Ciao colleghi,
scrivo questo post per avere un scambio di pareri e vorrei sapere le vostre opinioni. leggetemi con leggerezza, non voglio creare divisione ma coesione.
ritengo ancora una volta che sia necessario ribadire questo: abbiamo l'ennesima prova che ai nostri governanti, ai nostri imprenditori ed ai nostri
scienziati non interessa un fico secco di sitemare le cose. (qualcuno si salva, non guardiamo il pelo sull'uovo adesso eh!)
ecco a voi il progetto omnibus, che potete cercare su google: in poche parole si tratta di un iniziativa europea non per frenare o bandire certe pratiche agrarie, bensì per non regolamentarle e rendere indefinito/illimitato l'uso di sostanze decisamente di comprovata tossicità, quali neonicotinoidi, funghicidi e porcherie varie. le sostanza citate sono 49.
perdonate lo sfogo, ma io sono indignato e allibito davanti l'incompetenza di certi individui.
suggerisco ora come non mai di iniziare davvero a pensare di informarsi e tralasciare tutte le menate di poca importanza, perchè qui c'è davvero in gioco le nostre anime e il futuro. altro che "api" e "lavoro". abbiamo delegato per troppo tempo questioni importanti dell'aspetto della nostra vita a truffatori e aguzzini, ora ne paghiamo il prezzo.
smettete di ascoltare gli asini manipolati con le carote, smettete di correre dietro i soldi del monopoli come se fosse la salvezza, smettete di non pensare e lasciare fare agli esperti... (consiglio da amico).
è davvero arrivato il momento di iniziare a ragionare con la propria testa, altrimenti poi non ne avremo più una per pensare.
mi dispiace davvero per tutti coloro che davvero mettono il cuore in quel che fanno e hanno tutta la mia stima. ma non dobbiamo più aderire a queste cavolate anti-uomo. come già detto in precedenza, non si può arrivare a compromessi con questi individui, vanno cacciati a calci.
forza e coraggio, teniamo duro, alla fine la spunteremo noi.
studiate le vostre api, imparate a costruire il vostro necessario e lasciamo morir di fame tutti questi avvoltoi. iniziate a selezionare chi merita il vostro tempo, perchè ce n'è davvero poco.
negli apiari della mia zona ci sono state perdite tra il 60%-80% di famiglie. testimonianze di apicoltori. causa probabile? : varroa, trattamenti alla carlona secondo calendari inventati e pessime politiche agricole. Pessime.
ci sarebbe da parlare anche della "possibilità di utilizzo della covata come alimento destinato al consumo umano" ma mi fermo qui per ora e intanto auguro una buona partenza a tutti.
progetto omnibus...?
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- Ortega
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Re: progetto omnibus...?
Buonasera Gaarth, ti rispondo senza fare polemica.
Le perdite del 60–80% purtroppo in certe zone ci sono state davvero. Però dire che c’è una sola causa è fuorviante. Oggi il problema numero uno resta la Varroa destructor: se non la monitori seriamente e non tratti in modo corretto, le famiglie crollano. E non solo per l’acaro in sé, ma per i virus che si porta dietro con cariche alte di varroa basta poco per mandare tutto in crisi.
Questo non significa che i fitofarmaci siano innocui. I Neonicotinoidi sono stati al centro di studi e restrizioni europee, quindi il tema esiste eccome. Però ridurre tutto a non vogliono sistemare niente è una semplificazione. La realtà è più complicata: agricoltura, economia, politica, ricerca… è un equilibrio difficile.
Per quanto riguarda il cosiddetto pacchetto normativo, prima di ipotizzare una completa eliminazione delle regole, conviene leggere i testi. Spesso dentro ci sono modifiche tecniche molto diverse tra loro. Criticare va benissimo, ma con i documenti alla mano.
Secondo me, più che dividerci, dovremmo concentrarci su cose pratiche:
Monitoraggi veri della varroa (non trattamenti “a calendario” e basta).
Rotazione dei principi attivi e strategie integrate.
Confronto con veterinari e tecnici aggiornati.
Dialogo con gli agricoltori locali sui trattamenti in campo (molti problemi nascono da mancata comunicazione).
La rabbia è comprensibile, soprattutto quando perdi api. Ma frasi tipo vanno cacciati a calci non aiutano nessuno. Se vogliamo contare qualcosa, serve compattezza e competenza. Le api stanno male? È un segnale che qualcosa nel sistema non funziona. Ma per cambiarlo servono dati, tecnica e strategia. Non solo sfogo.
