famiglie son più vuote che piene.. se devo sbagliare lo faccio mettendo un chilo in più, non uno in meno..
:)

le bocche da sfamare in realtà riguardano strettamente le larve, che vanno dal primo al sesto/settimo giorno.. tutto il resto, pupe opercolate e api adulte "non hanno consumo".. (si, ce l hanno, ma rispetto al consumo della covata incide solo per un terzo)..

questo perchè in realtà l ape adulta "non mangia".. le api trattengono sostanze nutritive con la trofallassi, ma l alimento passa "di bocca in bocca" per esser lavorato "condividendo", ma finisce infine tutto nella covata.. quindi il consumo è legato alla covata.. se non si stimolano le api queste non hanno voglia di scambiare miele/covata naturalmente, lo fanno molto lentamente appunto e se l apicoltore non interviene la covata non si può espandere più di tanto, per i motivi citati sopra.. l alimento và somministrato "centralmente" perchè è lì che il glomere in via di sviluppo necessita di apporto "vivo e veloce" .. ripeto, le api muiono di fame anche con il cibo presente, solo perchè non riescono a raggiungerlo e scaldarlo a sufficienza per esser estratto dai telai.. l alimento dovrebbe esser sempre disponibile "a corona" della covata, se è lontano dalle api "è inutile"..

la famiglia all interno dell alveare crea un blocco unico piuttosto compatto.. dieci o cento api da sole non si staccano "dal corpo" per andare a lavorare scorte ed opercoli, tutta la famiglia si dovrà spostare un pò, compatibilmente con la covata che non verrà mai abbandonata, pertanto i mesi più freddi è di sostanziale importanza nutrire il glomere.. perchè il presidio della covata è imprescindibile.. vero infatti si può vedere come una famiglia preferisca invernarsi tutta su un lato, perchè si sposta sulle scorte garantendosi la "vicinanza alle scorte" nei mesi più duri.. :)

[se di notte mentre dormo mi sveglio per fame non posso mandar in cucina solo la bocca, o una mano o un braccio, devo raggiunger l alimento con tutto il corpo..] ..lo so, esempio strampalato, ma è solo per semplificar il concetto..

poi con l arrivo della primavera (forse, date le ultime) tutto si sistema, son i mesi dove l ape "vince facile" e appunto le fioriture "sistemano tutto", ma lì ci si deve arrivare..

per via di sciamature ci posso metter la mano sul fuoco, la nutrizione dove serve non è mai causa della sciamatura..
la sciamatura avvien mesi dopo le nutrizioni necessarie di cui si stà parlando e in un periodo d abbondanza naturale molto più avanti nella stagione.. tra l altro, non credo una famiglia possa mai arrivare ad esser "troppo avanti o troppo forte".. ma non esiste proprio, perchè non esiste sciamatura senza fuchi, anche volendo insistere e ingozzare un arnia di cibo fin a farla esplodere, se è il mese di marzo non puoi proprio vederla la sciamatura (riferendomi alle mie zone).. poi ovviamente più avanti non bisogna dimenticarsi di toglier celle reali, perchè è quella la causa delle sciamature che cerchi.. ;)

la famiglia "si porta avanti" , ma è una manna avere alveari forti e popolosi pre-stagione, è la garanzia di aver una famiglia sana e che lavora bene..
non è forse l obiettivo comune agli apicoltori? ;)

----------------------

personalmente nutro, e ultimamente date appunto le stagioni inclementi qui siam passati da 2.000 kg di zuccheri di soccorso (tra sciroppi e canditi) a ben 7.000kg.. ora, facendo due conti non so quanto convenga ancor fare l apicoltore, ma.. questo è quanto.. dalle mie parti quando sento qualche apicoltore che non nutre "a prescindere" perchè così si faceva negli anni 80, bhè.. io nutro e vendo, gli altri non nutrono e comprano.. poi vabbhè, de gustibus..

