Apicoltura - Arnie e numeri
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- nicola.n
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Apicoltura - Arnie e numeri
Salve a tutti Apicoltori,
sto effettuando una ricerca volta alla raccolta dati e ad un possibile approccio lavorativo al mondo dell'apicoltura.
Girando sul web ho raccolto varie informazioni, anche se non tutte quelle che speravo di ottenere.
Ho preso in considerazione una singola arnia, quindi relativi costi e guadagni calcolati al singolare.
Considero il tutto in ambito dilettantistico, ovvero con numero di arnie inferiori a 10 unità.
Di seguito quanto ho appreso dalla mia "gita" sul web:
Costo Singolo Arnia:
Arnia: 80 €
Sciame: 80 €
10 telai: 8 €
escludi regina: 10 €
2 melari: 20 €
18 telaini per melari: 12,6 €
22 fogli cerei: 33 €
trasformatore e pinze: 100 €
apiscampo: 7 €
Costo trattamento per singola Arnia:
trattamento anti-varroa: 10 €
nutrimento delle api: 7 €
Ricavo materiale per singola Arnia:
miele: min 20 max 40 kg
propoli:150-200 gr
cera d'api: 1-1,5% kg ogni 100 kg
polline: 45-50 kg
Quanto scritto sopra non tiene conto dei costi dell'attrezzatura in generale (tute, smielatore, banco disopercolare ecc..)
Volevo chiedervi:
1) I ricavi materiali per singola arnia sono corretti?
2) Se un apicoltore si cimenta nella produzione di polline, immagino non produrrà miele, giusto?
3) E' saggio riutilizzare la cera dei telai per riformare i fogli cerei? Potreste spiegarmi il processo nel dettaglio?
4) Quante raccolte di miele posso avere? (Ho letto che la raccolta è annuale e si fa a Maggio/Giugno è vero?)
5) Quanto tempo si dedica in media ad un arnia? (escluso problemi di manutenzione straordinaria)
Vi Ringrazio in anticipo del tempo che mi dedicherete e delle risposte che darete.
Grazie
sto effettuando una ricerca volta alla raccolta dati e ad un possibile approccio lavorativo al mondo dell'apicoltura.
Girando sul web ho raccolto varie informazioni, anche se non tutte quelle che speravo di ottenere.
Ho preso in considerazione una singola arnia, quindi relativi costi e guadagni calcolati al singolare.
Considero il tutto in ambito dilettantistico, ovvero con numero di arnie inferiori a 10 unità.
Di seguito quanto ho appreso dalla mia "gita" sul web:
Costo Singolo Arnia:
Arnia: 80 €
Sciame: 80 €
10 telai: 8 €
escludi regina: 10 €
2 melari: 20 €
18 telaini per melari: 12,6 €
22 fogli cerei: 33 €
trasformatore e pinze: 100 €
apiscampo: 7 €
Costo trattamento per singola Arnia:
trattamento anti-varroa: 10 €
nutrimento delle api: 7 €
Ricavo materiale per singola Arnia:
miele: min 20 max 40 kg
propoli:150-200 gr
cera d'api: 1-1,5% kg ogni 100 kg
polline: 45-50 kg
Quanto scritto sopra non tiene conto dei costi dell'attrezzatura in generale (tute, smielatore, banco disopercolare ecc..)
Volevo chiedervi:
1) I ricavi materiali per singola arnia sono corretti?
2) Se un apicoltore si cimenta nella produzione di polline, immagino non produrrà miele, giusto?
3) E' saggio riutilizzare la cera dei telai per riformare i fogli cerei? Potreste spiegarmi il processo nel dettaglio?
4) Quante raccolte di miele posso avere? (Ho letto che la raccolta è annuale e si fa a Maggio/Giugno è vero?)
5) Quanto tempo si dedica in media ad un arnia? (escluso problemi di manutenzione straordinaria)
Vi Ringrazio in anticipo del tempo che mi dedicherete e delle risposte che darete.
Grazie
- old
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Re: Apicoltura - Arnie e numeri
Esperienza quarantennale:
Iniziare con non meno di 3 e non più di 4 arnie.
Centrifuga e banco disopercolatore non indispensabili e cari.
Il Maturatore con filtro di rete metallica ci vuole, costa poco.
Fino a 6-8 arnie non provare nemmeno a tenere una contabilità: rischio depressione.
Il deficit sarà meno di poche sigarette al giorno, e si guadagna in salute fisica e psichica.
Dopo un bel po’ di anni di esperienza si può riflettere se continuare in grande “per diventare ricchi?”
