Metodo brovardi
- toni87
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Metodo brovardi
Ciao a tutti, qualcuno di voi mi sa dire qualcosa su come creare famiglie con il metodo brovardi? io so che bisogna posare un arnia sopra l'altra con immezzo un apiscampo, nell'arnia sotto ce la famiglia forte in quella sopra si mette una regina in una gabbietta con telaini di covata e di provviste dopo un tre giorni si forma un piccolo sciame e si toglie la regina dalla gabbietta.Se non ho capito male e cosi tutto cio e solo a scopo informativo insomma curiosita 
- Pasquale
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Re: Metodo brovardi
Il metodo Brovardi per fare sciami artificiali si applica quando si hanno melari pieni di api e provviste.
Si procede in questo modo:
Si prendano tante arnie vuote quando sono gli sciami che vogliamo creare.
In ogni arnia s’inserisce un telaino di provviste e covata in tutti gli stadi con una regina ingabbiata sopra, un telaino di scorte, due o più telaini contenente fogli cerei meglio se sono già costruiti, il tutto racchiuso tra due diaframmi.
Si chiude l’ingresso dell’arnia in modo che passa solo l’aria .
Al posto del coprifavo si mette l’apiscampo e infine sopra due o più melari pieni di api e miele.
In questo modo, entro le ventiquattro ore le api liberano il melario andando a colonizzare il nucleo sottostante.
Dopo 2±3 giorni si apre la porticina e si tolgono i melari e si sostituisce l’apiscampo con il coprifavo e si nutre il nucleo per rinforzarlo.
Questo metodo a mio avviso presenta delle lacune:
Le api nel melario sono per la maggior parte bottinatrici e anche se restano chiuse per un paio di giorni, all’apertura dell’arnia, la maggior parte farà ritorno negli alveari di appartenenza, provocando lo spopolamento dello sciame.
Se nel melario vi è covata le api non l'abbandoneranno mai per andare a colonizzare lo sciame sottostante.
Si procede in questo modo:
Si prendano tante arnie vuote quando sono gli sciami che vogliamo creare.
In ogni arnia s’inserisce un telaino di provviste e covata in tutti gli stadi con una regina ingabbiata sopra, un telaino di scorte, due o più telaini contenente fogli cerei meglio se sono già costruiti, il tutto racchiuso tra due diaframmi.
Si chiude l’ingresso dell’arnia in modo che passa solo l’aria .
Al posto del coprifavo si mette l’apiscampo e infine sopra due o più melari pieni di api e miele.
In questo modo, entro le ventiquattro ore le api liberano il melario andando a colonizzare il nucleo sottostante.
Dopo 2±3 giorni si apre la porticina e si tolgono i melari e si sostituisce l’apiscampo con il coprifavo e si nutre il nucleo per rinforzarlo.
Questo metodo a mio avviso presenta delle lacune:
Le api nel melario sono per la maggior parte bottinatrici e anche se restano chiuse per un paio di giorni, all’apertura dell’arnia, la maggior parte farà ritorno negli alveari di appartenenza, provocando lo spopolamento dello sciame.
Se nel melario vi è covata le api non l'abbandoneranno mai per andare a colonizzare lo sciame sottostante.
- servaj
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Re: Metodo brovardi
Salve,
racconto la mia esperienza con questo metodo all'inizio della mia attività apistica amatoriale, anche a mo' di ripasso in quanto quest'anno vorrei riprovare. Lo trovato molto semplice da attuare, con poco lavoro e con pochi rischi.
Misi una regina ingabbiata verso l'8 di agosto, 1 favo di covata opercolata 1 cereo e due laterali di scorta; posai l'apiscampo con sopra due melari prelevati dalla stessa famiglia. Dopo 48 ore levai i melari e aprii la porticina di volo. La stragrande maggioranza delle api rimase con la nuova regina ed a fine settembre contai 5 favi di splendida covata ai vari stadi. Ovviamente nutrii per 20 giorni ininterrottamente (250 gr. al giorno per 13 gg. poi passai a 350 gr di sciroppo 1/1) e ogni 8/10 giorni aggiunsi un nuovo cereo da costruire. Chi me lo consigliò all'epoca mi disse anche che secondo lui le api rimanevano per 2 ragioni:
*il presidio dei melari è affidato a giovani api
*le bottinatrici presenti trovando la porticina chiusa rifanno un volo di orientamento e quindi ritornano nella nuova cassa nella stragrande maggioranza dei casi.
Forse mi è solo andata bene ma sono rimasto soddisfatto.
racconto la mia esperienza con questo metodo all'inizio della mia attività apistica amatoriale, anche a mo' di ripasso in quanto quest'anno vorrei riprovare. Lo trovato molto semplice da attuare, con poco lavoro e con pochi rischi.
Misi una regina ingabbiata verso l'8 di agosto, 1 favo di covata opercolata 1 cereo e due laterali di scorta; posai l'apiscampo con sopra due melari prelevati dalla stessa famiglia. Dopo 48 ore levai i melari e aprii la porticina di volo. La stragrande maggioranza delle api rimase con la nuova regina ed a fine settembre contai 5 favi di splendida covata ai vari stadi. Ovviamente nutrii per 20 giorni ininterrottamente (250 gr. al giorno per 13 gg. poi passai a 350 gr di sciroppo 1/1) e ogni 8/10 giorni aggiunsi un nuovo cereo da costruire. Chi me lo consigliò all'epoca mi disse anche che secondo lui le api rimanevano per 2 ragioni:
*il presidio dei melari è affidato a giovani api
*le bottinatrici presenti trovando la porticina chiusa rifanno un volo di orientamento e quindi ritornano nella nuova cassa nella stragrande maggioranza dei casi.
Forse mi è solo andata bene ma sono rimasto soddisfatto.