Un saluto a tutti e buon weekend.. :)
Avatar utente
Mugia
Uovo
Uovo
Messaggi: 81
Iscritto il: 17/02/2020, 11:00
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Ticino, Svizzera

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da Mugia »

Ciao Rob,
ma la domanda per gli apicoltori principianti come me è "oggi devo nutrire"? Io comprendo a fondo il tuo concetto e non posso che condividerlo. Tre settimane fa avevo stimato che le scorte sarebbero bastate in attesa della primavera ma ad oggi ho parecchi dubbi. Un amico mi ha installato un sistema di controllo di un'arnia che tra le altre cose misura il peso; ad oggi importano più o meno quello che consumano ma le scorte sono quasi terminate. Due giorno fa, lo ammetto, ho nutrito. Avevo troppi dubbi e allora mi son detto che non farò una cosa così sbagliata, soprattutto perchè manca acqua e mancano fiori, non si scappa. Inoltre temo che con i primi 3 giorni di pioggia che danno per settimana prossima possano rimanere completamente senza scorte.
Sentire da qualcuno che ha più esperienza della mia (2 stagioni) che non sto sbagliando può sicuramente dare fiducia.
Ultimi 2 giorni
Ultimi 2 giorni
Peso.PNG (20.69 KiB) Visto 2421 volte
Avatar utente
Rob
Ape bottinatrice
Ape bottinatrice
Messaggi: 539
Iscritto il: 27/01/2018, 20:47
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Lavoro
Località: Valcamonica, Brescia, provincia e limitrofe..

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da Rob »

Ciao Mugia, grazie per esser passato di qui.. :)
la domanda per tutti gli apicoltori come me è "oggi devo nutrire"?
come scrivevo sopra e altrove, secondo me si.. proprio perchè cè carenza in natura.. le stagioni son sotto gli occhi di tutti.. il 2022 non ha ancora dato acqua, dalle mie parti son 118 giorni che non piove!! inverno zero neve.. è assurdo e mai visto prima, purtroppo il clima è impazzito, tutti lo sappiamo.. lo stato degli alveari è visibile ad ognuno, quindi perchè ancora dubbi? ;)

---------------------

la bilancia è un punto di partenza, però quel peso è totalitario, api vive, pupe, scorte, cera, regina, legni e tare delle casse ecc.. se ti garba lavoraci e rendila "utile" al tuo progetto, altrimenti resta soltanto "un bel giocattolo"..

personalmente adotto la filosofia del semplificare e "togliere" componenti, piuttosto che introdurre altri elementi in un equazione già complessa di per sè.. per esempio io peso tutte le mie famiglie "a mano".. già il braccio mi aiuta capire la differenza di pesi tra le famiglie, perchè nel dettaglio non mi importa quanti "grammi" , voglio solo aver un idea (molto a spanne) di cosa ho lì dentro, perchè è la visita interna che mi conferma o smentisce la reale composizione di scorte/covata e stato di salute..

anche perchè credo che,per esempio, la nutrizione di ottobre e quella di marzo son pressochè le medesime,stessi prodotti e modalità, ma le finalità e le reazione dell alveare son completamente diverse.. questa consapevolezza ti porta a nutrire con cognizione, quando e dove ve ne è bisogno.. nel tempo è necassrio arrivare a capire che lo scambio scorte/covata è il fulcro, ha i suoi ritmi e i suoi rallentamenti, ma è sempre legato alla "disponibilità immediata".. l apicoltore non può sbagliare a darne "in più".. non esiste questa tipologia di errore.. solo in meno e se cè carestia è errore.. un chilo (o sette) in più non sono mai un errore.. proprio perchè ci pensa l ape "metterle via per il futuro", casomai.. :)

vi sembra mai possibile il concetto "ci son troppe scorte"? io lo reputo assurdo, secondo me non sono "mai troppe".. bisogna solo imparare a gestirle.. ovvio ci vuol pazienza e passion per la cosa.. poi tutto arriva e con l esperienza anche l occhio coglie meglio i segnali delle api.. :)

quindi per non andare troppo fuoritema, io mi regolo così (molto genericamente, perchè poi valuto caso per caso): dopo le classiche operazioni di restringimento, verso settembre/ottobre tutto ciò che si muove verrà nutrito "a oltranza finchè mangia" (sarà lei a dirmi quando basta!) , a dicembre quando è il vero blocco naturale passo con il sublimatore e faccio dicembre/gennaio con un candito sopra (o tre viste le ultime stagioni).. verso febbraio la regina ha ormai ripreso a covare, ma ha bisogno di supporto e lì valuto se occorre nutrire (ultimamente quasi sempre si)..

