Le virosi delle api
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Re: Le virosi delle api
carissimo zio adolfo,ho appena messo in una cabina virtuale un migliaio di super fuchi e te li teletrasferisco immediatamente,domani la tua reginetta sarà in dolce compagnia,te lo garantisco, sono amici dei vikinghi.
con stima e simpatia a zio Adolfo,Leo, samir,benny,e tutto il forum.
viking
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- adolfopercelsi
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Re: Le virosi delle api
a.p.
RandY Oliver (A.B.J.)Marzo.Aprile 2.012
Tabella di riscontro sigle
SBV ( covata a sacco ) in 78 apiari,
DWV( ali deformate) in 55,
ABPV ( paralisi acuta) in 11,
CBPV ( paralisi cronica) in 4,
BQCV( cella nera di regina) in 1 nd
KBV( virosi kashmir) in 1.
Premessa
Uno spartiacque
Famiglie presenza di fuchi e caduta di varroe:
bruciare tutto ciò che si ritiene sospetto
-
Per chi invece
ritenga possa tentare di salvare il salvabile
bruciare il materiale e passare solo con la fiamma del cannello l'arnia;
salvare le api a cui far rifare la cera, nei mesi di aprile maggio giugno;
Allegati.Miei scuotimenti di famiglie di cui volevo salvare almeno le api
-
Con Riccardo abbiamo già tentato il tutto. Vedi sue preziose annotazioni
LE VIROSI SONO OVUNQUE
(Viruses are everywhere!)
"Possiamo evitare di esporre le nostre api agli attacchi delle virosi?
The answer is:
Not likely!
La risposta?..verosimilmente NO!
Lo studioso Sing esaminò 70 api pollinifere.
Trovò che erano tutte infette con almeno un virus, e multiple infezioni.
-..
Le api sono vettori dei propri patogeni attraverso contatti sui medesimi fiori,
tramite le api operaie che si regalano in continuazione del miele.
ed essenzialmente attraverso la ""deriva".
Api quest'ultime che si specializzano a saccheggiare arnie olfattivamente "visivamente"(per noi) ammalate e famiglie moribonde
---

Lo studioso Travers constatò che metà dei fuchi presenti possono entrare in arnie diverse dalla loro.
Quelli con virus moltiplicano inseminazioni ( mating) infettate di regine
--
Gli esperti Diana Cox –Foster’s team (Shen 2.005) dettagliarono le strade della intricata
trasmissione delle virosi nell’arnia
tramite il trasferimento di gelatina reale
dalle api nutrici (Da circa il 4° giorno al 14°!?);
attraverso le uova già infettate dalla regina
L’anno dopo, Ars ricerche (Chen 2.006) confermò che
tutti questi virus (could) potrebbero essere passati dalla regina alla sua discendenza
-
Dijkeng (2.009) analizzò le acque dolci (waterfresh)del Lago di Marylnd
trovò presenti 4 comuni virus delle api, Criket Paralysis Virus
e ne evidenziò un altro imprevisto, paralisi del virus in relazione a quello appena citato
Conclusione
Pare sia vero che..
Non vi sia possibilità di non esporre le api ai virus.
Ogni colonia, tuttavia, cerca di tenere in scacco ciascun specifico virus( anche se per fare questo occorre tempo e tempo!
Gli acari che in America avevano scelto di risiedere nelle trachee delle api come loro camere d'albergo,
inizialmente hanno fatto perire il 90 per cento di famiglie)
Ora tra i due( come da noi) si è stabilita una convivenza. Non è più travolgente e mortale
Sottovoce
Auguri alla dott.ssa Lea per la messa in moto della mastodontica procedura prova sul campo italiano del prodotto Remebee, già brevettato da Commissioni ufficiali in America.
Prego di non piangere.
Ieri altra famiglia trovata senza regina ( cambiata-morta, eccetera?) con celle reali quasi ultimate
Ma io sono ..senza fuchi ... altra mia speranza destinata a spegnersi come una candela!
.( Oggi le api se la cambiano per tre volte..)
Per fortuna che l'amico Wikng mi può passare ancora esemplari superdotati del suo laboratorio..virtuale
Grazie per l'incoraggiamento reciproco.
dallo "Zio"
Con stima
per tutto il Forum, compresi gli ultimi arrivati..Inaudito.. Quasi uno al giorno
(a presto, forse, altre annotazioni sui mesi più pericolosi per la varroa e per il Nosema apis ceranae)
RandY Oliver (A.B.J.)Marzo.Aprile 2.012
Tabella di riscontro sigle
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DWV( ali deformate) in 55,
ABPV ( paralisi acuta) in 11,
CBPV ( paralisi cronica) in 4,
BQCV( cella nera di regina) in 1 nd
KBV( virosi kashmir) in 1.
Premessa
Uno spartiacque
Famiglie presenza di fuchi e caduta di varroe:
bruciare tutto ciò che si ritiene sospetto
-
Per chi invece
ritenga possa tentare di salvare il salvabile
bruciare il materiale e passare solo con la fiamma del cannello l'arnia;
salvare le api a cui far rifare la cera, nei mesi di aprile maggio giugno;
Allegati.Miei scuotimenti di famiglie di cui volevo salvare almeno le api
-
Con Riccardo abbiamo già tentato il tutto. Vedi sue preziose annotazioni
LE VIROSI SONO OVUNQUE
(Viruses are everywhere!)
"Possiamo evitare di esporre le nostre api agli attacchi delle virosi?
The answer is:
Not likely!
La risposta?..verosimilmente NO!
Lo studioso Sing esaminò 70 api pollinifere.
Trovò che erano tutte infette con almeno un virus, e multiple infezioni.
-..
Le api sono vettori dei propri patogeni attraverso contatti sui medesimi fiori,
tramite le api operaie che si regalano in continuazione del miele.
ed essenzialmente attraverso la ""deriva".
Api quest'ultime che si specializzano a saccheggiare arnie olfattivamente "visivamente"(per noi) ammalate e famiglie moribonde
---
Lo studioso Travers constatò che metà dei fuchi presenti possono entrare in arnie diverse dalla loro.
