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Selezione Regine per resistenza alla Varroa destructor

Inviato: 03/04/2026, 12:31
da Gaarth_
Buongiorno a tutti

L'anno scorso ho deciso di avviare nel mio apiario le procedure per la selezione delle famiglie con api resistenti alla varroa, con la speranza di un giorno, poter arrivare a infestazione vicina allo zero e di conseguenza arrivare a non fare più i trattamenti con i principi attivi.

Vanno dette però alcune precisazioni in merito: bisonga fare chiarezza quando parliamo di "resistenza"

questo perchè alcune famiglie "tollerano" alte infestazioni ma potrebbe portare ad un aumento delle virosi trasmesse che, alla lunga, porterebbero al collasso della famiglia e questa non va considerata come resistenza.

altre famiglie invece presentano alcuni geni che "combattono il parassita" attivamente. questi tratti sono ereditabili ciò significa che le madri le passano alle figlie e via così dicendo.

altro dato importante è che alcune regine sviluppano dei feromoni che rendono le famiglie meno interessanti per la varroa

se una madre ha quei tratti anche tutte le operaie di quella famiglia sviluppano la resistenza, così come i fuchi poi spargeranno questi tratti durante la riproduzione.

c'è da dire anche però che non è semplice perchè questi tratti non hanno alte possibilità di essere ereditati, quindi non è garantito che tutte le generazioni di madri successive sviluppino i tratti.
le probabilità variano in base ai tratti, ma per comodità faremo una media totale del 50%. quindi le Madri durante la fecondazione hanno molte probabilità di accoppiarsi con fuchi che non provengono da famiglie resistenti, e quindi di diluire questa probabilità.
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i tratti caratteristici sono principalmente 3:

Grooming: pulizia tra individui con ricerca meticolosa dei parassiti nascosti sulle sorelle.

VSH: Varroa Sensitive Hygiene, comporta la disopercolatura delle celle e l'estrazione delle pupe parassitate.

Uncapping: disopercolare le api in forma di pupa o negli stadi più avanzati per arieggiare le celle in modo da disturbare la riproduzione dei parassiti, molte volte uccidendo il maschio della varroa che necessita di un microclima stabile per sopravvivere.

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Come capire se le nostre api sono idonee per la riproduzione delle famiglie?

-va fatto almeno 3 volte l'anno, nei periodi più importanti, il test (alcol) per verificare la quantita delle varroe presenti. Dovrebbe essere eseguito dopo lo svernamento, in piena stagione e quando durante il blocco, quando la varroa è foretica.

-vanno eseguite osservazioni e test visivi costanti sulla covata e in generale sullo stato delle famiglie, in modo da stabilire quali tratti sono più o meno presenti.

fortunatamente è possibile che già ci siano in atto questi comportamenti nelle famiglie, solo ad uno stadio meno marcato, altre invece è in una forma più latente, perciò può anche non essere identificabile. in 20-30 giorni dopo la fecondazione, è già possibile stabilire la presenza di questi tratti

le famiglie però non devovo aver ricevuto trattamenti almeno da 6 mesi. questo per valutare con più precisione la quantità effettiva della varroa presente.

Cosa fare con le api che vengono scartate per la selezione?

- per loro si fanno i trattamenti, non c'è bisogno di perdere famiglie per fare questa selezione.

- si fa una sostituzione della regina e si continua con il monitoraggio.
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il metodo è fondamentalmente la selezione naturale che loro applicano già, viene solo reindirizzato e viene appunto favorito, di conseguenza, lo sviluppo di questi tratti come ad esempio la docilità e produzione.

nel metodo non c'è nulla di nuovo: le pratiche sono le stesse, condensate e rivolte in una specifica direzione.

quali sono i pro e quali i contro?

pro: da una parte si può risparmiare molto sull'acquisto dei principi attivi per i trattamenti, favovire una conduzione naturale della gestione dell'apiario che garantiscono anche la qualità dei prodotti ricavati dalle api e limitare lo sviluppo di farmacoresistenza delle varroe.

contro: le famiglie che risulatano idonee non possono, salvo rari casi, produrre miele per la raccolta e il numero di individui non sarà al 100%. potrebbero verificarsi spopolamenti dovuti allo stress applicato alle famiglie.
tanto tanto lavoro dietro, sopratutto se si possiedono molte famiglie.
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Vi ringrazio per l'attenzione, cercherò di portare avanti questo tread con aggiornamenti e postare qualche foto.
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Saluti e buona apicoltura :ciau:

Re: Selezione Regine per resistenza alla Varroa destructor

Inviato: 04/04/2026, 8:04
da Rob
Buongiorno Gaarth.. :)

nell allevamento di questo animale è giusto puntare su quelle famiglie che manifestano caratteri di pulizia e resilienza, è proprio questo il senso.. :)

qui sosteniamo e lavoriamo per un apicoltura quanto più "biologica" ed essenziale possibile..

abbiam trovato il nostro "giro", forse è per questo che non sento l impellenza di insistere ancora su quel tratto.. abbiam sperimentato sulla nostra pelle l allevamento di un intero apiario in quella direzione, ma alla fine non è stato così incisivo..

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(trascurando fattori esterni ecc)
secondo me la varroa trova vita facile innanzitutto a causa delle prassi e metodologie di lavoro più diffuse odiernamente.. la più deleteria è senz altro il contenimento e il controllo della sciamatura, questo fa si che negli anni la quantità della varroa in un alveare sia sempre alta.. in sostanza, per produrre bisogna allevare anche la varroa..

moltissime famiglie di api odiernamente combattono attivamente la varroa e le patologie..
è già stato provato che le api "ce la fanno già" .. alcuni apiari d osservazione o sperimentali hanno già registrato questo.. non è una novità..

far perdurare alcune famiglie senza trattamenti (o limitarsi davvero a poche cose) è già una realtà.. purtroppo questi alveari spesso perdono valenza "economica" [*non nel senso denaro in sè, ma nel senso che non può produrre in più anche per l uomo].

i grattacapi iniziano sostanzialmente quando l uomo inizia ad alterare i cicli naturali dell alveare, per questo reputo la metodologia più importante della genetica..

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hai già un idea su come allestire l allevamento? :)

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porta pazienza con chi non ne ha.. probabilmente verrai "accusato" ancora.. ;)
a presto..

Re: Selezione Regine per resistenza alla Varroa destructor

Inviato: 04/04/2026, 12:24
da Gaarth_
Buongiorno :ciau:

Si delle "idee" ci sono :

la prima è sicuramente utilizzare il meccanismo naturale che usano loro stesse. la sciamatura.
quando trovo celle reali è un buon momento per dividere la famiglia che molto probabilmente sciamerà comunque. a quel punto però non mi aspetto di fare miele, come già accaduto, trasferisco il melario ad un altra famiglia. e succede quel che succede.

secondo metodo è fare un nucleo di allevamento regine con traslarvo aggiungendo ogni 5 giorni api nutrici fresche e possibilmente con varroa addosso, in modo che vadano a parassitare le celle reali, quindi se le regine nascono sane e vitali, è possibile che quelle regine siano delle buone madri.

a quel punto vanno messe in prova, in modo da verificare se le api "gradiscono" quella madre e il grado di accettazione non è sempre altissimo, il tipo di feromone che emana e se la fecondazione è andata a buon fine.
ovviamente questo metodo comporta uno sbilanciamento degli alveari donatori che si troveranno con meno forza. purtroppo il salasso della famiglia è inevitabile. sarebbe raccomandato di cercare di usare famiglie molto popolose, in modo da non sbilanciare troppo le parti.

il terzo metodo non è proprio un metodo, lasciando che le famiglie costruiscano i loro favi come meglio credono (fanno quello che vogliono in ogni caso) è permettere alle famiglie idonee di fare molti fuchi, in modo da aumentare la probabilità di successo della trasmissione dei geni interessati.

ho una famiglia che ha costruito un foglio di solo celle da fuco... probabilmente la varroa farà un grande balzo in avanti, ma la cosa importante è avere fuchi specifici da quella famiglia per il motivo citato sopra. si possono addirittura sforchettare le celle da fuco delel famiglie che non entrano in selezione, favorendo la presenza nell'areale di quei fuchi piuttosto che di un mix incerto.

sono anche dell'opinione che non sia necessario avere un posto isolato per le fecondazioni, perchè appunto la base è che anche le famiglie di altri apicoltori potrebbero essere una leva per aumentare le possibilità.
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ieri sono stato in apiario a fare dei controlli per celle reali e ho fatto alcune foto dove si vede uno dei 3 comportamenti di "resistenza".