Confrontiamoci, anche duramente se serve. Però lavoriamo per trovare soluzioni.
Le perdite del 60–80% purtroppo in certe zone ci sono state davvero. Però dire che c’è una sola causa è fuorviante. Oggi il problema numero uno resta la Varroa destructor: se non la monitori seriamente e non tratti in modo corretto, le famiglie crollano. E non solo per l’acaro in sé, ma per i virus che si porta dietro con cariche alte di varroa basta poco per mandare tutto in crisi.
Questo non significa che i fitofarmaci siano innocui. I Neonicotinoidi sono stati al centro di studi e restrizioni europee, quindi il tema esiste eccome. Però ridurre tutto a non vogliono sistemare niente è una semplificazione. La realtà è più complicata: agricoltura, economia, politica, ricerca… è un equilibrio difficile.
Per quanto riguarda il cosiddetto pacchetto normativo, prima di ipotizzare una completa eliminazione delle regole, conviene leggere i testi. Spesso dentro ci sono modifiche tecniche molto diverse tra loro. Criticare va benissimo, ma con i documenti alla mano.
Secondo me, più che dividerci, dovremmo concentrarci su cose pratiche:
Monitoraggi veri della varroa (non trattamenti “a calendario” e basta).
Rotazione dei principi attivi e strategie integrate.
Confronto con veterinari e tecnici aggiornati.
Dialogo con gli agricoltori locali sui trattamenti in campo (molti problemi nascono da mancata comunicazione).
La rabbia è comprensibile, soprattutto quando perdi api. Ma frasi tipo vanno cacciati a calci non aiutano nessuno. Se vogliamo contare qualcosa, serve compattezza e competenza. Le api stanno male? È un segnale che qualcosa nel sistema non funziona. Ma per cambiarlo servono dati, tecnica e strategia. Non solo sfogo.
Confrontiamoci, anche duramente se serve. Però lavoriamo per trovare soluzioni.
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Re: progetto omnibus...?
grazie Ortega della risposta. premetto che il mio è solo uno spunto di pensiero, forse messo giù malamente.
mi piacerebbe darti il 100% della ragione, ma devo sottolineare alcuni punti decisivi.
suddividerò la mia risposta in punti a favore e in punti a sfavore.
+: hai ragione quando dici che la rabbia non porta da nessuna parte. la mia forse non è rabbia, ma stanchezza. ma sono comunque d'accordo e ti ringrazio per avermelo fatto notare.
+: hai perfettamente ragione a sostenere che le cose sono abbastanza complicate. io ritengo che siano volutamente complicate. ma va bene, non è questo il posto per questo discorso. e di fatto è la mia personale opinione, ma se ti guardi in giro, non sono l'unico.
+: mi piacerebbe davvero lavorare tutti insieme per la soluzione, ma ahimè non tutti lo vogliono o sono disposti. ognuno alle sue preoccupazioni.
+: ci sono davvero delle realtà che fanno la differenza. spero che possano continuare su quella strada.
purtroppo i punti a favore finisco qui.
-:la varroa non è "decisamente" il problema. il problema è volersi intestardire di mantenere api "deboli" e lucrarci sopra. dire" tengo il cavallo fichè tira, quando invecchia lo abbatterò perche non mi fa più guadagnare" è lo stesso concetto. poi piangersi addosso atteggiandosi a vittime siamo capaci tutti : incolpare fattori esterni "che non possiamo controllare".
io ho avuto delle perdite (1 sciame e 2 famiglie su 8, circa un 30%), ma sono da imputare alla mia inesperienza, quindi mea culpa.
tuttavia non nutro con sciroppi, tratto il meno possibile e sto lavorando attivamente per eliminare i trattamenti. le mie api non sono mai state meglio. ho invernato famiglie su 7t che ora sono su 5t (fisarmonica per ripartenza.) non mi sono consultato con veterinari, nè con esperti. ho sperimentato sul campo. per me già questo punto non sussiste. ho difficoltà? certo. chi non ne ha?
