Distanza tra alveari.
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- Lugas
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Distanza tra alveari.
Ho 180 alveari in una azienda di 180 ettari divisi in cinque postazioni. In giugno 2020 un altro apicoltore ha posizionato 96 alveari in un'unica postazione a 400 metri dal confine dell'azienda dove ho le mie postazioni, la distanza con le mie tre più vicine postazioni risultano tra i 600 metri e 800metri, quelle più lontane circa 1200 metri. Vorrei sapere se posso a norma del regio decreto n.614 art 29 del 1927, e della legge n.313 del 2004 art.7 comma 4 fare denuncia affinché vengano rispettate le distanze previste nel regio decreto. Mi trovo in Sardegna, dove è in vigore la legge regionale n.19 del 2015, dove non ci sono richiami a norme sulle distanze tra alveari.
- BjHorn
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Re: Distanza tra alveari.
Credo che tu debba consultare un avvocato per queste cose tanto specifiche.
In bocca al lupo, e magari facci sapere come va a finire!
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- Rob
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Re: Distanza tra alveari.
qui in lombardia la distanza minima è 200mt.. tuttavia esistono moltissimi apiari che non rispettano questa normativa, ne esiston anche di confinanti, o pluri-apiari nella medesima postazione, ecc.. sicuramente incide tantissimo la volontà di entrambe le parti, se qualcuno volesse (per gelosie o altro) creare problemmi potrebbe tranquillamente denunciare la cosa all asl.. purtroppo anche l asl non può fare molto, essendo che la maggior parte di queste postazioni esiste da prima di tal legge pertanto retroattivamente si può far ben poco.. la burocrazia più recente si scontra con i retaggi del passato..
..purtroppo/fortunatamente qui non la riteniamo una cosa tanto grave..
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- Lugas
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Re: Distanza tra alveari.
Ho consultato già un avvocato per interposta persona, e secondo lui il regio decreto ha ancora validità, solo nel caso che le regioni non abbiano provveduto ad adeguare la normativa secondo le indicazioni della legge del 2004 n.313 art 7 comma 4 che invita le regioni a stabilire con appositi decreti e ordinanze regionali per meglio sfruttare il nomadismo, di portare la distanza minima di postazioni superiori ai 50 alveari tra loro, fino ad un raggio massimo di 200 metri. Però volevo sentire ulteriori opinioni perché sia l'apicoltore che mi ha messo le arnie vicino sia altri esperti del settore sostengono che il regio decreto non è più valido, in quanto sostituito dalla 313 del 2004. Insomma vorrei sentire più opinioni possibili al riguardo prima di dare un mandato ad un legale.
- Rob
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Re: Distanza tra alveari.
per quel che ne so io è valido.. tuttavia nessuno avvia pratica legali per questo, in genere si cerca di andare d accordo e spesso ci si riesce..
chiaramente son punti di vista..
- Ortega
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Re: Distanza tra alveari.
Per la distanza tra apiari, vale il buon senso,
è controproducente per entrambi gli apicoltori
inserire apiari troppo vicini, quando la flora nettarifera non è sufficiente per tutte le famiglie. 
"l'apicoltore sa quello che fa, e fa quello che sa"
- Rob
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Re: Distanza tra alveari.
..questa è senz altro un informazione errata..Per la distanza tra apiari, vale il buon senso,è controproducente per entrambi gli apicoltori
inserire apiari troppo vicini, quando la flora nettarifera non è sufficiente per tutte le famiglie.
in realtà si è dimostrato che dove ci stanno 10 alveari ve ne stanno anche 100.. quando le stagioni son belle son belle per tutti, quando va male va male a tutti.. inoltre non è possibile valutare questa cosa solamente dal punto di vista della produzione mellifera di una tal fioritura, bisognerebbe capire che l ambiente è più o meno favorevole a quest animale, di conseguenza quest animale lo abita e lo "colonizza".. questo succede con le sciamature, ad esempio.. si pensa davvero che gli apicoltori possano arrivare a "saturare" l ambiente di api? o possedere arnie a sufficienza da "prosciugare" i pascoli nettariferi?
..e riguardo a quegli apicoltori, ad esempio con 50famiglie, che le volessero raddoppiare?
se così fosse all aumentare del numero alveari diminuirebbe la produzione procapite anche all interno del medesimo apiario.. invece ogni apicoltore sa che l aumentare del numero significa più miele!!
- Ortega
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Re: Distanza tra alveari.
Concentrare più alveari in un medesimo posto, aumenta la produzione totale di miele, ma diminuisce la produzione unitaria.
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- Lugas
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Re: Distanza tra alveari.