perchè dico uno dei tre.. perchè gli altri due sono più difficili da vedere se non con strumentazione apposita, quale arnie d'osservazione.
ci sono dei segnali però che possono essere interpretati come presenza dei tratti, come trovare sulla rete nel fondo pupe rosicchiate o a pezzi, dalle api stesse, e quello indica il tratto VSH è presente.
è possibile anche che le famiglie non abbiano nello specifico tutti e 3 i tratti, ma uno prevale sopra gli altri, e noi non li vediamo.

tuttavia c'è anche da dire che potrebbero ritorcersi contro: se le api svuotano troppo le celle e la regina non riesce a compensare con la deposizione, alla lunga le api si indeboliscono per mancanza di individui, e anche questo non va bene, bisogna cercare l'equilibrio.

allego un paio di immagini con comportamento di uncapping. si può notare come le pupe sono visibile all interno delle celle e anche in vari stati, con colorazione occhi che va dal bianco al nero.

e per chi fosse interessato allego un link di un articolo doveviene spiegato con più chiarezza il discorso e in modo più tecnico, in modo da eliminare eventuali dubbi.
https://www.vividatellus.it/blog/selezi ... la-varroa/

Re: Selezione Regine per resistenza alla Varroa destructor

Inviato: 05/04/2026, 0:57
da Rob
l effetto che si vede nelle foto è comunissimo.. ciò che tu chiami uncapping è presente nella maggioranza degli alveari.. essa è dettata anche da altri fattori, ad esempio si nota anche con le basse temperature , quando le api "tardano" la chiusura delle celle, anche larve morte e rovinate (per qualsivoglia, tarma per esempio) fanno un effetto simile, anche difetti nel telaio e della cera portano a "difetti visivi" come quello esposto.. purtroppo di per sè non è sinonimo di resistenza alla varroa..

per esempio, puoi fornire la foto della medesima porzione del favo 24 o 48h dopo? hai già notato cosa succede poi a quelle specifiche celle?

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apiari isolati non possono esistere in questo campo, semplicemente perchè questa specie ha le ali e vola parecchi chilometri.. dimentichiamocelo che è meglio.. è ovvio che qui nasce l esigenza di collaborare con i vicini.. ;)

per quanto riguarda il controllo dei fuchi è più complesso di così.. puoi sforchettare tutto ciò che non piace a te (ma solo tra ciò che cè nel tuo apiario), ma non potendo stabilire a priori certi quali e quanti fuchi prenderà una tal regina, e di conseguenza quali combinazioni ne usciranno tra i gruppi di "sorellastre" che compongono effettivamente una famiglia intera, il ragionamento resta abbastanza campato in aria.. questo perchè i fuchi interessati all accoppiamento son molteplici , nessuno (ma davvero mai) può scegliere "meglio" della regina stessa durante il volo di fecondazione..

successivamente, nel prendere le figlie di una tal regina (tramite traslarvo, per esempio), non si può mai (ma proprio mai) stabilire prima quali regine ne verranno fuori, questo solo perchè solo il buon Dio odiernamente può stabilire il pattern genetico che una determinata larva può offrire..

..e non è finita, perchè la qualsivoglia vergine fin qui ottenuta dovrà sempre e comunque fecondarsi con i molti maschi disponibili in un determinato areale.. che non possono essere medesimi e replicabili, pertanto ogni famiglia, seppur simile, è diversa.. ;)

la costruzione di fogli "al naturale" potrà anche aumentare la produzione di fuchi, ma un conto è parlare di allevamento di fuchi, un altro di utilizzarli per attirare la varroa, dunque chiedo: quali sono i fuchi interessati all accoppiamento? quelli zeppi di varroa e nati senza ali??

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la prima è sicuramente utilizzare il meccanismo naturale che usano loro stesse. la sciamatura.
quando trovo celle reali è un buon momento per dividere la famiglia che molto probabilmente sciamerà comunque. a quel punto però non mi aspetto di fare miele, come già accaduto, trasferisco il melario ad un altra famiglia. e succede quel che succede.
quindi lasci sciamare o asporti? temo di non capire..

se fatichi ancora a gestire le sciamature temo che sia prematuro parlare di genetica e trasmissione dei caratteri.. scusa, ma da ciò che scrivi sembra che "non sia farina del tuo sacco".. qui cè un incongruenza, se lasci sciamare è un conto, se le spartisci è tutt altra faccenda.. quindi mmm , non capisco.. puoi spiegarmi meglio?

