Ciao..
Sono titubante sul dare altro candito (ne avevo dato a tutte 20 giorni/ un mese fa), o iniziare con dello sciroppo (non voglio nutrirle inutilmente…ma visto che dovrebbe piovere fra 7 giorni circa, non so quanto possa essere inutile… ma non so).
nel dubbio io sono pro nutrizione, sempre..
sopra i 10gradi di temperatura si può passare al liquido..
quest’anno ho intenzione, ad inizio maggio, di provare a fare diversi piccoli nuclei da 1 solo favo
il numero minimo di telai per i nuovi nuclei è di 2.. perchè l ape lavora nell interspazio, quindi uno non è sufficiente, minimo 2 per aver 1 interspazio.. comunque io considero il nucleo "minimal" un 4 telai, però è giusto che provi per capire.. e comunque occhio, perchè le stagioni ultime son piuttosto dure.. e quei nuclei anranno nutriti comunque a oltranza..
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ma a mio avviso il dubbio sulla nutrizione non deve esistere.. intendo, le ultime stagioni evidenziano un trend sempre più difficile per la vita delle api, son stati registrati consumi di scorte che son raddoppiati rispetto agli ultimi anni, i prodotti somministrati non son più sufficienti, in alcune zone si è passati dal somministrare 7 o 8 kg di nutrimento (a famiglia) fino ad arrivare a oggi a uno spaventoso 12kg (o più).. questo perchè la nutrizione di supporto è un alimentazione parallela a ciò che un alveare trova fuori, se fuori non ve ne è, per le ragioni che tutti conosciamo (metei, inquinamenti, colture, ecc..) và integrato "artificialmente".. nutrire in mancanza di fioriture non è mai inutile, si stà dando una mano alle api che ne necessitano..
le scorte mellifere naturali son le migliori certo, ma la verità è che al 2022 le api ne hanno sempre meno..
chi non nutre nei momenti giusti presto o tardi resta senza api, questa è la verità sul campo che si registra..
nel 2017 la media produzione mellifera si attestava anche oltre i 60kg a famiglia.. poi drammatici 2018, 2019, 2020, 2021, e oggi chi arriva a 20kg può ritenersi fortunato.. questo incide fortemente sulle scorte delle famiglie stesse.. se al 2017 solo una famiglia su otto era alla fame, oggi siamo a una su tre..
non tutte le famiglie necessitano lo stesso apporto zuccherino chiaramente, l apicoltore deve riconoscere queste cose, ci son casse forti e altre meno ed è ovvio, ma al 2022 non è possibile farsi ancora prendere dai dubbi.. nutrire!!

..poi nel tempo ci si fa l occhio e con un pò d esperienza si diventa "più precisi" negli interventi.. bisogna anche cercare di capire il periodo storico che tutti stiamo attraversando, apisitcamente parlando..
se son presenti scorte abbondanti e opercolate (anche quelle in magazzino!!) vanno aperte e rese accessibili alle api, per esempio un telaio opercolato non ha valore perchè le api non accedono tanto facilmente a scorte lontane e fredde, così spesso il glomere "patisce la fame con le scorte in casa".. l alimento vivo deve restare "a corona della covata", che crescendo ed estendendosi sui telai scaldera gradualmente sempre più lontano e l apporto di nuove api e nuova covata alza le temperature interne, rendendo l ape abile ad aprire le sue scorte, ma questo accade molto lentamente, verosimilmente una famiglia può aprire e disopercolare un telaio in 10giorni, ma consumando e scambiando miele in covata in soli 3giorni.. quest operazione, ad esempio, l apicoltore la può fare in 15minuti..
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Comunque ho capito perché chi ha esperienza suggerisce sempre di non nutrire, si rischia di stimolarli troppo facendo aumentare le bocche da sfamare. Nel nostro caso se continua questo tempo, o si mette a fare 5-10 giorni di fila di brutto tempo si rischia di dover nutrirle di brutto o rischiarlo di farle morire di fame.
Mmm.. mi sa di no.. chi ha esperienza suggerisce sempre di nutrire..
all occorrenza e con cognizione, certo..
ma "stimolare troppo" è un concetto fasullo..
troppo non esiste sotto quest aspetto..
l ape si autoregola a seconda della disponibilità.. ti garantisco che quando una cassa è "full" sarà lei stessa a rifiutare l alimento "in più".. ma fidati, ciò accade raramente, perchè a oggi non vi è più abbondanza di nettare in natura..