Quelli con virus moltiplicano inseminazioni ( mating) infettate di regine
--
Gli esperti Diana Cox –Foster’s team (Shen 2.005) dettagliarono le strade della intricata
trasmissione delle virosi nell’arnia
tramite il trasferimento di gelatina reale
dalle api nutrici (Da circa il 4° giorno al 14°!?);
attraverso le uova già infettate dalla regina
L’anno dopo, Ars ricerche (Chen 2.006) confermò che
tutti questi virus (could) potrebbero essere passati dalla regina alla sua discendenza
-
Dijkeng (2.009) analizzò le acque dolci (waterfresh)del Lago di Marylnd
trovò presenti 4 comuni virus delle api, Criket Paralysis Virus
e ne evidenziò un altro imprevisto, paralisi del virus in relazione a quello appena citato
Conclusione
Pare sia vero che..
Non vi sia possibilità di non esporre le api ai virus.
Ogni colonia, tuttavia, cerca di tenere in scacco ciascun specifico virus( anche se per fare questo occorre tempo e tempo!
Gli acari che in America avevano scelto di risiedere nelle trachee delle api come loro camere d'albergo,
inizialmente hanno fatto perire il 90 per cento di famiglie)
Ora tra i due( come da noi) si è stabilita una convivenza. Non è più travolgente e mortale
Sottovoce
Auguri alla dott.ssa Lea per la messa in moto della mastodontica procedura prova sul campo italiano del prodotto Remebee, già brevettato da Commissioni ufficiali in America.
Prego di non piangere.
Ieri altra famiglia trovata senza regina ( cambiata-morta, eccetera?) con celle reali quasi ultimate
Ma io sono ..senza fuchi ... altra mia speranza destinata a spegnersi come una candela!
.( Oggi le api se la cambiano per tre volte..)
Per fortuna che l'amico Wikng mi può passare ancora esemplari superdotati del suo laboratorio..virtuale
Grazie per l'incoraggiamento reciproco.
dallo "Zio"
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per tutto il Forum, compresi gli ultimi arrivati..Inaudito.. Quasi uno al giorno
(a presto, forse, altre annotazioni sui mesi più pericolosi per la varroa e per il Nosema apis ceranae)
Ultima modifica di adolfopercelsi il 07/07/2012, 22:51, modificato 7 volte in totale.
- stefanot
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Re: Le virosi delle api
buongiorno a tutti, seppur novello nel mondo fantastico dell'apicoltura e del forum, è da diversi giorni che leggo le svariate problematiche che hanno le nostre povere api.
Io ne posseggo cinque arnie e di certo l'entusiasmo non mi manca ma è anche certo che leggere tutto ciò incute una certa preoccupazione, e mi fermo quì.
Ringrazio "zio Adolfo" per l'enorme lavoro che svolge per tutti noi apicoltori, senza questi approfondimenti sarebbe veramente difficile entrare nelle tematiche fin quì elencate sul topic "sanita delle api" e forse è proprio per questo che và la mia più profonda preoccupazione perchè "l'omertà" non aiuta certamente questo comparto, e l'essere "soli" acuisce le problematiche delle api.
Giorni fà parlando con il presidente dell'associazione di cui faccio parte, ad una mia domanda inerente agli avvelenamenti continui in agricoltura e sul perchè non si denunci questa aberrazione, la sua risposta fu questa: per risolvere questi affannosi problemi per noi apicoltori ci vorrebbe persone "mafiose", cioè talmente forti da poter incidere nella "governance" del nostro benamato paese.
Me ne sono andato triste triste, perchè anche le nostre povere api soffrono di : numeri, interessi, lobby.
Uniamoci gentili apicoltori, l'unione fà la forza ed è ora che si faccia sentire la nostra voce, non per noi stessi, ma per le nostre beneamate api che di problemi ne hanno veramente tanti.
un saluto a tutto il forum.
Io ne posseggo cinque arnie e di certo l'entusiasmo non mi manca ma è anche certo che leggere tutto ciò incute una certa preoccupazione, e mi fermo quì.
Ringrazio "zio Adolfo" per l'enorme lavoro che svolge per tutti noi apicoltori, senza questi approfondimenti sarebbe veramente difficile entrare nelle tematiche fin quì elencate sul topic "sanita delle api" e forse è proprio per questo che và la mia più profonda preoccupazione perchè "l'omertà" non aiuta certamente questo comparto, e l'essere "soli" acuisce le problematiche delle api.
Giorni fà parlando con il presidente dell'associazione di cui faccio parte, ad una mia domanda inerente agli avvelenamenti continui in agricoltura e sul perchè non si denunci questa aberrazione, la sua risposta fu questa: per risolvere questi affannosi problemi per noi apicoltori ci vorrebbe persone "mafiose", cioè talmente forti da poter incidere nella "governance" del nostro benamato paese.
Me ne sono andato triste triste, perchè anche le nostre povere api soffrono di : numeri, interessi, lobby.
Uniamoci gentili apicoltori, l'unione fà la forza ed è ora che si faccia sentire la nostra voce, non per noi stessi, ma per le nostre beneamate api che di problemi ne hanno veramente tanti.
un saluto a tutto il forum.
- adolfopercelsi
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Re: Le virosi delle api
da a.p.
Altri allegati con scansione
da American Bee Journal, annata 2.010/2.011/2.012.
A eseguire proposizioni con didascalie
---
Foto dovuta per grande stima ed amicizia per Randy Oliver ed i suoi figli che, stranamente hanno acquisito i "gusti del padre professore, con tuta visivamente "sporca" propolizzata.. per almeno tenere i patogeni più virulenti nella fase " silente"

-"I tre astronauti!"./ Bidoncini per nutrizione stimolante per le api ad essere preparate alle immense distese di mandorli in fiore/
Per capire la gravità della prassi..
Abbiamo a che fare con api invernali, quelle a lunga vita”vitellogeninata"
Le nate cioè, da noi verso il 15 agosto..( Ma chi se ne fr. ,..a chi gliene cale di queste api se noi le ossalichiamo o se le facciamo entrare in maternità con un fottio di varroe che avremo potuto asportare con il Confinamento su favo grande?)