Affermi che dove ci stanno 10 alveari, ci possono stare anche 100, ed io aggiungo allora facendo il medesimo ragionamento che dove ci stanno 100 alveari ci possono stare 1000, e dove ci stanno1000 ci possono stare 10.000 e così non ci si ferma mai, se non si fissano prima dei parametri, che l'apicoltore che controlla il territorio dove parcheggia le sue arnie, ricava controllando il numero o gli ettari di fioritura, che non sarà esattamente corrispondente al numero di arnie che mette, ma non sarà neanche 10 volte di più se la zona è anche presa di mira da un numero indefinito di apicoltori con un numero imprecisato di alveari.
Poi per mettersi d'accordo bisogna che entrambi lo vogliono, e non sempre è possibile, perciò occorre che la legge ci sia e sia chiara e non da interpretare con l'aiuto di un avvocato.
Poi per mettersi d'accordo bisogna che entrambi lo vogliono, e non sempre è possibile, perciò occorre che la legge ci sia e sia chiara e non da interpretare con l'aiuto di un avvocato.
- Rob
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Re: Distanza tra alveari.
Suvvia.. non fantastichiamo, restiamo sul reale.. non si vedranno mai diecimila alveari nel raggio di duecento metri.. queste cifre in italia non esistono odiernamente, è fuoriportata anche per gli imprenditori apistici più grossi..
è vero che teoriticamente può esiste un limite di "saturazione", ma all atto pratico, nella concretezza dei fatti , questo non esiste da nessuna parte perchè si parla di numeri veramente consistenti, impraticabili in apicoltura.. irraggiungibili..
queste legge è stata disposta svariati anni orsono per tentare di dare una sorta di "regolamento", è qualcosa che serve alle asl per censire e controllare api apiari e apicoltori.. non ha nulla a che vedere oggi con la produzione mellifera..
è stato dimostrato che la vicinanza tra apiari non crea questo scompenso, è una credenza ormai sfatata.. siamo sicuri che sia chiaro come funzionano le fioriture e il comportamento delle api su queste? la produzione procapite non ha nulla a che vedere con il numero di alveari circostanti..
oltretutto se volessimo dar veramente ragione a questa teroia il distanziamento minimo dovrebbe essere almeno tre chilometri (se non di più), ovvero il raggio d azione delle api bottinatrici.. che differenza volete che facciano duecento metri ad un animale che vola per svariati chilometri?
cerchiamo di capire come funziona l animale, invece che farci prendere da attacchi di panico nel vedere il vicino che allestisce un apiario.. a parer mio cè solo da guadagnarci entrambi.. i rapporti tra apicoltori e vicinato son sempre esistiti, se il "vicino" è apicoltore anch esso tantomeglio, visto che si parla la stessa lingua..
non sempre è possibile mettersi d accordo perchè al giorno d oggi la filosofia che và per la maggiore è proprio quella della gelosia/paura nei confronti del vicino.. dovremmo iniziare ad abbattere proprio queste barriere..
avere "vicini apistici" è un vantaggio, è una cosa che constatiamo tutti i giorni, certo vi posson esser difficoltà iniziali, ma spender soldi per un avvocato mi sembra inutile ridicolo e controproducente.. soldi meglio spesi se in candito, ad esempio..
è vero che teoriticamente può esiste un limite di "saturazione", ma all atto pratico, nella concretezza dei fatti , questo non esiste da nessuna parte perchè si parla di numeri veramente consistenti, impraticabili in apicoltura.. irraggiungibili..
queste legge è stata disposta svariati anni orsono per tentare di dare una sorta di "regolamento", è qualcosa che serve alle asl per censire e controllare api apiari e apicoltori.. non ha nulla a che vedere oggi con la produzione mellifera..
è stato dimostrato che la vicinanza tra apiari non crea questo scompenso, è una credenza ormai sfatata.. siamo sicuri che sia chiaro come funzionano le fioriture e il comportamento delle api su queste? la produzione procapite non ha nulla a che vedere con il numero di alveari circostanti..
oltretutto se volessimo dar veramente ragione a questa teroia il distanziamento minimo dovrebbe essere almeno tre chilometri (se non di più), ovvero il raggio d azione delle api bottinatrici.. che differenza volete che facciano duecento metri ad un animale che vola per svariati chilometri?
cerchiamo di capire come funziona l animale, invece che farci prendere da attacchi di panico nel vedere il vicino che allestisce un apiario.. a parer mio cè solo da guadagnarci entrambi.. i rapporti tra apicoltori e vicinato son sempre esistiti, se il "vicino" è apicoltore anch esso tantomeglio, visto che si parla la stessa lingua..
non sempre è possibile mettersi d accordo perchè al giorno d oggi la filosofia che và per la maggiore è proprio quella della gelosia/paura nei confronti del vicino.. dovremmo iniziare ad abbattere proprio queste barriere..
avere "vicini apistici" è un vantaggio, è una cosa che constatiamo tutti i giorni, certo vi posson esser difficoltà iniziali, ma spender soldi per un avvocato mi sembra inutile ridicolo e controproducente.. soldi meglio spesi se in candito, ad esempio..