famiglie forti e zeppe ci sono per carità, ma sempre meno e le ultime stagioni tartassano mica male.. l ape fa miracoli del resto, come si può vedere resiste e persiste, personalmente cerco di dare una mano e se cè da nutrire.. nutro!! :)

i telai scarichi e vuoti li tolgo e vanno in magazzino e , giusto per render un idea, pochi anni fa tre telai su quattro in magazzino erano vere scorte, a oggi in magazzino non esistono telai con scorte!!

io non capisco "come facciano gli altri".. parlando d importazioni mellefire delle api è il periodo storico peggiore che l apicoltura stia attraversando negli utlimi trent anni, quando vado dai miei "colleghi" è lampante la difficoltà che tutti stiam attraversando.. forse l hobbista sente meno questa cosa? io non credo però appunto, sentendo che ancor qualcuno sostiene di "non nutrire" mi vien da pensare..

forse anni fa la nutrizione era considerato "barare".. negli anni 80 le gelosie dei piccoli produttori erano su chi faceva più miele con meno famiglie e nutrire era un mezzo per "spingere" ciò che già andava forte.. oggi è un mezzo per salvare ciò che da solo non ce la fà più.. io credo..

sopratutto quando ogni benedetta primavera vendo nuclei a mazzi perchè i clienti le hanno lasciate morire.. mhà.. (non per volontà eh, ma proprio per "leggerezza" ).. gli sbagli son comprensibili, la miopia intellettuale no..

amici e colleghi apicoltori.. aprite le vostre arnie in giornate adatte, investiteci tempo e studiatene le reazioni, è un mondo pazzesco, purtroppo è di difficile accesso per la peculiarità, se vi appassiona, non potete proprio sbagliare.. è tutta scuola come si suol dire.. :)
Avatar utente
BjHorn
Ape bottinatrice
Ape bottinatrice
Messaggi: 759
Iscritto il: 02/05/2015, 17:09
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Cilento

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da BjHorn »

Io sono uno di quelli che "non nutre" (se non strettamente necessario, ovviamente...) e non solo, non uso nemmeno i cerei, per cui le famiglie sono costrette a consumare ancora più scorte del normale per costruire i favi nel nido e anche nel melario.
Su 19 arnie in 3 apiari diversi mi è bastato togliere qualche scorta a quelle ricche per donare alle povere, e solo ad una (che aveva già problemi fin dalla primavera scorsa) ho dato mezza busta di candito e un favo di scorte.
Al momento zero famiglie perse e l'anno scorso una media di 20 chili di miele per arnia.
Sarà la zona, sud di salerno, sarà che da me non fa mai molto freddo, ma quest'anno c'ha dato che c'ha dato fino alla settimana scorsa, tanto che la prima visita l'ho potuta fare il 17 marzo.
Probabilmente sono stato molto fortunato e forse ho piazzato i 3 apiari in luoghi molto prolifici, perchè gli apicoltori che sono nel raggio di 10 km sono stati "costretti" a nutrire, con percentuali a 2 cifre di famiglie perse, e poco miele.
Io ora, nello specifico, non ho idea di come costoro conducano le loro famiglie, in termini di "tecniche" di produzione e trattamenti antivarroa, posso solo basarmi su quello che faccio io da 4 anni circa con i risultati di cui sopra, ovvero POCO O NULLA.

Niente cerei, nessuna tecnica atta a produrre più miele (e stringi, e sposta, e alza, ecc ecc.) estrema precisione nelle tempistiche dei trattamenti (sublimati ripetuti invernali e anche estivi, ripetuti perchè non applico blocco covata), l'unica operazione che faccio (mio malgrado) sono controlli accurati ogni 5/6 giorni per la rimozione delle celle per evitare la sciamatura. STOP.