-: ho dato un occhiata a questi fantomatici documenti, e su alcuni riportano come dici valutazioni corrette. ma per chi?
perchè non vi allarmate quando viene detto esplicitamente "allentare i controlli e autorizzare uso illimitato di sostanze con comprovata tossicità per gli organismi."? me lo sto inventando per caso? la sostanza del pacchetto è di questo che parla. forse è vero che tendo a generalizzare un po troppo, ma non possiamo neanche negare, giusto?
-come comunico con chi non ne vuole sapere? sai quanti terreni disponibile ci sarebbere che vengono evitati come la peste proprio per via delle pratiche agricole da bandito. se vuoi te ne presento personalmente qualcuno a cui a detta sua non "frega assolutamente nulla, guardano solo i soldi." non sono paragonabili ad un delinquente se pensano e si esprimono da tale? apicoltori, proprietari terrieri e aziende agricole. chi ne ha, ne metta. ma se io poi mi oppongo e voglio cercare un altra via, sono io il bandito? perchè per lo stato è così :d
-tassativamente non condivido l'uso ciclico dei principi attivi se al 100% non vengono considerati solo i benefici che portano a tutti equamente. e se qualcuno ci deve perdere non va già più bene.
------------------------------------------
forse ancora non comprendete la gravità della situazione in cui siamo a livello globale... e va bene così!
"cacciati a calci" è anche fin troppo dolce. mi spiace che non ti piacciono queste parole. A Mussolini han tagliato la testa per le sue "grandi opere"
---------------------------
con la consapevolezza di questo, ti piacerebbe avermi come vicino? potrei "decimare il tuo apiario"
mi piacerebbe darti il 100% della ragione, ma devo sottolineare alcuni punti decisivi.
suddividerò la mia risposta in punti a favore e in punti a sfavore.
+: hai ragione quando dici che la rabbia non porta da nessuna parte. la mia forse non è rabbia, ma stanchezza. ma sono comunque d'accordo e ti ringrazio per avermelo fatto notare.
+: hai perfettamente ragione a sostenere che le cose sono abbastanza complicate. io ritengo che siano volutamente complicate. ma va bene, non è questo il posto per questo discorso. e di fatto è la mia personale opinione, ma se ti guardi in giro, non sono l'unico.
+: mi piacerebbe davvero lavorare tutti insieme per la soluzione, ma ahimè non tutti lo vogliono o sono disposti. ognuno alle sue preoccupazioni.
+: ci sono davvero delle realtà che fanno la differenza. spero che possano continuare su quella strada.
purtroppo i punti a favore finisco qui.
-:la varroa non è "decisamente" il problema. il problema è volersi intestardire di mantenere api "deboli" e lucrarci sopra. dire" tengo il cavallo fichè tira, quando invecchia lo abbatterò perche non mi fa più guadagnare" è lo stesso concetto. poi piangersi addosso atteggiandosi a vittime siamo capaci tutti : incolpare fattori esterni "che non possiamo controllare".
io ho avuto delle perdite (1 sciame e 2 famiglie su 8, circa un 30%), ma sono da imputare alla mia inesperienza, quindi mea culpa.
tuttavia non nutro con sciroppi, tratto il meno possibile e sto lavorando attivamente per eliminare i trattamenti. le mie api non sono mai state meglio. ho invernato famiglie su 7t che ora sono su 5t (fisarmonica per ripartenza.) non mi sono consultato con veterinari, nè con esperti. ho sperimentato sul campo. per me già questo punto non sussiste. ho difficoltà? certo. chi non ne ha?
-: ho dato un occhiata a questi fantomatici documenti, e su alcuni riportano come dici valutazioni corrette. ma per chi?
perchè non vi allarmate quando viene detto esplicitamente "allentare i controlli e autorizzare uso illimitato di sostanze con comprovata tossicità per gli organismi."? me lo sto inventando per caso? la sostanza del pacchetto è di questo che parla. forse è vero che tendo a generalizzare un po troppo, ma non possiamo neanche negare, giusto?
-come comunico con chi non ne vuole sapere? sai quanti terreni disponibile ci sarebbere che vengono evitati come la peste proprio per via delle pratiche agricole da bandito. se vuoi te ne presento personalmente qualcuno a cui a detta sua non "frega assolutamente nulla, guardano solo i soldi." non sono paragonabili ad un delinquente se pensano e si esprimono da tale? apicoltori, proprietari terrieri e aziende agricole. chi ne ha, ne metta. ma se io poi mi oppongo e voglio cercare un altra via, sono io il bandito? perchè per lo stato è così :d
-tassativamente non condivido l'uso ciclico dei principi attivi se al 100% non vengono considerati solo i benefici che portano a tutti equamente. e se qualcuno ci deve perdere non va già più bene.