- Hertz
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Re: Distanza tra alveari.
...macchè candito! spendili in trattamenti causa re-infestazioni da varroa se non vi coordinate contro l'acaro
con quella mole di api, la deriva ci sarà sicuramente, ai voglia a misurare i metri o anche il solo km di distanza.
Ho un apiario che in una zona particolarmente "affollata" e la reinfestazione li è la prassi, se hai la fortuna di averne uno solo di vicino, concordo con Rob, con calma (datti e dagli tempo) iniziate almeno a conoscervi e a provare a coordinarvi con i trattamenti, se non è un nomadista della vecchia guardia che "fregacaSSo faccio così da quando non eri nato" è la risposta normale sempre SE ti risponde (
) , capirà facilmente che converrà anche a lui in primis.
Per il foraggiamento e le rese, io sarei più cauto, non conosco studi a riguardo, @Rob se ne hai linka pure.
"se fai miele con 10 lo fai con 100" non va certo preso alla lettera si capisce
ma il senso c'è e sono d'accordo, soprattutto quando Rob scrive "se c'è importazione, se non c'è non fai miele ne con 100 ne con 10", si tratta di generalizzare ovviamente, la maggior parte delle postazioni se un minimo ponderate e studiate funzionano così, concordo.
Ciò non toglie che esistono areali in Italia che sono davvero a rischio saturazione. Sicuramente, spero, non sarà il caso di Lugas; ma la regolamentazione andrebbe al solito pensata bene considerando che non può essere georeferenziata al metro quadro o all'ettaro per tutto il territorio nazionale.
..poi io non faccio testo, non faccio nomadismo e ho preferito di gran lunga strutturarmi tutto con piccoli apiari sparpagliati e mezzo a gpl
se ci vuoi vivere, conta l'utile non il numero di arnie.
con quella mole di api, la deriva ci sarà sicuramente, ai voglia a misurare i metri o anche il solo km di distanza.
Ho un apiario che in una zona particolarmente "affollata" e la reinfestazione li è la prassi, se hai la fortuna di averne uno solo di vicino, concordo con Rob, con calma (datti e dagli tempo) iniziate almeno a conoscervi e a provare a coordinarvi con i trattamenti, se non è un nomadista della vecchia guardia che "fregacaSSo faccio così da quando non eri nato" è la risposta normale sempre SE ti risponde (
vero, la differenza infatti è per la deriva.Rob ha scritto:il distanziamento minimo dovrebbe essere almeno tre chilometri (se non di più), ovvero il raggio d azione delle api bottinatrici.. che differenza volete che facciano duecento metri ad un animale che vola per svariati chilometri?
Per il foraggiamento e le rese, io sarei più cauto, non conosco studi a riguardo, @Rob se ne hai linka pure.
"se fai miele con 10 lo fai con 100" non va certo preso alla lettera si capisce
Ciò non toglie che esistono areali in Italia che sono davvero a rischio saturazione. Sicuramente, spero, non sarà il caso di Lugas; ma la regolamentazione andrebbe al solito pensata bene considerando che non può essere georeferenziata al metro quadro o all'ettaro per tutto il territorio nazionale.
..poi io non faccio testo, non faccio nomadismo e ho preferito di gran lunga strutturarmi tutto con piccoli apiari sparpagliati e mezzo a gpl
se ci vuoi vivere, conta l'utile non il numero di arnie.
- Rob
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Re: Distanza tra alveari.
un vero paragone unico e definitivo sulla media di raccolta individuale in rapporto agli apiari circostanti non esiste, ma perchè è un astrusità.. nemmeno la scienza ha i mezzi e gli strumenti per avviare uno studio in tal senso.. in primis è impossibile e assurdo volerlo misurare..
la stessa legge scritta è nata con ben altre finalità, ovvero dare una semplificazione alle asl per poter censire e controllare questi apiari..
in alcuni apiari abbiamo vicini a meno dei 200mt suddetti, casi di reinfestazione o calo di produzioni mai viste in tanti anni..
qui i casi di reinfestazione son da attribuirsi ad apicoltori che sbagliano qualche cosa, errori di valutazione o esperimenti malriusciti, comunque casi mai così catastrofici da compromettere il lavoro del vicino..
personalmente li reputo problemi minori, nel nostro caso riusciamo a convivere con tutti i vicini e senza troppi sforzi, anzi molte volte son scambi molto piacevoli.. ovvio che le persone stesse fanno la differenza..
ciao..
la stessa legge scritta è nata con ben altre finalità, ovvero dare una semplificazione alle asl per poter censire e controllare questi apiari..
in alcuni apiari abbiamo vicini a meno dei 200mt suddetti, casi di reinfestazione o calo di produzioni mai viste in tanti anni..
qui i casi di reinfestazione son da attribuirsi ad apicoltori che sbagliano qualche cosa, errori di valutazione o esperimenti malriusciti, comunque casi mai così catastrofici da compromettere il lavoro del vicino..
personalmente li reputo problemi minori, nel nostro caso riusciamo a convivere con tutti i vicini e senza troppi sforzi, anzi molte volte son scambi molto piacevoli.. ovvio che le persone stesse fanno la differenza..
ciao..