L'allegato.
Siamo in California . Un esercito di arnie vengono stimolate con un bidone di sciroppo soprastante il tetto piano, prima della fioritura delle mandorle
Anche da noi, per non essere da meno.. questa stimolazione è anticipata prima della naturale presenza del polline ( noccioleti, salici ) per far raccogliere già sul tarassaco
Il cambio mansione delle api invernali le indurrà a” rompere" il glomere e passare dallo stato di api invernali-a lunga vita e diventare foraggere(= accorciare la vita)
Finiranno artatamente (ad arte, con inganno)
in un ambiente termicamente discutibile e con tempo non amichevole
--
Nuovi patogeni acquisiti dalle api in breve tempo/
-Dal 1960 le api hanno avuto a che fare con ben altri otto nuovi patogeni e quindi dover ricorrere ad un grande sforzo génetico nel trovare una forma di equilibrio-convivenza con l’ospite
Risultati?
Pensiamo alla situazione attuale circa
1) la covata calcificata (dovuta ad un fungo) che io stesso un giorno lontano ho fotografato e
2)alla "trachea mite" ( acari nelle vie respiratorie) che negli Stati Uniti aveva distrutto il 70% di colonie ed ora, solo (rarely an economic problem ) raramente un problema economico
-Colonia sotto stress nutrizionale. Mancanza di "mezze lune", strisce di polline attorno alla covata
ed irregolare deposizione, a macchia di leopardo - Colonie sotto stress per povera nutrizione non possono difendersi da virosi e altri parassiti

Allegato dove si parla ancora nello specifico di "api invernali"
adolfopercelsi
Altri allegati con scansione
da American Bee Journal, annata 2.010/2.011/2.012.
A eseguire proposizioni con didascalie
---
Foto dovuta per grande stima ed amicizia per Randy Oliver ed i suoi figli che, stranamente hanno acquisito i "gusti del padre professore, con tuta visivamente "sporca" propolizzata.. per almeno tenere i patogeni più virulenti nella fase " silente"
-"I tre astronauti!"./ Bidoncini per nutrizione stimolante per le api ad essere preparate alle immense distese di mandorli in fiore/
Per capire la gravità della prassi..
Abbiamo a che fare con api invernali, quelle a lunga vita”vitellogeninata"
Le nate cioè, da noi verso il 15 agosto..( Ma chi se ne fr. ,..a chi gliene cale di queste api se noi le ossalichiamo o se le facciamo entrare in maternità con un fottio di varroe che avremo potuto asportare con il Confinamento su favo grande?)
L'allegato.
Siamo in California . Un esercito di arnie vengono stimolate con un bidone di sciroppo soprastante il tetto piano, prima della fioritura delle mandorle
Anche da noi, per non essere da meno.. questa stimolazione è anticipata prima della naturale presenza del polline ( noccioleti, salici ) per far raccogliere già sul tarassaco
Il cambio mansione delle api invernali le indurrà a” rompere" il glomere e passare dallo stato di api invernali-a lunga vita e diventare foraggere(= accorciare la vita)
Finiranno artatamente (ad arte, con inganno)
in un ambiente termicamente discutibile e con tempo non amichevole
--
Nuovi patogeni acquisiti dalle api in breve tempo/
-Dal 1960 le api hanno avuto a che fare con ben altri otto nuovi patogeni e quindi dover ricorrere ad un grande sforzo génetico nel trovare una forma di equilibrio-convivenza con l’ospite
Risultati?
Pensiamo alla situazione attuale circa
1) la covata calcificata (dovuta ad un fungo) che io stesso un giorno lontano ho fotografato e
2)alla "trachea mite" ( acari nelle vie respiratorie) che negli Stati Uniti aveva distrutto il 70% di colonie ed ora, solo (rarely an economic problem ) raramente un problema economico
-Colonia sotto stress nutrizionale. Mancanza di "mezze lune", strisce di polline attorno alla covata
ed irregolare deposizione, a macchia di leopardo - Colonie sotto stress per povera nutrizione non possono difendersi da virosi e altri parassiti
Allegato dove si parla ancora nello specifico di "api invernali"
adolfopercelsi
Ultima modifica di adolfopercelsi il 10/07/2012, 23:40, modificato 2 volte in totale.
- adolfopercelsi
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Re: Le virosi delle api
stefanot ha scritto:buongiorno a tutti, seppur novello nel mondo fantastico dell'apicoltura e del forum, è da diversi giorni che leggo le svariate problematiche che hanno le nostre povere api.
Io ne posseggo cinque arnie e di certo l'entusiasmo non mi manca ma è anche certo che leggere tutto ciò incute una certa preoccupazione, e mi fermo quì.
.
un saluto a tutto il forum.
Caro Filosofo "stefanot""
Che poi vuol dire filos= amico e Sofia= sapienza. Amico di Sofia
Ricevuto. Grazie.
Se ascolti me..Anche le tue api sono messe male come tutte le altre.
Mi ha commosso pure samir che con gli occhi di innamorato ha di certo guardato le sue e le ha trovate "non gravi come le mie!""
Pensa che roba!.. Quando cominciano, ora non si fermano più a meno che la nostra dott.ssa Leo ci porti in Italia( se la aiuteremo) il prodotto Remebee Pro
Io sono ancora sempre preoccupato per le 3/ 4 celle reali nasciture ma di fuchi neppure l'ombra ..Peggio di così si muore, che poi non è vero ma comunque si soffre se si stima ciò che si possiede
Un ciao a tutti. Ho appena finito di ultimare un pezzo dove elenco anche nostre bravure nel far uscire le api dal "glomere" e indurle a finire sul noccioleto .
Un ciao ciao a tutti
Dallo "Zio" Adolfo
che porta il nome di un figlio della nonna di mia mamma che da giovane sposa le aveva giurato di fare lei un altro Adolfo con tutt'e due le braccia..
Ultima modifica di adolfopercelsi il 10/07/2012, 23:43, modificato 1 volta in totale.