4 anni (per me) sono ancora pochi per poter fare una "statistica" e valutare se il mio metodo di conduzione è più o meno valido, ma per il momento non mi posso proprio lamentare, soprattutto se prendo in considerazione i lamenti dei miei vicini.

Edit, dimenticavo di aggiungere che tra le pratiche che NON faccio c'è il fumo, che uso esclusivamente (e in modo molto parco) quando devo richiudere le arnie per farle allontanare dai bordi, non so quanto questo possa incidere...
Avatar utente
Gnappo
Ape guardiana
Ape guardiana
Messaggi: 419
Iscritto il: 21/11/2021, 17:49
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Brianza

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da Gnappo »

Ancora grazie Rob per le risposte. Avendo solo 5 arnie e controllando ogni 7-10 giorni già da inizio febbraio tengo ben monitorato le scorte. Proprio per quanto hai detto in precedenza ho tolto delle scorte eccessive (1-2 telai a famiglia) e stretto il nido a fine febbraio che sto ridando poco alla volta anche per sfruttare i telai già costruiti. Diciamo che non sono per il “non nutrire mai”, ma quantomeno ridurre il più possibile. Poi ovviamente dipende molto da zona a zona, io mi trovo in una area residenziale con un po’ di verde sparso (e a 1km la valle del Lambro) quindi anche grazie alle centinaia di giardino (tutte villette) c’è molta varietà di vegetazione. Immagino che chi si trova in corrispondenza di monoculture o fioriture prevalenti magari l’inizio primavera può essere molto diverso. Ad ogni modo il candito c’è l’ho sempre a magazzino ;)
Avatar utente
loryemme10
Pupa
Pupa
Messaggi: 154
Iscritto il: 18/11/2015, 10:52
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Provincia di Varese

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da loryemme10 »

Gnappo ha scritto: 24/03/2022, 20:25 Ciao Loryemme,
se sei proprio a secco di scorte magari un mezzo candito mettiglielo.
Le mie fino a sabato scorso erano messe abbastanza bene, ma gli ho aggiunto un paio di mezzi telai di miele un paio di settimane fa (scorte tolte ad inizio febbraio). In Brianza è secco tanto quanto da te, però un pochino di miele fresco c’è, diciamo che forse in questo momento sono raccolta e consumo sono quasi bilanciati.

Comunque ho capito perché chi ha esperienza suggerisce sempre di non nutrire, si rischia di stimolarli troppo facendo aumentare le bocche da sfamare. Nel nostro caso se continua questo tempo, o si mette a fare 5-10 giorni di fila di brutto tempo si rischia di dover nutrirle di brutto o rischiarlo di farle morire di fame.

L’anno scorso appena portato a casa le api ad inizio aprile avevo paura (senza fondamento) avessero poche scorte e le ho sciroppate 3 settimane (il freddo a praticamente bruciato tutta l’acacia), il risultato è stato una arnia sciamata 3 volte (la stessa) perché piena totalmente di api (roba da 7-8 telai pieni di covata, senza quasi neanche corona).

Comunque come detto se hai bisogno del sublimatore fammi un fschio io sono in Brianza una decina di km a nord di Monza.
Ciao!!!
Ciao gnappo !
Ho dato sui 350gr di candito alle dje che erano a secco, l’altra aveva un bel favo pieno, quasi 4 kg di miele deduco, rimasto dall’inverno e dunque le ho lasciato quello.
Ora finalmente è venuta un po’ di acqua, iniziano ad esserci moltissimi fuori ovunque… oggi farò una visita e vediamo.
Grazie dei pareri ! Per il sublimatore, se servisse ti faccio un fischio !
Avatar utente
loryemme10
Pupa
Pupa
Messaggi: 154
Iscritto il: 18/11/2015, 10:52
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Provincia di Varese

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da loryemme10 »

