Classificazione delle principali malattie delle api
Inviato: 31/12/2012, 17:37
I. MALATTIE PARASSITARIE
1. AcariosiAgente eziologico: Acarapis woodi (acaro delle trachee), malattia denunciabile (D.P.R. 320/1954).
Epidemiologia: attualmente non segnalato in Italia. Massima incidenza da Marzo a Maggio. Si trasmette
per contatto diretto mediante la sciamatura, il saccheggio e la deriva.
Manifestazioni cliniche: irrequietezza, tremori, incapacità al volo e debolezza della famiglia. Il parassita si
localizza a livello delle trachee e nei sacchi aerei.
Terapia: trattamenti con acaricidi con un utilizzo razionale dei presidi farmacologici.
Profilassi: buone pratiche apistiche e controllo rigoroso delle fonti di approvvigionamento di regine e sciami.
2. AethiniosiAgente eziologico: Aethina tumida (coleottero degli alveari), malattia denunciabile (D.P.R. 320/1954).
Epidemiologia: attualmente non presente nel territorio dell’UE. Massima incidenza in primavera. Si trasmette
per contatto diretto attraverso favi/api, candito, materiale apistico o altra materia organica
(terra/frutta/legname) infestato dalle forme larvali del parassita.
Manifestazioni cliniche: le larve scavano gallerie nei favi da nido e da melario, defecano nel miele dove
inducono una sua fermentazione. Sia le larve che gli adulti possono essere visibili ad occhio nudo. Forti infestazioni del parassita provocano il collasso della famiglia.
Terapia: la terapia non è autorizzata data l’assenza della malattia sul territorio nazionale.
Profilassi: buone pratiche apistiche, quali il controllo rigoroso delle fonti di approvvigionamento di regine
e sciami, l’eliminazione delle famiglie deboli, la smielatura dei melari subito dopo la loro raccolta, la rimozione
di favi e altro materiale apistico abbandonato in apiario. Controlli rigorosi sulle attività di importazione
di api regine e api nei paese dove è presente la parassitosi.
3. SenotainiosiAgente eziologico: Senotainia tricuspis (dittero-miasi apiaria).
Epidemiologia: segnalazioni in anni recenti soprattutto in località vicine alla costa (Toscana) e nel sud
Italia (Calabria). Massima incidenza in primavera/estate. Si trasmette per contatto diretto: le femmine del dittero
inoculano le larve direttamente nel corpo delle api bottinatrici.
Manifestazioni cliniche: alterazioni comportamentali con posizione anomala delle ali (a K); improvvisa e
progressiva difficoltà al volo; api striscianti sul terreno davanti all’alveare. Riduzione della durata della vita
delle api adulte. Forti infestazioni possono provocare il collasso della famiglia.
Terapia: ad oggi non esistono presidi terapeutici. È però possibile controllare l’infestazione mediante
copertura del terreno sotto e davanti gli alveari con film plastici, oppure utilizzando trappole cromotropiche
vischiose.
Profilassi: buone pratiche apistiche: film plastici sotto e davanti gli alveari; trappole cromotropiche
vischiose.
4. TropilaelapsosiAgente eziologico: Tropilaelaps clareae, Tropilaelaps koenigerum (acaro), malattia denunciabile (D.P.R.
320/1954).
Epidemiologia: attualmente non segnalata nel territorio dell’UE. Si trasmette per contatto diretto median-
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te la sciamatura, il saccheggio, la deriva, il materiale apistico contaminato. Particolarmente a rischio l’importazione
di api da Paesi Terzi.
Manifestazioni cliniche: ali deformate e atrofizzate; zampe deformi. Covata a mosaico con alterato sviluppo
e progressiva riduzione della famiglia fino alla morte. La parassitosi determina una maggiore propensione
alla sciamatura (che a sua volta favorisce la diffusione dell’acaro).
Terapia: la terapia non è autorizzata data l’assenza della malattia sul territorio nazionale.
Profilassi: buone pratiche apistiche, controllo rigoroso delle fonti di approvvigionamento di regine e sciami.