Studia l’apicoltura e non l’economia.
Non desistere dopo i primi inevitabili scivoloni.
Buona fortuna
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Centrifuga e banco disopercolatore non indispensabili e cari.
Il Maturatore con filtro di rete metallica ci vuole, costa poco.
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- nicola.n
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Re: Apicoltura - Arnie e numeri
Grazie per la fiducia, purtroppo attualmente non ho i mezzi materiali fisici (spazi) e anche un po' temporali per dedicarmici.old ha scritto: 08/01/2021, 19:59 Esperienza quarantennale:
Iniziare con non meno di 3 e non più di 4 arnie.
Centrifuga e banco disopercolatore non indispensabili e cari.
Il Maturatore con filtro di rete metallica ci vuole, costa poco.
Fino a 6-8 arnie non provare nemmeno a tenere una contabilità: rischio depressione.
Il deficit sarà meno di poche sigarette al giorno, e si guadagna in salute fisica e psichica.
Dopo un bel po’ di anni di esperienza si può riflettere se continuare in grande “per diventare ricchi?”
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Buona fortuna
La mia è un "affascinatura" nei confronti del mondo dell'apicoltura.
In ogni caso le mie domande sono da neofita o anche meno e soprattutto a scopo di studio e di fattibilità per un progetto universitario.
Grazie per il Maturatore, lo terrò in considerazione nei calcoli.
Al posto della Centrifuga e del banco disopercolatore cosa mi consiglieresti?
L'estrazione a mano è consigliata con poche arnie?
- old
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Re: Apicoltura - Arnie e numeri
Di arnie ne ho poche. I favi del melario, senza filo metallico, vengono costruiti ogni anno.
Li estraggo con un coltello dal telaino, li trito con le mani, li metto a colare sul filtro.
Da ogni melario ricavo ½ kg di cera chiara.
Di miele ce ne è un po’ meno ma ottimo.
Senza tanti calcoli posso assicurare che il costo al Kg è altino, ma mi va bene così.
Non è in vendita: lo regalo a chi mi pare. È ambito e gradito.
Un saluto.
Li estraggo con un coltello dal telaino, li trito con le mani, li metto a colare sul filtro.
Da ogni melario ricavo ½ kg di cera chiara.
Di miele ce ne è un po’ meno ma ottimo.
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Non è in vendita: lo regalo a chi mi pare. È ambito e gradito.
Un saluto.
- nicola.n
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Re: Apicoltura - Arnie e numeri
Grazie mille per la tua esperienza, attendo ulteriori risposte dagli altri utenti del forum. Vi sarei grato se rispondeste alle mie domandeold ha scritto: 08/01/2021, 23:51 Di arnie ne ho poche. I favi del melario, senza filo metallico, vengono costruiti ogni anno.
Li estraggo con un coltello dal telaino, li trito con le mani, li metto a colare sul filtro.
Da ogni melario ricavo ½ kg di cera chiara.
Di miele ce ne è un po’ meno ma ottimo.
Senza tanti calcoli posso assicurare che il costo al Kg è altino, ma mi va bene così.
Non è in vendita: lo regalo a chi mi pare. È ambito e gradito.
Un saluto.
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Re: Apicoltura - Arnie e numeri
Ciao nicola.n.. 
In passato ho avuto la possibilità (e fortuna) di assistere a un progetto universitario sulle api.. se hai voglia, puoi raccontare di più sul tuo?
Riguardo alle tue domande, proveremo a darti risposta, ma sappi che siam sul puramente teorico, in quanto l apicoltura è un settore con molte (davvero molte) variabili e dare una risposta "standard" non è possibile.. ogni stagione ha le sue peculiarità, il clima & territorio altrettante, i sistemi di conduzione idem..
pertanto, in condizioni ottimali, teoricamente :
1- Ricavi più veritieri potrebbero essere: 60kg di miele, 15kg di polline.. (50kg di polline è una cifra spropositata per quel che ho potuto constatare dalle mie parti)
2- In genere si.. Quando si insedia una famiglia in un alveare codesta necessita di esser "indirizzata", cè chi vuol far miele, chi si concentra sul polline o sulla pappa reale o altro, certo è che non si può fare molto di tutto.. a qualcosa bisogna rinunciare..
3- Sarebbe saggio utilizzare solo cera d opercolo per codesta operazione.. tralasciando rischi malattie (e incendio), il processo consiste nel fondere la cera e colarla in stampi appositi.. niente di trascendentale, se restiamo nella teoria..
