Mortalità anomala

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Gnappo
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Mortalità anomala

Messaggio da Gnappo »

Ciao a tutti,
Questo inverno tra umido e freddo intenso ha messo a dura prova le mie api con una mortalità molto elevata rispetto alle mie stagioni precedenti.
Le api sono state invernate con scorte molto importanti rispetto agli anni precedenti (non ho nemmeno usato candito o nutrizione), con un buon numero di api e varroa sotto controllo.
Nonostante questo su 14 arnie di cui 10 famiglie e 4 nuclei ho avuto 3 morti per fame (api morte infilate nelle cellette) forse a causa del calo fortissimo di api in poco tempo (morte con scorte abbondanti ad un telaini di distanza). Dato che piove sempre sul bagnato, ho trovati anche addirittura anche 3 famiglie orfane si cui una (un nucleo che fortissimo) fucaiola che oggi ho spazzolato sul prato. Un paio di regine erano vecchiotte ma le altre erano regine 2025 e 2024.
La cosa strana è che la maggior parte delle morti è avvenuta in un lato di uno dei due miei apiari. Sospetto che vi sia stata qualche infezione che abbia aggravato il tutto, sono propenso per qualche forma di nosema o virosi. Come posso prevenire in futuri questi tipo di problemi? Diciamo che dal prossimo inverno sicuramente eliminerò i fondi perché c’è veramente troppa umidità. Piuttosto metterò candito fisso a prescindere dalle scorte.
Il 50% di perdite è un risultato molto negativo, il peggiore da 5 anni a questa parte, quest’anno per rimediare dedicherò solo 2-3 arnie alla produzione, con le altre farò nuclei ed eliminerò tutte le regine non performanti.
Grazie a chi mi darà qualche consiglio.
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Rob
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Re: Mortalità anomala

Messaggio da Rob »

Ciao Gnappo.. ecco la mia versione.. ;)

in primis devi stabilire per certo le cause di tali mortalità e problemi..

quali sono i segnali che ti fanno pensare a nosema e virosi? vedi dissenteria e ali deformi?

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in genere i glomeri non riescono ad accedere a tutte le scorte, sopratutto nei periodi più freddi, pertanto molte scorte lontane non servono a molto.. a volte capita che muoiono di fame nonostante telaini pesanti, l occhio dell apicoltore nell invernamento è fondamentale.. non è verosimile "non nutrire mai le api".. spesso basta un pò di candito, ma qualcosa bisogna pur dare, per ovviare al problema di cui sopra.. il costante monitoraggio del consumo del candito serve anche a prevenire questi episodi..

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le famiglie orfane e fucaiole hanno certamente "terminato" la regine, ma.. perchè? il glomere è troppo piccolo quindi sprigiona poco calore? oppure davvero la regina era inefficiente a tal punto?

durante l invernamento si valuta anche l efficacia e l "invernabilità" delle regine.. ha poco senso (secondo me) fare il cambio di regine a stagione in corso (salvo ovvie casistiche ove indispensabile) , il momento ideale "sarebbe" a produzioni appena terminate (subito dopo aver tolto i melari)..

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ti sconsiglierei ancora di mettere in produzione nuclei per questo motivo.. prima sarebbe utile far campare tutto ciò che già hai (come hai visto non è semplice) , perchè io credo (senz offesa) che rischierai di buttare altrettante famiglie al prossimo inverno, se non capiamo dove inciampiamo..

io credo controproducente dividere le famiglie.. se non riesci a invernare "il forte" , sarà difficile riuscirci con nuclei "appena nati" e famiglie dimezzate.. il perchè è : non hai ancora capito di cosa muoiono!! :)

purtroppo i sospetti qui non bastano.. capiamo dove stà il problema, poi ci si ragiona di conseguenza..

