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Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 13/07/2020, 15:11
da linolino84.333
Il 9 luglio scorso ho eseguito un trattamento con zucchero a velo e farina di grano 50:50.
Lo zucchero a velo lo preparato a casa con il frullatore.
Ho trattato così due arnie con circa 200g di polvere cadauna. Ho imbrattato bene le api estraendo i telini per poter colpire anche le api in basso e ho inserito il vassoi per controllare la caduta.
Risultato: 1 sola varroa individuata.
Ora premesso che sono un novizio e ho acquistato gli sciami a maggio, premesso anche che le sto lasciando costruire i favi autonomamente, il mio dubbio riguarda se devo o no effettuare il trattamento estivo visto che dal test difatti sembrerebbe che la varroa non ci sia....

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 13/07/2020, 16:17
da Burian
La varroa c'è fidati, magari hai un infestazione molto bassa, io comunque lo farei a priori il trattamento estivo.

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 14/07/2020, 21:25
da old
In Primavera si toglie la covata maschile senza controllare se vi sono tante o poche varroe. Si fa come si deve.
In Estate si fa il trattamento dovuto al momento giusto.
Lo stesso in autunno.
I controlli sono una perdita di tempo e causa di danni per sottostima.
Ho sentito e letto non so quante istruzioni: nessuna aveva una logica convincente.
Se ho mille varroe e ne ammazzo 900 sono contento.
Se ho 100 varroe e con lo stesso trattamento ne ammazzo solo 90 sono ancora più contento. me ne restano solo 10!

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 14/07/2020, 21:59
da linolino84.333
Ok, certo il mio ideale sarebbe di intervenire al momento più opportuno tuttavia sono d'accordo di intervenire a prescindere, più che altro ho solo 3 famiglie e non posso rischiare di perderle. Io opterei per l'asportazione di covata e fare un goccilato di ossilico però essendo lo sciame molto rimaneggiato vorrei evitare di fare un'ulteriore manipolazione, a questo punto credo che per quest'anno proverò con le strisce acaricide....

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 14/07/2020, 22:21
da old
Ottima soluzione

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 07/08/2020, 11:06
da linolino84.333
Il 30 Luglio ho eseguito il trattamento contro la varroa.
Ho utilizzato acido ossalico nebulizzato, la ricetta è 1litro d'acqua(di rubinetto) + 28g di acido ossalico(pesati con bilancia di precisione)
Il trattamento è stato eseguito previa asportazione di tutta la covata opercolata che ho utilizzato per formare un nuovo nucleo.
Ho eseguito il trattamento alle ore 16 con una temperatura esterna di circa 33-34 gradi, ovvero ho estratto tutti i talaini e nebulizzato con 3-4 spruzzate ogni facciata di favo coperti da api. (6 spruzzate corrispondevano a 5ml).
Ho infine dato 1kg di zucchero tal quale sul coprifavo per "compensare" la covata rimossa.
Sono tornato dopo una settimana per verificare la varroa caduta sul vassoio e ho verificato che delle due arnie trattate sono cadute zero varroe. La terza arnia non ho potuto verificarla perché non avevo inserito il vassoio inquanto non riuscivo perché molte api si erano aggllomerate propoio sotto la rete...
Cmq non ho riscontrato varroa caduta. Certo c'erano molte formiche (attirato dallo zucchero che era caduto dal coprifavo nel vassoi) che forse hanno prelevato tutte le varroe morte??!!
Rimango comunque in bubbio, e possibile infatti secondo me che la famiglia non avesse varroa.
Trattasi di nuovo nuceo (prelevato a maggio su 6 telaini) inserito in zona boschiva e isolata a 600m. Inoltre le ho lasciate libere di costruirsi alcuni favi senza dare il foglio cereo.

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 07/08/2020, 17:19
da Rob
Provo a chiarire qualche concetto se me lo permettete..
non voglio fare terrorismo, nè spaventare chi è alle prese con quest acaro per le prime volte, pertanto prendetele come informazioni generiche..

la varroa arriva a distruggere una famiglia solo se si presentano condizioni particolari e se la famiglia fatica da tempo.. difficilmente un alveare sano e in forze soccombe all improvviso a quest acaro.. è molto più probabile fallire nell invernamento al giorno d oggi..

non esiste arnia priva di varroa.. forse l individuazione può esser più complicata ai meno esperti.. il controllo vassoi andrebbe effettuato nelle 48 ore successive al trattamento, altrimenti formiche e co. si portano via tutto.. è comune errore tornare dopo una settimana e stupirsi di non trovarne nel fondo.. sebbene sia un parassita "invisibile" una grave infestazione presenta segni evidenti intaccando la famiglia sui telai, è quella la "linea rossa", non il conteggio sul fondo.. oltretutto ci son casse che ne sopportano 1000, altre nemmeno 100..