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forse ancora non comprendete la gravità della situazione in cui siamo a livello globale... e va bene così!
"cacciati a calci" è anche fin troppo dolce. mi spiace che non ti piacciono queste parole. A Mussolini han tagliato la testa per le sue "grandi opere"
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con la consapevolezza di questo, ti piacerebbe avermi come vicino? potrei "decimare il tuo apiario"
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Re: progetto omnibus...?
Ciao, posso partecipare? 
si Gaarth, stanno facendo un bel pasticcio, le politiche agricole funzionano (male) così oggi .. è giusto non arrendersi.. quando a forza di proteste son stati tolti dal mercato dei prodotti chimici nocivi , le case farmaceutiche hanno trovato ricette alternative equivalenti , cambiando nomenclature e composizioni, ma sostanzialmente "non è cambiato nulla" e il giro miliardario è garantito, protetti dalla politica..
questo è solo uno tra i molti thread inerenti e ne abbiam già parlato.. nessuno a soluzioni definitive pronte , ma la via "ecologica" (o comunque molto più sostenibile) esiste, ogni apicoltore effettua le sue scelte.. è questo che siamo chiamati a fare..
le istituzioni hanno perso la mia fiducia e a quanto pare anche quella di molti altri.. ma purtroppo restiam sempre "troppo pochi", basti ricordare le ultime proteste a Roma , che nonostante la presenza di migliaia di apicoltori, appoggiati anche dalla presenza del sig. Ziliani e del sig. Cirone , sono state solo buchi nell acqua.. perchè al vero, le cose son forse peggiorate.. abbiam fatto la figura dei gioppini..
ci sarebbe da dire anche che: sotto quest aspetto il governo italiano è costretto (in realtà vuol ubbidire) ad adattarsi ed emanare quelle leggi per mettersi in pari con i dettami europei, non si parla più di decisioni prese dall italia per gli apicoltori italiani, ma bensì di regolamenti europei dove tutti devon adattarsi e mettersi in linea con queste.. è la globalizzazione , di cosa ci meravigliamo?
-----------------------------------------------------------------------
ma noi cosa possiamo fare? (secondo me è questa la vera domanda su cui dobbiam focalizzarci)
l apicoltore assennato usa meno prodotti di sintesi (zero se riesce) , nel tempo riesce a intervenire meno e più precisamente, non ha senso dire: "io non tratto, io non nutro".. è troppo semplicistico, oltretutto ci si tira la zappa sui piedi..
nutrire e trattare è doveroso.. dove e quando serve.. capire questo e sopratutto capirne modi e tempistiche è ben più complesso , ma è davvero questo che fa la differenza sul numero di cadaveri..
resto convinto che a oggi siano gli apicoltori a fare "più danno" ai propri alveari, non per colpe, ma semplicemente sembra che "nessuno sappia allevare api"..
..quando affronteremo davvero questo?
-----------------------------------------------------------------------
purtroppo a oggi internet è pieno di fuffa... fanfaroni e improvvisati , gente che fa da maestro dopo soli due anni di attività, gente che vende api allestendo una manciata di apidea , ecc.. non voglio ora cambiare discorso, ma abbiamo problemi molto più impellenti qui..
sistemiamo asl e associazioni prima? diamoli qui i calci nel XXXX, vedrete che poi dovranno fare capolino anche i responsabili di queste scelleratezze..
i miei due centesimi son qui..
si Gaarth, stanno facendo un bel pasticcio, le politiche agricole funzionano (male) così oggi .. è giusto non arrendersi.. quando a forza di proteste son stati tolti dal mercato dei prodotti chimici nocivi , le case farmaceutiche hanno trovato ricette alternative equivalenti , cambiando nomenclature e composizioni, ma sostanzialmente "non è cambiato nulla" e il giro miliardario è garantito, protetti dalla politica..
questo è solo uno tra i molti thread inerenti e ne abbiam già parlato.. nessuno a soluzioni definitive pronte , ma la via "ecologica" (o comunque molto più sostenibile) esiste, ogni apicoltore effettua le sue scelte.. è questo che siamo chiamati a fare..