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davvero spassionatamente.. contro il mio interesse pure.. ;)

questo è l errore che molti (moltissimi) commettono, restando in un ciclo perenne di famiglie così così e grattacapi a iosa.. :)

se vuoi, trovi moltissimi esempi in altri thread simili di altri colleghi qui.. ;)
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Gnappo
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Re: Mortalità anomala

Messaggio da Gnappo »

Ciao Rob, come sempre grazie per i consigli.

Diciamo che propendo per clima particolarmente avverso e conseguente nosema, più forte degli altri anni, avendo visto anche all’interno delle arnie dei segni di escrementi e strisciate di condensa. Non ho visto alcuna ape con ali deformate (tipo DWV), o particolarmente aperte.

Posso dirti inoltre che melle arnie morte ho trovato sul fondo molte api morte, ammucchiate direttamente sotto il glomere (non distribuite come avviene per varroa) come se fossero morte in tempi molto brevi (con la regina al centro e le tutte le operaio e attorno congelate). Probabilmente come mi ha fatto notare Ermanno, la parte esterna del glomere muore causa freddo umido e, in presenza di svariati giorni di freddo la famiglia / nucleo viene decimata. Arnie forti si spopolano ma sopravvivono, quelle un po meno forti soccombono. Potrebbe essere?
Oltre ad operare senza fondo e con candito fisso che alternative vi sono per zone dove c’è alta umidità e gelate invernali?

Rob, per tua info, lo scorso autunno ero sicuro al 110% di aver invernato bene nuclei e le famiglie, quello che è cambiato è stato proprio il clima (veramente umido e freddo anomalo rispetto gli anni scorsi), quindi credo che più che la gestione dell’alveare (che ovviamente può essere sempre migliorata) sia necessario trovare una soluzione per evitare gli effetti negativi dell’umidità ed alle patologie associate.
Qualche consiglio per combattere umidità sarà sicuramente ben accetto.
Ciao!!!
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Rob
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Re: Mortalità anomala

Messaggio da Rob »

Grazie a te per la pazienza e l interesse a capire.. ;)
la parte esterna del glomere muore causa freddo umido e, in presenza di svariati giorni di freddo la famiglia / nucleo viene decimata.
secondo me no.. le api non muoiono per il freddo.. e l umidità (seppur da i suoi grattacapi) rovina i favi trascurati e poco vissuti, ma non uccide le famiglie così..

sono morte perchè deboli..
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Arnie forti si spopolano ma sopravvivono, quelle un po meno forti soccombono. Potrebbe essere?
eh si, succede proprio questo.. :)
come vedi cè un calo naturale della popolazione, stabilire all invernamento "quante api avremo poi" non è così facile, nè immediato..
ma questo calo va previsto, è fisiologico e naturale.. sempre.. :)

la situazione precipita quando il glomere è troppo piccolo e non riesce a sviluppare le calorie necessarie per mantenere covate e regina, pertanto lentamente muoiono "di fame" , non potendo raggiungere e lavorare le scorte, seppur presenti.. il ricambio di api non avviene e perdendo numeri e forze è destinata al fallimento..

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la qualità delle regine, la salubrità della cera, la composizione delle scorte e la reperibilità delle stesse, le temperature, le infestazioni, ecc.. tutto fa brodo in questo delicato meccanismo, pertanto le "cause" a volte son difficili da individuare, perchè in realtà un alveare fiaccato (da qualsivoglia) subisce anche molte altre patologie "a cascata", non avendo forze e ricambi necessari per affrontare situazioni di criticità..

come dicevo altrove, è "normale" che più passano gli anni e più cadaveri si hanno, perchè al netto del prodotto nuovo è più facile affrontare le stagioni.. poi con l accumulo si riscontrano anche casi come questo.. tutt altro che anomali, credimi..

purtroppo nuclei "fatti alla carlona" non son prodotti su cui fare affidamento.. si rischia di indebolire inutilmente le famiglie apposto senza invernare veramente niente di corposo..