4- Spesso i raccolti combaciano con le fioriture.. qui abbiamo prevalentemente acacia e castagno, ma nessuno vieta di fare un singolo miele.. oppure tre..
5- Generalmente una famiglia necessita di un paio di controlli settimanali.. tuttavia cè chi si reca in apiario tutti i giorni, chi una volta al mese.. qui più tempo investi e maggiori risultati ottieni..
------------
In apicoltura delle risposte più esaustive posson esser date solo dopo aver capito cosa vuoi fare con queste api?
abbiam la fortuna di poter collaborare con questo animale fantastico, la capacità d adattamento si osserva anche nei confronti dell apicoltore, è per questo che non ha senso voler generalizzare, è un settore troppo ampio e in costante cambiamento, evolve di stagione in stagione e ciò che crediamo oggi è smentito domani..
esiste un modo di far apicoltura per ogni singolo apicoltore, è anche questo il bello del nostro lavoro..

In passato ho avuto la possibilità (e fortuna) di assistere a un progetto universitario sulle api.. se hai voglia, puoi raccontare di più sul tuo?
Riguardo alle tue domande, proveremo a darti risposta, ma sappi che siam sul puramente teorico, in quanto l apicoltura è un settore con molte (davvero molte) variabili e dare una risposta "standard" non è possibile.. ogni stagione ha le sue peculiarità, il clima & territorio altrettante, i sistemi di conduzione idem..
pertanto, in condizioni ottimali, teoricamente :
1- Ricavi più veritieri potrebbero essere: 60kg di miele, 15kg di polline.. (50kg di polline è una cifra spropositata per quel che ho potuto constatare dalle mie parti)
2- In genere si.. Quando si insedia una famiglia in un alveare codesta necessita di esser "indirizzata", cè chi vuol far miele, chi si concentra sul polline o sulla pappa reale o altro, certo è che non si può fare molto di tutto.. a qualcosa bisogna rinunciare..
3- Sarebbe saggio utilizzare solo cera d opercolo per codesta operazione.. tralasciando rischi malattie (e incendio), il processo consiste nel fondere la cera e colarla in stampi appositi.. niente di trascendentale, se restiamo nella teoria..
4- Spesso i raccolti combaciano con le fioriture.. qui abbiamo prevalentemente acacia e castagno, ma nessuno vieta di fare un singolo miele.. oppure tre..
5- Generalmente una famiglia necessita di un paio di controlli settimanali.. tuttavia cè chi si reca in apiario tutti i giorni, chi una volta al mese.. qui più tempo investi e maggiori risultati ottieni..
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In apicoltura delle risposte più esaustive posson esser date solo dopo aver capito cosa vuoi fare con queste api?
abbiam la fortuna di poter collaborare con questo animale fantastico, la capacità d adattamento si osserva anche nei confronti dell apicoltore, è per questo che non ha senso voler generalizzare, è un settore troppo ampio e in costante cambiamento, evolve di stagione in stagione e ciò che crediamo oggi è smentito domani..
esiste un modo di far apicoltura per ogni singolo apicoltore, è anche questo il bello del nostro lavoro..
- BjHorn
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Re: Apicoltura - Arnie e numeri
Ni, sono molto teorici ed ottimistici (molto). Più realistico un 15/25 (quando va bene).
Il primo anno si fa fatica ad andare in produzione, non certo con quei numeri e non con tutte le famiglie.
Stai limitando l'afflusso di nutrimento per api e covata, di conseguenza alteri gli equilibri della famiglia, si spera a scapito SOLO della produzione di miele.nicola.n ha scritto: 08/01/2021, 17:18 2) Se un apicoltore si cimenta nella produzione di polline, immagino non produrrà miele, giusto?
La costruzione di un favo richiede il consumo di qualche chilo di miele (5/7) quindi non solo è saggio ma quasi necessario riutilizzare i favi, che vanno sostituiti solo quando molto vecchi.nicola.n ha scritto: 08/01/2021, 17:18 3) E' saggio riutilizzare la cera dei telai per riformare i fogli cerei? Potreste spiegarmi il processo nel dettaglio?
L'apicoltore medio difficilmente ha i mezzi/attrezzatura per ricreare fogli cerei di qualità, preferisce vendere la cera fusa a chi si occupa di costruire fogli cerei per poi ricomprarli.
Dipende da tanti di quei fattori che è difficile spiegarli in breve. Se tutto va bene si può avere più di una raccolta, ma non è la norma se non si fa nomadismo.nicola.n ha scritto: 08/01/2021, 17:18 4) Quante raccolte di miele posso avere? (Ho letto che la raccolta è annuale e si fa a Maggio/Giugno è vero?)