- samir
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Re: Le virosi delle api
caro zio, innamorato sono innamorato!!non si puo negare...è qualcosa che va oltre la passione! purtroppo però come tutti gli amori è denso di difficoltà, indecisioni e illusioni! in ogni caso vado avanti ,cercando coi pochissimi mezzi a disposizione di tenere in uno stato di salute quantomeno accettabile le mie api!sto facendo anche molti nuclei partendo dalle covate migliori...provenienti a loro volta da colonie migliori ,con pochissima varroa e con cera nuova o quasi! aspetto anche io trepidante qualche novità sul benedetto remembee in italia!!nel frattempo mi leggo i suoi interessanti post...un saluto
- adolfopercelsi
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Re: Le virosi delle api
---samir ha scritto:caro zio, innamorato sono innamorato!!non si puo negare... in ogni caso vado avanti ,cercando coi pochissimi mezzi a disposizione di tenere in uno stato di salute quantomeno accettabile le mie api!sto facendo anche molti nuclei partendo dalle covate migliori...provenienti a loro volta da colonie migliori ,con pochissima varroa e con cera nuova o quasi! aspetto anche io trepidante qualche novità sul benedetto remembee in italia!!nel ...un saluto
Ciao Samir. Grazie per quello che scrivi
Mi piace anche il tuo nome d'arte "Samir" dal sapore orientale ( latino orior oriris, donde orizzonte, laddove sorge il sole)
Nnon ti offenderai se segnalo che Riccardo ed il sottoscritto hanno fatto tutti questi tuoi passaggi.
Abbiamo ottenuto nulla o quasi.
Io di 26 famiglie ne ho privilegiato solo 6;. scegliendo la regina dalla covata migliore che per me si traduce in concreto:
covata con meno celle vuote o con l'inquilina asportata..
Anche le cinque che pensavo "buone", mi sono convinto siano bacate-invirosate alla partenza dagli stessi fuchi o sùbito dopo da nutrici che offrono gelatina reale alla stessa madre nei momenti in cui si "ferma" per riprendersi dalla fatica.
Ora posso rivelarti in prima mondiale che la reginetta nata e rimasta nella famiglia circa quindici giorni senza l'ombra di un fuco anche da zone limitrofe,
penso avendo fatto un nuovo tentativo di uscita per inseminazione sia stata seguita da tutte le api presenti
Diversamente mi sarei accorto, guardandola con attenzione, a volume addome raddoppiato, se fosse stata "fortunata".
lasciandone sul posto circa 35 di numero. Sono partite puntando verso il sole, in alto e poi via in orizzontale, oltre i mille metri di prato con quindici piante da frutta, ciliegi compresi.
Questo fenomeno "sciamatorio", l'anno scorso l'ho avuto verso il 20 agosto.
Stessa scena:
regina ed api abbandonano i favi e la covata tutta chiusa, pur compatta ma con api ( come poi documentato ) che non sarebbero mai nate.
Da quel poco che ho riassunto dalle tue confidenze anche tu sei accerchiato da chi tenta il tutto per tutto per sopravvivere
-Comunque tu sai che la Natura è imprevedibile..Magari ti sarà propizia
--
Ogni giorno le nozioni che trovo in studi specifici sulle virosi le trovo apocalittiche.
Sovente smetto di leggere ma per dovere d'amicizia, l'essenziale grazie al prezioso Forum Angrisani, lo farò conoscere.
-Riesco ad inserire tutto questo perché ormai notorio ho delle barrette rialzanti lo spazio sopra ai dorsali.
Le tolgo velocemente sono quando dovessi inserire il mielario, altrimenti la distanza non sarebbe
solo dei mm 9 circa
Adesso per rilassarmi tenterò di inserire qualche immagine che riguarda la modalità di fornire anche acqua alle api in questi giorni di 30 gradi all'ombra
in maniera ravvicinata con il suo contenitore a depressione che arriva appena al di sotto del coprinido, e quindi in pieno loro ambiente, come gradisce e so già realizzato dall'amico Benny.
Due tre fori soltanto, a depressione, da dove le api a turno possono attingere acqua senza alcun annegamento
Assemblati solo per fare un'unica foto, tre abbeveratoi, compreso quello di un favo a cellette svuotate da miele.
-
Penso che un litro di acqua e zucchero (io metto un po' anche di questo, le api+ temperatura riescano a svuotarlo. A 4 metri ho uno sgocciolatoio a cui accedono solo le poche vespe che circolano
( Anche loro colpite da virosi, come i Bombi che non ci ammazzano mai le api )
-Ci pensano le api a idrolizzare lo zucchero
A presto. Con stima dallo "Zio"
Ultima modifica di adolfopercelsi il 12/07/2012, 20:33, modificato 2 volte in totale.
- samir
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Re: Le virosi delle api
caro zio, oltre che ad essere il mio nome d' arte,samir, è anche il mio vero nome! è piaciuto a mamma e papa quando dei conoscenti hanno adottato un bimbo indiano che si chiamava perlappunto samir!ma torniamo alle api...sono veramente dispiaciuto della "fine che ha fatto" la tua regina! fenomeni del genere io per ora non ne ho mai avuti...mentre um mio amico si, l anno scorso varie colonie! uscivano "inspiegabilmente" in agosto/ settembre non lasciando un ape nell arnia! all esame della covata però ho verificato io stesso la presenza di molta varroa, sicuramente uno dei fattori scatenanti! alla fine questo mio amico in inverno di 30 circa...le ha perse tutte! diciamo anche che sicuramente le aveva "pulite" molto tardi e che poi probabilmente sara entrato in gioco anche il nosema vista la sua diffusione l anno scorso!non è piu "ripartito"...non ci son certezze con le api mi disse....ieri sera zio, con un altro mio amico, abbiamo installato un apiario a quasi 1000m per provare a fare millefiori! 22 casse fra le mie e le sue....abbiam portato i nuclei o gli sciametti che erano arrivati almeno su 7 favi! oggi se regge il tempo andro a controllare, son veramente curioso di guardare i suoi favi...lui è ripartito quest' anno con 8 famiglie provenienti molto probabilmente da fuori(non so dove però)e a sua detta vanno benissimo e poi ha catturato un po di sciami in giro! dice di aver fatto nuclei 4 settimane fa , con 4 di covata piu cella reale e ora sono su 9 favi! non sarebbe un miracolo?? mah vedremo....tornado a noi aspetto sempre trepidante i suoi "aggiornamenti" sulle virosi e nel frattempo cerco di non perdere quel filo di speranza che ancora nutro verso le api e l apicoltura!alcune piccole cose ogno tanto mi fanno ancora sorridere...