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le regine con più di due o tre anni di attività e le suppletive create da covate di operaia son le prime che spariscono, perchè non hanno la forza e il vigore di regine nuove, giovani e regolari.. ma per poter garantire calorie e scorte a queste regine si richiede comunque un buon glomere, sano, ripulito, rifocillato .. ;)

nuclei composti con due o tre telai e una regina a caso non vanno da nessuna parte, state solo salassando e danneggiando le vostre famiglie migliori..

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Rob, per tua info, lo scorso autunno ero sicuro al 110% di aver invernato bene nuclei e le famiglie
eh, perdonami.. ni.. :)
spesso non basta un buon invernamento, poi bisogna comunque esser presenti, non è vero che in inverno le api non si toccano, certo sarebbe meglio lasciarle stare, ma dove serve intervenire bisogna farlo tempestivamente.. ad esempio, se una famiglia non mangia il candito o ci muore dentro, deve scattarmi un allarme e il controllo va fatto..

personalmente "non tocco le api dentro" dal venti dicembre al venti gennaio, ma per il resto son sempre in apiario comunque, magari apro poco e meno, solo le famiglie che appunto mi insospettiscono, ma i controlli devon esser comunque costanti (anche se solo esternamente)..

spesso riuscire a svernare e salvare un nucleo "di poco conto" grazie a piccole accortezze tiene su il morale, magari cambia poco la stagione, ma se si riesce a "spezzare il trend dei troppi cadaveri" poi pian piano puoi attuare scelte più ponderate e, sopratutto, si inizia a capire come funziona quest insetto.. ;)

personalmente trovo futile raddoppiare gli alveari in estate se metà mi muoiono in inverno (ovvio, son sicuro che nessuno lo fa con cattive intenzioni).. ma sostanzialmente non si stà andando "da nessuna parte"..
oltretutto le ultime stagioni son già un calvario di per sè e non aiutano di certo.. :)
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Re: Mortalità anomala

Messaggio da Gaarth_ »

Ciao Gnappo.
mi unisco anche io per condividere qualche info sulla situazione generale della mia zona.

mi spiace che hai avuto perdite, tuttavia ti posso assicurare che non sei l'unico. Apicoltori nella mia zona hanno registrato da 60-80% delle perdite (alcuni anche il 100%). le modalità sono quasi sempre le stesse. api morte in glomere, api dentro le celle. alcuni anche affermano di aver visto la famiglia a visita fatta, la visita dopo arnia completamente vuota.

la mia esperienza invece: io ho perso 2 famiglie e 1 nucleo per freddo a dicembre ed una è risultata orfana all'ultima visita, domenica scorsa. totali perdite 30% circa, su 7. ora sono su 3 casse, perchè le ho riunite. le morti le attribuisco alla mia inesperienza.
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le ipotesi che abbiamo formulato noi sono : un ritorno massiccio del nosema che, coi ripetuti trattamenti e le api indebolite da tali ha fatto piazza pulita.
da specificare che: il nosema apis è più riconoscibile appunto per la diarrea, mentre il nosema ceranae non è identificabile esternamente (a vista) e l'ultimo causa spopolamente e collasso delle colonie.

qual'è il punto? il punto che va considerato è: il clima sta cambiando, con inverni meno rigidi e più miti. questo comporta anche che i parassiti, i funghi e le "patologie" adesso hanno una finestra più ampia per interagire,e in alcuni casi anche permesso di agire anche quando dovrebbe non essere più favorevole. per cui va tenuto conto che certi "fondamenti delle pratiche" che non sono più applicabili totalmente ed efficacemente come azioni di contrasto.

come sostengo la varroa SI' è un problema, ma non IL problema. potrebbe comunque aver giocato un ruolo. il tema da discutere ora sono i prodotti usati per i trattamenti.. se non i trattamenti e la loro efficacia.

si chiacchera di avvelenamenti, e posso anche concordare, ma a detta dei più esperti sono abbastanza evidenti. ma sono evidenti anche a lungo termine?

fare molta attenzione allo stato delle casse! anche un semplice spiffero puù portare inesorabilmente alla morte della famiglia! sigillate tutto il più possibile..

considera anche questo: nutrire troppo con sciroppi accorcia la vita alle api. ne hanno fatto uno studio scientifico se vuoi approfondire.
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concordo con Rob, le api deboli anche se hanno cibo non è detto che superino l'inverno.