è più facile vedere famiglie che non hanno nemmeno la forza di raggiungere l apporto zuccherino.. molto più frequente.. lo spazio utile di "stoccaggio" è ogni cella vuota utile, oggi mediamente le famiglie son più vuote che piene.. se devo sbagliare lo faccio mettendo un chilo in più, non uno in meno..
le bocche da sfamare in realtà riguardano strettamente le larve, che vanno dal primo al sesto/settimo giorno.. tutto il resto, pupe opercolate e api adulte
"non hanno consumo".. (si, ce l hanno, ma rispetto al consumo della covata incide solo per un terzo)..
questo perchè in realtà l ape adulta "non mangia".. le api trattengono sostanze nutritive con la trofallassi, ma l alimento passa "di bocca in bocca" per esser lavorato "condividendo", ma finisce infine tutto nella covata.. quindi il consumo è legato alla covata.. se non si stimolano le api queste non hanno voglia di scambiare miele/covata naturalmente, lo fanno molto lentamente appunto e se l apicoltore non interviene la covata non si può espandere più di tanto, per i motivi citati sopra.. l alimento và somministrato "centralmente" perchè è lì che il glomere in via di sviluppo necessita di apporto "vivo e veloce" .. ripeto, le api muiono di fame anche con il cibo presente, solo perchè non riescono a raggiungerlo e scaldarlo a sufficienza per esser estratto dai telai.. l alimento dovrebbe esser sempre disponibile "a corona" della covata, se è lontano dalle api "è inutile"..
la famiglia all interno dell alveare crea un blocco unico piuttosto compatto.. dieci o cento api da sole non si staccano "dal corpo" per andare a lavorare scorte ed opercoli, tutta la famiglia si dovrà spostare un pò, compatibilmente con la covata che non verrà mai abbandonata, pertanto i mesi più freddi è di
sostanziale importanza nutrire il glomere.. perchè il presidio della covata è imprescindibile.. vero infatti si può vedere come una famiglia preferisca invernarsi tutta su un lato, perchè si sposta sulle scorte garantendosi la "vicinanza alle scorte" nei mesi più duri..
[se di notte mentre dormo mi sveglio per fame non posso mandar in cucina solo la bocca, o una mano o un braccio, devo raggiunger l alimento con tutto il corpo..] ..lo so, esempio strampalato, ma è solo per semplificar il concetto..
poi con l arrivo della primavera (forse, date le ultime) tutto si sistema, son i mesi dove l ape "vince facile" e appunto le fioriture "sistemano tutto", ma lì ci si deve arrivare..
per via di sciamature ci posso metter la mano sul fuoco, la nutrizione dove serve non è mai causa della sciamatura..
la sciamatura avvien mesi dopo le nutrizioni necessarie di cui si stà parlando e in un periodo d abbondanza naturale molto più avanti nella stagione.. tra l altro, non credo una famiglia possa mai arrivare ad esser "troppo avanti o troppo forte".. ma non esiste proprio, perchè non esiste sciamatura senza fuchi, anche volendo insistere e ingozzare un arnia di cibo fin a farla esplodere, se è il mese di marzo non puoi proprio vederla la sciamatura (riferendomi alle mie zone).. poi ovviamente più avanti non bisogna dimenticarsi di toglier celle reali, perchè è quella la causa delle sciamature che cerchi..
la famiglia "si porta avanti" , ma è una manna avere alveari forti e popolosi pre-stagione, è la garanzia di aver una famiglia sana e che lavora bene..
non è forse l obiettivo comune agli apicoltori?
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personalmente nutro, e ultimamente date appunto le stagioni inclementi qui siam passati da 2.000 kg di zuccheri di soccorso (tra sciroppi e canditi) a ben 7.000kg.. ora, facendo due conti non so quanto convenga ancor fare l apicoltore, ma.. questo è quanto.. dalle mie parti quando sento qualche apicoltore che non nutre "a prescindere" perchè così si faceva negli anni 80, bhè.. io nutro e vendo, gli altri non nutrono e comprano.. poi vabbhè, de gustibus..
Un saluto a tutti e buon weekend..
