Fabiano71 ha scritto: 04/02/2026, 9:03
Buongiorno a tutti. Non credevo che avrei dovuto chiedere il vostro aiuto anche in pieno inverno, ma evidentemente continuo a sbagliare qualcosa.
Provo a risponderti punto per punto, come hai chiesto, senza frustate

(anche perché quello che descrivi è molto comune al primo anno).
Fabiano71 ha scritto: 04/02/2026, 9:03
Il problema è questo: ho alimentato la mia unica famiglia, che si trova in Campidano, con il candito, tenendo rovesciato quindi il coprifavo. Il risultato è stato che già da fine dicembre costruivano sul soffitto.
Il nodo della questione sta nell’aver lasciato uno spazio vuoto e caldo sopra il nido, che in presenza di candito e temperature alte per il periodo ha stimolato la costruzione. Le api non reagiscono alla stagione, ma a temperatura, importazione e spazio disponibile.
Nel caso specifico erano presenti: temperature elevate per il periodo, fioritura di acetosella con conseguente apporto continuo di polline, una famiglia forte e un’arnia molto ben coibentata.
Questa combinazione di fattori ha indotto un comportamento tipicamente primaverile anticipato, portando le api a costruire favo libero nella zona più calda dell’arnia, cioè sul soffitto.
In queste condizioni non si tratta di un’anomalia, ma di una risposta del tutto coerente con la biologia della colonia.
Fabiano71 ha scritto: 04/02/2026, 9:03
Ho attribuito questo comportamento alla presenza di abbondante fioritura di acetosella, che continua, e forte importazione di polline, quindi ho tolto un favo di scorta e inserito di fianco alla covata un foglio cero nuovo. Passato un po’ di tempo (non ho fatto io quel passaggio purtroppo) la situazione si è ripetuta, ma senza altri interventi se non eliminare i favi fuori posto e aggiungere nuovamente candito.
Questo è stato probabilmente il primo vero errore (ma assolutamente didattico

).
Inserire un foglio cereo nuovo in pieno inverno, in una famiglia già “ai nastri di partenza”, ha fornito alle api un ulteriore segnale di espansione.
Il fatto che la famiglia costruisse sotto il coprifavo rovesciato indicava chiaramente che non percepiva condizioni di freddo e non era in blocco invernale; di conseguenza ha continuato a costruire nella zona più calda dell’alveare.
Fabiano71 ha scritto: 04/02/2026, 9:03
Poi è arrivata tanta pioggia e non ho potuto controllare per 20 giorni. Ieri ho controllato e ho trovato una famiglia con una quantità di api impressionante, il candito tutto consumato, ma quello che più mi è sembrato strano è che il primo telaio era completamente costruito e pronto ma vuoto, mentre sull’ abbondante costruzione di favo sul tetto c’era moltissima covata non opercolata ma prossima ad esserlo!
In queste condizioni, venti giorni sono tantissimi. Non è una critica, ma serve a chiarire che questa famiglia non era più in una vera fase “invernale”.
In venti giorni, con temperature di quel tipo, una famiglia forte può costruire cera, importare risorse, spostare la covata e iniziare a prepararsi alla sciamatura: è esattamente la situazione che hai riscontrato.
Fabiano71 ha scritto: 04/02/2026, 9:03
Aesso vorrei capire cosa sto sbagliando, anche se immagino di saperlo e mi aspetto purtroppo un vostro rimprovero!. Le condizioni sono queste: temperatura minime mai sotto i 2°, massime mai sotto i 10° con punte anche di 15/16. Arnia (non ridete per favore…) coibentata con pannelli in EPS da 5 cm. Io credo di aver sbagliato a nutrire in queste condizioni, tenete presente che è il mio primo anno da apicoltore “in cerca di consapevolezza”.
La risposta onesta è sì, ma per eccesso di zelo e non per negligenza: con polline naturale disponibile, temperature miti, una famiglia forte e un’arnia molto ben coibentata, il candito non era più necessario come “salvavita”, ma è diventato uno stimolo allo sviluppo, ed è questo che ha innescato il processo.
Fabiano71 ha scritto: 04/02/2026, 9:03
Vorrei sapere per favore cosa fareste in questo momento, e se secondo voi potrei trovarmi costretto a dividere la famiglia in anticipo non appena le temperature salgono stabilmente oltre 15°.
Grazie a tutti anche per la pazienza.
In queste condizioni mi comporterei in questo modo: rimetterei il coprifavo in posizione normale, eliminerei tutte le costruzioni dal soffitto e recupererei i favi di covata inserendoli correttamente nei telaini. Successivamente ricompatterei il nido, restringendolo ai soli telaini effettivamente coperti di api. Sospenderei la nutrizione con candito, salvo eventuali crolli improvvisi della temperatura, e controllerei la famiglia ogni sette-dieci giorni per verificare l’eventuale costruzione di celle reali.
Il lato positivo è che ti ritrovi una famiglia fortissima già al primo anno. Non stai dimostrando incompetenza, ma entusiasmo, unito a un clima sardo particolare e all’inevitabile inesperienza del primo anno. Tieni presente che l’inverno non è una data sul calendario, ma una condizione biologica: quest’anno, lì da te, di fatto non c’è mai stato. E proprio per questo hai fatto molta più esperienza di quanto credi.