Ma attenzione: deboli non significa necessariamente poco numerose. una famiglia invernata su 2T mi ha superato il freddo mentre una su 4T no.

per quanto riguarda l'umidita, a mio parere, non ci puoi fare molto. ma ti posso dire che è un vantaggio piuttosto che uno svantaggio, si andranno a formare delle goccioline di condensa che le api useranno per bere! ottimo se non possono uscire. le api necessitano anche di essere esposte agli agenti in modo da poter consolidare il loro organismo e combattere efficacemente le infezioni.
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cosa non sono d'accordo: secondo me hai maturato un esperienza adeguata per invernare correttamente, perciò io ritengo che le famiglie sopravissute siano già un buon punto di partenza. detto questo potresti tentare il ripopolamento.

tuttavia io suggerisco di cambiare approccio. se fatto con attenzione e consapevolezza puoi anche tu "fare il pelo sullo stomaco" e diminuire le probabilita che le linee "di sangue" nel tuo apiario soccombano.


valuta molto bene se preferisci "star sereno" con te stesso trattando ogni volta, o rischiare e dare una chance in più alle tue bestie. tutto cio che non perdura non ha motivo di proseguire. le probabilità sono quasi le stesse, ma i risultati sono completamente opposti.

come dice sempre Rob...molte volte agire per paura fa più danni.. di quando lasci il tempo alle cose di fare il loro corso.

Ciao :ciau:
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Ortega
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Re: Mortalità anomala

Messaggio da Ortega »

Ciao Gnappo, proverò anch’io a darti qualche consiglio.
Perdere il 50% delle famiglie è un colpo duro, soprattutto dopo alcuni anni più che normali.
Da quello che descrivi, a mio parere possono esserci diverse concause: più che un problema di scorte insufficienti, sembra un caso di spopolamento invernale rapido.
Le api trovate infilate con la testa nelle cellette, pur con miele presente nel telaino accanto, indicano probabilmente un glomere troppo piccolo che non è riuscito a spostarsi, a causa di un calo improvviso di temperatura e di popolazione avvenuto con ogni probabilità all’inizio dell’inverno.

Il fatto di aver trovato più famiglie orfane, compreso un nucleo forte diventato fucaiolo, e di aver perso anche regine giovani 2024–2025 fa pensare più a uno stress sanitario che all’età delle regine.
Tra i principali sospetti ci sono virus veicolati da Varroa destructor ( trattamenti preventivi non efficaci) oppure una forma di Nosema ceranae, condizioni che compromettono qualità e longevità delle api invernali.
L’abbondanza di scorte, in questi casi, non basta, perché il problema è biologico: api debilitate dalla varroa o da altre patologie vivono meno e non riescono a mantenere il glomere.
Per questo è fondamentale arrivare a settembre con una carica di varroa quasi nulla e unire senza esitazione le famiglie più deboli entro la fine dell’autunno: meglio poche famiglie forti che molte deboli.

Il fatto che le perdite si siano concentrate su un lato dell’apiario fa pensare innanzitutto a un problema di microclima (maggiore umidità, minore esposizione al sole, più vento), che può aver indebolito le colonie rendendole più vulnerabili a infezioni come la Nosema o a virosi secondarie.
L’umidità invernale è particolarmente critica perché favorisce lo sviluppo della Nosema e aumenta lo stress della colonia; inoltre, se la pressione della Varroa non era già molto bassa dalla fine dell’estate, le virosi possono aver aggravato la situazione, portando a spopolamenti silenziosi.
In questi casi, spesso non c’è un’unica causa, ma una combinazione di stress ambientale e carica patogena elevata. Per prevenirle in futuro è fondamentale arrivare all’inverno con colonie forti, ben nutrite e con una carica di varroa molto bassa già da settembre.