In piena stagione una visita ogni 4 o 5 giorni, da 20 minuti ad un'ora per arnia.nicola.n ha scritto: 08/01/2021, 17:18 5) Quanto tempo si dedica in media ad un arnia? (escluso problemi di manutenzione straordinaria)
Tutto questo secondo le mie esperienze (che sono misere) e quel poco che so. E' solo il mio contributo senza ambizioni di verità.
- nicola.n
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Re: Apicoltura - Arnie e numeri
Grazie della risposta.Rob ha scritto: 09/01/2021, 12:45 Ciao nicola.n..
In passato ho avuto la possibilità (e fortuna) di assistere a un progetto universitario sulle api.. se hai voglia, puoi raccontare di più sul tuo?
Riguardo alle tue domande, proveremo a darti risposta, ma sappi che siam sul puramente teorico, in quanto l apicoltura è un settore con molte (davvero molte) variabili e dare una risposta "standard" non è possibile.. ogni stagione ha le sue peculiarità, il clima & territorio altrettante, i sistemi di conduzione idem..
pertanto, in condizioni ottimali, teoricamente :
1- Ricavi più veritieri potrebbero essere: 60kg di miele, 15kg di polline.. (50kg di polline è una cifra spropositata per quel che ho potuto constatare dalle mie parti)
2- In genere si.. Quando si insedia una famiglia in un alveare codesta necessita di esser "indirizzata", cè chi vuol far miele, chi si concentra sul polline o sulla pappa reale o altro, certo è che non si può fare molto di tutto.. a qualcosa bisogna rinunciare..
3- Sarebbe saggio utilizzare solo cera d opercolo per codesta operazione.. tralasciando rischi malattie (e incendio), il processo consiste nel fondere la cera e colarla in stampi appositi.. niente di trascendentale, se restiamo nella teoria..
4- Spesso i raccolti combaciano con le fioriture.. qui abbiamo prevalentemente acacia e castagno, ma nessuno vieta di fare un singolo miele.. oppure tre..
5- Generalmente una famiglia necessita di un paio di controlli settimanali.. tuttavia cè chi si reca in apiario tutti i giorni, chi una volta al mese.. qui più tempo investi e maggiori risultati ottieni..![]()
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In apicoltura delle risposte più esaustive posson esser date solo dopo aver capito cosa vuoi fare con queste api?
abbiam la fortuna di poter collaborare con questo animale fantastico, la capacità d adattamento si osserva anche nei confronti dell apicoltore, è per questo che non ha senso voler generalizzare, è un settore troppo ampio e in costante cambiamento, evolve di stagione in stagione e ciò che crediamo oggi è smentito domani..![]()
esiste un modo di far apicoltura per ogni singolo apicoltore, è anche questo il bello del nostro lavoro..
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Per Il progetto universitario ti posso dire che è focalizzato sulla tecnologia moderna da introdurre nelle api, nella fattispecie servirà per avvicinare il consumatore all'apicoltore attraverso un canale diretto che permette una reciproca sostenibilità sia in termini finanziari che materiali.
A grandi grandissime linee ecco il progetto.
Nella fattispecie lo studio di cui sopra era volto all'analisi dei costi e ricavi a singola arnia in modo da poter capire se e quante persone potevano essere "sfamate" da una singola arnia in regime di consumo medio (1 vasetto da 1 kg circa ogni 6 mesi per una famiglia da 4 persone).
Ti ringrazio delle risposte, sicuramente terrò conto di ogni vostro commento.
Per avere informazioni concerne tutto il processo ed in modo accurato cosa mi consigliate?
- nicola.n
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Re: Apicoltura - Arnie e numeri
Grazie mille per la risposta, speravo sinceramente una stima di produzione media (in condizioni medie, premetto che abito nel Bolognese) fosse all'incirca dai 20 ai 30 kg di miele.BjHorn ha scritto: 09/01/2021, 14:25Ni, sono molto teorici ed ottimistici (molto). Più realistico un 15/25 (quando va bene).