Controlli rigorosi sulle attività di importazione di api regine e api dai paesi dove è presente la parassitosi.
1. AcariosiAgente eziologico: Acarapis woodi (acaro delle trachee), malattia denunciabile (D.P.R. 320/1954).
Epidemiologia: attualmente non segnalato in Italia. Massima incidenza da Marzo a Maggio. Si trasmette
per contatto diretto mediante la sciamatura, il saccheggio e la deriva.
Manifestazioni cliniche: irrequietezza, tremori, incapacità al volo e debolezza della famiglia. Il parassita si
localizza a livello delle trachee e nei sacchi aerei.
Terapia: trattamenti con acaricidi con un utilizzo razionale dei presidi farmacologici.
Profilassi: buone pratiche apistiche e controllo rigoroso delle fonti di approvvigionamento di regine e sciami.
2. AethiniosiAgente eziologico: Aethina tumida (coleottero degli alveari), malattia denunciabile (D.P.R. 320/1954).
Epidemiologia: attualmente non presente nel territorio dell’UE. Massima incidenza in primavera. Si trasmette
per contatto diretto attraverso favi/api, candito, materiale apistico o altra materia organica
(terra/frutta/legname) infestato dalle forme larvali del parassita.
Manifestazioni cliniche: le larve scavano gallerie nei favi da nido e da melario, defecano nel miele dove
inducono una sua fermentazione. Sia le larve che gli adulti possono essere visibili ad occhio nudo. Forti infestazioni del parassita provocano il collasso della famiglia.
Terapia: la terapia non è autorizzata data l’assenza della malattia sul territorio nazionale.
Profilassi: buone pratiche apistiche, quali il controllo rigoroso delle fonti di approvvigionamento di regine
e sciami, l’eliminazione delle famiglie deboli, la smielatura dei melari subito dopo la loro raccolta, la rimozione
di favi e altro materiale apistico abbandonato in apiario. Controlli rigorosi sulle attività di importazione
di api regine e api nei paese dove è presente la parassitosi.
3. SenotainiosiAgente eziologico: Senotainia tricuspis (dittero-miasi apiaria).
Epidemiologia: segnalazioni in anni recenti soprattutto in località vicine alla costa (Toscana) e nel sud
Italia (Calabria). Massima incidenza in primavera/estate. Si trasmette per contatto diretto: le femmine del dittero
inoculano le larve direttamente nel corpo delle api bottinatrici.
Manifestazioni cliniche: alterazioni comportamentali con posizione anomala delle ali (a K); improvvisa e
progressiva difficoltà al volo; api striscianti sul terreno davanti all’alveare. Riduzione della durata della vita
delle api adulte. Forti infestazioni possono provocare il collasso della famiglia.
Terapia: ad oggi non esistono presidi terapeutici. È però possibile controllare l’infestazione mediante
copertura del terreno sotto e davanti gli alveari con film plastici, oppure utilizzando trappole cromotropiche
vischiose.
Profilassi: buone pratiche apistiche: film plastici sotto e davanti gli alveari; trappole cromotropiche
vischiose.
4. TropilaelapsosiAgente eziologico: Tropilaelaps clareae, Tropilaelaps koenigerum (acaro), malattia denunciabile (D.P.R.
320/1954).
Epidemiologia: attualmente non segnalata nel territorio dell’UE. Si trasmette per contatto diretto median-
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te la sciamatura, il saccheggio, la deriva, il materiale apistico contaminato. Particolarmente a rischio l’importazione
di api da Paesi Terzi.
Manifestazioni cliniche: ali deformate e atrofizzate; zampe deformi. Covata a mosaico con alterato sviluppo
e progressiva riduzione della famiglia fino alla morte. La parassitosi determina una maggiore propensione
alla sciamatura (che a sua volta favorisce la diffusione dell’acaro).
Terapia: la terapia non è autorizzata data l’assenza della malattia sul territorio nazionale.
Profilassi: buone pratiche apistiche, controllo rigoroso delle fonti di approvvigionamento di regine e sciami.
Controlli rigorosi sulle attività di importazione di api regine e api dai paesi dove è presente la parassitosi.