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Covata calcificata recidiva o in discesa?
Inviato: 13/06/2022, 23:32
da Alte_cime
Qualcuno conosce un criterio per capire se le mummiette eliminate a "giorni alterni" (alcuni giorni si,altri no, poche unità però comunque ogni giorno) sono un indice di residui in eliminazione progressiva o di recidività? Nello specifico,nei giorni in cui eliminano trovo 10/15 larvette sul predellino di primo mattino,poi nulla. Sto tenendo 2 famiglie senza melario in attesa di risoluzione e ripresa delle famiglie, tra 7 giorni ho un controllo e potrebbe essere l'ultimo bivio per chiudere anzitempo la stagione...
Re: Covata calcificata recidiva o in discesa?
Inviato: 15/06/2022, 8:37
da Ortega
Progressiva o recidività? Difficile a dirsi.
L'unico rimedio per prevenire questa malattia bisogna garantire agli alveari una buona esposizione al sole (l’umidità è il fattore predominante che favorisce la malattia) bisogna stare attento a non raffreddare troppo gli alveari durante le visite o inserire fogli cerei tra i favi di covata.
Ora non ti resta che programmare la sostituzione delle regine negli alveari infetti, in quanto è stato dimostrato da molti studiosi che vi è anche una predisposizione genetica; rinforzare le famiglie con altre api sane e somministrare un alimento proteico.
Re: Covata calcificata recidiva o in discesa?
Inviato: 15/06/2022, 13:58
da Rob
No, non risulta affatto che sia "colpa" delle regine.. anzi, a che studi ti stai riferendo? (Qualcosa post 1996?)
La calcificata é dettata da un
fungo.. e si comporta come tale.. diffondere ancora certe cavolate é controproducente per tutti (tranne per quegli allevatori che ci sguazzano)
Le analisi dicono tutte che le spore presidiano miele e cera, argomento già trattato anche qui sul forum plurime volte.. quindi é un "circolo vizioso" proprio perché é l
alimento che é infetto..
Il perché si notano miglioramenti nel cambio di regina é già stato motivato esaustivamente, e comunque non é soluzione definitiva proprio per i motivi menzionati..
Purtroppo il primo vero motivo del diffondersi di tal fungo é proprio perché ancora molti apicoltori non sanno riconoscere la covata colpita e temporeggiano finché é "troppo tardi"..
Poi chiaramente ancora oggi le filosofie sn centomila.. tutte giuste, finché l ape campa..

Re: Covata calcificata recidiva o in discesa?
Inviato: 15/06/2022, 20:24
da Ortega
Gli studi [mention]Rob[/mention] che riferiscono alla predisposizione genetica sono di (Gilliam e Vandenberg, 1997), quelli che si riferiscono al rafforzamento di api sane sono riferite a (De Jong, 1976)
Questi studi sono citati nel libro di Alberto Contessi e Giovanni Formato, autori del libro Malattie delle api e salute degli alveari 29 marzo 2018. Editore Edagricole-New Business Media, 2018
Re: Covata calcificata recidiva o in discesa?
Inviato: 15/06/2022, 21:27
da Rob
Appunto, anche i libri odierni si basano ancora su studi effettuati negli anni novanta (se non prima).. è normale.. è "quello che cè"..
ma è un discorso i risultati in sè di quei propri test, un altro paio di maniche per gestirla a breve
in apiario..
ovvio che
anche la regina ha la sua incidenza, ma è la minore.. non è lei il fattore scatenante di questa patologia, è questo l errore di comprensione che và per la maggiore.. purtroppo.. una buona gestione generale della cera è in primis e molto più importante, altrimenti abbiam voglia di buttar regine..
cambiare la regina "non basta", ma magari che bastassero i cambi di regina a debellare la covata calcificata negli apiari.. suvvia.. a volte si riprendono, il perchè lo abbiamo già detto..
oltretutto la patologia è un insieme di fattori, decine e centinaia di alveari "reagiscono diversamente"!
gli apicoltori che scopriranno l arcano sono coloro che avranno la pazienza di lavorare sui propri alveari, e capirne le dinamiche.. aldilà di ciò che si legge o si sente in giro.. vale per molte altre cose, tra l altro..
Pace..

Re: Covata calcificata recidiva o in discesa?
Inviato: 15/06/2022, 22:46
da Ortega
Come giustamente ho detto nel post precedente, le concause che favoriscono la covata calcificata sono molte:
dall’umidità interna dell’alveare; dall’andamento delle temperature ambientali e dall’umidità del luogo in cui è posizionato l’apiario; da carenze proteiche nell’alimentazione della covata; dalla predisposizione genetica; da pratiche apistiche che possono provocare un brusco raffreddamento della covata specialmente in primavera, quando si preparano sciami artificiali che causano uno sbilanciamento tra api adulte e covata.
Mentre la trasmissione della malattia, da un alveare malato ad un altro, avviene con il saccheggio, la deriva e quando si spostano i favi di polline infetto da un alveare ad un altro, tutti elementi che contribuiscono a favorire e a trasmettere la malattia.
La migliore cura è la prevenzione, perchè non esistono farmaci registrati per tale malattia.