Ridurre l’umidità è una scelta corretta: una leggera inclinazione in avanti dell’arnia, un buon isolamento superiore sotto al coprifavo e la riduzione del volume interno sono spesso più efficaci della sola modifica del fondo.( testa calda e piedi freddi)
Mantieni scorte abbondanti (il candito può essere una sicurezza, ma non sostituisce miele di qualità), rinnova regolarmente i favi vecchi e, se sospetti Nosema, fai fare un controllo microscopico su un campione di api per ottenere una diagnosi certa.
La prevenzione deve essere integrata e basarsi su una corretta gestione sanitaria, una nutrizione adeguata e il miglioramento del microclima dell’apiario.

Le perdite del 50% degli alveari rappresentano una percentuale elevata, soprattutto se è la peggiore degli ultimi anni; tuttavia, possono diventare l’occasione per riorganizzare l’apiario in modo più oculato.
La scelta di ridurre la produzione e puntare sui nuclei e sulla selezione è strategicamente corretta: riparti dalla qualità e non dalla quantità.
Eliminare le regine vecchie o decadenti è fondamentale, perché colonie deboli o poco reattive alla pressione di Varroa tendono a trascinarsi problemi per tutta la stagione.
Concentrati su regine giovani, con buona tenuta di covata e comportamento igienico evidente, e cerca di arrivare a fine estate con famiglie forti e omogenee.

Parallelamente, ti consiglierei di impostare l’anno su priorità chiare:
1.controllo della varroa molto rigoroso subito dopo la smielatura;
2.nutrizione proteica qualora manchi polline naturale, insieme a una gestione attenta del microclima, soprattutto nel lato più critico dell’apiario;
3.produzione di nuclei, che consente di interrompere la covata e ridurre naturalmente la pressione parassitaria.

Se riuscirai a chiudere la stagione con famiglie popolose, regine giovani e una carica di varroa bassissima, al prossimo inverno si potrebbe presentare uno scenario completamente diverso.
Quest’anno sarà un anno di osservazione e preparazione, basandosi sugli errori del passato, così da aumentare il livello sanitario del tuo apiario.
Che il 2026 inizi nel migliore dei modi. Ciao
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Re: Mortalità anomala

Messaggio da ciocca956 »

Gnappo ha scritto: 22/02/2026, 21:44 .............................................................................
Arnie forti si spopolano ma sopravvivono, quelle un po meno forti soccombono. Potrebbe essere?
...........................................................................................................
Se fosse come dici in questa frase spiegami perchè prima dell'avvento della varroa le famiglie sopravvivevano quasi come all'invernamento.
Non c'era la varroa, non c'era il candito e faceva molto più freddo; eppure le api passavano l'inverno senza nessun problema.
Ergo. Io penso che nel tuo caso il tutto sia generato da una eccessiva presenza di varroa con conseguente indebolimento degli insetti fino alla incapacità di scaldare il glomere da cui deriva l'incapacità di raggiungere il cibo seppur presente.
Se capitasse a me un evento simile ragionerei su come intervenire con più efficacia contro la varroa.
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Re: Mortalità anomala

Messaggio da Gnappo »

Grazie a tutti per le risposte, mi scuso per il ritardo con cui mi ripresento ma sono stato un po’ all’estero per lavoro.
Quest’anno mi adopererò per fare un po di selezione di regine in quanto ad oggi probabilmente dei ceppi non sono un granché. Negli ultimi 15 giorni complice il migliorare del tempo e il maggior volo si vedono chiaramente molti escrementi sulla facciata delle arnie, questo solo nell’apiario che ha visto una mortalità più elevata.
Concludendo credo che la presenza di regine non più performanti e di nosemiasi abbia causato il grosso del problema.
Durante questa stagione proverò a vedere se spostando le arnie in una altra zona del giardino si riuscirà a ridurre sensibilmente il problema.
Grazie ancora dei consigli.
Ciao!!!
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