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secondo metodo è fare un nucleo di allevamento regine con traslarvo aggiungendo ogni 5 giorni api nutrici fresche e possibilmente con varroa addosso, in modo che vadano a parassitare le celle reali, quindi se le regine nascono sane e vitali, è possibile che quelle regine siano delle buone madri.
mmm.. non credo, perlomeno non necessariamente, perchè una larva di ape regina che potenzialmente potrebbe trasmettere un carattere di resistenza non è lei stessa resistente in fase di larva.. quelle pupe se aggredite da troppa varroa periranno comunque, ancor prima di aver trasmesso la genetica, seppur buona, alle operaie figlie.. l aggressione fisica dell acaro è ben diversa dalla trasmissione dell istinto di pulizie nelle operaie..

le larve di regine son già di per sè "repellenti per la varroa" (a causa della pappa reale e dei ferormoni), il fatto che vengano infestate durante l allevamento è un "errore umano" perchè ovviamente introducendo sempre e solo covata nascente le uniche larve parassitabili divengon le larve delle regine stesse.. ovviamente..

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a quel punto vanno messe in prova, in modo da verificare se le api "gradiscono" quella madre e il grado di accettazione non è sempre altissimo, il tipo di feromone che emana e se la fecondazione è andata a buon fine.
l inserimento tramite cella non presenta problemi del genere.. a cosa ti riferisci? all introduzione con gabbietta? e perchè mai?

per quanto riguarda introduzione con gabbietta, a oggi è decretato che non è la regina a farsi accettare, ma il glomere pronto a ricevere.. se un glomere in stato di orfanità "rifiuta una regina" è segno che qualcosa non và nella stessa..

questo semplicemente si risolve con l inserimento delle regine quando sono ancora in cella.. (o stai dicendo che anche quest ultime vengon scartate?)

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ovviamente questo metodo comporta uno sbilanciamento degli alveari donatori che si troveranno con meno forza. purtroppo il salasso della famiglia è inevitabile. sarebbe raccomandato di cercare di usare famiglie molto popolose, in modo da non sbilanciare troppo le parti.
non capisco dove sia il problema.. :) a questo punto, se stai cercando di sviluppare un apicoltura (o un ape) di un certo tipo, ragionamenti riguardanti "prestazioni e melari" potrebbero esser tranquillamente esclusi..


:)

Re: Selezione Regine per resistenza alla Varroa destructor

Inviato: 05/04/2026, 6:04
da Gaarth_
Perdonatemi, non sono scienziato e sicuramente non sono bravo a parole come vorrei. cerchiamo di andare con ordine.

argomento fuchi-

ritengo che tu abbia ragione, ma io credo tuttavia che l'importante sia saturare gli areali con i fuchi provenienti dalle famigle che hanno resistenza. il discorso è quanto siamo capaci di fornire fuchi adeguati. più fuchi ci sono, più probabilità che abbiano i geni che ti interessano. il fatto di sforchettare ciò che non mi piace, non va in base alle mie preferenze, se si sta cercando di fare un certo tipo di lavoro..

come ti dicevo non c'è modo di controllare appunto quali fuchi si accopiano e con chi, la cosa che si può fare però è aumentarne il numero il più possibile.
non capisco la provocazione dei fuchi senza ali...abbastanza ovvio che falliscono nel loro compito? no??
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argomento traslarvo-
si hai ragione a dire che non puoi sapere la bontà della regina che ne esce, perciò dico di mettere in "prova", ovvero fecondare e iniziare la deposizione. dopodichè passato del tempo si fanno i test e le verifiche del caso e si può capirne la bontà.

e per l'appunto se le celle reali vengono parassitate da molte varroe e riescono a sopravvivere, e nascono sane non si parla di resistenza alla varroa ma resistenza alle virosi trasmesse. se le larve muoiono è ovvio quello che dici.

come è anche vero che se cerco di introdurre una regina in una famiglia orfana la teoria vuole che sia al 100% il tasso di accettazione, ma nella pratica è come dici tu, probabilmente la regina aveva già qualche problema se non viene accettata. Ma quanti ne hai sentiti che introducono regine che vengono rigettate? io parecchi...