[mention]Rob[/mention] ciao rob…
Ho letto i tuoi due interventi e, sinceramente, sono la conferma di ciò che pensavo ma che temevo essere sbagliato.
Per ciò che conta la mia opinione ovviamente, che da “solista” ho una sola stagione alle spalle, 2/3 come accompagnatore, per così dire.
La tecnica ognuno la sviluppa in autonomia, dalle nozioni di base, si per se imprescindibili.
Temevo le “troppe scorte” fossero un problema per l’inverno ( ed alcuni lo sostengono), affermando che determina una difficoltà nello sviluppo in primavera… freddo (non saprei come… credo che un favo pieno di miele possa coibentare di più di uno vuoto, ma magari sbaglio). Ho comunque agito seguendo la mia linea di pensiero, senza esagerare ma comunque tendendo al non far mancare assolutamente scorte, nutrendo in agosto settembre ed ottobre.
Le famiglie ad ora sono svernate senza problemi, perdendo un numero di api abbastanza esiguo durante l’inverno.
Il troppo storpia, ce lo insegnano fin da bambini.. ma vedendo le stagioni come muovono, credo che arrivare a quel troppo sia davvero complesso!

Soprattutto considerando una cosa… e qui cito [mention]BjHorn[/mention] , il clima nelle diverse zone d’Italia…
Credo che il problema più grande qui al nord (parlo per me, forse anche per gnappo che è molto vicino a dove sono io) sia dovuto agli inverni che di inverno hanno poco.
Mi spiego meglio.. inizia il freddo, le regine vanno in blocco di covata (da me a fine ottobre/ primi di novembre) e da lì ci si aspetta, se tutto va come deve, di rivedersi, con le api, a febbraio con le prime temperature che consentono una visita.. nel frattempo le api dovrebbero essere in glomere, in condizione tale da consumare quel che basta a vivere e scaldarsi, e mantenere viva la regina..
Gli ultimi inverni, però, hanno di caratteristici il poco freddo, cosa che porta le api ad essere attive, troppo rispetto al periodo. Questo porta a un eccessivo consumo di scorte e, se a questo si accompagna che le covate riprendono presto perché ci sono quei giorni consecutivi di “caldo” a fine febbraio… in un attimo consumano tutto e tocca nutrirle, dato che a marzo ancora gela e di fiori ce ne sono pochi.

Forse, ma magari mi sbaglio [mention]BjHorn[/mention] ij questo senso il sud Italia è diverso, gli inverni sono normalmente più miti, terminando anche leggermente prima che al nord.
tutto questo per dire che credo si stia verificando un appiattimento delle stagioni… le piante però jon sono in grado di evolversi e cambiare in tempo così celere come il clima, quindi restano alle “abitudini” dei climi “normali”, mente i climi stanno alle abitudini imprevedibili di noi umani… qualcosa non funziona, chissà per quanto ancora continuerà così… o per quanto questo sarà tollerabile.. non per noi.. ma per le api e tutti gli animali che, al loro seguito, soffrono per tutto questo
Avatar utente
BjHorn
Ape bottinatrice
Ape bottinatrice
Messaggi: 759
Iscritto il: 02/05/2015, 17:09
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Cilento

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da BjHorn »

Quando ho scritto da qualche parte che avrei voluto provare un esperimento controllato che stanno attualmente conducendo in francia, me se stavano pè magnà...
Si parlava proprio del fattore "freddo" che ormai non esiste più, e di indurre le api a ILLUDERSI di essere in pieno inverno spostandole in luoghi chiusi e freddi con temperature vicino ai 5 gradi costanti, proprio per le considerazioni che stai facendo adesso, e che io faccio da un pò prima. :eheh:
Ma tralasciando questa tecnica, abbastanza laboriosa e difficile da mettere in pratica, da noi ad inverni miti corrisponde anche una discreta fioritura, molto spesso in anticipo di molte decine di giorni rispetto al solito.
Ma tralasciamo anche questo aspetto... io ovviamente mi confronto con i miei vicini di apiari nel raggio di 10/15 km.
Quindi, anche se sono conscio che le "zone" possono variare anche nel raggio di qualche centinaio di metri, vedo che i miei colleghi nutrono, nutrono e nutrono sempre. E piangono.
Un apiario concorrente ce l'ho a 300 metri in linea d'aria... Ma lui nutre praticamente sempre, ed io solo in caso di effettiva necessità, e di (piccole) postazioni ne ho tre in un raggio di 5/6 km.
Perchè succede questo?
Forse l'alveare si "impigrisce" se c'è qualcuno che gli porta la pappa pronta e non cerca risorse all'esterno anche quando ci sono?
Forse sciroppi stimolanti e/o canditi proteici ad un certo punto richiedono un conto da pagare perchè magari composti da sostanze che nell'immediato magari sono utili, ma a lungo andare fanno deperire le famiglie?
Forse il fatto di farle "esprimere" come loro vogliono, non usando cerei e avere un surplus di fuchi, in qualche modo invece di essere un danno è un vantaggio per l'organismo alveare?
Io le risposte per il momento non le conosco, posso solo dire quello che faccio, come lo faccio, e i risultati che per il momento sto ottenendo.