anche la varroa ha i suoi cicli, in genere si assiste a periodi di "massa critica" ogni 3 o 4 anni, a seconda della gestione degli alveari.. se avete acquistato nuclei nuovi difficilmente avrete grossi problemi di varroa nel primo (o due) anno di raccolto.. fregature e sole del venditore a parte, con le scarne informazioni acquisite ad un corso base si può passare indenni un paio di inverni senza farsi troppe paturnie..

l asportazione totale della covata andrebbe fatta per ben altri motivi, a mio avviso.. asporti covata, asporti varroa.. da qualche parte ti si ripresenta, tantopeggio se nei nuovi nuclei popolati da poche api adulte.. se a stò punto devo fare comunque un trattamento, lo avrei fatto nella famiglia d origine senza tante manovre.. se l obiettivo è raddoppiare le arnie è un altro discorso..

purtroppo le strisce da sole non bastano, più avanti un trattamento di sublimato o gocciolato andrebbe fatto.. personalmente cerco di fare a meno delle prime e fare come si deve il secondo, anche se non sempre è fattibile o programmabile con anticipo.. la ricetta nebulizzata al 3% non ha alcun valore se somministrata "una tantum", è una tecnica che và perpetrata nel tempo e con le dovute attenzioni..

io sono contrario al rimuovere a priori la covata machile.. perchè rimuovere i fuchi? sopratutto se alle prime sforchettate non si riscontrano grandi infestazioni.. la varroa non và solo nelle celle da fuco e la scelta delle celle da infestare è anche questione di tempistiche.. ok che ogni varroa rimossa è cosa buona e giusta, ma annientare i fuchi "a occhi chiusi" è controproducente, a perer mio..

chiaramente bisogna cercare di integrare diverse tecniche e renderle adatte al nostro contesto.. per assurdo andrebbe bene anche passare ore e ore a spulciare manualmente le varroe sulle api.. ;)

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 07/08/2020, 20:12
da linolino84.333
Grazie per le tue considerazioni che mi sembrano più che plausibili!
Be la prova del 9 c'è l'avro' il 24 quando tratterò il nucleo formato con la covata rimossa, sempre con ossalico nebulizzato! Questa volta visionero' il vassoio prima o cmq inserirò della vasellina! E cmq tratterò la famiglia con temperature meno calde in modo da far rimanere le api bagnate per un tempo più lungo!.
Piu che raddoppiare le casse sono passato da 3 arnie a 4 infatti ho estratto un totale di 9 telaini con cui ho formato un solo "nucleo" in quanto alcuni favi avevano si covata, ma decisamente scarsa...Ieri l'ho visionata ed era piena di celle reali....
Per quanto riguarda la rimozione dei fuchi, non l'ho praticata, ho semplicemente lasciato le api costruirsi autonomamente un paio di favi per ogni arnai senza inserire il foglio!
Altra anomalia che non mi aspettavo e che su due casse trattate c'era già covata opercolata, evidentemente settimana scorsa quando ho rimosso la covato ho lasciato della covata fresca. Tra l'altro in una di queste oltre alla regina c'erano pure due celle reali già opercolata che ho comunque lasciato.

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 07/08/2020, 22:48
da old
L’acido ossalico gocciolato, nebulizzato o sublimato in singola applicazione dopo il raccolto serve tra poco e nulla. Nella mia esperienza ho visto tanti Novizi perdere le api contale trattamento.

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 08/08/2020, 20:13
da linolino84.333
Il problema, rimane l'alternativa! Ovvero cos'altro potrei utilizzare per l'ultima famiglia da trattare?
Il formico o il timolo non mi piacciano, il primo l'ho utilizzato in passato e ho perso delle famiglie, per me è troppo aggressivo soprattutto alle mie latitudini e con la mia inesperienza dove non riesco a controllare l'evaporazione, il timolo non mi convince soprattutto per la sua scarsa efficacia e poi agisce sempre per evaporazione! Delle striscie non ho grande considerazioni soprattutto per sentito dire. Trattamenti alternativi non ne vedo a meno di utilizzare qualcosa di innovativo(acido lattico...) magari tra qualche anno sempre che possiedo ancora famiglie....
Per quello che mi è sembrato di capire probabilmente ho una bassa infestazione e quest'anno potrei anche non trattare per fare un goccilato direttamente a metà-fine novembre!
Invece quando parli di singoli applicazione non ti seguo!
Nel senso che non condivido (forse con un po di presunzione data la mia inesperienza) metodologie che contemplino più cicli sopratutto perché credo che sarebbe una cosa buona e giusta selezionare api "resistenti" ovvero come diceva Rob, ci possono essere casse che sopportano 1000 e altre neanche 100! E poi fare più cicli potrebbe essere più dannoso che benefico!