- adolfopercelsi
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Re: Le virosi delle api
--samir ha scritto:caro zio, oltre che ad essere il mio nome d' arte,samir, è anche il mio vero nome! è piaciuto a mamma e papa quando dei conoscenti hanno adottato un bimbo indiano che si chiamava perlappunto samir!ma torniamo alle api.. ...
Ciao "Samir"
Ottima scelta di chi ti vuole un gran bene anche a livello internazionale
"all' esame della covata però ho verificato io stesso la presenza di molta varroa,
son veramente curioso di guardare i suoi favi..
è ripartito quest' anno con 8 famiglie provenienti molto probabilmente da fuori(non so dove però)e a sua detta vanno benissimo e poi ha catturato un po di sciami in giro! dice di aver fatto nuclei 4 settimane fa"
Solo qualche accenno apistico
-Io partendo addirittura da gennaio con lo zucchero a velo ho avuto in questi due anni sempre pochissima varroa fino scomparire l'anno scorso..
Sono convinto che muoia assieme alla covata che non nasce..
Io ho controllato mie famiglie uscite. Non vevano alcuna varroa. Impressionante
Pur se vettore precedente ad un certo punto le virosi hanno modalità autonoma per riprodursi
Non nascono più nemmeno i fuchi.. se non qualcuno ad aprile.
--Quanto all'amico, socio in affari... penso che si tratti di una tua prova del fuoco.
"Le virosi oggi sono ovunque " un mio pezzetto una settimana fa
I neofiti non sanno" vedere" quasi nulla.
Si trovano con api comperate o peggio recuperate perché scappate da casa per eccessivi fastidi alla covata
e sovente arrivano anche ad un anno e mezzo di sopravvivenza, al di là della loro bravura ..
-Un ciao
Comunque sappi che sei delegato ufficialmente per sperare anche per me.. Ma come faccio quest'anno addirittura senza fuchi?.
Speriamo che l'anno prossimo per le nostre api la insostituibile dott.ssa Lea ci abbia già procurato, mettendo in moto mezzo mondo.. veterinari per le prove ufficiali. permessi a non finire
di avere Remebee per provarlo su api che prenderò da un amico che vive ancora quasi nella ..foresta.
Un saluto al nostro Forum Angrisani
(a.p.)
- samir
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Re: Le virosi delle api
caro zio, senza fuchi penso che quasi perderei le speranze anche io! deve essere sicuramente molto frustrante...diciamo allora che la speranza resta perchè forse(azzardo) a breve, arriverà grazie alla nostra leo il remembee! caro zio volevo poi domandarti una cosa specifica : in america in che anni sono cominciati ad apparire evidenti i danni da virosi? là, solitamente sia nel bene che nel male sono avanti qualche anno rispetto a noi...e magari osservando che oltreoceano qualcosa ricomincia a funzionare, possiamo gioire un po anche noi....insomma...sto cercando appigli un po dappertutto per non far morire la speranza dentro me!! proprio non mi ci vedo senza le api ormai..
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Re: Le virosi delle api
da Samir
.."volevo poi domandarti una cosa specifica : in america in che anni sono cominciati ad apparire evidenti i danni da virosi? là, solitamente sia nel bene che nel male sono avanti qualche anno rispetto a noi.
Questo potremo anche scriverlo. Lo faremo ma è ancora sempre solo fumo in caratteri tipografici.
".e magari osservando che oltreoceano qualcosa ricomincia a funzionare, possiamo gioire un po anche noi....insomma...sto cercando appigli un po dappertutto per non far morire la speranza dentro me!! proprio non mi ci vedo senza le api ormai.."
Rispondo a te come fotocopia.. per altri in futuro... Se interessa sapere perché io sono il più speranzoso di tutti voi? ( Presuntuoso!)
Perché ho potuto scrivere al prof. Randy ( ci sono le e-mail specifiche e risposte); precisi dati:
sul brevetto, sulla presenza nel mercato americano;
acquisto del brevetto dalla Monsanto italiana e come cacio sui maccheroni irriconoscente
il silenzio quasi totale finora su questa operazionee che penso solo la dott.ssa Leo risolverà.
Venendo a noi-
Tutte queste cose,
simili dati
sono presenti sul nostro Forum Angrisani .. Io ho impiegato mesi per secernere ciò che ritenevo basilare
Non vado ora certo a riscrivere il tutto ad ogni richiedente.
Detto con giustificata " brutalità"
La documentazione esiste e precisamente alla voce
La salute delle api. Sottotitolo Le virosi delle api
(diciamolo pian pianino 7 mila quaranta sette visitors(7.047) su una materia veramente ostica
-
Un mio sentito grazie a questi coriacei temerari "studenti"
Torniamo a noi
Ciascuno, se vuole. li vada a leggere
o altrimenti frigni
ma in silenzio e da solo
Figursi se facciamo un campagna sul prodotto per mesi ignorando di cosa effettivamente si tratti e dei risultati già ottenuti!
--
Dallo Zio", momentaneamente invirosato, (traduci incavolato)
ma già rientrato nella fase silente, analogamente a quella della bragia.. ancora sotto la cenere
Non certo come il dantesco
"Caron dimonio con occhi di bragia, batte col remo qualunque s'adagia"
Bla bla bla
Buona giornata
( a.p.)
.."volevo poi domandarti una cosa specifica : in america in che anni sono cominciati ad apparire evidenti i danni da virosi? là, solitamente sia nel bene che nel male sono avanti qualche anno rispetto a noi.
Questo potremo anche scriverlo. Lo faremo ma è ancora sempre solo fumo in caratteri tipografici.