Ovviamente sono anche conscio che GIU' al nord avete condizioni di siccità che probabilmente non riscontrate da molto tempo, mentre qui da me non abbiamo questo problema (quest'anno...), anzi... ha piovuto come dio comanda (fin troppo) per 5 giorni buoni e temperature molto basse per la stagione, ma mi vien da pensare che le api riescono a produrre miele anche su versanti dell'etna quasi spogli e con temperature considerevoli in estate.

Insomma, sarei quasi tentato a dirti: Prova a FARE MENO per le tue api, e vedi che succede.
Ma mi rendo conto che cambiare strategia dall'oggi al domani potrebbe essere molto pericoloso per la salute della famiglia, oltre al fatto che occorrerebbe anche una certa esperienza sul campo per poter capire cosa effettivamente sta succedendo all'alveare, quindi non mi sento di dire a te o ad altri di seguirmi.
Ma aggiungere un telaio con solo filo zigrinato e senza cereo si, mi sento di consigliartelo!
Non fosse altro per la bellezza e la poesia del favo naturale in costruzione, che almeno all'inizio è bello da vedere. Poi se le cose vanno come devono andare diventa come tutti gli altri telai, e se non lo segnali non riuscirai a distinguerlo.
E se vorrai fare questo esperimento, non dimenticare che l'arnia deve essere posta bene in bolla altrimenti costruiscono storto (ovvero a piombo... :eheh: Loro la livella ce l'hanno integrata nei loro piccoli cervelletti...) e che il telaio vuoto deve stare tra due telai costruiti, o un telaio e parete/diaframma.
Avatar utente
loryemme10
Pupa
Pupa
Messaggi: 154
Iscritto il: 18/11/2015, 10:52
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Provincia di Varese

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da loryemme10 »

Credo che il freddo sia una necessità, gli inverni non possono e non devono essere caldi o miti. Alla fine, le api restano attive, volano e consumano parecchie scorte.
In certi casi non nutrire è forse impossibile [mention]BjHorn[/mention] , altre volte è evitabile.
È innegabile che esistono fior di studi che dimostrano come sciroppi e canditi tendano a diminuire la vita dell’ape, a renderle più “fragili”, dato che, indubbiamente, non si tratta di miele (del loro)…
Magari si abituano anche…
Certo, io qualcosa ho dovuto dare ma perché qui, fra siccità e temperature altalenanti, i fiori non producono molto nettare.
Probabilmente si tratta di trovare nuovi metodi per adattare l’apicoltura al clima che cambia… non credo che il clima potrà tornare com’era 30 anni fa, credo sia difficile se non impossibile e per questo dovremmo essere noi a cambiare “metodo”.

Il favo naturale è una prova che voglio fare… magari questa stagione, magari la prossima visto che i piccoli nuclei che farò avranno già grandi occupazioni…
In caso ti farò certamente sapere!
Un saluto
Avatar utente
Rob
Ape bottinatrice
Ape bottinatrice
Messaggi: 539
Iscritto il: 27/01/2018, 20:47
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Lavoro
Località: Valcamonica, Brescia, provincia e limitrofe..