Ho un'ulteriore famiglia (la mia prima) che però non tratterò per niente perché si è insediata naturalmente all'inteno di una cavità e non sono riuscito a travasare in un'aria!
Ora se per questa famiglia (che non sono mai riuscito neanche a visitare) è si pur vero che potrebbe causarmi fenomeno di reinfestazione, però spero possa garantirmi api quanto più selezionate naturalmente e quindi resistenti... Ovviamente è un'idea più idealistica che reale!

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 09/08/2020, 15:54
da Rob
non servono alternative, bisogna usarlo correttamente..

forse il fraintendimento stà qui: quando intendiamo un trattamento, si intende un ciclo di trattamenti..

"ho fatto il gocciolato"
: significa che l apicoltore ha somministrato tre o quattro volte, a distanza di qualche giorno, coprendo l intero ciclo della covata.. come minimo..

una singola applicazione, sia di gocciolato o sublimato, purtroppo non è ritunuto un trattamento completo.. è stato effettuato il 30% del lavoro..

ora le modalità e tempistiche vanno valutate dall apicoltore, ogni apiario và gestito diversamente, in base all infestazione e alla condizione delle famiglie..

non hanno senso sette applicazioni di gocciolato a prescindere per esser sicuri, è danno inutile sulle api.. così come il resto dei trattamenti, di ogni sorta e genere..

per il resto vale ciò che scritto sopra, i trattamenti andrebbero fatti poco, ma bene..

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 09/08/2020, 16:08
da old
Non si deve continuare a pasticciare le api.
Tutte devono essere trattate adeguatamente. Quella “asportazione della covata” ha indebolito le famiglie ed ha creato un nucleo pieno di varroa che non avrà il tempo di rinforzarsi per l’inverno.
Consiglio di riunirle per fare poche famiglie forti.
Selezionare: ingenua fantasia
Apivar (amitraz) per tutte ora ed in autunno. Da mezzo secolo e più si usa in Europa dell’est prima che da noi arrivasse ed è ancora attivo.
La famiglia nella cavità sta bene perché nessuno la disturba e nessuno le ruba il miele.

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 09/08/2020, 16:33
da Rob
purtroppo old hai ragione..

però a stò punto non può nemmeno "mescolare nuovamente le carte".. del resto son esperienze necessarie all apicoltore stesso.. ;)

sostanzialmente lo sciame nella cavità o và recuperato o và abbandonato.. non ha senso considerarlo finchè non lo metti in un arnia.. linolino, è un pò come "barare" sui numeri.. (scherzo eh) ;)

old, perchè ritieni la selezione ingenua fantasia? (se hai voglia di parlarmene più approfonditamente..)

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 09/08/2020, 19:48
da linolino84.333
Grazie per le vostre considerazioni.
Mi aiutano a capire problematiche che da solo non riuscirei.
Riunire spero propio di doverlo evitare, anche perché sono partito a maggio con 3 sciami (più quello nella cavità) e vorrei ingrandirmi. Tratterò la famiglia con l'ossalico appena sfarfalleranno tutte le larve.
Attualmente due famiglie sono su 5-6 telaini, una e su 8 e quella fatta con i favi asportati su 9, proverò a farle crescere tutte tipo su nove per poi invernale così, ho sentito dire che invernare famiglie su 7-8 telaini può essere meglio che invernale su 10, però ho sentito dire anche il contrario....vedremo intanto cercherò di assecondare il naturale ed eventuale accrescimento....
Alle striscie propio non mi rassegno più che altro mi scoccia che vada a contaminare la cera quindi potenzialmente a creare effetti a lungo termine che non si conoscono. Poi avrei altre considerazioni negative sulle strisce che non me le fanno amare ma non voglio annoiare nessuno... Magari, se utilizzando l'ossalico perderò nei prossimi anni le famiglie, allora le provero'...
Sulla famiglia naturale in realtà non nutro molte speranze di sopravvivenza, nonostante ciò non voglio travasare e interferire nel loro ciclo vitale, vedro come evolve la famiglia, molto probabilmente perira tra un paio d'anni, volendo sarebbe possibile anche ricavarci del miele, infatti è possibile inserci un melario sopra...
Voglio tenerla quasi come famiglia studio/ famiglia test
Tra l'altro il miele non l'ho rubato a nessuna famiglia perché nessuna è stata ingrado di produrne...