".e magari osservando che oltreoceano qualcosa ricomincia a funzionare, possiamo gioire un po anche noi....insomma...sto cercando appigli un po dappertutto per non far morire la speranza dentro me!! proprio non mi ci vedo senza le api ormai.."
Rispondo a te come fotocopia.. per altri in futuro... Se interessa sapere perché io sono il più speranzoso di tutti voi? ( Presuntuoso!)
Perché ho potuto scrivere al prof. Randy ( ci sono le e-mail specifiche e risposte); precisi dati:
sul brevetto, sulla presenza nel mercato americano;
acquisto del brevetto dalla Monsanto italiana e come cacio sui maccheroni irriconoscente
il silenzio quasi totale finora su questa operazionee che penso solo la dott.ssa Leo risolverà.
Venendo a noi-
Tutte queste cose,
simili dati
sono presenti sul nostro Forum Angrisani .. Io ho impiegato mesi per secernere ciò che ritenevo basilare
Non vado ora certo a riscrivere il tutto ad ogni richiedente.
Detto con giustificata " brutalità"
La documentazione esiste e precisamente alla voce
La salute delle api. Sottotitolo Le virosi delle api
(diciamolo pian pianino 7 mila quaranta sette visitors(7.047) su una materia veramente ostica
-
Un mio sentito grazie a questi coriacei temerari "studenti"
Torniamo a noi
Ciascuno, se vuole. li vada a leggere
o altrimenti frigni
ma in silenzio e da solo
Figursi se facciamo un campagna sul prodotto per mesi ignorando di cosa effettivamente si tratti e dei risultati già ottenuti!
--
Dallo Zio", momentaneamente invirosato, (traduci incavolato)
ma già rientrato nella fase silente, analogamente a quella della bragia.. ancora sotto la cenere
Non certo come il dantesco
"Caron dimonio con occhi di bragia, batte col remo qualunque s'adagia"
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Buona giornata
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- samir
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Re: Le virosi delle api
caro zio, oggi non ho potuto fare la comparazione perchè il meteo lassu non era dei migliori...sarà per la prossima visita! tornando al discorso....il tuo "momentaneamente" mi piace molto! e quindi sono momentaneamente invirosato anche io! nel frattempo quindi cerchiamo di salvare il salvabile e speriamo che il remembee arrivi alla svelta...o perlomeno prima che nelle arnie restino solo telai lignei ed aria!che visione lugubra e cimiteriale però...buona serata zio!
- adolfopercelsi
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Re: Le virosi delle api
da a.p.
Ogni volta che incontro apicoltori ( se sinceri) noto come ora siano molto sconvolti circa ogni modalità a cui sono stati invitati a ricorrere (regine in gabbiette sottoscala- sublimati a go-go, cinque trattamenti ogni altro giorno, aspettare Babbo Natale per abbattere le (ultime) varroe)
Per cui
Sento di dovere far conoscere ciò che il prof.Oliver Randy
consiglia per non impazzire " psicologicamente" di acquisire una diversa visione del problema
Non dobbiamo più-suggerisce lui- pensare solo alla varroa ma piuttosto
all’impatto delle virosi, esacerbate dalla varroa
In altre parole.
Non fermarsi alla sola gestione delle varroe
ma alla gestione dei virus..
To shift our perpective from mite management to that of virus management
Aprile 2.011 Time for a Paradigm Shiftc Pensare diversamente. Pagg 357/365
--
-Proposizioni letterali ed altre riassunte dal citato American Bee Journal-
---
Quando la varroa nel bel mezzo del 1980 fu scoperta negli Stati Uniti
le virosi non avevano ancora portato a termine il progetto di servirsi della varroa come vettore per diffondere se stesse
Era possibile "vedere” api sane, anche con 20/.50.000 varroe .
La stessa cosa succedeva in Inghilterra, Sud Africa e Nuova Zelanda.
Allegato relax sulla destra. Solita classica famiglia benestante con piscina e acqua potabile in casa
--
Un trattamento annuale con una “pistola d’argento (silver bullet)=un efficace prodotto,
era sufficiente ad abbassare la percentuale di varroe perché le api "recuperassero"
L’infestazione di sola varroa procedeva relativamente senza “guasti”
In questi primi anni, cioè, si viveva ancora bene purché fossero stati abbattuti gli acari in autunno
(sfortunatamente molti apicoltori seguono ancora questo calendario)
Andava bene, quando le virosi erano poco presenti nelle arnie
e non erano ancora arrivate ad evolversi e sfruttare le varroe per loro scopi( purposes)
In concreto.
Abbattere gli acari in autunno non è più adeguato a far passare indenne l’inverno alle api;
L’accudire ciò deve, quanto meno iniziare a metà estate
Solo dopo l’arrivo della varroa si è iniziato a notare i sintomi del Virus delle ali deformate
( DWV-deformed Wing Virus)
--
Affermazioni generali
Una sola specie di solito è un parassita benigno; soprattutto se riceve il tutto da parenti( le sorelle)
Invece due parassiti,
assieme, diffondono velocemente l’infestazione portando al collasso, aggiungendovi anche il saccheggio e portando così le infezioni a nuove colonie.
Alla lunga, con saturazione di nuovi ospiti ( altre api)
i più pericolosi ceppi di varroa e del DWD ( ali deformate..) mano nella mano-capillarmente, si sono diffusi come fuoco selvaggio tra gli areali
sia gli acari varroa
che le virosi, aiutandosi a vicenda (assisting each other)--
( a seguire)
Con stima dallo "Zio Adolfo
Ogni volta che incontro apicoltori ( se sinceri) noto come ora siano molto sconvolti circa ogni modalità a cui sono stati invitati a ricorrere (regine in gabbiette sottoscala- sublimati a go-go, cinque trattamenti ogni altro giorno, aspettare Babbo Natale per abbattere le (ultime) varroe)
Per cui
Sento di dovere far conoscere ciò che il prof.Oliver Randy
consiglia per non impazzire " psicologicamente" di acquisire una diversa visione del problema
Non dobbiamo più-suggerisce lui- pensare solo alla varroa ma piuttosto
all’impatto delle virosi, esacerbate dalla varroa
In altre parole.