le istituzioni hanno perso la mia fiducia e a quanto pare anche quella di molti altri.. ma purtroppo restiam sempre "troppo pochi", basti ricordare le ultime proteste a Roma , che nonostante la presenza di migliaia di apicoltori, appoggiati anche dalla presenza del sig. Ziliani e del sig. Cirone , sono state solo buchi nell acqua.. perchè al vero, le cose son forse peggiorate.. abbiam fatto la figura dei gioppini..
ci sarebbe da dire anche che: sotto quest aspetto il governo italiano è costretto (in realtà vuol ubbidire) ad adattarsi ed emanare quelle leggi per mettersi in pari con i dettami europei, non si parla più di decisioni prese dall italia per gli apicoltori italiani, ma bensì di regolamenti europei dove tutti devon adattarsi e mettersi in linea con queste.. è la globalizzazione , di cosa ci meravigliamo?
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ma noi cosa possiamo fare? (secondo me è questa la vera domanda su cui dobbiam focalizzarci)
l apicoltore assennato usa meno prodotti di sintesi (zero se riesce) , nel tempo riesce a intervenire meno e più precisamente, non ha senso dire: "io non tratto, io non nutro".. è troppo semplicistico, oltretutto ci si tira la zappa sui piedi..
nutrire e trattare è doveroso.. dove e quando serve.. capire questo e sopratutto capirne modi e tempistiche è ben più complesso , ma è davvero questo che fa la differenza sul numero di cadaveri..
resto convinto che a oggi siano gli apicoltori a fare "più danno" ai propri alveari, non per colpe, ma semplicemente sembra che "nessuno sappia allevare api"..
..quando affronteremo davvero questo?
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purtroppo a oggi internet è pieno di fuffa... fanfaroni e improvvisati , gente che fa da maestro dopo soli due anni di attività, gente che vende api allestendo una manciata di apidea , ecc.. non voglio ora cambiare discorso, ma abbiamo problemi molto più impellenti qui..
sistemiamo asl e associazioni prima? diamoli qui i calci nel XXXX, vedrete che poi dovranno fare capolino anche i responsabili di queste scelleratezze..
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Re: progetto omnibus...?
Ciao Rob, certo, tutti possono partecipare, lo scopo è esattamente questo. 
purtroppo quello che sottolinei è vero, e a costo di sembrare un disco rotto, io "rompo" le scatole. per questo spingo molto sulla consapevolezza individuale e sulla comunicazione onesta e sincera.
non mi sento assolutamente sconfitto, anzi. voglio condividere il mio punto di vista, ma non voglio che siate d'accordo con me, ma che ci si possa aiutare a costruire un futuro migliore imparando dagli sbagli di tutti. quindi grazie del confronto.
altro punto intereassante che sottolinei è appunto la "presunzione" di qualche individuo di essere già al traguardo solamente dopo i primi 10 passi dalla lina di partenza. altra cosa che condivido è l'eccesso di merito che viene attribuito.. sembra quasi che valga di più la mia immagine di come effettivamente gestisco le mie api.
apro una piccola parentesi dicendo che: quando dico che "non nutro", intendo con sciroppi artificiali o canditi "potenziati", non che lascio morire di fame i miei animali. ci mancherebbe. incasso un po' meno io ma ci guadagnamo tutti alla fine (io e le api).
"Non tratto" è possibile ma vanno fatte delle valutazioni importanti e costanti. Però dire che senza non si può fare secondo me non è propriamente corretto.
sopratutto dove e quando come ripeti spesso..
-------------------------------------
-non vedo altro modo se non parlarne apertamente senza aver paura del confronto.
-non credo più al "dialogo" quando una sola parte è aperta e disposta a mettersi in discussione. i muri ascoltano e capiscono meglio.
-da molto tempo ormai vedo che le istituzioni falliscono nel rappresentarci non per mancanza di comunicazione, ma come conflitto di interessi. ahimè sempre lì si becca il fondo.
-ho smesso di partecipare alle manifestazioni perchè in fin dei conti sono solo un "mettere una toppa al buchetto, quando la camicia intera è a brandelli" quindi hanno perso di potere anche queste, figurarsi quelle violente, li abbiamo perso in partenza. dobbiamo astenerci dall'aderire. non partecipare, non alimentare, non comprare. solo chi se lo merita. ma sopratutto discernere il vero dal falso.