Il primo anno si fa fatica ad andare in produzione, non certo con quei numeri e non con tutte le famiglie.Stai limitando l'afflusso di nutrimento per api e covata, di conseguenza alteri gli equilibri della famiglia, si spera a scapito SOLO della produzione di miele.nicola.n ha scritto: 08/01/2021, 17:18 2) Se un apicoltore si cimenta nella produzione di polline, immagino non produrrà miele, giusto?La costruzione di un favo richiede il consumo di qualche chilo di miele (5/7) quindi non solo è saggio ma quasi necessario riutilizzare i favi, che vanno sostituiti solo quando molto vecchi.nicola.n ha scritto: 08/01/2021, 17:18 3) E' saggio riutilizzare la cera dei telai per riformare i fogli cerei? Potreste spiegarmi il processo nel dettaglio?
L'apicoltore medio difficilmente ha i mezzi/attrezzatura per ricreare fogli cerei di qualità, preferisce vendere la cera fusa a chi si occupa di costruire fogli cerei per poi ricomprarli.Dipende da tanti di quei fattori che è difficile spiegarli in breve. Se tutto va bene si può avere più di una raccolta, ma non è la norma se non si fa nomadismo.nicola.n ha scritto: 08/01/2021, 17:18 4) Quante raccolte di miele posso avere? (Ho letto che la raccolta è annuale e si fa a Maggio/Giugno è vero?)In piena stagione una visita ogni 4 o 5 giorni, da 20 minuti ad un'ora per arnia.nicola.n ha scritto: 08/01/2021, 17:18 5) Quanto tempo si dedica in media ad un arnia? (escluso problemi di manutenzione straordinaria)
Tutto questo secondo le mie esperienze (che sono misere) e quel poco che so. E' solo il mio contributo senza ambizioni di verità.
Non sapevo ci volesse miele per produrre nuovamente il favo, sapevo (forse erroneamente) che le api fossero in grado di riprodurre il favo sì mangiando le loro scorte (miele), ma che nel caso fosse stato già fornito non necessitassero di ulteriore materiale.
Grazie mille ancora
- BjHorn
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Re: Apicoltura - Arnie e numeri
Ogni anno uno o due favi vanno rimossi e sostituiti (ma non è la regola) perchè troppo vecchi o per altri motivi.nicola.n ha scritto: 09/01/2021, 15:07 Non sapevo ci volesse miele per produrre nuovamente il favo, sapevo (forse erroneamente) che le api fossero in grado di riprodurre il favo sì mangiando le loro scorte (miele), ma che nel caso fosse stato già fornito non necessitassero di ulteriore materiale.
Si possono introdurre nell'arnia favi già completamente costruiti precedentemente, sempre dalle api, oppure introdurre telai con il foglio cereo DA COSTRUIRE.
Quando devono costruire sul cereo, è opinione comune (suffragata da studi) che vengano consumate delle quantità di miele.
Ho indicato 5/7 chili, ma sto approssimando "per sentito dire", i numeri precisi non li conosco.
Poi c'è chi, come me, preferisce non usare il foglio cereo, ma lasciare alle api completa libertà d'azione, e in questo caso le quantità aumentano.
Io credo, per poter fare delle "stime medie" abbastanza fedeli, che questo tipo di domande vadano fatte alle grosse aziende, più abituate a tener conto di tutti i "numeretti" e soprattutto su un arco temporale ben più ampio che comprenda almeno 3 o 4 anni.
Primo: Perchè il piccolo apicoltore preferisce NON SAPERE quanto gli costa la sua passione in rapporto a quello che guadagna (guai a farlo, butterebbe tutto alle ortiche...
Secondo: Ha la tendenza a ricordare solo gli eventi buoni o quelli catastrofici, nel senso che una stagione può andar tutto bene, la successiva perdere le famiglie o produrre pochissimo (capita).
Terzo: Scrive poco o niente per poi tirare le somme, spesso si va a memoria, che in quanto umana... è labile.
Quarto: Spesso utilizza o ricicla materiale per produrre accessori (nutritori, trappole, diaframmi) che non vengono conteggiati nelle "uscite" e quindi non quantificabili.
Quinto: Molti utilizzano sostanze per i trattamenti (vedi ossalico) che si trova in commercio in due "formati", uno legale e l'altro... 'nzomma (ma la sostanza è la stessa) solo che quello legale costa un occhio della testa, l'altro te lo tirano dietro a chili a pochi euro.
Il piccolo apicoltore non è "incoraggiato" ad usare solo quello legale, mentre la grande azienda "sarebbe" costretta a farlo e sostenerne le spese!
E come prima... Sempre e solo mie personali opinioni!
