Salve a tutti, vi ringrazio per questo fantastico luogo di condivisione e apprendimento.
Andiamo al sodo. Ho due apiari a distanza di 5 km che conduco da appena tre anni (questo che inizia è il quarto)
La questione rilevante è che in un apiario ho una mortalità del 60 70 % delle famiglie, nell' altro 0
Adesso sarò io ad essere una frana come apicoltore (ci può stare, sono autodidatta) oppure visto che adopero la medesima tecnica in entrambi i luoghi,
sarà il posto, o ancora la famiglia iniziale, visto che i due apiari sono popolati da discendenze completamente diverse.
Ovviamente mi direte, e questo che vuole allora? voglio chiedervi come ampliare il più possibile in un unico anno l'apiario "buono", senza ricorrere alle famiglie ancora vive (solo due) dell' apiario malandato, onde evitare trasmissione di eventuali patologie.
L'Apiario da espandere adesso è popolato da tre belle colonie derivate tutte da una di queste e la mia idea è di arrivare a dieci alveari in questo apiario.
Vi chiedo il vostro consiglio su quale metodo seguire, sciamatura artificiale con cella di emergenza o con una preventiva produzione di regine vergini e poi successivamente la formazione di nuclei con l'inserimento delle regine allevate (che vorrei fossero figlie tutte dalla prima e più forte famiglia da me posseduta). Premetto che non ho mai fatto uno sciame artificiale e mai allevato una regina, fino ad ora mi sono limitato a prendere gli sciami e a curarli con il solo ausilio del timolo e dell' eucaliptolo. Soltanto il primo anno usai ossalico gocciolato ma dopo la perdita nell' apiario malandato di molte famiglie lasciai perdere, imputando il problema a questa tecnica, invece l'anno successivo andò pressoché nello stesso modo usando solo timolo e quest' anno non è stato diverso, sempre fermo restando che nell' apiario buono mai nessuna famiglia in tre anni è morta e anzi da una iniziale ora sono tre.
Anche la produzione è nettamente diversa nei due apiari, nel buono, con sole tre arnie raccolgo sempre almeno 25 kg di miele nel malandato mai più di 20 kg anche quando li vi erano 8 arnie.
Per meglio farvi capire la situazione vi dico che sono dell'aquila e qui data la breve stagione il miele prodotto non è mai una valanga, anche apicoltori espertissimi della mia zona non superano mai i due melari per arnia.
Accetto qualunque consiglio, grazie
Fortunato ma inesperto. Aiuto moltiplicazione famiglia forte
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- carnica88
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Re: Fortunato ma inesperto. Aiuto moltiplicazione famiglia forte
l'ossalico va utilizzato alle dosi indicate...mi sento di dire che un apicoltore almeno in autunno un trattamento con ossalico lo deve fare..altrimenti la varroa non si contrasta...e presumo che una causa di perdita di famiglie sia proprio questa... che differenze hanno i due apiari (esposizione al sole, correnti di aria, assenza di fioriture/acqua, vicinanze con terreni agricoli magari trattati con chimici, vicinanza ad apicoltori non troppo responsabili...eccecc)?
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Re: Fortunato ma inesperto. Aiuto moltiplicazione famiglia forte
Per le dosi che ho seguito sono state 500 ml. d’acqua 200 grammi di zucchero, 40 grammi d'acido ossalico, ma come ti ho detto con o senza ossalico ho sempre avuto gli stessi risultati. Ho smesso di usare l'ossalico perché l'amico che mi ha dato il ceppo dell apiario buono non lo usava da almeno 10 anni e aveva le api in alta montagna, 1200 1300 metri. io le ho a 650 e 680 metri.carnica88 ha scritto:l'ossalico va utilizzato alle dosi indicate...mi sento di dire che un apicoltore almeno in autunno un trattamento con ossalico lo deve fare..altrimenti la varroa non si contrasta...e presumo che una causa di perdita di famiglie sia proprio questa... che differenze hanno i due apiari (esposizione al sole, correnti di aria, assenza di fioriture/acqua, vicinanze con terreni agricoli magari trattati con chimici, vicinanza ad apicoltori non troppo responsabili...eccecc)?
In realtà le differenze ci sono, quello peggiore sta in una zona con acqua abbondante a 500 metri e fioriture prevalentemente di acacia e fiori di campo di montagna, nonché lupinella ed erba medica coltivata, ma ha un bosco di conifere a meno di 100 metri quindi teoricamente potrebbe fare pure melata (ma il miele che raccolgo racconta che facciano soprattutto acacia).