certo il problema lo risolvi anche inserendo direttamente la cella,non voglio darti contro ma dipende dal periodo e da altri fattori, se la fai a fine estate come certi, quando ci sono pochi fuchi in giro ptrebbero rischiare di fecondarsi male o fare voli nunziali a vuoto, e poco dopo trovi la famiglia fucaiola.. a me personalmente non è successo, ma tengo in considerazione anche le esperienze di altri..

io le mie regine le faccio adesso in questo periodo e basta, non dico di riuscirci già adesso e sicuramente qualche pasticcio lo combino come già accaduto in passato, e no non scarto le celle, semplicemente non le uso.
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quando dico di utilizzare la sciamtura naturale, implico che quando arriva il momento, e lo si può capire guardando i favi, si ha davanti una scelta.

o le si divide o le si lascia sciamare. se la famiglia donatrice ha 8 telai di covata, toglierne 2 non le fa improvvisamente passare la voglia. tanto vale dare spazio e farle lavorare, magari si riesce anche a fare un po di miele, perchè no, perciò già con 4 telai io metto su il melario...

e no personalmente non ho problemi con la sciamatura e contenerla. io preferisco spartirle.
visto che molto probabilmente se trovo un cella reale opercolata allora sciameranno, non ho la garanzia che riesco a recuperare lo sciame che parte. andare a togliere quella cella si rischia ce le api partono lo stesso e oltre che perdere tempo, potrebbe accadere anche di fare un arnia fucaiola.
mentre se le spartisco, posso ricavarne 2 o più famiglie. sbaglio?

quindi per riassumere dico i metodi sono "due" o le lasciamo fare da sè e succede quel che deve succedere o si interviente al momento giusto.. tutto qui.

per concludere per quanto riguarda il bilanciamnto, è semplicemente riferito al fatto di cercare di non utilizzare le famiglie medie per fare nuclei per non indebolirle troppo e aumentare lo stress dato da fattori esterni, come vespe, roditori e parassiti vari. più la famiglia è mantenuta forte meno fastidi si hanno..

e non sono io che mi sono inventato il temine uncapping, ma è stato riportato da più enti a livello mondiale.. gli stessi enti dicono chiaro che è importante che le famiglie abbiano comportamenti sanitari nei confronti dei parassiti, in modo tale da tenerli sotto controllo.

la famiglia in questione nello specifico, oggi ha fatto il test alcol e con un campione di 300 api (100 ml) 1 sola varroa. non hanno ricevuto il gocciolato invernale, ma solo a luglio dell'anno prima e ormai sono 2 mesi che è presente covata.

per me è possibile che abbiano si dei comportamenti di controllo e quindi la varroa al momento non sia troppo numerosa. presto per dire resistenza, ma siamo ad un buon punto, riceveranno altri test prossimamente per continuare il monitoraggio.

sul commento prima ho aggiunto un link dove spiegato più tecnicamente di me che sono un ignorantone. dacci un occhiata.

spero comunque di essermi spiegato un po meglio di prima..

buona giornata :ciau:

Re: Selezione Regine per resistenza alla Varroa destructor

Inviato: 05/04/2026, 10:06
da Rob
:)

scusami, non cè provocazione, è solo per capire meglio..

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fuchi

si, è importante allevare i fuchi specifici delle famiglie dove si notano tali comportamenti..

però considera questo:

le operaie sono tutte solo sorellastre, è inverosimile che la regina prenda solo con fuchi portatori del tratto che desideri.. e anche se lo facesse non è detto che quel tratto emerga su tutta la scala.. si è già notato che alcune api "fanno più pulizia di altre" , il problema è che l alveare presenta sia api con spiccato senso e altre che meno, ma non è un fattore solamente genetico, è dettato più fortemente dall ambiente interno e le condizioni in cui si sviluppa la famiglia, dalla loro organizzazione stessa all interno delle caste..

purtroppo sforchettare per eliminare i fuchi "indesiderati" non è una via per ottenere la resistenza.. nessuno può sancire che tratti porta quella covata da fuco, nessuno può farlo a monte.. e nessuno può dire che "combinazione di operaia" potrà generare molto più in là..

capisco la logica e il ragionamento che ci stà dietro, ma nell allevamento di quest animale non è così che funziona..

si, è possibile gestire anche in quel modo, ma per ovvie ragioni finirà in un allevamento "a restringere" (ovvero sempre meno madri e sempre meno alveari "giusti") , invece secondo me sarebbe molto meglio "espandere" e consentire che quel tratto si manifesti, seppur blandamente, su un numero sempre più ampio di famiglie condotte in un apiario specifico..

all inizio andrà bene concentrarsi su una o due madri, ma ben presto avrai la necessità di appoggiarti anche alle sue sorellastre, perchè questo è il succo..

uno dei problemi è già nel traslarvo stesso, come ti dicevo sopra..