Non fermarsi alla sola gestione delle varroe
ma alla gestione dei virus..
To shift our perpective from mite management to that of virus management
Aprile 2.011 Time for a Paradigm Shiftc Pensare diversamente. Pagg 357/365
--
-Proposizioni letterali ed altre riassunte dal citato American Bee Journal-
---
Quando la varroa nel bel mezzo del 1980 fu scoperta negli Stati Uniti
le virosi non avevano ancora portato a termine il progetto di servirsi della varroa come vettore per diffondere se stesse
Era possibile "vedere” api sane, anche con 20/.50.000 varroe .
La stessa cosa succedeva in Inghilterra, Sud Africa e Nuova Zelanda.
Allegato relax sulla destra. Solita classica famiglia benestante con piscina e acqua potabile in casa
--
Un trattamento annuale con una “pistola d’argento (silver bullet)=un efficace prodotto,
era sufficiente ad abbassare la percentuale di varroe perché le api "recuperassero"
L’infestazione di sola varroa procedeva relativamente senza “guasti”
In questi primi anni, cioè, si viveva ancora bene purché fossero stati abbattuti gli acari in autunno
(sfortunatamente molti apicoltori seguono ancora questo calendario)
Andava bene, quando le virosi erano poco presenti nelle arnie
e non erano ancora arrivate ad evolversi e sfruttare le varroe per loro scopi( purposes)
In concreto.
Abbattere gli acari in autunno non è più adeguato a far passare indenne l’inverno alle api;
L’accudire ciò deve, quanto meno iniziare a metà estate
Solo dopo l’arrivo della varroa si è iniziato a notare i sintomi del Virus delle ali deformate
( DWV-deformed Wing Virus)
--
Affermazioni generali
Una sola specie di solito è un parassita benigno; soprattutto se riceve il tutto da parenti( le sorelle)
Invece due parassiti,
assieme, diffondono velocemente l’infestazione portando al collasso, aggiungendovi anche il saccheggio e portando così le infezioni a nuove colonie.
Alla lunga, con saturazione di nuovi ospiti ( altre api)
i più pericolosi ceppi di varroa e del DWD ( ali deformate..) mano nella mano-capillarmente, si sono diffusi come fuoco selvaggio tra gli areali
sia gli acari varroa
che le virosi, aiutandosi a vicenda (assisting each other)--
( a seguire)
Con stima dallo "Zio Adolfo
Ultima modifica di adolfopercelsi il 12/07/2012, 12:10, modificato 1 volta in totale.
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Re: Le virosi delle api
Ciao a tutti e allo Zio Adolfo!!!
da quello che ho letto qui nel forum sono un pò preoccupato...non sono in grado di valutare se le mie famiglie siano invirosate e fino a che punto...però mi è successo che appena dopo l'acacia, la famiglia più forte che ho ad un certo punto non aveva più bottinatrici che andavano avanti e indietro...proprio più!!!ne arrivava una ogni 5/6 secondi!!!Invece prima dell'acacia ce n'erano tante..mi hanno riempito un melario in 2/3 giorni!!
La mancanza di traffico sull porticina di volo non penso sia per una mancanza di importazione perchè l'altra famiglia di numero più ristretto ne aveva e giravano di continuo...
Può essere che siano andate a bottinare su fiori con pesticidi, ma dalle mie parti non ci sono tanti campi con coltivazioni intensive, praticamente è quasi tuto bosco...e poi cosa fiorisce di così esteso insieme all'acacia in Piemonte??
Buch!!!
Cosa ne pensate?cosa può essere successo?
Domani proverò a far sloggiare tutte le mie amiche dai favi per fotografare la situazione!!Magari pubblico qualche foto...
Grazie a tutti per i consigli!!
Ciao
Davide
da quello che ho letto qui nel forum sono un pò preoccupato...non sono in grado di valutare se le mie famiglie siano invirosate e fino a che punto...però mi è successo che appena dopo l'acacia, la famiglia più forte che ho ad un certo punto non aveva più bottinatrici che andavano avanti e indietro...proprio più!!!ne arrivava una ogni 5/6 secondi!!!Invece prima dell'acacia ce n'erano tante..mi hanno riempito un melario in 2/3 giorni!!
La mancanza di traffico sull porticina di volo non penso sia per una mancanza di importazione perchè l'altra famiglia di numero più ristretto ne aveva e giravano di continuo...
Può essere che siano andate a bottinare su fiori con pesticidi, ma dalle mie parti non ci sono tanti campi con coltivazioni intensive, praticamente è quasi tuto bosco...e poi cosa fiorisce di così esteso insieme all'acacia in Piemonte??
Buch!!!
Cosa ne pensate?cosa può essere successo?
Domani proverò a far sloggiare tutte le mie amiche dai favi per fotografare la situazione!!Magari pubblico qualche foto...
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Ciao
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Re: Le virosi delle api
da a.p.davzil ha scritto:Ciao a tutti e allo Zio Adolfo!!!![]()
da quello che ho letto qui nel forum sono un pò preoccupato...non sono in grado di valutare se
mi è successo che appena dopo l'acacia, la famiglia più forte che ho ad un certo punto non aveva più bottinatrici che andavano avanti e indietro...proprio più!!!ne arrivava una ogni 5/6 secondi!!!Invece prima dell'acacia ce n'erano tante..
Domani proverò a far sloggiare tutte le mie amiche dai favi per fotografare la situazione!!Magari pubblico qualche foto...
Grazie a tutti per i consigli!!
Ciao
Davide
Davide,
vulcanetto sempre in eruzione con domande utili.
Supponiamo che la cosa invece si spieghi così.
Dopo l'acacia non c'erano più api bottinatrici perché nel mese prima, alla regina non erano stati offerti favi su cui deporre.
Questi vanno sempre preparati programmati prima.
Pensa a chi vuole sfruttare la fioritura del tiglio e se in posto pedemontano con api che possano raggiungere anche i castagni
-Auguri per il tuo prezioso servizio fotografico.