---------
si, a parer mio bisognerebbe fare un bel giro di calci un po da tutte le parti. non credo sio molto importante da dove iniziamo, ma credo il punto sia SE iniziamo.
------
la cosa esilarante (non tanto, ma meglio di piangere) è che sembra proprio che la maggior parte è completamente cieca e sorda.
esempio?
(non centra molto con l'apicoltura, ma lascia molto da dire la piega che ha preso) il caso ferragni... ebbene si, assolta. questo fenomeno da baraccone truffa le associazioni di beneficenza, e questi l'assolvono? HA!
giustizia? ma per favore, di che stiam parlando? ma tu piccolo uomo medio prova a non pagare il bollo o le tasse e parte la caccia all'uomo. follia 
purtroppo quello che sottolinei è vero, e a costo di sembrare un disco rotto, io "rompo" le scatole. per questo spingo molto sulla consapevolezza individuale e sulla comunicazione onesta e sincera.
non mi sento assolutamente sconfitto, anzi. voglio condividere il mio punto di vista, ma non voglio che siate d'accordo con me, ma che ci si possa aiutare a costruire un futuro migliore imparando dagli sbagli di tutti. quindi grazie del confronto.
altro punto intereassante che sottolinei è appunto la "presunzione" di qualche individuo di essere già al traguardo solamente dopo i primi 10 passi dalla lina di partenza. altra cosa che condivido è l'eccesso di merito che viene attribuito.. sembra quasi che valga di più la mia immagine di come effettivamente gestisco le mie api.
apro una piccola parentesi dicendo che: quando dico che "non nutro", intendo con sciroppi artificiali o canditi "potenziati", non che lascio morire di fame i miei animali. ci mancherebbe. incasso un po' meno io ma ci guadagnamo tutti alla fine (io e le api).
"Non tratto" è possibile ma vanno fatte delle valutazioni importanti e costanti. Però dire che senza non si può fare secondo me non è propriamente corretto.
sopratutto dove e quando come ripeti spesso..
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-non vedo altro modo se non parlarne apertamente senza aver paura del confronto.
-non credo più al "dialogo" quando una sola parte è aperta e disposta a mettersi in discussione. i muri ascoltano e capiscono meglio.
-da molto tempo ormai vedo che le istituzioni falliscono nel rappresentarci non per mancanza di comunicazione, ma come conflitto di interessi. ahimè sempre lì si becca il fondo.
-ho smesso di partecipare alle manifestazioni perchè in fin dei conti sono solo un "mettere una toppa al buchetto, quando la camicia intera è a brandelli" quindi hanno perso di potere anche queste, figurarsi quelle violente, li abbiamo perso in partenza. dobbiamo astenerci dall'aderire. non partecipare, non alimentare, non comprare. solo chi se lo merita. ma sopratutto discernere il vero dal falso.
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si, a parer mio bisognerebbe fare un bel giro di calci un po da tutte le parti. non credo sio molto importante da dove iniziamo, ma credo il punto sia SE iniziamo.
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la cosa esilarante (non tanto, ma meglio di piangere) è che sembra proprio che la maggior parte è completamente cieca e sorda.
esempio?
(non centra molto con l'apicoltura, ma lascia molto da dire la piega che ha preso) il caso ferragni... ebbene si, assolta. questo fenomeno da baraccone truffa le associazioni di beneficenza, e questi l'assolvono? HA!
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Re: progetto omnibus...?
Gaarth ti rispondo concentrandomi soltanto sui punti che ritengo a sfavore, senza dilungarmi ulteriormente, e poi considero chiuso qui il dibattito.
Sulla varroa e sulle api deboli
Dire che la varroa non sia il problema principale è una posizione legittima, ma rischia di sottovalutare un fattore oggettivo. La varroa non è solo un parassita come tanti altri: è un vettore di virus e un moltiplicatore di fragilità. Il fatto che alcune esperienze o prodotti personali funzionino non invalida il quadro generale.
Fare esperimenti sul campo è fondamentale, ma l’esperienza individuale non sempre è trasferibile su larga scala. Eliminare o ridurre drasticamente i trattamenti può funzionare in un contesto specifico, con determinate linee genetiche o pressioni ambientali, ma non è automaticamente replicabile ovunque. Il rischio è trasformare un successo locale in una regola universale, cosa che non sempre è vera.
