La regola che vale sempre e' : chi meno spende, più spende.
Faccio un esempio: nella confederazione halvetica usano costruire le arnie in castagno, legno nobile e di sicura maggiore durata .
Ha un vantaggio; quello appunto di durare tantissimo semplicemente trattato con olio di lino e propoli, dall'altro; se la famiglia viene colpita da patologie pestose, devi bruciare tutto e diciamo così non è bello, almeno per il portafoglio, svantaggio aggravato dal fatto appunto che la lunga durata può o potrebbe diciamo così; far insediare patogeni latenti, che al momento di scarsa forza della famiglia prendono il sopravvento.
Vero e' che le fibre del castagno sono più dense rispetto all'abete o pino, e anche qui tra uno e l'altro andrebbe fatto un distinguo, ed e' per questo motivo che i patogeni hanno difficoltà nell'insediarsi tra le fibre del castagno.
Altrettanto vero è che un'essenza come il pino o abete hanno una percentuale resinosa così alta, la quale durante i primi anni di utilizzo, permette di essere un buon disinfettante naturale.
Dopo alcuni anni si ha l'apertura di quelle fibre che sono più esposte agli agenti atmosferici, mi riferisco alle arnie di testa in un apiario, oppure più esposte ai raggi solari, se non abbiamo l'apiario sotto un latifoglie .
La "rotazione" del materiale in campo dovrebbe o almeno sarebbe consigliabile, eseguirla dopo 5/6 anni dalla prima posa, con la modalità de travaso la famiglia nel l'arnia muletto, questa sempre disinfettata con fiamma azzurra ogni qual volta si svuota per poi essere nuovamente riempita.
I punti critici da osservare sono : il bordo superiore, quello che combacia con il coprifavi per intenderci, che deve essere raschiato dai residui di propoli e api morte, si deve provvedere allo smontaggio dei distanziali di metallo e raschiare il gradino , nell'operazione non conservate il propoli, perché quasi sempre e' "infettato" dai trattamenti e va gettato, si smontano le guide della porticina anche li luogo di annidamento ospiti indesiderati e poi si passa al lavaggio vero e proprio, con acqua e amuchina e poi fiamma azzurra.
Questa e' la procedura "base" per l'interno.
Poi ottimo sarebbe poterla smontare tutt'a se assemblata con viti e curare pannello per pannello.
L'esterno va valutato nel suo insieme:
Verificare se i nodi, sempre presenti, mai vista un'arnia senza nodi; si sono aperti, nel caso consiglio di eseguire un vero e proprio carotaggio, con una fresa circolare per legno di un diametro maggiore del nodo, lo si andrà ad asportare per poi, innestare un disco di legno "sano" realizzato con la stessa fresa o una di un mm maggiore,
Rispettate il senso delle fibre del pannello cospargete il perimetro del disco con colla alifatica.
Per la finitura esterna c'è sempre la buona vernicie a base ad acqua ottima se stesa con cognizione : io personalmente eseguo una prima mano a 90 gradi rispetto alla venatura del legno, molto liquida, poi una seconda mano più densa sempre nel medesimo senso, verticale per capirci meglio, come cade la pioggia così da "scivolare" via meglio.
Una parentesi andrebbe aperta anche per la rete chi c'è l'ha ma non vorrei tediarvi troppo
La questione telaini interni ha una procedura di mantenimento molto più semplice, se controluce appaiono neri vanno sostituiti, io preferisco tenere, quando è buono il telaio e con un taglierino robusto rompere tutto: filo e cera, per poi dopo, fiammarlo e reinfilarlo .
Tutto chiaro no ?