Resistenza alla Varroa
Inviato: 09/09/2012, 22:48
Ricercatori francesi e svedesi hanno scoperto che le due popolazioni di api lasciate per oltre un decennio alla selezione naturale, senza trattamenti acaricidi hanno sviluppato adattamenti diversi per limitare la riproduzione della varroa. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Ecology and Evolution.
Il sistema ape europea – varroa – virus trasmessi è nato in tempi molto recenti dal punto di vista evoluzionistico: si calcola che il salto d'ospite di Varroa destructor da Apis cerana ad Apis mellifera sia avvenuto in Asia negli anni '50, le api europee sono infestate solo da 30 anni.
La varroa fornisce ad alcuni virus delle api, che possono essere presenti nelle colonie in forma asintomatica, una via di trasmissione aggiuntiva molto efficiente. Al crescere della popolazione di parassiti corrisponde perciò un aumento della carica virale fino all'esplosione di malattie sintomatiche che portano al collasso le colonie. In particolare il virus delle ali deformi (DWV), essendo fortemente correlato con Varroa Virus 1 (con cui forma ceppi ricombinanti), è in grado di sfruttare efficacemente la varroa per replicarsi e di causare danni gravi alle colonie in presenza di forti cariche parassitarie.
Di fatto la virulenza della varroa è strettamente correlata alla sua efficienza come vettore delle virosi.
Gli apicoltori devono controllare la carica parassitaria per tempo prima che le virosi riducano l'aspettativa di vita della api portando le colonie all'estinzione tra la tarda estate e l'inverno. Però il controllo della varroa impedisce l'evoluzione del sistema ospite-parassita-patogeni verso una coesistenza stabile. Infatti i trattamenti da un lato attenuano la virulenza della varroa, che è per il parassita uno svantaggio selettivo – il parassita che elimina l'ospite è destinato esso stesso a soccombere: impediscono cioè che con il tempo la selezione naturale avvantaggi i ceppi di varroa meno virulenti. Dall'altro lato i trattamenti eliminano il vantaggio selettivo per le colonie di api portatrici di eventuali caratteristiche di resistenza. Disporre di popolazioni di api e di varroe che si sono co-evolute in assenza di trattamenti antiparassitari ha perciò un grande valore scientifico.
Il sistema ape europea – varroa – virus trasmessi è nato in tempi molto recenti dal punto di vista evoluzionistico: si calcola che il salto d'ospite di Varroa destructor da Apis cerana ad Apis mellifera sia avvenuto in Asia negli anni '50, le api europee sono infestate solo da 30 anni.
La varroa fornisce ad alcuni virus delle api, che possono essere presenti nelle colonie in forma asintomatica, una via di trasmissione aggiuntiva molto efficiente. Al crescere della popolazione di parassiti corrisponde perciò un aumento della carica virale fino all'esplosione di malattie sintomatiche che portano al collasso le colonie. In particolare il virus delle ali deformi (DWV), essendo fortemente correlato con Varroa Virus 1 (con cui forma ceppi ricombinanti), è in grado di sfruttare efficacemente la varroa per replicarsi e di causare danni gravi alle colonie in presenza di forti cariche parassitarie.
Di fatto la virulenza della varroa è strettamente correlata alla sua efficienza come vettore delle virosi.
Gli apicoltori devono controllare la carica parassitaria per tempo prima che le virosi riducano l'aspettativa di vita della api portando le colonie all'estinzione tra la tarda estate e l'inverno. Però il controllo della varroa impedisce l'evoluzione del sistema ospite-parassita-patogeni verso una coesistenza stabile. Infatti i trattamenti da un lato attenuano la virulenza della varroa, che è per il parassita uno svantaggio selettivo – il parassita che elimina l'ospite è destinato esso stesso a soccombere: impediscono cioè che con il tempo la selezione naturale avvantaggi i ceppi di varroa meno virulenti. Dall'altro lato i trattamenti eliminano il vantaggio selettivo per le colonie di api portatrici di eventuali caratteristiche di resistenza. Disporre di popolazioni di api e di varroe che si sono co-evolute in assenza di trattamenti antiparassitari ha perciò un grande valore scientifico.