Sui documenti e sull’allentamento dei controlli
Quando parli di autorizzare un uso illimitato di sostanze con comprovata tossicità, il punto critico è distinguere la norma dalla sua interpretazione. Il rischio di generalizzazione, in questo caso, è reale: un pacchetto normativo può contenere misure discutibili senza che l’intero impianto sia finalizzato a liberalizzare veleni. Criticare è sano, ma serve una lettura completa e contestualizzata; altrimenti si rischia di combattere una versione semplificata del problema.
Sul dialogo con chi guarda solo i soldi
È vero che esistono agricoltori, proprietari o aziende che ragionano esclusivamente in termini economici. Ma equiparare mentalità discutibili alla delinquenza sposta il confronto dal piano pratico a quello morale. Se l’obiettivo è cambiare le pratiche agricole, occorre individuare leve concrete: incentivi, alternative economicamente sostenibili, reti locali. La contrapposizione frontale raramente produce collaborazione e, senza collaborazione, il cambiamento strutturale è quasi impossibile.
Sull’uso ciclico dei principi attivi
Il tuo punto è chiaro: se non c’è un beneficio equo e qualcuno paga il prezzo, non è accettabile. Tuttavia, in ambito biologico e sanitario, il beneficio al 100% per tutti è un criterio quasi irraggiungibile. Ogni intervento ha costi e benefici distribuiti in modo non uniforme.
L’uso ciclico dei principi attivi nasce proprio per evitare resistenze e limitare danni maggiori. Rifiutarlo in blocco può esporre a rischi diversi, magari meno visibili nell’immediato ma più gravi nel lungo periodo.
Sulla gravità della situazione globale
Che la situazione globale sia complessa e critica è difficile da negare. Il punto debole, però, è trasformare questa consapevolezza in una visione totalizzante. Questo può portare a un linguaggio (“cacciati a calci”, riferimenti estremi) che indebolisce il messaggio invece di rafforzarlo. La forza sta nella solidità dei dati, non nell’intensità delle parole usate.
Sulla provocazione finale
Capisco la provocazione, ma qui il punto critico è che il conflitto personale non aiuta la causa. Se l’obiettivo è dimostrare che certe scelte sono pericolose o miopi, occorre costruire credibilità, non alimentare lo scontro.
La fermezza è una cosa. La contrapposizione distruttiva è un’altra.
Sulla varroa e sulle api deboli
Dire che la varroa non sia il problema principale è una posizione legittima, ma rischia di sottovalutare un fattore oggettivo. La varroa non è solo un parassita come tanti altri: è un vettore di virus e un moltiplicatore di fragilità. Il fatto che alcune esperienze o prodotti personali funzionino non invalida il quadro generale.
Fare esperimenti sul campo è fondamentale, ma l’esperienza individuale non sempre è trasferibile su larga scala. Eliminare o ridurre drasticamente i trattamenti può funzionare in un contesto specifico, con determinate linee genetiche o pressioni ambientali, ma non è automaticamente replicabile ovunque. Il rischio è trasformare un successo locale in una regola universale, cosa che non sempre è vera.
Sui documenti e sull’allentamento dei controlli
Quando parli di autorizzare un uso illimitato di sostanze con comprovata tossicità, il punto critico è distinguere la norma dalla sua interpretazione. Il rischio di generalizzazione, in questo caso, è reale: un pacchetto normativo può contenere misure discutibili senza che l’intero impianto sia finalizzato a liberalizzare veleni. Criticare è sano, ma serve una lettura completa e contestualizzata; altrimenti si rischia di combattere una versione semplificata del problema.
Sul dialogo con chi guarda solo i soldi
È vero che esistono agricoltori, proprietari o aziende che ragionano esclusivamente in termini economici. Ma equiparare mentalità discutibili alla delinquenza sposta il confronto dal piano pratico a quello morale. Se l’obiettivo è cambiare le pratiche agricole, occorre individuare leve concrete: incentivi, alternative economicamente sostenibili, reti locali. La contrapposizione frontale raramente produce collaborazione e, senza collaborazione, il cambiamento strutturale è quasi impossibile.
Sull’uso ciclico dei principi attivi
Il tuo punto è chiaro: se non c’è un beneficio equo e qualcuno paga il prezzo, non è accettabile. Tuttavia, in ambito biologico e sanitario, il beneficio al 100% per tutti è un criterio quasi irraggiungibile. Ogni intervento ha costi e benefici distribuiti in modo non uniforme.