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da Rob »

Anche io son convinto che le api vivano meglio se disturbate il meno possibile.. :)

più che il clima in sè mi preoccupa di più l inquinamento/consumismo che quotidianamente tutti produciamo e la gestione scellerata della politica nei riguardi di tutto comparto agricolo e amici.. almeno qui le botte ricevute dalle temperature non hanno mai fatto i medesimi danni (per non dimenticare..)

mi rendo conto che è l ambiente che è venuto a mancare , negli ultimi anni.. rispetto ad anni fa la produzione mellifera si è dimezzata; io continuo a seminare e piantumare, ma oramai mi è chiaro che io solo non potrò mai sopperire a quelle fertili e abbondanti terre derubate dalle cementificazioni e monoculture.. tra l altro gli apiari montani godono di altra salute, non mi è difficile identificare nella qualità dell suolo e dell ambiente una delle cause..

personalmente non son mai riuscito a salvare una famiglia in bilico senza nutrirla, e la differenza nel somministrare il telaio di miele piuttosto che sciroppo/candito è evidente.. :)
Avatar utente
Gnappo
Ape guardiana
Ape guardiana
Messaggi: 419
Iscritto il: 21/11/2021, 17:49
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Brianza

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da Gnappo »

Ciao Loryemmme e naturalmente a tutti coloro che ci aiutano in questo 3d.
Sara stato un caso, sarà l’inesperienza, ma le mie api hanno consumato pochissimo questo inverno, in pratica quasi le stesse scorte a fine inverno. Ho tolto anche 1-2 favi pieni a febbraio per rifarglieli 2/3 settimane fa. Adesso stanno già riempiendo fin troppo i telai (oggi ho messo i primi melari sulle arnie più forti, sperando che non sciamino).
Probabilmente varia veramente tantissimo da zona a zona, anche nell’arco di 2-3 km.
Quest’anno comunque ho intenzione di tirare giù i melari presto come lo scorso anno, verso il 10-15 luglio (blocco di covata da iniziare la 3 di giugno) in modo tale che abbiano molto tempo per far scorte, mal che vada metterò a scorta qualche telaio pieno di miele.

Loryemme, non so le tue api, ma le mie in questa settimana sono esplose. Adesso vanno sui 6-7 di covata, ad una arnia ho aggiunto il decimo telaio e il melario perché mi hanno cominciato a costruire sotto il coprifavo.
Nell’ultima settimana hanno anche iniziato a deporre un sacco di covata a fuco.
Se va bene tra 1-2 settimane comincio a fare qualche mini nucleo da 2 telaini, uno ogni settimana finì a dopo acacia.
Avatar utente
loryemme10
Pupa
Pupa
Messaggi: 154
Iscritto il: 18/11/2015, 10:52
Ultima attività: -
Sesso: Maschile
Apicoltore per: Hobby
Località: Provincia di Varese

Re: Trattamento di controllo o primaverile ?

Messaggio da loryemme10 »

Ciao [mention]Gnappo[/mention] , le mie le ho controllate domenica e ho iniziato a notare un allargamento delle covate, ancora non esplosivo, credo abbastanza in linea con la stagione.
Ho dovuto nutrire, perché erano totalmente senza niente di scorte. Ho dato sciroppo e sto continuando.
Sabato faccio un controllo.
Ho trovato i primi fuchi (pochissimi) e le prime covate a fuco… un cupolino, anche se non ho fatto una vera e propria ricerca dato che non era nemmeno deposto.

Alla prossima visita credo che dovrò allargarle tutte… ormai due sono su 7 telaini pienissimi e una su 6, sempre pienissimi (le tengo strette perché temo colpi di freddo).
Credo che in questa settimana, dove è fiorito il tarassaco ed il ciliegio (in ritardo) insieme a tutti i pruni, qualcosa stiano importando e le regine stiamo iniziando proprio ora a spingere a dovere.
Devo comunque dire che all’ultima visita ho trovato qualche covata da legno a legno, anche se non estesa fino all’ultimo telaio prima di quello di scorte.
Credo che a questa visita dovrò allargarle tutte di almeno un favo… temo che dovrò anche iniziare seriamente a controllare le celle reali. Con tutti i fiori che iniziano ad esserci ed il caldo mi aspetto un po’ di importazione (nonostante il secco) e la ripresa de periodo di febbre sciamatoria…!
A maggio inizierò con gli sciami e vedremo come va!
Rispondi
+