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 09/08/2020, 19:55
da BjHorn
Rob ha scritto: 09/08/2020, 15:54 "ho fatto il gocciolato": significa che l apicoltore ha somministrato tre o quattro volte, a distanza di qualche giorno, coprendo l intero ciclo della covata.. come minimo..
Occhio che se poi prendono alla lettera tutto, va a finire male, come è successo a me il primo anno, una famiglia persa, e l'altra fortemente debilitata perchè (dietro consiglio) avevo fatto più cicli di ossalico gocciolato.

Scrivo a beneficio di Linolino

Il gocciolato con ossalico va fatto massimo due volte l'anno, e solo con blocco di covata e singolo trattamento, non si deve ripetere!
Il sublimato (pare) sia più tollerato, e si possono fare più cicli per il trattamento, e quindi si può usare per "coprire" tutto il periodo dello sfarfallamento, 21 giorni.
Rob ha scritto: 09/08/2020, 16:33old, perchè ritieni la selezione ingenua fantasia?
Perchè (ipotizzo il pensiero di Old) sono anni che se ne parla, sono anni che si legge sui forum o sui social che qualcuno ha "selezionato" delle api resistenti e grida al giubilo, salvo poi sparire dalla circolazione nel giro di 9 mesi, e anche a domanda diretta "Allora come procede", non si è mai ottenuta risposta! :)
Identica cosa succede con "trattamenti" abbastanza fantasiosi e che (a detta dell'autore) funzionano.

Re: Test con zucchero a velo. Risultati zero??

Inviato: 09/08/2020, 23:33
da Rob
chiaramente non cè da prendere tutto alla lettera, ce lo siamo sempre ripetuti..

..è proprio questo il "succo"..

ogni apicoltore deve fare una valutazione diretta sulle famiglie innanzitutto.. il problema è che molti principianti "sperimentano" senza poter collegare sin da subito certe dinamiche delle famiglie.. le valutazioni per i primi anni son sempre "tentativi a occhi chiusi" purtroppo.. purtroppo non esiste oggi un vero corso che può insegnare ai nuovi apicoltori a far campare le api..

le api muoiono tutte le stagioni, e intere famiglie.. per molteplici motivi.. per come la vedo io la mortalità naturale delle famiglie è attorno al 20%.. nell 80% dei casi la fine dell alveare è da imputare a gestioni errate da parte degli apicoltori.. purtroppo non vi è un singolo errore o una tal tecnica che non ha funzionato, ci son sempre molti fattori.. una buona conduzione generale non necessita di strumenti all avanguardia, purtroppo nella maggior parte dei casi internet, video e libri non possono aiutare più di tanto..

anzi, a volte conoscere troppe teorie fin da subito complica le cose.. non se ne padroneggia nemmeno una e si sperimenta di tutto..


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nuovamente vado ot..

bhè di progetti ce ne sono svariati.. più o meno seri quello dipende dalle persone che ci lavorano, a mi avviso..
la "selezione" è qualcosa che incuriosisce molti, credo.. non si ottengono risultati miracolosi perchè non è così che funziona in apicoltura.. è chiaro al mondo che non stiamo capendo qualche cosa.. ;) o meglio, credo sia sotto gli occhi di tutti, ma nessuno osa parlarne..

sono anni che se ne parla soltanto perchè è molto difficile attuare qualcosa di più ampio di una manciata di apiari.. e non è colpa delle api, se consideriamo che lo scambio di informazioni/materiale tra i vari progetti è pressochè nullo, nemmeno il reparto di ricerca è all altezza di fornire risposte esaustive, poi ci sono i finanziamenti e le cose che si vengono a complicare quando si lascia il tutto "in mano a pochi".. conosco da vicino questa realtà, ci son immerso, mio malgrado..

malgrado perchè anche a me sembra di combattere i mulini a vento.. malgrado perchè mi sembra che al giorno d oggi l apicoltura si sia arresa a questo ciclo vizioso.. l apicoltura non può seguire i meccanismi del mercato, e non lo fa.. e stà collassando..
noi dovremmo accudire quest animale.. lo si può fare soltanto conoscendo i meccanismi e le dinamiche che governano le famiglie e nel momento che decidiamo di allevarne, servirà ben altro che un buon libro letto.. è così anche per altri animali, inoltre con le api le cose si complicano..

il vero tallone d achille siamo noi, gli apicoltori..