Quello buono sta nel mezzo di campi coltivati a 100 metri dall' acqua e cosa che all'inizio mi preoccupava sta a 30 metri da un elettrodotto di media tensione (ma pare non influisca) poi ha un bel boschetto di acacia a 150 metri e un frutteto da 20 piante a 20 metri. Forse la cosa più rilevante è che quello buono ha sole dall' alba al tramonto mentre l'altro sta più vicino ad una collina che lo priva di almeno due ore di sole serale.
Per i trattamenti chimici sarebbero sicuramente più a rischio quelle dell' apiario buono visto i campi limitrofi. Per la vicinanza con apicoltori poco accorti non saprei che dirti. di sicuro quello peggiore ha almeno altri tre apiari a meno di 1km in linea d'aria, quello buono credo che sia abbastanza distante da qualunque altro apiario forse il più vicino sta a 2 km o 2,5km.
Sinceramente non mi spiego la forte differenza, io faccio gli stessi trattamenti (bene o male che siano)
- carnica88
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Re: Fortunato ma inesperto. Aiuto moltiplicazione famiglia forte
potresti provare a portare nell'apiario critico qualche nuovo nucleo ottenuto dalle famiglie valide del primo apiario...
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Re: Fortunato ma inesperto. Aiuto moltiplicazione famiglia forte
Veramente non vorrei sprecare sciami e a questo scopo volevo procedere con la produzione di regine con il metodo del traslarvo, così senza affaticare la famiglia buona potrei portare regine di ottima qualità nell' apiario messo male, e provare così a vedere se è questione di dna o di luogo.carnica88 ha scritto:potresti provare a portare nell'apiario critico qualche nuovo nucleo ottenuto dalle famiglie valide del primo apiario...
Se riuscissi a produrre una decina di regine, potrei sostituirne una nell' apiario malandato e con le altre agevolerei sicuramente la sciamatura artificiale, e alla fine lascerei una regina anche al nucleo usato per produrre le regine ovviamente. Comunque quest'anno la situazione è proprio anomala siamo a gennaio e le mie api già svolazzano ed ho fatto anche la prima visita in una giornata con 20 gradi (a gennaio boooo) c'è già importazione di polline anche se minima. Non so come andrà con la sciamatura, di sicuro farà gelate tardive e brucerà le fioriture e se ci dice sfiga fa secco pure qualche sciametto.
Normalmente in questo periodo a l'aquila siamo a meno 10 di notte e 3-4 di giorno, invece in questi giorni arriviamo a 20 gradi di giorno e mai sotto zero di notte. E poi mi venissero a dire che non stiamo ammazzando il pianeta, zero neve e un caldo da primavera inoltrata.
Comunque secondo te riesco ad allevare regine anche se non ho mai fatto nulla del genere? e mi conviene farlo o aspettare che preparino celle sciamatorie e usare quelle da mettere nei nuclei? volevo farle io per anticipare un po, ma non troppo sennò non ci sono fuchi, i tempi per rischiare di produrre qualcosa, se non ho famiglie pronte per l'acacia resto praticamente senza miele. Da queste parti in annate normali gli apicoltori esperti tolgono i melari ad agosto (dal 15 in poi piove sempre e fa freddo normalmente, nevica anche sulle montagne certe volte)
Lo so comunque che se faccio sciami (soprattutto se artificiali) non produrrò un gran che, ma la botte piena e la moglie ubriaca è il sogno di tutti
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Re: Fortunato ma inesperto. Aiuto moltiplicazione famiglia forte
Comunque secondo voi meglio aspettare le celle sciamatorie o provare con il metodo del traslarvo? e ancora secondo vuoi se inizio a nutrire con proteico da adesso riesco a fare due sciami per arnia (da quelle buone ovviamente). e ancora se nutro da adesso e aumentano molto le colonie aumenterà anche la varroa, sarà opportuno mettere del timolo prima di fare gli sciami artificiali? Ditemi come procedereste voi se aveste tre arnie belle forti e vorreste espandervi il più possibile.
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Re: Fortunato ma inesperto. Aiuto moltiplicazione famiglia forte
scusa ma devi essere più sintetico se no anche x noi è molto difficile rispondere. se sarebbe cosi facile dire in questo periodo cosa fare in primavera sarebbe troppo bello. ogni arnia fa a se. quando le famiglie sono forti le dividi in due e acquisti una regina cosi non perdi tempo. se poi non ti interessa fare raccolto la fai allevare da loro ma devi nutrire molto con sciroppo.quando è sfarfallata tutta la covata gli fai un'ossalico e parti con la varroa quasi azzerata . x timoli e altri trattamenti li fai dopo il raccolto. poi a luglio fai ancora nuclei con le famiglie grosse .ti consiglio di usare arnie da sei in polistirolo vanno molto bene x l'inverno. inbocca al lupo.
- ivan78
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Re: Fortunato ma inesperto. Aiuto moltiplicazione famiglia forte
adesso si usa solo candito.


