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APICOLTURA IN PUGLIA

Inviato: 20/06/2011, 12:13
da ANTONIO.
Buongiorno a tutti, vista la location del titolare del forum e la presenza di molti apicoltori meridionali, volevo proporre ai più, un mio cruccio.
Che probabilità di riuscita potrebbe avere aprire un'azienda agricola in Salento a conduzione personale o al più famigliare?
Accenno che non ci sarebbero spese di affitto e la possibilità di diversi terreni sparsi in regione oltre che di casolari da adibire a deposito attrezzi e a sala smielatura.
Di quante famiglie secondo voi dovrei aver bisogno per avere un minimo di giro?
Se notate le mie domande molto specifiche, potete anche rispondermi in privato.
Ve ne sarei molto grato ad un interesse personale perchè è una scelta che è al vaglio personale da diverso tempo.
Tornare a casa, per chi come me conosce cosa significhi essere emigrante, sarebbe una svolta personale.

Re: APICOLTURA IN PUGLIA

Inviato: 20/06/2011, 14:07
da fabio
Ciao Antonio puoi farti un idea leggendo L'apicoltura è redditizia?
La mia idea è che dovresti trovare prima lavoro nella tua città natale così da avere sempre un lavoro che ti dà reddito e nel frattempo crescere come numero di alveari. Quando vedi che le cose vanno bene puoi dedicarti alla tua passione e farla diventare un vero e proprio lavoro. Comunque ti auguro buona fortura e come dice lo Zio "Viva la vita" :ya:

Re: APICOLTURA IN PUGLIA

Inviato: 21/06/2011, 11:20
da ANTONIO.
http://web.tiscalinet.it/aaab_it/costo.htm
La calcolatrice la sappiamo usare tutti e non ci servono certo banchieri e commercialisti che coi loro slang americani e i loro paroloni di economia globale per poco non mettevano in ginocchio un'intera economia se non fosse stato per i piccoli risparmiatori che invece di riempirsi la bocca si son riempiti le mani. Ma di terra.
A me è servito più il racconto di Sandrissimo che con il suo sudore, ha sperato e forse riuscirà.
Forse è più d'amore che questo mondo bisogna, più che di numeri.


Ogni anno i contadini Salentini, Murgesi, e così anche i toscani e i liguri, raccolgono col sudore della loro fronte le olive.
Chi con i rastrelli sugli alberi, chi con le reti e la scopa sotto gli alberi.
Li mettono in dei sacchi di juta o in delle cassette in legno e li portano al frantoio.
Alcuni anni spremono un olio che darà loro possibilità di un guadagno certo perchè avrà acidità pressochè nulla, molto vicina allo zero, a quella dell'acqua.
Altri anni quegli stessi ulivi, quelle stesse reti, lo stesso sudore, non darà garanzie di guadagni perchè l'olio sarà acido e spesso invendibile e sono costretti al deprezzo, interessato dai potenti, quasi totale.
Eppure l'impegno è costante e immutato. Lo stesso da secoli e millenni.
Eppure come per gli anni in cui il reddito è soddisfacente, nei mesi in cui i guadagni sono risicati, i figli andranno lo stesso a scuola, i contadini dovranno pur mangiare, dovranno pur curarsi.
Assieme a tutto ciò troveranno anche la forza per un sorriso.
Più bello e solare di quello di un impiegato milanese comodo, incravattato nel suo colletto bianco e nel suo grigio cielo.
Allora io credo che quella forza non si possa esprimere con una batteria di una calcolatrice, ma è superiore.
E' al di sopra dei calcoli cacofonici e teutonici di un commercialista.
Li disconosce persino un banchiere questi calcoli, forse perchè unicamente non sono calcolabili.
Sarà esso amore per le cose o addirittura provvidenza.
A seconda del nostro credo a voi la scelta perchè unicamente siamo e resteremo figli di quella stessa forza.

Saluti