- Hertz
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Re: Apicoltura - Arnie e numeri
Ciascun apicoltore ha una manualità diversa dall'altro, un esperienza diversa, api probabilmente per ora.. diverse, postazioni e zone diverse (ergo suoli, climi e flora diversi), questo e non solo determina che nessuno credo potrà avere risposte univoche e "veritiere" valide per tutti e tutte le situazioni.
miele:
- stanziale (min ZERO, max 40/50 kg, ma non negli ultimissimi anni), la media del 15/20 di BjHorn in stanziale negli ultimi anni vedo che è azzeccata, del resto tra le tante variabili c'è qualche costante: Le fioriture che sbroccano per il meteo improbabile degli ultimi anni ed i trattamenti si fanno ovunque sul territorio italiano.
-nomadista (il minimo che hai messo ci siamo, significa azzeccare UNA sola fioritura con famiglie non al top tra tutto il girovagare che hai fatto, in pratica almeno 1 bersaglio su tutte le cartucce sparate per statistica lo prendi, la benza però non è gratis, ma se sei azienda e non avrebbe senso fare nomadista se non lo sei, difficilmente starai in piedi con una produzione media minima cosi bassa), come per qualsiasi altra attività i numeri buttati li servo a poco, quante spese hai? ..e di conseguenza sai quanto devi produrre per stare in piedi.
[curiosità personale: qual'è l'utilità del valore massimo?
polline: magari! sul castagno se sei bravo e hai famiglie valide che ti intasano normalmente il nido.. qui anche se con risultati molto diversi da zona a zona facico la metà, trappole da 2/3 kg non ricordo di capacità, raramente le ho trovate piene, ma non ci sto dietro come per altre cose, sicuramente esistono posti dove a quei risultati ci arrivano.
La produzione di miele associata alla raccolta di polline non è una roba strana ed il calo di miele secondo me è trascurabile in condizioni propizie, tornando al famoso castagno senza trappola da polline capita che ti ritrovi il polline stoccato nei melari in famiglia forti.2) Se un apicoltore si cimenta nella produzione di polline, immagino non produrrà miele, giusto?
Tutto viene da se, postazione scarse, famiglie scarse e sfiga con il meteo diventano un triangolo della bermuda per la produzione che sia miele che sia polline etc (e ho citato le sole 3 variabili più grandi e facilmente intuibili).
Saggio probabilmente si se non usi mai acaricidi di sintesi, Fattibile per apicoltori amatoriali (hobbisti è ancora un tabù?) o piccoli/medi produttori non granchè, servono investimenti non proprio piccoli per l'intero processo fatto come dovrebbe esser fatto, controllo della temperatura, sterilizzazione etc3) E' saggio riutilizzare la cera dei telai per riformare i fogli cerei? Potreste spiegarmi il processo nel dettaglio?
Io non lo faccio, se non "alla carlona" per le piccole cose (una colatina sui telaini per indirizzare la costruzione del favo senza cereo, fare i cupolini con gli stampi etc), non uso più i cerei se non in casi molto specifici, la vendita non è sta gran cosa, ma neanche così deprecabile come era fino a poco tempo fa, adesso se sei in regime Bio e fai fare le dovute analisi ha un certo valore.
Secondo me, indeterminabile quasi più degli altri parametri.4) Quante raccolte di miele posso avere? (Ho letto che la raccolta è annuale e si fa a Maggio/Giugno è vero?)
La prima variabile anche qui direi se uno è stanziale o fa nomadismo.
Un volta quando non esistevano i monoflora, si raccoglieva tutto in una volta in estate, poi passarono a raccogliere il miele di primavera e quello estivo, adesso esiste una specializzazione e anche molte tecniche (nonchè una richiesta anche dei consumatori) per produrre specifici monoflora o (ancor piu recentemente) millefiori particolari (un po come il vino.. noto una bellissima e interessante iniziativa ancora "strisciante" che accenna al concetto di "terroir" anche per il miele millferiori, si parla però di zone particolari diciamo cosi). Tutto ciò evidenzia come lo scopo di cosa voler ottenere determinerà inevitabilmente quante volte uno raccgolierà il miele, ci sono monoflora che in 1 settimana hanno iniziato, riempieto (si spera) i melari e sono gia sfiorite, altre hanno flussi scarsi ma molto lunghi che ti fanno raccogliere anche quasi un mese dopo, tipo la melata estiva, anche qui meteo e afidi permettendo.
da miele:5) Quanto tempo si dedica in media ad un arnia? (escluso problemi di manutenzione straordinaria)
- ogni 4 giorni visite veloci (10 minuti a cassa max, meglio 5) nei mesi a rischio sciamatura
- almeno ogni settimana in prossimità del ritiro o per gli sciami
- un paio al mese le postazioni lontane nelle fasi improduttive
da pappa:
ogni giorno per tutto il periodo produttivo
Ultima modifica di Hertz il 09/01/2021, 17:33, modificato 2 volte in totale.