L’uso ciclico dei principi attivi nasce proprio per evitare resistenze e limitare danni maggiori. Rifiutarlo in blocco può esporre a rischi diversi, magari meno visibili nell’immediato ma più gravi nel lungo periodo.
Sulla gravità della situazione globale
Che la situazione globale sia complessa e critica è difficile da negare. Il punto debole, però, è trasformare questa consapevolezza in una visione totalizzante. Questo può portare a un linguaggio (“cacciati a calci”, riferimenti estremi) che indebolisce il messaggio invece di rafforzarlo. La forza sta nella solidità dei dati, non nell’intensità delle parole usate.
Sulla provocazione finale
Capisco la provocazione, ma qui il punto critico è che il conflitto personale non aiuta la causa. Se l’obiettivo è dimostrare che certe scelte sono pericolose o miopi, occorre costruire credibilità, non alimentare lo scontro.
La fermezza è una cosa. La contrapposizione distruttiva è un’altra.
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Re: progetto omnibus...?
Grazie, comprendo se non vuoi proseguire oltre.
aggiungo solo qualche punto: io non ho risposte, ce le abbiamo tutti noi insieme, ognuno ha la sua verità. la mia posizione non accredita e non invalida le realtà altrui. E viceversa.
Basarsi esclusivamente sui "dati" che puoi "facilmente" osservare e trascrivere, non definiscono la realtà "totale" dei fatti. che poi possiamo concordare sull'obbiettività di tali è un altro discorso.
Purtroppo diventa una questione morale. la scienza non ha morale.
la soluzione (non lo dico io, è la quotidianità che viviamo tutti a testimoniarlo a gran voce) è la convivenza e il mutuo rispetto.
La Natura è già un equilibrio sofisticato. questo non significa tollerare atteggiamenti e metodiche che fanno danni a molti e beneficio a pochi.
OGNI azione ha conseguenze.
Noi umani non abbiamo creato niente eppure ci atteggiamo a divinità. guarda caso l'equilibrio "che non decidiamo noi" diviene spesso precario proprio quando "decidiamo" di metterci le mani.
non vi chiedo di ascoltare le parole, vi chiedo di guardavi attorno.
io non sono nessuno e sono anche abbastanza ignorante. se il mio puntare il dito sui fatti viene preso come provocazione allora il problema non sono io
non ho bisogno di credibilità, non devo dimostrare nulla. Se l'albero è buono, lo si vedrà dai suoi frutti.
è anche un argomento grande che tocca veramente molti punti intrinsechi ed è difficile dare una risposta esaustiva.
Comunque... Grazie Ortega. spero tu continui a dare utili consigli ai bisognosi.
aggiungo solo qualche punto: io non ho risposte, ce le abbiamo tutti noi insieme, ognuno ha la sua verità. la mia posizione non accredita e non invalida le realtà altrui. E viceversa.
Basarsi esclusivamente sui "dati" che puoi "facilmente" osservare e trascrivere, non definiscono la realtà "totale" dei fatti. che poi possiamo concordare sull'obbiettività di tali è un altro discorso.
Purtroppo diventa una questione morale. la scienza non ha morale.
la soluzione (non lo dico io, è la quotidianità che viviamo tutti a testimoniarlo a gran voce) è la convivenza e il mutuo rispetto.
La Natura è già un equilibrio sofisticato. questo non significa tollerare atteggiamenti e metodiche che fanno danni a molti e beneficio a pochi.
OGNI azione ha conseguenze.
Noi umani non abbiamo creato niente eppure ci atteggiamo a divinità. guarda caso l'equilibrio "che non decidiamo noi" diviene spesso precario proprio quando "decidiamo" di metterci le mani.
non vi chiedo di ascoltare le parole, vi chiedo di guardavi attorno.
io non sono nessuno e sono anche abbastanza ignorante. se il mio puntare il dito sui fatti viene preso come provocazione allora il problema non sono io
non ho bisogno di credibilità, non devo dimostrare nulla. Se l'albero è buono, lo si vedrà dai suoi frutti.
è anche un argomento grande che tocca veramente molti punti intrinsechi ed è difficile dare una risposta esaustiva.
Comunque... Grazie Ortega. spero tu continui a dare utili consigli ai bisognosi.