- Hertz
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Re: Distanza tra alveari.
ok fortunatamente la ricerca non segue questa logica, almeno finchè non sarà definitivamente sottomessa agli interessi di parte (non che di questi tempi ne sia immune), oggi ormai qualsiasi cosa scrivi o dici viene letto in maniera dogmatica e con l'accezione più estrema, faccio fatica a ritrovarmici.Rob ha scritto:in primis è impossibile e assurdo volerlo misurare..
Sul rischio reinfestazione ma soprattutto i problemi che ne derivano abbiamo evidentemente esperienze diverse, ti invidio la sicurezza con cui minimizzi la cosa, ma è vero che ci sono troppe variabili oltre alla sola distanza tra apiari, ma è proprio per questo che non prenderei il rischio sotto gamba, poi come sempre ognunno fa (e deve fare) come vuole secondo le suddette variabili che lo circondano, purchè sia in grado di comprenderle e agire di conseguenza.
- Rob
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Re: Distanza tra alveari.
ti posso garantire che il reparto di ricerca in apicoltura è alquanto lacunoso.. qui tocchiamo con mano l argomento ed è chiaro che la scienza non può (e spesso non vuole) dare una mano agli apicoltori in campo.. sebbene si stia cercando di invertire il trend ci vorrà ancora del tempo per vedere risultati concreti e che, sopratutto, possano dipanare i dubbi agli apicoltori che sollevano telaini.. 
chiaramente vi son anche interessi che vanno aldilà dell apicoltura in sè..
per quanto riguarda le reinfestazioni ti chiederei di esser più preciso, cosa si intende? mi vien da chiedere: come avete fatto ad accorgervi di tale fenomeno?
personalmente non vedo questa cosa, lavoro in diversi apiari (anche molto vicini, come scritto sopra) e il fenomeno descritto come "reinfestazioni di varroa" in realtà resta, per me, una leggenda da sfatare..
la varroa non vola, l acaro "appartiene" ad una determinata famiglia, si sviluppa e muore in essa.. certo che qualche bottinatrice (o saccheggiatrice) può visitare arnie differenti e trasportare qualche varroa, ma il fenomeno della deriva avviene nella gran parte della sua espressione tra alveari molto vicini, affiancati e coesistenti nel raggio di pochi metri.. si può dire che la gran parte della deriva avviene sulla stessa "fila" di alveari, una deriva (per come la conosciamo) non avviene nei 200mt, ma molto meno, come si è notato.. và considerato inoltre che questo numero irrisorio non ha la possibilità di reinfestare in brevi tempi una famiglia..
come si è giunti a capire che una famiglia è stata reinfestata per "colpa della deriva"? quali metodi son stati adottati per verificare questo?
non lo chiedo per polemica, il tema è attualissimo e di interesse comune.. anzi, grazie per l occasione..
chiaramente vi son anche interessi che vanno aldilà dell apicoltura in sè..
per quanto riguarda le reinfestazioni ti chiederei di esser più preciso, cosa si intende? mi vien da chiedere: come avete fatto ad accorgervi di tale fenomeno?
personalmente non vedo questa cosa, lavoro in diversi apiari (anche molto vicini, come scritto sopra) e il fenomeno descritto come "reinfestazioni di varroa" in realtà resta, per me, una leggenda da sfatare..
la varroa non vola, l acaro "appartiene" ad una determinata famiglia, si sviluppa e muore in essa.. certo che qualche bottinatrice (o saccheggiatrice) può visitare arnie differenti e trasportare qualche varroa, ma il fenomeno della deriva avviene nella gran parte della sua espressione tra alveari molto vicini, affiancati e coesistenti nel raggio di pochi metri.. si può dire che la gran parte della deriva avviene sulla stessa "fila" di alveari, una deriva (per come la conosciamo) non avviene nei 200mt, ma molto meno, come si è notato.. và considerato inoltre che questo numero irrisorio non ha la possibilità di reinfestare in brevi tempi una famiglia..
come si è giunti a capire che una famiglia è stata reinfestata per "colpa della deriva"? quali metodi son stati adottati per verificare questo?
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