- Hertz
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Re: Apicoltura - Arnie e numeri
BjHorn ha scritto: 09/01/2021, 16:20 Perchè il piccolo apicoltore preferisce NON SAPERE quanto gli costa la sua passione in rapporto a quello che guadagna (guai a farlo, butterebbe tutto alle ortiche...![]()
)
Questa va incorniciata
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Re: Apicoltura - Arnie e numeri
Dimenticavo, il polline va raccolto max ogni 2/3 giorni, quotidianamente se il tempo minaccia maccaja o pioggiaHertz ha scritto: 09/01/2021, 17:25da miele:5) Quanto tempo si dedica in media ad un arnia? (escluso problemi di manutenzione straordinaria)
- ogni 4 giorni visite veloci (10 minuti a cassa max, meglio 5) nei mesi a rischio sciamatura
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Re: Apicoltura - Arnie e numeri
Grazie mille ahah, tutto molto chiaro e comprensibile!BjHorn ha scritto: 09/01/2021, 16:20Ogni anno uno o due favi vanno rimossi e sostituiti (ma non è la regola) perchè troppo vecchi o per altri motivi.nicola.n ha scritto: 09/01/2021, 15:07 Non sapevo ci volesse miele per produrre nuovamente il favo, sapevo (forse erroneamente) che le api fossero in grado di riprodurre il favo sì mangiando le loro scorte (miele), ma che nel caso fosse stato già fornito non necessitassero di ulteriore materiale.
Si possono introdurre nell'arnia favi già completamente costruiti precedentemente, sempre dalle api, oppure introdurre telai con il foglio cereo DA COSTRUIRE.
Quando devono costruire sul cereo, è opinione comune (suffragata da studi) che vengano consumate delle quantità di miele.
Ho indicato 5/7 chili, ma sto approssimando "per sentito dire", i numeri precisi non li conosco.
Poi c'è chi, come me, preferisce non usare il foglio cereo, ma lasciare alle api completa libertà d'azione, e in questo caso le quantità aumentano.
Io credo, per poter fare delle "stime medie" abbastanza fedeli, che questo tipo di domande vadano fatte alle grosse aziende, più abituate a tener conto di tutti i "numeretti" e soprattutto su un arco temporale ben più ampio che comprenda almeno 3 o 4 anni.
Primo: Perchè il piccolo apicoltore preferisce NON SAPERE quanto gli costa la sua passione in rapporto a quello che guadagna (guai a farlo, butterebbe tutto alle ortiche...![]()
)
Secondo: Ha la tendenza a ricordare solo gli eventi buoni o quelli catastrofici, nel senso che una stagione può andar tutto bene, la successiva perdere le famiglie o produrre pochissimo (capita).
Terzo: Scrive poco o niente per poi tirare le somme, spesso si va a memoria, che in quanto umana... è labile.
Quarto: Spesso utilizza o ricicla materiale per produrre accessori (nutritori, trappole, diaframmi) che non vengono conteggiati nelle "uscite" e quindi non quantificabili.
Quinto: Molti utilizzano sostanze per i trattamenti (vedi ossalico) che si trova in commercio in due "formati", uno legale e l'altro... 'nzomma (ma la sostanza è la stessa) solo che quello legale costa un occhio della testa, l'altro te lo tirano dietro a chili a pochi euro.
Il piccolo apicoltore non è "incoraggiato" ad usare solo quello legale, mentre la grande azienda "sarebbe" costretta a farlo e sostenerne le spese!
E come prima... Sempre e solo mie personali opinioni!![]()
Mi hanno sempre incuriosito le scelte degli apicoltori in quanto varie e mai del tutto uguali tra loro.
Grazie ancora
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Re: Apicoltura - Arnie e numeri
Hertz ha scritto: 09/01/2021, 17:25Ciascun apicoltore ha una manualità diversa dall'altro, un esperienza diversa, api probabilmente per ora.. diverse, postazioni e zone diverse (ergo suoli, climi e flora diversi), questo e non solo determina che nessuno credo potrà avere risposte univoche e "veritiere" valide per tutti e tutte le situazioni.