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come è anche vero che se cerco di introdurre una regina in una famiglia orfana la teoria vuole che sia al 100% il tasso di accettazione, ma nella pratica è come dici tu, probabilmente la regina aveva già qualche problema se non viene accettata. Ma quanti ne hai sentiti che introducono regine che vengono rigettate? io parecchi...
io pochissimi.. ;)

se l alveare è orfano e la regina regolare verrà senz altro accettata, le casistiche di scarto che citi son appunto problemi non imputabili alla tecnica (gabbietta), ma di condizione (del glomere o della regina)

per eliminare ogni dubbio: perchè non usare dunque l inserimento diretto della cella nascente? ;)

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quando dico di utilizzare la sciamtura naturale, implico che quando arriva il momento, e lo si può capire guardando i favi, si ha davanti una scelta.

o le si divide o le si lascia sciamare. se la famiglia donatrice ha 8 telai di covata, toglierne 2 non le fa improvvisamente passare la voglia. tanto vale dare spazio e farle lavorare, magari si riesce anche a fare un po di miele, perchè no, perciò già con 4 telai io metto su il melario...

e no personalmente non ho problemi con la sciamatura e contenerla. io preferisco spartirle.
visto che molto probabilmente se trovo un cella reale opercolata allora sciameranno, non ho la garanzia che riesco a recuperare lo sciame che parte. andare a togliere quella cella si rischia ce le api partono lo stesso e oltre che perdere tempo, potrebbe accadere anche di fare un arnia fucaiola.
mentre se le spartisco, posso ricavarne 2 o più famiglie. sbaglio?
Gaarth, senz offesa, secondo me si, sbagli.. :)

messa così il ragionamento può andare.. per chi alle prime armi non sa bene cosa fare.. è normale fare così all inizio, è la via più facile per gestire e contenere qualche alveare.. ma quella metodologia è proprio quella che ti creerà più grattapi in futuro.. e perdonami, ripeto senz offesa.. non è così che si fa (o farei).. ;)

anche da questo evinco che stai facendo le prime esperienze, ed è sacrosanto..
:)
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a oggi tutte le famiglie hanno cariche di varroa ai minimi, si son conclusi da poco i trattamenti e la stagione è appena iniziata.. :)

quel tipo di test va ripetuto su tre anni di attività, non bastano sei mesi, o un anno.. puoi certamente iniziare a monitorare e valutare le migliori madri da tenere, senz altro è il primo passo..

se presti attenzione un altro test potrebbe essere la verifica dei comportamenti verso altri parassiti come la tarma o altri intrusi , perchè quel tipo di pulizia è spesso parallela.. :)

Re: Selezione Regine per resistenza alla Varroa destructor

Inviato: 05/04/2026, 13:07
da Gaarth_
messa così il ragionamento può andare.. per chi alle prime armi non sa bene cosa fare.. è normale fare così all inizio, è la via più facile per gestire e contenere qualche alveare.. ma quella metodologia è proprio quella che ti creerà più grattapi in futuro.. e perdonami, ripeto senz offesa.. non è così che si fa (o farei).. ;)

anche da questo evinco che stai facendo le prime esperienze, ed è sacrosanto..
spiegami cortesemente il tuo metodo..se fai cose diverse da quelle che vengono riportate nei libri..
a oggi tutte le famiglie hanno cariche di varroa ai minimi, si son conclusi da poco i trattamenti e la stagione è appena iniziata.. :)

quel tipo di test va ripetuto su tre anni di attività, non bastano sei mesi, o un anno.. puoi certamente iniziare a monitorare e valutare le migliori madri da tenere, senz altro è il primo passo..