Metti in funzione la "autostrada".Il costo del pedaggio.. te lo offro io. Gratis
Nebulizzare lievemente con la sola acqua le due facciate
Le api scosse non si rivolteranno contro la faccia.
Gli è proprio impedito dalle "gocce", come succederebbe alla nostra benzina se volessimo aumentarne il volume aggiungendo dei litri di.. acqua.
Motore fermo ruttore distributore . tutto azzerato .
Ali "bagnate "Nessun volo
Se trovi che c'è anche covata uova e stadio larvale
ricorri ad un prezioso scovolino per spazzolarle sopra alla autostrada
iniziando dalla parte inferiore salendo poi verso l'alto.
Così le api spazzolate non finiranno addosso alle sottostanti.
Procurati un ombrello che terrai aperto sulla stessa autostrada per ovviare al caldo eccessivo
e così le api pian piano potranno anche asciugarsi e rientrare ancora serenamente a casa .
Ciao ciao
( a.p.)
Ultima modifica di adolfopercelsi il 12/07/2012, 12:56, modificato 1 volta in totale.
- davzil
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Re: Le virosi delle api
Zio però devo chiamare la trasmisiione "chi l'ha visto" in questo caso chi le ha viste!!
...sono sparite tutte insieme da una settimana all'altra!!e api dentro ce ne sono sempre state tante...buch
L'anno prossimo, se saranno ancora vive, le controllerò di più...avendole gestite dall'inizio solo io!!
Grazie per i consigli e spiegazioni utili
Ciao Ciao
Davide
L'anno prossimo, se saranno ancora vive, le controllerò di più...avendole gestite dall'inizio solo io!!
Grazie per i consigli e spiegazioni utili
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Re: Le virosi delle api
Mi ha tradito questa tua affermazione ancora..ottimistadavzil ha scritto:Zio però devo chiamare la trasmisiione "chi l'ha visto" in questo caso chi le ha viste!!...sono sparite tutte insieme da una settimana all'altra!!e api dentro ce ne sono sempre state tante...buch
L'anno prossimo, se saranno ancora vive, le controllerò di più...avendole gestite dall'inizio solo io!!
Grazie per i consigli e spiegazioni utili![]()
Ciao Ciao
Davide
.."ne arrivava una ogni 5/6 secondi!!"
--
Davide mi costringi a fare delle confidenze che vanno a turbare la serenità di chi afferma di non avere problemi
Io due giorni fa, essendo quasi sempre in mezzo alle api ( arnie a 50 metri)
Una famiglia quella della nuova reginetta che da quanto visto non era stata fecondata ad un certo punto sono uscite tutte puntando verso il sole e, molto alte, scomparse.
Ho dato la colpa all'intera covata che aveva soltanto cellette rimaste sotto opercolo..
Questo ambiente necroforo deve aver fatto decidere le api ad andar morire altrove.
Adesso sono in attesa di vedere rinnovata questa scena.
-Ci sono in altra famiglia 4/5celle reali chiuse. Fuchi zero. Covata come sopra che non nasce..
Ti informerò anche di questa obbligata "uscita "
Un ciao e nonostante tutto viva la vita
"Zio " Adolfo
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Re: Le virosi delle api
salve a tutti, ieri sera ho inserito un telaino equatore, così mi sono equarizzato pure io, spero di aver fatto bene.
Questa mia decisione è venuta dopo aver constatato che un telaino del nido era mal messo, cioè scuro, era di scorte, quindi l'ho sostituito, ho fatto bene? ho commesso qualche disastro?
Certo aver tolto quel pò di miele che le api avevano accantonato non mi è stato facile ma il telaino era brutto davvero, il miele l'ho recuperato, lo posso dare alle api? ho dei dubbi in merito, la cera la butto, quì avrei meno dubbi, ma spero che almeno qualche dubbio me lo togliete, grazie e un saluto a tutti e allo zio Adolfo sempre un luminare in merito.
Questa mia decisione è venuta dopo aver constatato che un telaino del nido era mal messo, cioè scuro, era di scorte, quindi l'ho sostituito, ho fatto bene? ho commesso qualche disastro?
Certo aver tolto quel pò di miele che le api avevano accantonato non mi è stato facile ma il telaino era brutto davvero, il miele l'ho recuperato, lo posso dare alle api? ho dei dubbi in merito, la cera la butto, quì avrei meno dubbi, ma spero che almeno qualche dubbio me lo togliete, grazie e un saluto a tutti e allo zio Adolfo sempre un luminare in merito.
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Re: Le virosi delle api
Ma hanno lasciato l'arnia vuota?adolfopercelsi ha scritto:Una famiglia quella della nuova reginetta che da quanto visto non era stata fecondata ad un certo punto sono uscite tutte puntando verso il sole e, molto alte, scomparse.
Per fortuna nelle mie i fuchi ci sono...in queste settimane un pò meno...ma all'inizio appena messi i telaini equatore la regina si è sfogata e c'erano fuchi ovunque!!!adesso si sono stabilizzati!!adolfopercelsi ha scritto:-Ci sono in altra famiglia 4/5celle reali chiuse. Fuchi zero. Covata come sopra che non nasce..
settimana prossima pubblico le foto dei favi...
Buona giornata a te e a tutto il forum!!
Davide
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Re: Le virosi delle api
caro zio, mi spiace profondamente per quest'altra orfanità nel tuo apiario! a quanto capisco se dovessero partire anche queste resteresti con 4...se non succede nient'altro! diciamo che il tuo apiario, se continuano ad andare avanti cosi le cose, può rappresentare un quadro futuristico dell' apicoltura! tu cosa ne pensi??...il mio ragionamento si basa sul fatto che i virus sono ovunque e dunque tutte le api con l'andare del tempo verranno seriamente compromesse!non è certo una rosea visione...oggi ho visto le api del mio amico e non hanno niente di piu delle mie..ma lui crede che siano belle e sane! ora da noi l importazione è vistosamente calate e i nodi pian piano verranno al pettine...son veramente curioso di vedere cosa riuscirò a salvare! un saluto caro zio momentaneamente(spero) invirosato