miele:
- stanziale (min ZERO, max 40/50 kg, ma non negli ultimissimi anni), la media del 15/20 di BjHorn in stanziale negli ultimi anni vedo che è azzeccata, del resto tra le tante variabili c'è qualche costante: Le fioriture che sbroccano per il meteo improbabile degli ultimi anni ed i trattamenti si fanno ovunque sul territorio italiano.![]()
-nomadista (il minimo che hai messo ci siamo, significa azzeccare UNA sola fioritura con famiglie non al top tra tutto il girovagare che hai fatto, in pratica almeno 1 bersaglio su tutte le cartucce sparate per statistica lo prendi, la benza però non è gratis, ma se sei azienda e non avrebbe senso fare nomadista se non lo sei, difficilmente starai in piedi con una produzione media minima cosi bassa), come per qualsiasi altra attività i numeri buttati li servo a poco, quante spese hai? ..e di conseguenza sai quanto devi produrre per stare in piedi.
[curiosità personale: qual'è l'utilità del valore massimo?]
polline: magari! sul castagno se sei bravo e hai famiglie valide che ti intasano normalmente il nido.. qui anche se con risultati molto diversi da zona a zona facico la metà, trappole da 2/3 kg non ricordo di capacità, raramente le ho trovate piene, ma non ci sto dietro come per altre cose, sicuramente esistono posti dove a quei risultati ci arrivano.
La produzione di miele associata alla raccolta di polline non è una roba strana ed il calo di miele secondo me è trascurabile in condizioni propizie, tornando al famoso castagno senza trappola da polline capita che ti ritrovi il polline stoccato nei melari in famiglia forti.2) Se un apicoltore si cimenta nella produzione di polline, immagino non produrrà miele, giusto?
Tutto viene da se, postazione scarse, famiglie scarse e sfiga con il meteo diventano un triangolo della bermuda per la produzione che sia miele che sia polline etc (e ho citato le sole 3 variabili più grandi e facilmente intuibili).
Saggio probabilmente si se non usi mai acaricidi di sintesi, Fattibile per apicoltori amatoriali (hobbisti è ancora un tabù?) o piccoli/medi produttori non granchè, servono investimenti non proprio piccoli per l'intero processo fatto come dovrebbe esser fatto, controllo della temperatura, sterilizzazione etc3) E' saggio riutilizzare la cera dei telai per riformare i fogli cerei? Potreste spiegarmi il processo nel dettaglio?
Io non lo faccio, se non "alla carlona" per le piccole cose (una colatina sui telaini per indirizzare la costruzione del favo senza cereo, fare i cupolini con gli stampi etc), non uso più i cerei se non in casi molto specifici, la vendita non è sta gran cosa, ma neanche così deprecabile come era fino a poco tempo fa, adesso se sei in regime Bio e fai fare le dovute analisi ha un certo valore.
Secondo me, indeterminabile quasi più degli altri parametri.4) Quante raccolte di miele posso avere? (Ho letto che la raccolta è annuale e si fa a Maggio/Giugno è vero?)
La prima variabile anche qui direi se uno è stanziale o fa nomadismo.
Un volta quando non esistevano i monoflora, si raccoglieva tutto in una volta in estate, poi passarono a raccogliere il miele di primavera e quello estivo, adesso esiste una specializzazione e anche molte tecniche (nonchè una richiesta anche dei consumatori) per produrre specifici monoflora o (ancor piu recentemente) millefiori particolari (un po come il vino.. noto una bellissima e interessante iniziativa ancora "strisciante" che accenna al concetto di "terroir" anche per il miele millferiori, si parla però di zone particolari diciamo cosi). Tutto ciò evidenzia come lo scopo di cosa voler ottenere determinerà inevitabilmente quante volte uno raccgolierà il miele, ci sono monoflora che in 1 settimana hanno iniziato, riempieto (si spera) i melari e sono gia sfiorite, altre hanno flussi scarsi ma molto lunghi che ti fanno raccogliere anche quasi un mese dopo, tipo la melata estiva, anche qui meteo e afidi permettendo.
da miele:5) Quanto tempo si dedica in media ad un arnia? (escluso problemi di manutenzione straordinaria)
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Grazie mille per la risposta.
Nella stima stavo facendo riferimento ad un arnia stanziale, quindi non con la tecnica del nomadismo.
La stima max di ricavato di kg di miele serve per avere una media tra il min e max.
Ci sono tante variabili in gioco quindi e penso forse sia anche il bello dell'apicoltura(?).
Ho letto in effetti che il tempo di maturazione nelle celle del miele avviene con tempistiche molto differenti tra loro in base alla pianta da cui si estrae il polline, quindi sicuramente questo influisce sulle raccolte del miele.
Comunque bellissimo mondo quello delle api!