se presti attenzione un altro test potrebbe essere la verifica dei comportamenti verso altri parassiti come la tarma o altri intrusi , perchè quel tipo di pulizia è spesso parallela.. :)
ma il punto è proprio questo.. le famiglie non hanno neanche mezzo parassita, non ho ancora visto una tarma o altro all'interno in 3 stagioni di apicoltura.
e potresti dire il vero, magari 6 mesi non è sufficente pe avere la certezza, però quella famiglia ha ricevuto solo un trattamento e vuoi dirmi che quel trattamenteo ha abbattuto il 100% della varroa e che da quel momento a 8 mesi di distanza la varroa non si è già sviluppata? faccio fatica a crederlo...

potresti pensare che le cose che faccio sono alla buona e campate lì in aria, forse lo sono, non mi ritengo un esperto e sicuramente non ho la tua esperienza in materia, però come ti dicevo ci sono davvero realtà che agiscono in questa maniera in tutto il mondo, e stando alle loro dichiarazioni non trattano da anni, per cui o stanno dicendo tutti il falso, o forse un fondo di verità c'è dietro.

e si alla fine mi trovi d'accordo sui punti che porti, ma non si tratta di certezza al 100%, si parla di aumentare le probabilità che quell evento si verifichi.
la saturazione di fuchi avviene esattamente attraverso più famiglie, tramite figlie di figlie e sorelle.. e sottolineo che richiede tempo appunto perchè molte molte volte i tratti ricercati non si azzeccano. ma quando lo si fa bisogna puntare su quella famiglia/e

sarei davvero felice se condividessi dei metodi che usi, in modo da migliorare ancora... poi farò le scelte in base alle mie capacità odierne.. :ya:
:ciau:

Re: Selezione Regine per resistenza alla Varroa destructor

Inviato: 05/04/2026, 20:35
da Rob
hai ragione, mi spiegherò meglio: al momento dello sviluppo primaverile esegui dei salassi per "rallentare" la famiglia, questo è perchè vuoi spostare in là e tardare la febbre sciamatoria.. è comprensibile, può essere uno sbattimento cercare tutte le celle di sciamatura e , come spesso accade, la famiglia sciama comunque (..) .. questo è semplicemente dettato dal fatto che non si è gestito l alveare secondo le sue ritmiche e non hai svolto un buon lavoro nella ricerca ed eliminazione delle celle di sciamatura..

per quanto riguarda le arnie che andranno in produzione mellifera io opero così: allargo la famiglia fino al completo sviluppo del nido, quando raggiungo il decimo telaio aggiungo anche il melario e inizio le visite a cadenza settimanale per eliminare tutte le celle di sciamatura.. con questo modo le sciamature son pressochè minime, l 1% circa..

purtroppo qui bisogna mettere le mani nel nido e spesso qui molto apicoltori falliscono.. senza paturnie eh.. :)

comunque non credo sia questo il vero nocciolo per la selezione..

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andrebbe precisato che in un apiario vi posson esser casse gestite diversamente, con scopi e fini differenti..
perchè ad esempio se davvero vuoi allestire un allevamento di regine, non puoi farlo con un paio di telai da salasso delle arnie da cui vorresti trarre il miele.. ci vuole un reparto di arnie dedicato..

le famiglie in produzione è un discorso, le famiglie da selezione son un altro.. la genetica stà in entrambe , è solo un consiglio logistico, ma alla fine ci dovrai mettere le mani molto spesso.. :)

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sarò ripetitivo perchè qualche cosa te l avevo scritta già anche negli altri thread .. :)

no, non credo che tu stia facendo le cose buttate lì.. anzi, ammiro se hai voglia di sbatterti a capire quest animale.. in realtà, è solo osservando e seguendo le tue arnie che raggiungerai quell equilibrio che necessitate tu e il tuo apiario.. :)

è per questo che fai bene a intraprendere quella strada, è la tua.. ;)

alleveremo sempre ciò che in natura cè già.. ;)


personalmente che mi ha svoltato l apicoltura è il modo .. buone prassi vs genetica vince sempre 3 a 1..

odiernamente già ci son realtà che trattano poco.. quei tratti son già presenti nelle api , ma il modo di lavorare di moltissimi apicoltori intralcia il lavoro delle stesse famiglie.. :)

se vuoi approfondire prova a cercare partenogenesi e fecondazioni multiple..


Buona Pasqua a tutti ... :)